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Pet Food, l’impatto nascosto sull’ambiente

ROMA (ITALPRESS) – Anche le scelte che facciamo per i nostri animali domestici hanno un peso sulla crisi climatica. E a finire sotto la lente degli scienziati è ora il cibo per cani, in particolare le diete più ricche di carne.
A dirlo è uno studio condotto dalle Università di Edimburgo ed Exeter, che ha analizzato quasi mille prodotti per cani venduti tra supermercati e negozi specializzati. I ricercatori hanno esaminato alimenti secchi, umidi, crudi, grain-free e a base vegetale, calcolando le emissioni di gas serra legate alla produzione degli ingredienti.
I risultati mostrano che i prodotti umidi, crudi e ad alto contenuto di carne sono quelli con l’impatto ambientale più elevato, soprattutto quando contengono tagli di carne pregiata, gli stessi destinati all’alimentazione umana. Le crocchette tradizionali risultano in media meno inquinanti, mentre i prodotti grain-free si collocano tra quelli a maggiore impronta di carbonio rispetto alle alternative con cereali.
Secondo le stime dello studio, la produzione degli ingredienti per il cibo dei cani è responsabile di circa l’1% delle emissioni totali di gas serra del Regno Unito. Un contributo tutt’altro che marginale, che dimostra come anche l’alimentazione degli animali domestici influisca sul clima.
Particolarmente critici i cosiddetti cibi premium: alcune diete ricche di carne di alta qualità possono generare fino a 65 volte più emissioni rispetto agli alimenti a basso impatto.
Gli studiosi avvertono infine che, se tutti i cani del mondo seguissero una dieta simile a quella diffusa nel Regno Unito, le emissioni legate alla loro alimentazione potrebbero raggiungere livelli paragonabili a oltre la metà di quelle prodotte dall’aviazione commerciale.
La raccomandazione è chiara: scegliere con maggiore consapevolezza, leggendo le etichette e privilegiando prodotti più sostenibili, senza rinunciare alla salute e al benessere degli animali.
gsl

La Terra sull’orlo del baratro, l’allarme del Global Risks Report

ROMA (ITALPRESS) – Un pianeta in bilico sull’orlo di un baratro, avvolto da una luce rossa che ricorda più un incendio che un tramonto. È l’immagine di copertina del Global Risks Report 2026 e racconta, già a colpo d’occhio, il clima di forte incertezza che caratterizza il nostro tempo.
Il documento, pubblicato ogni gennaio e basato sulle analisi di oltre 900 esperti tra scienziati, decisori politici e leader economici, conferma che i rischi ambientali e climatici continuano a dominare l’orizzonte dei prossimi dieci anni. In cima alla classifica restano infatti gli eventi meteo estremi, seguiti dalla perdita di biodiversità e dai cambiamenti irreversibili dei sistemi terrestri. Tre minacce strettamente collegate tra loro, che stanno già producendo effetti concreti su economie, territori e sicurezza delle popolazioni.
Nonostante nel breve periodo le preoccupazioni ambientali scendano di qualche posizione, il giudizio degli esperti resta netto: tre quarti degli intervistati prevedono uno scenario ambientale turbolento o tempestoso, il dato più negativo tra tutte le categorie analizzate. Un segnale che evidenzia come la crisi climatica non sia più un rischio futuro, ma una realtà strutturale con cui il mondo dovrà convivere.
Accanto all’emergenza ambientale, il report segnala anche un aumento delle tensioni globali. Nel breve termine cresce il peso del confronto geo-economico tra grandi potenze, che diventa il rischio più probabile di crisi globale nel 2026. Preoccupano inoltre i rischi economici, con recessione, inflazione e debito in forte risalita, così come la diffusione di disinformazione e i rischi legati a un uso incontrollato dell’intelligenza artificiale.
Ma il messaggio centrale del rapporto è chiaro: senza cooperazione internazionale e senza politiche ambientali ambiziose, le altre crisi rischiano di amplificarsi.
Il futuro, avverte il World Economic Forum, dipenderà dalle scelte di oggi. E la sfida climatica resta il banco di prova decisivo per la stabilità globale.
gsl

Lazio, Angelilli “Entro fine 2027 spenderemo tutti i fondi UE”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ stato un lavoro molto complesso ma siamo soddisfatti perché siamo in tabella di marcia, spenderemo tutti i fondi entro il 31 dicembre 2027 e per il 2026 abbiamo 640 milioni di euro. Saremo pronti il 1 gennaio 2028 per la prossima programmazione europea”. Così Roberta Angelilli, vicepresidente e Assessore a Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria, Internazionalizzazione della Regione Lazio, presentando le nuove opportunità della Programmazione regionale 2026/2028 cofinanziata dal FESR. “Il Lazio sta andando molto bene ma dobbiamo fare di più perché le sfide, soprattutto internazionali, sono tante – osserva – ma daremo manforte alle nostre imprese, soprattutto sull’export, accesso al credito ma anche fondo perduto. Ci aiuterà anche la Bei con 120 milioni per l’accesso al credito e 100 milioni dal governo nazionale per investimenti a fondo perduto”.

