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Assemblea Rsu della Giunta Regionale della Calabria: eletta la delegazione trattante

L’assemblea della Rsu (rappresentanza sindacale unitaria) della Giunta Regionale della Calabria, riunitasi oggi, lunedì 9 giugno, ha eletto con un’ampia maggioranza il suo organo esecutivo, la delegazione trattante. All’interno dell’organismo si è proceduto all’elezione del coordinatore e del vicecoordinatore nelle persone rispettivamente di Enzo Bruno e Mariagrazia Muscatello. «Con tale riunione – affermano Bruno e Muscatello – finalmente inizia un nuovo percorso, che durerà tre anni, che ci vedrà fortemente impegnati nel dare risposte ai colleghi che con il loro voto hanno dato precisa delega agli eletti. La delegazione trattante sarà chiamata a fare sintesi rispetto alle decisioni prese collegialmente nell’assemblea Rsu, alla quale vorremmo fosse restituito il ruolo decisionale che le spetta, quale organo eletto dalle lavoratrici e dai lavoratori». Dall’assemblea è emersa la volontà da parte dei componenti della Rsu presenti di avviare un percorso nuovo basato sulla collaborazione, con trasparenza, impegno e responsabilità, per affrontare in maniera fattiva le tante problematiche che interessano i lavoratori. Secondo il coordinatore e la sua vice, la campagna elettorale in Regione Calabria purtroppo non è stata scevra di conflitti, determinata da una diversa visione su come affrontare le problematiche relative alle dinamiche aziendali, legate alla gestione delle politiche del personale interno. Pur tuttavia, l’azione che bisognerà intraprendere, dovrà necessariamente mirare all’inclusività. Gli aspetti di maggiore criticità sui quali si è dato mandato alla delegazione trattante di intervenire sono la liquidazione degli istituti contrattuale degli anni 2024 e precedenti; la definizione del Cida 2025; la rivisitazione del fabbisogno triennale del personale, al fine di arrivare ad una nuova selezioni delle progressioni di carriera (verticalizzazioni ordinarie), valorizzazione dei lavoratori Arpal, presenti negli uffici della Regione Calabria. componenti eletti in delegazione trattante sono, oltre a Bruno e Muscatello, Federica Martire, Paola Palermo, Romualdo Lentini, Attilio Marino, Marianna Siclari, (FpCgil), Palma Cannataro, Elisabetta Cirianni, Agostino Muglia (UilFpl), Gianluca Tedesco, Sofia Baffa, Francesco Iaria, Antonio Belmonte (Csa-Cisal). Gli stessi, come già rimarcato, lavoreranno di concerto con tutti gli eletti Rsu e le organizzazioni sindacali con volontà collaborativa verso l’Ente nell’interesse primario delle lavoratrici e dei lavoratori. L’auspicio della delegazione trattante è che questa amministrazione regionale metta in campo tutte le azioni volte alla risoluzione dei molteplici problemi del personale per conseguire quei risultati tanto attesi da tutto il personale regionale.

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Squillace, La Rete lancia “OndaRock Clips” best video music award

Si chiama “OndaRock Clips” il concorso che intende premiare il miglior video musicale. Lo ha lanciato l’associazione La Rete di Squillace sulle sue pagine social. Qui sono attivi i link per partecipare al “best video music award”, iniziativa che fa parte del progetto “OndaRock”. Ideato due anni fa allo scopo di promuovere un importante tassello della promozione musicale, mette a disposizione del vincitore un premio in denaro. A valutare i video partecipanti, una giuria tecnica composta da Loredana Ciliberto, operatrice culturale, Vittorio Pio, giornalista musicale per la rivista Suono, Alex Tolomeo, curatore della rassegna musicale Heroes Art Review, Antonio Bastanza conduttore di “Cosa succede in città” per la testata Il Dot e Francesco Sacco critico e speaker musicale. La proclamazione del vincitore avverrà il 12 ottobre alla “Casa delle Culture” di Squillace, quando verranno proiettati tutti i video partecipanti. L’iscrizione è gratuita e i termini per la partecipazione scadono il 20 settembre.
Carmela Commodaro

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Catanzaro, incontro al “Circolo di Catanzaro 1871” su corretti stili di vita

