Cina, a Shanghai record di visitatori nel 2025
SHANGHAI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La città di Shanghai lo scorso anno ha registrato 9,36 milioni di visite in entrata, con una crescita su base annua di quasi il 40% e stabilendo un nuovo record nel turismo annuale in entrata, secondo quanto riferito oggi dalle autorità locali.
Nel 2025 Shanghai, importante centro finanziario, ha accolto 7,14 milioni di turisti stranieri, con un aumento di quasi il 50% anno su anno, stabilendo un nuovo record di arrivi annuali di turisti stranieri, secondo l’Amministrazione municipale della cultura e del turismo di Shanghai.
La Repubblica di Corea è emersa come il principale Paese di provenienza di visitatori stranieri a Shanghai lo scorso anno, contribuendo con circa 909.000 turisti e registrando una crescita su base annua di oltre il 103%.
Grazie anche alle politiche cinesi di agevolazione dei visti, Paesi come Thailandia, Indonesia, Russia e Italia figurano tra i Paesi di provenienza dei turisti con più rapida crescita, con un aumento di oltre il 50% lo scorso anno, come riportato dall’amministrazione.
Shanghai ha attuato 20 misure, tra cui il rafforzamento dei servizi di informazione e l’ottimizzazione dei servizi di trasporto, per consentire ai turisti di viaggiare senza intoppi.
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-foto Xinhua-







LINOSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – A Linosa, la piccola isola delle Pelagie a Nord di Lampedusa, il giorno dopo il passaggio del ciclone Harry si fa la conta delle devastazioni. In questo video le voci di chi ha vissuto in prima persona quelle ore di grande paura.
MESSINA (ITALPRESS) – “Noi stiamo seguendo esattamente quello che il Codice di Protezione Civile ci obbliga di fare. Intanto bisogna procedere, ora che è tornata una relativa calma, alla conta dei danni. Questo è un compito dei Comuni che dovranno relazionare alle rispettive Regioni, parlo naturalmente di Sicilia, Calabria e Sardegna. E la Regione formalizza la richiesta dello stato di emergenza, oltre a poter dichiarare lo stato di emergenza regionale, lo chiamiamo così, c’è un’apposita legge che lo prevede. Riuniremo il Consiglio dei Ministri la prossima settimana. Dopo una sommaria istruzione da parte del Dipartimento, io proporrò e relazionerò al Consiglio dei Ministri la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, che si accompagna anche alla deliberazione di una prima risorsa che consente agli enti locali di poter operare per i primi interventi, quindi rimuovere detriti, ostacoli, il ripristino della viabilità, della funzionalità dei servizi essenziali”. Così il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, a Santa Teresa Riva, nel messinese, prima tappa del sopralluogo che sta effettuando dopo il ciclone mediterraneo Harry che si è abbattuto su Sicilia, Calabria e Sardegna. vbo/mca1
CATANIA (ITALPRESS) – “La pianificazione urbanistica deve muoversi di pari passo con la pianificazione di Protezione civile, purtroppo in Italia questo non è mai accaduto e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”. Lo ha dichiarato il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, giunto a Catania, per un sopralluogo sul lungomare parzialmente distrutto dal passaggio del ciclone Mediterraneo Harry, dopo essere stato in precedenza a Santa Teresa di Riva, nel Messinese. “Fa rabbia vedere questa situazione – ha aggiunto -. Fa rabbia in generale. Ho visto cosa è accaduto in Calabria e in Sardegna. Fa rabbia nella mia terra in modo particolare. Il problema sapete qual è? Fra qualche giorno avremo dimenticato e questo purtroppo è un limite culturale che abbiamo noi italiani in generale. Speriamo che questa lezione possa servire, intanto, a rimettere in moto le attività commerciali, perché ad essere colpite sono state soprattutto aree preposte e vocate ad un turismo essenzialmente estivo e balneare – questa è la prima cosa -, ma spero che possa servire a fare capire che con il mare dovremo fare i conti in futuro”. “Dobbiamo fare i conti non soltanto con la replica di un ciclone, che può avvenire non sappiamo quando, ma sappiamo che avverrà, ma soprattutto per quel che dicono gli scienziati: tra 70-80 anni una parte delle coste italiane saranno ricoperte dal mare – ha spiegato -. Il mare si alzerà di circa un metro. Questo impone sin da ora delle opere di pianificazione urbanistica, di pensare al futuro. Magari noi con il nostro fatalismo diremo ‘cu veni dopo ci pensa’, e intanto continuiamo a pagare i danni”. xo5/vbo/mca1
ROMA (ITALPRESS) – Le microplastiche e le nanoplastiche non sono più solo un problema ambientale, ma una possibile minaccia anche per la salute umana. A lanciare l’allarme è uno studio dell’Università del Molise, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Health, una delle più autorevoli a livello internazionale. La ricerca è stata condotta dal Dipartimento agricoltura, ambiente e alimenti dell’Ateneo molisano ed è firmata dall’assegnista di ricerca Cristina Di Fiore e dal docente Pasquale Avino. Al centro dello studio, il destino delle nanoplastiche ingerite attraverso gli alimenti e la loro possibile capacità di essere assorbite dall’organismo. Secondo i risultati, le caratteristiche fisico-chimiche di queste particelle giocano un ruolo decisivo: dimensioni, forma e composizione influenzano infatti l’interazione con lo strato di muco e con l’epitelio intestinale, le prime barriere di difesa del nostro corpo. In alcuni casi, spiegano i ricercatori, le nanoplastiche potrebbero riuscire a superare queste barriere biologiche, aprendo interrogativi sugli effetti a lungo termine sulla salute. Lo studio mette inoltre in evidenza una criticità importante: le attuali metodologie di analisi non sono ancora sufficientemente standardizzate. Per questo, gli autori sottolineano la necessità di sviluppare strumenti più affidabili per valutare con precisione l’assorbimento e il comportamento delle nanoplastiche nel corpo umano. Una ricerca che apre nuove prospettive scientifiche e rafforza l’urgenza di approfondire un fenomeno sempre più presente nella nostra quotidianità.