xb1/trl/mca3

Lazio, Rocca “Su durata ricette serve serietà, dalle opposizioni il delirio”

ROMA (ITALPRESS) – “Serve serietà. Per una prescrizione breve, quella che deve essere fatta entro 72 ore, a volte le persone si rivolgono al ReCUP anche dopo 10 giorni, però poi il calcolo del rispetto delle liste d’attesa mi viene dal giorno dell’emissione della ricetta. Tutto questo non è corretto. È un delirio quello che sta uscendo dalle opposizioni, Alessio D’Amato” con quella lavagnetta sembra “Oronzo Cana’ perché mi dà sempre l’impressione che lui sia capitato nel mondo della sanità per caso, che l’abbia attraversato senza aver compreso quello di cui si parla. Questo provvedimento mette chiarezza e ordine sulle prescrizioni”. Così Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, a margine di una conferenza stampa risponde al consigliere regionale, Alessio D’Amato, che critica il provvedimento che dal 1 febbraio riduce i tempi di validità delle impegnative per visite ed esami specialistici. “Noi non ci stiamo sottraendo alle nostre responsabilità – assicura -, ma quando il medico dice che devi avere la prestazione entro 30 giorni e oltre 50mila persone la chiedono oltre il quarantesimo giorno dall’emissione qualcosa non torna. Serve responsabilità”.

xb1/trl/mca3

Groenlandia, Kupchan “Europei solo uniti possono dissuadere Trump”

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Per me è impensabile che il presidente degli Stati Uniti possa ordinare un attacco armato contro un alleato. Gli alleati sono partner, non avversari. E penso che, alla fine, Trump arriverà alla conclusione che può ottenere tutto ciò che vuole senza acquisire nulla: abbiamo già una base militare, abbiamo un accordo del 1951, aggiornato, che consente di installare un altro radar in Groenlandia o aumentare la presenza navale per contrastare Russia e Cina”. Lo dice all’Italpress Charles A. Kupchan, docente di Relazioni internazionali alla Georgetown University, a margine della presentazione del libro “La scossa globale” all’Istituto Italiano di Cultura di New York, diretto da Claudio Pagliara.

xo9/sat/gsl

Bernini “Università, ricerca e diplomazia scientifica sono vettori di pace”

ROMA (ITALPRESS) – “Se i ricercatori, le università di paesi che hanno dei conflitti si dichiarassero guerra sarebbe la fine di tutto. Le università, la ricerca, la diplomazia scientifica sono dei vettori di pace”. Ha dichiarato il ministro dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini a margine della Conferenza di presentazione della Politica Artica Italiana, che si è svolta oggi a Villa Madama. Sempre parlando della diplomazia scientifica ha aggiunto: “Il motivo per cui non ho mai accettato azioni di boicottaggio, a prescindere dalle questioni israelo-palestinesi o Russia e Ucraina, è perché portano allontanamento e conflitto. Bisogna continuare a far lavorar i ricercatori insieme perché è dalla loro capacità di fare coesione e sistema che nasce la speranza di pace”.

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Ucraina, Salvini “Conto nei prossimi mesi sulla fine della guerra e dei decreti”

MILANO (ITALPRESS) – “Conto che i prossimi mesi siano quelli della fine del conflitto tra Russia e Ucraina. Non ci sarà più bisogno di altri decreti ucraini. Semmai bisognerà ricostruire. Io come ministro delle infrastrutture sono pronto”. Così il vicepremier e ministro Matteo Salvini, a margine di un sopralluogo tecnico presso un cantiere di risanamento e riqualificazione di alcuni edifici Aler a Milano.