Sulle tematiche legate all’invecchiamento attivo e consapevole, il “Circolo di Catanzaro 1871” organizza un incontro fissato per giovedì 12 giugno, alle ore 18, nella sede di Largo Zinzi, a Catanzaro. Intervengono la presidente del sodalizio Paola Gualtieri e il PO di medicina interna Franco Perticone; relaziona la presidente della fondazione Anaste Humanitas Alba Malara. Un’ennesima iniziativa prestigiosa promossa dal Circolo di Catanzaro 1871, che per l’alta valenza del tema di scottante attualita merita la massima diffusione, come rimarca il fondatore e presidente del Premio Mar Jonio Luigi Stanizzi. I recenti dati di Eurostat confermano che l’Europa continua ad invecchiare sempre più, tant’è che, attualmente, c’è un anziano ogni tre persone giovani; un trend particolarmente importante giacché il progressivo invecchiamento della popolazione impatta negativamente sul piano sociale, lavorativo e produttivo delle singole nazioni. Per quanto riguarda l’Italia, con un’età media di quasi 49 anni, essa è al primo posto seguita dalla Bulgaria e dal Portogallo con un’età media di 47 anni; l’età media europea si attesta intorno ai 45 anni. Altro elemento, particolarmente rilevante dal punto di vista epidemiologico per gli indubbi risvolti anche sul piano assistenziale, è la velocità d’invecchiamento della popolazione; essa è aumentata di ben 2,2 anni in Europa rispetto al 2014, passando da 42,5 a 44,7 nel 2024. A trainare maggiormente
tale invecchiamento sono Italia, Slovacchia, Grecia e Portogallo, mentre Germania e Malta sono due dei pochi paesi dove la popolazione è ringiovanita. Ma quello che rappresenta un ulteriore elemento d’allarme è rappresentato dal fatto che invecchia anche la popolazione anziana; infatti, il numero degli anziani molto anziani sta aumentando molto più rapidamente rispetto a qualsiasi altro segmento di età della popolazione europea, tant’è che, considerando l’attuale tendenza, nel 2100 gli over 80 rappresenteranno ben il 15% della popolazione totale. Dati epidemiologici consolidati hanno dimostrato che con il progredire dell’età aumentano anche le malattie cronico-degenerative, frutto in gran parte di non corretti stili di vita, che impattano negativamente sia sulla qualità sia sulla durata della vita; una vera e propria emergenza sanitaria giacché la cura della cronicità e della multimorbilità assorbe gran parte delle risorse del SSN, mettendone in discussione la stessa sostenibilità. Sicuramente l’adozione di stili di vita poco corretti e la crescente urbanizzazione
della popolazione hanno contribuito, in maniera molto importante, alla comparsa e progressione delle malattie cronico-degenerative; infatti, la maggiore disponibilità di cibo, la crescente sedentarietà, l’industrializzazione dei processi alimentari e l’aumento di alcune abitudini voluttuarie hanno contribuito all’aumento dell’obesità e del diabete mellito, della dislipidemia, dell’ipertensione arteriosa, delle malattie respiratorie croniche e della malattia renale cronica, tutte condizioni associate ad un eccesso di morbilità e mortalità cardiovascolare e non poiché anche molte patologie tumorali condividono gli stessi meccanismi fisiopatologici. È necessario, quindi, che la popolazione stessa sia responsabilmente consapevole che è necessario avviare un cambiamento radicale degli stili di vita per arginare l’attuale deriva epidemiologica – 1 bambino su 3 è obeso o in sovrappeso – e l’eccesso di morbilità e mortalità che interessa non solo i Paesi industrializzati ma anche quelli in via di sviluppo. In tal senso, è importante ricordare che evidenze scientifiche crescenti continuano a dimostrare che, a differenza dell’invecchiamento cronologico, quello biologico è ampiamente modificabile mediante l’adozione di corretti stili di vita, non a caso, i risultati di numerosi studi testimoniano del legame positivo esistente tra l’invecchiamento attivo e i benefici sulla salute fisica e psicologica, compresa la percezione di una maggiore qualità e soddisfazione della vita. Adottare, quindi, un corretto stile di vita vuol dire evitare tutte quelle azioni nocive per il benessere e la salute del nostro organismo, nutrendosi correttamente secondo i dettami della dieta mediterranea e svolgendo un’attività fisica adeguata all’età e alle proprie caratteristiche fisiche. Ne consegue, che le principali regole da seguire per un corretto stile di vita sono semplici ma richiedono consapevolezza dei benefici raggiungibili, impegno e costanza per il raggiungimento dell’obiettivo. Ecco, dell’importanza di tutto ciò e di come sia possibile mirare ad un invecchiamento attivo e consapevole si parlerà alla meritoria iniziativa promossa le ore 18 di Giovedì 12 Giugno 2025 dal Circolo di Catanzaro 1871.

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Squillace, riaperto al culto il Santuario della Madonna del Ponte

