Stalettì, rinascita dell’Immacolata: presentato il cantiere che salva la chiesa e restituisce la tela di San Gregorio

Un momento atteso da anni ha segnato la vita culturale e spirituale di Stalettì. Si tratta della presentazione ufficiale dei lavori di messa in sicurezza della chiesa dell’Immacolata, un intervento curato dalla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio (Sabap) per le province di Catanzaro e Crotone. L’iniziativa, intitolata “Il cantiere della rinascita dell’Immacolata. Il progetto di restauro e il ritorno della tela di San Gregorio”, ha riunito istituzioni, tecnici, comunità e protagonisti di un percorso che punta a restituire vita a uno dei luoghi più importanti della cittadina. La cerimonia si è aperta con i saluti del sindaco Mario Gentile, seguiti dagli interventi dell’arcivescovo di Catanzaro-Squillace mons. Claudio Maniago, del prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, del vicepresidente della Provincia Francesco Fragomele, della sottosegretaria di Stato Wanda Ferro, della soprintendente Stefania Argenti e del parroco don Rosario Greto. La parte tecnica dell’incontro è stata affidata a Chiara Giuffrida, funzionario restauratore conservatore della Sabap Catanzaro-Crotone, e a Marzia Crocco, direttore tecnico della Orfè Costruzioni. Le due professioniste hanno illustrato nel dettaglio gli aspetti scientifici, metodologici e operativi del cantiere, spiegando la complessità di un intervento che riguarda sia gli apparati decorativi sia la struttura dell’edificio. Uno dei momenti più significativi è stata la riconsegna della tela di San Gregorio, opera collocata originariamente sulla volta della chiesa e appena restaurata. Il suo ritorno rappresenta un simbolo potente, un patrimonio che, dopo anni di rischio e degrado, torna a essere visibile, fruibile e condiviso. La chiesa dell’Immacolata, chiusa da tempo, mostrava segni evidenti di deterioramento: infiltrazioni d’acqua dal tetto, distacchi di calcinacci, scrostamenti degli affreschi. Il primo intervento, finanziato in somma urgenza dal Ministero della Cultura con 300 mila euro, punta a fermare il degrado e mettere in sicurezza l’edificio. L’obiettivo, però, è più ambizioso, in quanto occorre recuperare ulteriori fondi fino ad almeno un milione di euro per completare il restauro complessivo, che includerà sia gli apparati pittorici sia la struttura architettonica. Il percorso che ha portato all’apertura del cantiere non nasce dal nulla. Le prime segnalazioni sullo stato critico della chiesa sono arrivate nel tempo dal giornalista Salvatore Condito e dal cultore di storia Gianpiero Taverniti, che hanno mantenuto viva l’attenzione sul tema. Determinante è stato anche l’impegno del vicepresidente della Provincia Fragomele, da anni attivo politicamente a Stalettì come consigliere comunale e tra i principali sostenitori dell’intervento. La Soprintendenza ha sottolineato come l’iniziativa non sia solo un’opera di recupero, ma anche un’occasione di crescita culturale. I ponteggi installati permetteranno infatti di sviluppare cantieri scuola, attività formative e visite guidate, trasformando il restauro in un’esperienza aperta alla cittadinanza e alle nuove generazioni. Un modo per diffondere la cultura della conservazione e per far comprendere quanto il patrimonio storico sia un bene vivo, che richiede cura, competenze e responsabilità condivisa. La presentazione del cantiere e la restituzione della tela di San Gregorio segnano un passaggio decisivo, in quanto la chiesa dell’Immacolata non è più un edificio abbandonato al degrado, ma un luogo che rinasce grazie alla collaborazione tra istituzioni, tecnici e cittadini. Un percorso ancora lungo, ma finalmente avviato, che restituisce a Stalettì un pezzo fondamentale della sua identità e della sua memoria collettiva.

Carmela Commodaro

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