Squillace, tartaruga marina trovata senza vita sulla spiaggia

Una tartaruga marina di grandi dimensioni, con ogni probabilità una Caretta caretta, è stata rinvenuta senza vita sulla spiaggia di Squillace, nei pressi della foce del fiume Alessi. L’animale, trovato decapitato sulla battigia, presentava ferite compatibili con l’impatto dell’elica di un’imbarcazione. A lanciare l’allarme sono stati alcuni operatori di uno stabilimento balneare, che hanno immediatamente richiesto l’intervento della Capitaneria di Porto, giunta sul posto insieme a un veterinario per le verifiche del caso. Purtroppo, episodi come questo non sono rari lungo le coste calabresi. Le tartarughe marine devono quotidianamente fare i conti con ami abbandonati, ingestione di plastica, reti fantasma e collisioni con le barche, una delle principali cause di mortalità. I centri di recupero della regione lavorano senza sosta per soccorrere gli esemplari feriti, ma la pressione antropica continua a rappresentare una minaccia costante. La morte di questa tartaruga non è solo un fatto di cronaca, ma è il sintomo di un ecosistema marino che soffre. Ogni esemplare di Caretta caretta ha un ruolo fondamentale nell’equilibrio dell’ambiente marino, contribuendo, ad esempio, al controllo delle popolazioni di meduse e alla salute degli habitat costieri. Tra circa un mese inizierà la stagione dei monitoraggi per la nidificazione, un periodo importante per la sopravvivenza della specie. Le spiagge calabresi, tra cui quelle del Golfo di Squillace, sono sempre più spesso scelte dalle tartarughe per deporre le uova. Per questo sarà indispensabile rafforzare le azioni di tutela, intensificare i controlli e sensibilizzare residenti e turisti. La tragedia di questa tartaruga dovrebbe spingere a riflettere sul nostro rapporto con il mare. Ridurre la velocità delle imbarcazioni in prossimità della costa, evitare l’abbandono di rifiuti, segnalare animali in difficoltà e sostenere le attività dei centri di recupero sono gesti concreti che possono fare la differenza. Il mare restituisce ciò che riceve e proteggerlo significa proteggere la biodiversità, il turismo, l’identità stessa delle comunità costiere. La morte di questa Caretta caretta è un monito severo, ma può diventare anche un punto di ripartenza verso una maggiore consapevolezza ambientale.
Carmela Commodaro
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