Ucraina, Trump “Sì a garanzie di sicurezza ma non sarà la Nato”
WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Ci sarà “una certa forma” di garanzia per la sicurezza dell’Ucraina, ma “questa forma” non può essere rappresentata dalla Nato. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervistato dalla Fox. Secondo Trump, la visione russa è che con la Nato significherebbe avere “il tuo nemico che siede sul tuo confine”. Il capo della Casa Bianca ha poi escluso l’invio di militari Usa in Ucraina. “Avete la mia parola”, ha detto. Riguardo invece agli armamenti dati dagli Stati Uniti all’Ucraina adesso “sono pagati dalla Nato”, a differenza di quanto accadeva “con l’amministrazione Biden”. “Noi vendiamo equipaggiamenti militari alla Nato e la Nato paga subito. Non come con Biden”, ha precisato Trump. Il capo della Casa Bianca ha poi confermato la disponibilità a un incontro trilaterale se prima l’incontro Putin-Zelensky “andrà bene”. “Ho sentito il presidente Putin, stiamo cercando di organizzare un incontro con il presidente Zelensky. Vedremo come andranno le cose, e se tutto andrà bene allora parteciperò ad una riunione trilaterale”, ha osservato. “Spero che il presidente (russo) Putin si comporti bene”, ha anche dichiarato Trump. “Se non lo farà, la situazione diventerà molto dura”, ha aggiunto. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, deve invece “dimostrare una certa flessibilità” e deve “fare quello che deve fare” per mettere fine alla guerra, ha ancora detto Trump.
(ITALPRESS).
-Foto Ipa Agency-







ROMA (ITALPRESS) – Produrre di più, spendendo meno e rispettando l’ambiente. È questa la promessa dell’agricoltura rigenerativa, al centro di un nuovo studio condotto dall’EARA – l’Alleanza Europea per l’Agricoltura Rigenerativa – insieme a ricercatori, istituzioni e agricoltori di 14 Paesi. Un’analisi su 78 aziende agricole, distribuite su oltre 7 mila ettari, dimostra che l’agricoltura rigenerativa non solo costa meno della coltivazione convenzionale, ma può garantire rese competitive, riducendo drasticamente l’uso di fertilizzanti e pesticidi. Secondo lo studio, la sicurezza alimentare europea non dipenderebbe dall’uso massiccio della chimica di sintesi, ma da un rapporto più equilibrato con la natura. Anzi, i sistemi convenzionali – sostiene EARA – rischiano di indebolire la produttività, mettendo sotto pressione gli agricoltori e riducendo i margini di guadagno, aggravati anche da eventi climatici estremi. Le cifre sono chiare: tra il 2020 e il 2023, le aziende rigenerative hanno utilizzato il 62% in meno di fertilizzanti azotati e il 76% in meno di pesticidi, con rese solo dell’1% inferiori in termini di calorie e proteine. Hanno inoltre puntato su mangimi locali, riducendo la dipendenza dalle importazioni, e ottenuto una copertura vegetale e una fotosintesi superiori del 17% rispetto ai vicini convenzionali. Lo studio introduce poi un nuovo indicatore: l’Indice di Produttività Rigenerativa, frutto della collaborazione tra agricoltori e ricercatori. Un parametro che misura le prestazioni agroecologiche in base ai risultati, non solo alle pratiche adottate, e che potrebbe diventare un punto di riferimento per la politica agricola comune. I benefici non sono solo economici: i terreni rigenerativi registrano temperature estive più basse, aiutano a prevenire alluvioni e siccità e, secondo le stime, potrebbero tagliare le emissioni di CO₂ agricole di oltre 140 milioni di tonnellate l’anno già nei primi anni di adozione, pari all’84% delle emissioni nette del settore. Per EARA, in soli 3-7 anni l’adozione diffusa dell’agricoltura rigenerativa in Europa garantirebbe sicurezza alimentare, ridurrebbe l’impatto ambientale e contribuirebbe a rigenerare gli ecosistemi. Un modello, sottolineano i ricercatori, replicabile in tutto il mondo.
ROMA (ITALPRESS) – L’Italia è la patria della pizza e della pasta, ma d’estate c’è un protagonista assoluto capace di mettere tutti d’accordo: il gelato. Non solo passione nazionale, ma anche eccellenza produttiva europea. Secondo un recente sondaggio Ipsos per Magnum, il 65% degli italiani dichiara che non può rinunciare a un gelato durante le vacanze estive. Un vizio irrinunciabile, più amato persino della pizza, che si ferma al 18%, e delle grigliate di carne, all’11%. In fondo alla classifica, con il 3%, caprese e insalatone. Per molti, più di uno su due, il gelato è anche una valida alternativa a un pasto completo: fresco, appagante e capace di unire gusto e leggerezza. Ma il gelato non è solo piacere per il palato. È anche un settore economico in crescita. Nel 2024, l’Unione Europea ha prodotto 3,3 miliardi di litri di gelato, in aumento del 2% rispetto all’anno precedente. La Germania resta in testa con oltre 607 milioni di litri, seguita da Francia con 501 e Italia con 492 milioni. L’elenco dei principali produttori include anche Spagna (378 milioni di litri) e Polonia (298 milioni di litri). Rispetto al 2023, solo la Polonia ha registrato un aumento della produzione, pari al +29%. In calo del 12% la produzione in Francia, del 7% in Italia, del 6% in Spagna mentre la Germania ha registrato un leggero calo dell’1%. In crescita la produzione di Belgio, Bulgaria e Repubblica Ceca.

ROMA (ITALPRESS) – È stata chiusa la camera ardente allestita per Pippo Baudo al Teatro delle Vittorie, a Roma. All’esterno una folla di cittadini e ammiratori ha accolto l’uscita del feretro con un applauso. I presenti hanno applaudito anche al momento della partenza del carro funebre, diretto sotto l’ufficio di Baudo, in via della Giuliana, prima di iniziare il viaggio verso Militello in Val di Catania. I funerali del celebre conduttore televisivo scomparso il 16 agosto all’età di 89 anni si terranno il 20 agosto alle 16 presso il Santuario di Santa Maria della Stella.
