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Regno Unito, al via un piano di investimenti per l’aviazione ecologica

ROMA (ITALPRESS) – Il Regno Unito investe nell’aviazione del futuro con un piano da 43 milioni di sterline per progetti di aviazione ecologica. L’obiettivo è ambizioso: portare il settore aeronautico britannico a emissioni nette zero entro il 2050, sostenendo al contempo l’economia e l’occupazione del paese. Il finanziamento, annunciato dal Dipartimento dei Trasporti, sarà destinato ad aziende, università e centri di ricerca in tutto il Regno Unito. Le procedure competitive per accedere ai fondi partiranno a febbraio, permettendo alle organizzazioni di presentare progetti di ricerca e sviluppo focalizzati sulla riduzione delle emissioni nel settore aeronautico. Secondo le stime governative, la sola produzione di combustibili a basse emissioni di carbonio potrebbe generare fino a 5 miliardi di sterline per l’economia britannica entro il 2050. L’investimento pubblico punta inoltre a catalizzare ulteriori capitali privati, creando posti di lavoro qualificati in ingegneria, scienza e tecnologia. Il piano si inserisce in una strategia più ampia che include l’espansione degli aeroporti di Heathrow, Gatwick e Luton, puntando a rafforzare la connettività del paese e a stimolare la crescita economica attraverso un ‘aviazione più verde.
sat/azn

Mattarella “Visione interreligiosa necessaria nella vita internazionale”

ABU DHABI (EMIRATI ARABI UNITI) (ITALPRESS) – “Tra i tanti aspetti che rendono gli Emirati Arabi Uniti un punto di riferimento nella vita internazionale c’è anche questo straordinario carattere di apertura al dialogo tra le religioni, che è ben più di tolleranza
e di convivenza: è una sollecitazione al contributo che insieme possono dare le grandi religioni”. Lo ha dichiarato il presidente
della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine della visita alla Casa della Famiglia Abramitica ad Abu Dhabi. “Questa casa di
Abramo, con la moschea, una sinagoga, una chiesa cristiana è davvero un punto di riferimento per questa grande visione di cui
vi è grande necessità nella vita internazionale”, ha osservato il capo dello Stato.
lcr/mrv
(Fonte video: Quirinale)

Milano-Cortina, Anas apre al traffico le varianti di Tai e Valle di Cadore

BELLUNO (ITALPRESS) – Anas ha inaugurato e aperto al traffico le varianti di Tai e Valle di Cadore sulla SS 51 di Alemagna, nel giorno del passaggio della Fiamma Olimpica a Cortina d’Ampezzo. La variante di Tai di Cadore si sviluppa per 1,5 chilometri e comprende una galleria di circa 1.000 metri, nuovi svincoli e opere di sistemazione idraulica. La variante di Valle di Cadore si estende per 800 metri, di cui 620 in galleria, ed elimina la storica strozzatura costituita dall’attraversamento urbano della Borgata Costa regolato da impianto semaforico.
mgg/gtr

Pizza, numeri da record in Italia

ROMA (ITALPRESS) – Numeri da record per uno dei simboli più amati della cucina italiana: la pizza. Secondo le elaborazioni su dati Cna Agroalimentare, in Italia si producono ogni anno circa 2,7 miliardi di pizze, con un consumo enorme di materie prime: oltre 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio d’oliva e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro. Nel 2024 le pizzerie attive nel nostro Paese sono state quasi 89 mila, con un aumento vicino al 25% rispetto all’anno precedente. Il fatturato complessivo supera i 15 miliardi di euro, confermando la pizza come un pilastro dell’economia agroalimentare italiana. Il consumo pro capite sfiora gli 8 chili l’anno e per molti italiani la pizza resta un appuntamento fisso: almeno una volta a settimana. La domanda si concentra soprattutto nei fine settimana, in particolare il sabato sera. Accanto alla pizza tradizionale, cresce anche il successo della pinsa, soprattutto per il consumo domestico, con un aumento degli acquisti stimato intorno al 7% nel 2024. Sul fronte dei prezzi, però, si registra un aumento: nel 2024 il costo medio di un pasto in pizzeria — comprensivo di pizza, bevanda e servizio — è cresciuto del 4% rispetto al 2023 e addirittura del 16% rispetto al 2021, con forti differenze tra città e località turistiche. Un successo che continua a crescere, tra tradizione, nuove tendenze e un settore che resta centrale nella cultura e nell’economia del Paese.
mgg/azn