xm4/sat/mca3

IA per studiare Sofocle, a Roma la prima sperimentazione EY-Istituto Santa Maria

IA per studiare Sofocle, a Roma la prima sperimentazione EY-Istituto Santa Maria

ROMA (ITALPRESS) – Portare l’IA in classe in modo responsabile e operativo, in linea con il Piano Scuola 4.0 e in risposta alle nuove linee guida ministeriali per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle Istituzioni scolastiche, offrendo agli studenti del V liceo classico l’opportunità di sviluppare competenze digitali, critiche e interpretative fondamentali nel percorso di formazione. E’ l’obiettivo di un’iniziativa – una delle prime sperimentazioni in Italia di applicazione concreta dell’AI nello studio dei classici – realizzata grazie alla collaborazione tra l’Istituto Santa Maria di Roma ed EY che ha permesso agli studenti di apprendere come utilizzare i Large Language Models (LLM) più diffusi per approfondire alcuni dei grandi temi dell’”Edipo Re” di Sofocle, mediante la predisposizione di prompt, la loro verifica, e il loro miglioramento attraverso il dibattito e il confronto.
EY, da tempo in prima linea nella trasformazione della didattica italiana, ha messo a disposizione il proprio expertise tecnologico e metodologico: ha curato la formazione dedicata all’utilizzo dei LLM e ha supportato la progettazione e l’organizzazione dell’iniziativa. Il coinvolgimento delle aree Tech Consulting e People Consulting di EY ha permesso di guidare gli studenti nell’esplorazione critica delle potenzialità e dei limiti dell’IA, promuovendo un approccio consapevole e innovativo al prompting avanzato e alla spiegabilità degli output dei modelli di più largo uso. Il metodo, così come elaborato, potrà essere replicato in altri contesti dell’apprendimento e applicato in scala.
Il progetto si è sviluppato in otto fasi integrate, pensate per coniugare lo studio tradizionale con l’uso consapevole dell’intelligenza artificiale. Gli studenti hanno iniziato con la lettura guidata dell’”Edipo Re” per individuare i nuclei tematici fondamentali, per poi organizzarsi in gruppi dedicati ai grandi temi della tragedia: identità, libertà, dolore, conoscenza, colpa.
Successivamente, grazie alla formazione curata dagli esperti EY, hanno approfondito le caratteristiche dei principali LLM e le tecniche di costruzione dei prompt. Da qui è partita l’analisi tematica con l’IA, tramite la creazione e il miglioramento dei prompt per esaminare le interpretazioni generate dai modelli. I testi prodotti sono stati oggetto di una valutazione critica, evidenziando limiti e allucinazioni, e rielaborati con riflessioni personali e collettive.
Il percorso si è concluso con un dibattito in classe sulle differenze tra interpretazioni umane e artificiali e con la realizzazione di contenuti multimediali originali, tra cui video che mettono in dialogo Edipo e l’IA, a testimonianza di come la tecnologia possa stimolare creatività e pensiero critico. La sperimentazione di questo nuovo approccio si inserisce in un contesto di profonda trasformazione della scuola italiana, che attraversa in modo trasversale le metodologie dell’insegnamento: secondo uno studio EY-Sanoma, entro il 2035 il 60% delle competenze richieste ai docenti sarà ridefinito dall’impatto dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione, mentre solo il 36% resterà stabile. Inoltre, il mismatch medio tra competenze in esito ai percorsi di istruzione e la domanda delle imprese ha raggiunto in Italia il 47%, superando la media OCSE del 40,9%.
“Il progetto con l’Istituto Santa Maria dimostra che l’AI può diventare metodo didattico, senza sostituirsi al giudizio umano – ha commentato Carlo Chiattelli, People Consulting Leader di EY Italia, nel corso dell’evento di presentazione “Edipo re ai tempi dell’intelligenza artificiale: la didattica tra i classici e l’innovazione digitale” – Con questa sperimentazione offriamo una prima risposta concreta alle nuove Linee guida ministeriali per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle scuole, con un approccio strutturato, replicabile e scalabile. Occorre iniziare ad investire, fin da ora, sulla sperimentazione di esperienze di applicazione, con soluzioni responsabili e a basso rischio, per poi valutarne gli effetti e la replicabilità”.
“L’Istituto Santa Maria, è una scuola che da sempre è attenta all’innovazione e al cambiamento – ha dichiarato Livia Brienza, Dirigente scolastico dell’Istituto -Per questo abbiamo avviato il progetto sperimentale ‘Edipo Re ai tempi dell’Intelligenza Artificialè, portando un’applicazione concreta e guidata dell’intelligenza artificiale nello studio di un testo classico. L’intelligenza artificiale è una realtà che non può essere ignorata e la scuola ha il compito di insegnarne un uso virtuoso e responsabile, favorendo lo sviluppo del metodo e dello spirito critico, in coerenza con le recenti Linee guida del MIM. Dal prossimo anno scolastico questa sperimentazione entrerà stabilmente nel Piano dell’Offerta Formativa del liceo classico”.

– foto ufficio stampa EY –
(ITALPRESS).

Meloni “Artico regione strategica, sia priorità per Ue e Nato”

Meloni “Artico regione strategica, sia priorità per Ue e Nato”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia ha un approccio a 360 sull’Artico, una regione nevralgica nella competizione geopolitica globale”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio inviato alla Conferenza di presentazione della Politica Artica Italiana.
“L’Italia non ha mai considerato l’Artico come un’area remota e senza alcun interesse. Al contrario noi abbiamo sempre guardato a questo quadrante del mondo per quello che effettivamente è: una regione strategica dove si intrecciano economia, ambiente, ricerca, energia e oggi più che mai sicurezza e difesa”, prosegue Meloni.
L’Italia “intende continuare a fare la propria parte per preservare l’Artico come area di pace, cooperazione e prosperità – afferma ancora il premier -. Siamo un Paese osservatore nel Consiglio Artico” e “sosteniamo da sempre il rispetto del diritto internazionale”.
“Siamo convinti – sottolinea Meloni – che l’Artico debba essere sempre di più una priorità dell’Unione europea e della Nato e che l’Alleanza atlantica debba cogliere l’opportunità di sviluppare nella regione una presenza coordinata e capace di prevenire tensioni, preservare la stabilità e rispondere alle ingerenze di altri attori”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).