Interviste SottoTraccia di Davide Mercurio. La 43ª puntata è con i Moribiondi Crew

Nel giorno in cui si celebra il lavoro, il percorso dei Moribiondi Crew assume un significato ancora più profondo. La 43ª puntata di Interviste SottoTraccia a cura di Davide Mercurio, del Collettivo OndaRock, li accoglie come protagonisti di una storia che parla di fatica, dedizione, identità in costruzione e di quella scintilla creativa che nasce solo quando l’arte incontra la necessità. “Che tutti voi musicanti possiate trasformare ogni sacrificio, ogni vostra produzione, in suono che spacca il silenzio” non è soltanto un augurio: è la chiave d’accesso al loro mondo. Un mondo fatto di energia, studio, prove infinite, intuizioni improvvise e un’urgenza espressiva che non concede compromessi. I Moribiondi Crew nascono nel 2023 da un nucleo di amicizia e collaborazione che nel tempo si è trasformato in un progetto musicale vero e proprio. L’incontro con nuove ispirazioni e contaminazioni artistiche ha dato vita a una crew di dieci musicisti, una sorta di famiglia sonora fondata su valori semplici e solidi: umiltà, curiosità, autenticità. Prima ancora della tecnica, prima ancora del palco. Il loro stile è un mosaico vivo: jazz, blues, rock, swing, soul, con l’hip hop come filo narrativo e identitario. Non cercano un genere, non vogliono una definizione. La loro identità è in evoluzione, giovane, in formazione, e proprio per questo estremamente vitale. Per i Moribiondi Crew la contaminazione non è un espediente, ma il risultato naturale delle diverse anime che compongono il gruppo. Ogni musicista porta un pezzo di sé, e il risultato è un suono che rifiuta l’omologazione e difende la libertà creativa. Al centro della loro visione c’è il ritorno alla musica suonata dal vivo. Non come nostalgia, ma come esigenza. Per loro la musica non è un prodotto: è un bisogno, un gesto necessario quanto il respiro. E perde significato quando diventa solo ricerca di visibilità o successo. La loro è una posizione netta, quasi politica nel senso più puro: rivendicare l’urgenza espressiva in un sistema musicale spesso guidato da logiche esterne all’arte. Le canzoni dei Moribiondi Crew parlano di precarietà, crescita, nostalgia, resistenza quotidiana. Raccontano ciò che vivono e ciò che vedono vivere. Brani come “Donna Kelly” e “You Don’t Know How to Fight” sono tasselli di un racconto generazionale: il disagio, le speranze, la sensazione di essere sospesi in un mondo frammentato. La loro musica vuole creare connessione, soprattutto con chi si sente fuori posto, in bilico, in cerca di un appiglio. Il 2025 ha segnato una fase importante del loro percorso. Tra i momenti più significativi, il Catanzaro Sound Festival, il Rap Cage Tournament, l’apertura al concerto dei Gemelli Diversi. Esperienze che hanno portato soddisfazioni, sconfitte, nuove relazioni, e soprattutto consapevolezza. La crew ha iniziato a farsi spazio nella scena indipendente con un’identità sempre più riconoscibile, soprattutto grazie alla forza del Live suonato interamente dal vivo. Il futuro dei Moribiondi Crew guarda a un EP in lavorazione e a nuovi brani, tra cui “No Stress”, pensato come un ulteriore passo nella definizione del loro sound. Un percorso ancora in evoluzione, certo, ma già capace di lasciare un segno. Perché la loro storia racconta una verità semplice e potente: quando la musica nasce dal lavoro quotidiano, lo attraversa e lo trasforma, può diventare qualcosa che supera il tempo e resta. Nel giorno dedicato ai lavoratori, i Moribiondi Crew ricordano che anche l’arte è lavoro. Un lavoro fatto di mani, fiato, sudore, tentativi, errori, intuizioni. Un lavoro che spacca il silenzio. E che, quando è autentico, diventa necessario. Una storia che merita di essere ascoltata.
Carmela Commodaro




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