Allevamenti in difficoltà: meno stalle e più importazioni

ROMA (ITALPRESS) – Negli ultimi dieci anni in Italia hanno chiuso quasi 19 mila stalle bovine. Un dato che fotografa una crisi profonda del settore zootecnico e che sta riducendo in modo significativo la capacità produttiva nazionale. Oggi il nostro Paese riesce a coprire con produzione interna solo il 37% del fabbisogno di carne bovina, aumentando la dipendenza dalle importazioni estere. È questo l’allarme lanciato da Assocarni, l’Associazione nazionale dell’industria e del commercio delle carni. Secondo l’associazione, la chiusura progressiva delle stalle non è solo un problema economico, ma mette a rischio la stabilità dell’intera filiera, dall’allevamento alla trasformazione, fino alla distribuzione. La perdita di migliaia di aziende zootecniche significa meno capi allevati in Italia, maggiori costi per gli operatori e una filiera sempre più fragile di fronte alle oscillazioni dei mercati internazionali. A pesare sono l’aumento dei costi energetici e dei mangimi, la difficoltà di accesso al credito e una redditività sempre più bassa per gli allevatori. Assocarni sottolinea inoltre come il comparto del latte contribuisca in modo importante alla produzione di carne bovina e come modelli integrati, come il cosiddetto beef on dairy, possano rappresentare una risorsa, se accompagnati da strumenti flessibili e da una programmazione efficace. Altro nodo centrale è il ricambio generazionale: sempre meno giovani scelgono di investire nell’allevamento, rendendo ancora più difficile garantire continuità produttiva al settore. Secondo il presidente di Assocarni, Serafino Cremonini, rafforzare la nascita e l’allevamento dei capi in Italia è una condizione indispensabile per dare stabilità alla filiera e rendere l’allevamento una scelta imprenditoriale sostenibile. Il messaggio che arriva dal settore è chiaro: senza interventi strutturali e di lungo periodo, la chiusura delle stalle rischia di diventare irreversibile, con conseguenze dirette sull’autosufficienza alimentare del Paese e sull’economia agricola nazionale.
mgg/azn

Su Tivusat arriva la serie “China – The Masters of the Arts”

Su Tivusat arriva la serie “China – The Masters of the Arts”

ROMA (ITALPRESS) – Un viaggio affascinante nell’arte cinese, tra le più antiche, complesse e stratificate al mondo, arriva in esclusiva su Tivusat con la serie China – The Masters of the Arts.
A partire da oggi (28 gennaio), in prima serata e per tutto il mese di febbraio, il pubblico potrà seguire la serie sul canale Museum, interamente dedicato all’arte, al numero 220 di Tivusat, con una straordinaria resa visiva in qualità 4K.
Attraverso cinque ritratti d’autore, la serie accompagna lo spettatore alla scoperta di un patrimonio artistico millenario ancora poco conosciuto in Occidente. Il racconto si concentra sulla vita e sulle opere di cinque grandi maestri dell’arte cinese, artisti che hanno costruito il proprio percorso creativo all’interno di una tradizione tramandata nei secoli, reinterpretandola in modo personale e contemporaneo.
Pittura, calligrafia, poesia, musica e ceramica non vengono presentate come discipline separate, ma come parti di un unico universo espressivo. E’ l’idea di un’arte “totale”, codificata da oltre 3.000 anni, in cui ogni linguaggio dialoga costantemente con gli altri ed è profondamente radicato nella filosofia asiatica, tra taoismo, confucianesimo e buddismo.
China – The Masters of the Arts sarà trasmessa dal 28 gennaio in prima serata, con repliche durante tutto il mese di febbraio, offrendo al pubblico numerose occasioni per immergersi in questo racconto visivo e culturale di grande suggestione.
La messa in onda della serie arricchisce ulteriormente l’offerta di Tivusat, la piattaforma satellitare gratuita che mette a disposizione degli spettatori oltre 130 canali, di cui più di 70 in HD e 5 in 4K, confermandosi come punto di riferimento per contenuti culturali di alta qualità.
-news in collaborazione con Tivusat-
-foto ufficio stampa Tivusat-
(ITALPRESS).

Meloni in visita a Niscemi, riunione operativa sull’emergenza frana

Meloni in visita a Niscemi, riunione operativa sull’emergenza frana

ROMA (ITALPRESS) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata in visita a Niscemi, il comune in provincia di Caltanissetta colpito domenica scorsa da una frana che ha portato all’evacuazione di oltre 1.500 cittadini.
La premier in precedenza aveva sorvolato in elicottero le zone colpite dal maltempo in Sicilia, accompagnata dal capo Dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano. Al Comune di Niscemi ha preso poi parte a una riunione operativa, erano presenti anche il sindaco sindaco Massimiliano Conti e il prefetto di Caltanissetta, Donatella Licia Messina.

– Foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Agrifood Magazine – 28/1/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questo numero di Agrifood Magazine, prodotto dall’Italpress in collaborazione con TeleAmbiente:
– L’export del settore agroalimentare verso un nuovo record
– L’Italia protagonista a Londra con la Borsa Vini
– Allevamenti in difficoltà: meno stalle e più importazioni
– Pizza, numeri da record in Italia
mgg/azn

Ponte sullo Stretto, Miccichè “Più grande presa per i fondelli ai danni del Sud”

PALERMO (ITALPRESS) – “Io non ho idee sul ponte, ho notizie. Sarei felice se si potesse fare, però non si capisce perché continuano a dire che si può fare. Si può fare solo con le tre campate. Non è un problema tecnico, ma di atterraggio. Le soluzioni sono due: o farlo passare sopra la città, o espropriare e farlo atterrare subito. Passare sopra è complicato, così si è sempre detto ‘si espropria’”. Così il deputato regionale Gianfranco Micciché, a margine della presentazione del libro “Il ponte che verrà” di Mario Primo Cavaleri che si è svolta all’Ars. “Le risorse ci sono, non le mettono sul ponte – aggiunge Miccichè -. E’ finto. E’ la più grande presa per i fondelli che viene fatta ai danni del sud. E mi dispiace molto che i presidenti di Regione, da trent’anni, si lascino prendere in giro. Perché Schifani o Occhiuto non si fanno una struttura in casa di gente che gli fa queste valutazioni, perché credono sempre a quello che dice lo Stato e non controllare se è vero o meno? Invece gli credono, perché gli si deve credere, quello che mi fu detto nel 2001”. xd6/vbo/mca3