ROMA (ITALPRESS) – La qualità dell’aria nelle città italiane resta una criticità strutturale, con effetti diretti sulla salute dei cittadini e sullo sviluppo dei territori. A dirlo sono Isde Italia, Kyoto Club e Clean Cities Campaign, commentando i dati definitivi 2025 del progetto “Cambiamo Aria”, che analizza le rilevazioni ufficiali in 27 città italiane, confrontate con i limiti europei e le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità. Nonostante alcuni segnali di miglioramento, l’esposizione cronica agli inquinanti resta elevata. Traffico veicolare, riscaldamento degli edifici e, nelle città portuali, il trasporto marittimo continuano a essere le principali fonti di emissioni. Il particolato fine PM2,5 è l’inquinante più pericoloso: nel 2025 Milano, Torino e Padova registrano valori medi annui ben superiori alle soglie di sicurezza. A Milano si contano oltre 200 giorni l’anno con concentrazioni oltre i limiti OMS. Critica anche la situazione del biossido di azoto: in molte città l’aria risulta inquinata per quasi tutto l’anno, con picchi a Palermo, Catania e Genova. Secondo le stime, nelle 27 città analizzate l’esposizione al PM2,5 è responsabile di oltre 6.700 morti premature, in gran parte evitabili riducendo l’inquinamento ai livelli raccomandati dall’OMS. Per gli esperti, questi numeri non sono inevitabili ma il risultato di scelte politiche. Investire in mobilità sostenibile, trasporto pubblico ed efficienza energetica è la chiave per città più sane, vivibili e competitive, in linea con gli obiettivi europei sulla qualità dell’aria e la decarbonizzazione.
PALERMO (ITALPRESS) – “Abbiamo deliberato lo stato di calamità naturale regionale, ci accingiamo a chiedere lo stesso al governo appena avremo acquisito la completa documentazione relativa ai danni subiti: sono stato in contatto tutto il giorno con esponenti di Palazzo Chigi, ci è stato raccomandato di essere completi nella documentazione dei danni in modo che poi l’esecutivo sia chiamato a stanziare le somme. Noi faremo la nostra parte, già un primo atto ricognitivo ci è pervenuto un’ora fa da Cocina: allo stato attuale sono stati denunziati danni da 740 milioni, cui dovremo aggiungere i danni indiretti come la mancata percezione dei redditi e i problemi del commercio e delle attività imprenditoriali”. Lo dichiara il presidente della Regione Renato Schifani durante una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans sui danni causati dal maltempo. xd8/vbo/mca1
DAVOS (SVIZZERA) (ITALPRESS) – “L’Europa ama discutere di futuro, ma evita di agire oggi, di compiere quelle azioni che definiscono che tipo di futuro avremo. Questo è il problema. Perché il presidente Trump può fermare le petroliere della “shadow fleet” e sequestrare il petrolio, mentre l’Europa non lo fa? Il petrolio russo viene trasportato proprio lungo le coste europee. Quel petrolio finanzia la guerra contro l’Ucraina. Quel petrolio contribuisce a destabilizzare l’Europa. Dunque il petrolio russo deve essere fermato, confiscato e venduto a beneficio dell’Europa. Perché no? Se Putin non ha denaro, non c’è guerra per l’Europa. Se l’Europa ha denaro, può proteggere il proprio popolo”. Così al World Economic Forum di Davos il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
ROMA (ITALPRESS) – “Forse il ricordo più bello è stato il giorno che ci siamo incontrati finalmente professionalmente, qui in studio da loro. C’erano tutte e due. Io mi sono presentato con una foto che mi aveva dato mia madre in cui c’erano loro tre quarantenni e io cinquenne e quindi questo è stato l’inizio rilassato della nostra relazione professionale”. Così Matteo Marzotto arrivando alla camera ardente di Valentino Garavani. Un ricordo particolare? “Beh, l’ultima sfilata la prima una blusa di alta moda di coccodrillo che per me era l’inizio del lavoro. È stata la prima alta moda il 2 o 3 di luglio del 2003 e io venivo da altri mondi un po’ più industriali e da lì ho imparato” ha aggiunto Marzotto. Lavorare accanto a Valentino? “Complicato. Poi accanto a Giammetti più che altro complicato, però importante, bello. E poi è stato un un rilancio di una casa che allora non era quella di adesso. Quindi io sono molto orgoglioso e onorato”.