È stato riaperto al culto domenica 8 giugno il santuario della Madonna del Ponte, dopo circa quattro mesi di intensi lavori per il completo rifacimento del tetto che era malandato e a rischio di caduta. La celebrazione della santa messa, alle ore 10.30, è stata presieduta dal rettore del Santuario, padre Piero Puglisi, presenti numerosi fedeli, che nel giorno di Pentecoste hanno potuto fare ritorno nella suggestiva chiesa squillacese. «I lavori, per la verità – afferma padre Piero – all’esterno e soprattutto sul tetto stanno continuando, perché alcuni piccoli ritardi non hanno permesso di concluderli, secondo previsione, alla fine di maggio. Ci sarà ancora bisogno di alcune settimane per completare il tetto, i cordoli intorno all’edificio e per ritinteggiare tutte le facciate per ripristinare il Santuario in tutta la sua originaria bellezza». Padre Piero ha insistito molto per riaprire la chiesa: è stato completato il lavoro interno, dopo i rifacimenti e gli aggiustamenti del caso, da domenica 8 giugno il Santuario è regolarmente funzionante per le celebrazioni e i vari riti. «Aspettiamo, dunque, i lavori di completamento – aggiunge il rettore – soprattutto nella parte alta che erano comunque previsti dalla tranche stanziata dalla Soprintendenza per i lavori; tra l’altro, si sta riflettendo e valutando di fare qualcosa in più: visto che ci sono i ponteggi montati, si potrebbe economizzare sulle spese successive; perciò stiamo dialogando con i funzionari della Soprintendenza». Padre Piero, infine, ricorda che il Santuario è stato scelto come chiesa giubilare e quindi anche per quanto riguarda eventuali gruppi di pellegrini che dovessero fare qui la “statio” prima di arrivare alla basilica di Squillace, si possono prendere contatti con lo stesso rettore, con don Saverio Menniti, collaboratore, per organizzare i momenti di preghiera previsti dai riti giubilari.
Carmela Commodaro

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L’esperienza Spalletti si chiude con una vittoria, 2-0 alla Moldova

L’esperienza Spalletti si chiude con una vittoria, 2-0 alla Moldova

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Si chiude con una vittoria tutt’altro che entusiasmante l’esperienza di Luciano Spalletti da commissario tecnico dell’Italia: dopo la pesante sconfitta contro la Norvegia, gli Azzurri battono per 2-0 la Moldova e provano a rilanciare le proprie ambizioni di qualificazione diretta ai Mondiali.

La partita, però, vede iniziare meglio gli ospiti, attenti dietro e pericolosi in avanti: al 9′, Nicolaescu trova addirittura il gol di testa dopo un bel cross di Reabciuk, ma la rete viene annullata per fuorigioco del centravanti.

Sospiro di sollievo per gli Azzurri, troppo lenti e passivi nell’occasione. Tra i migliori c’è sicuramente Raspadori, molto attivo nello stadio che lo ha visto debuttare in Serie A. Dai suoi piedi parte il cross su cui Ranieri (al debutto in Nazionale) gira di testa centrando la traversa.

Poi ci provano anche Retegui, sempre troppo solo in area, e Dimarco, ma è proprio Raspadori a sbloccare il risultato al 40′ con un destro potente dopo il tentativo di Ionita di liberare l’area. La Moldova continua a rivelarsi molto pericolosa, decisamente troppo rispetto a quello che dovrebbe essere il rapporto delle forze in campo.

Lo stesso Ionita sfiora la rete su tap-in dopo la parata di Donnarumma su tiro di Reabciuk dalla distanza, poi Dimarco chiude sulla linea sul colpo di testa di Dumbravanu da calcio d’angolo.

Al rientro in campo, dentro Orsolini e Barella per Dimarco e Ricci, con Cambiaso che si sposta a sinistra. Nicolaescu sfiora la rete di testa, poi al 50′ arriva il raddoppio con Cambiaso dopo uno spunto sulla fascia del neoentrato Orsolini. A questo punto, l’Italia prova a continuare a spingere, ma dopo pochi minuti calano il ritmo e la pressione degli Azzurri.

Salvo qualche lampo di Frattesi, Orsolini e un colpo di testa di Lucca nel finale, infatti, l’Italia torna ad essere lenta, prevedibile, imprecisa anche nei passaggi più elementari, rischiando ancora di prendere gol in due occasioni.

Tutto il contrario di quello che dovrebbe servire in questo momento: dopo una disfatta pesantissima, la risposta è scialba e ampiamente insufficiente. La Nazionale si tiene la vittoria e poco altro: ora, col nuovo corso, servirà ritrovare entusiasmo e una scossa vera per non fallire l’obiettivo della qualificazione ai Mondiali.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Referendum, affluenza definitiva al 30.58%

Referendum, affluenza definitiva al 30.58%

ROMA (ITALPRESS) – Nessuno dei cinque referendum abrogativi ha raggiunto il quorum previsto. Con 61.591 sezioni scrutinate su 61.591, l’affluenza media nazionale – secondo i dati del portale Eligendo del ministero dell’Interno – è stata del 30.58%
I cinque quesiti, quattro sul lavoro e uno sulla cittadinanza, sono stati quindi bocciati a causa del mancato raggiungimento del quorum del 50%+1 degli aventi diritto. Già nelle prime ore di domenica 8 giugno 2025, l’affluenza mostrava dati estremamente bassi e oggi, quando le urne si sono chiuse alle 15, il primo dato parziale era ben lontano dalla soglia necessaria per essere valido.

– Foto Ipa Agency

(ITALPRESS).

Il progetto dei medici di famiglia per cura e gestione degli anziani

Il progetto dei medici di famiglia per cura e gestione degli anziani

ROMA (ITALPRESS) – L’Italia è un Paese che invecchia sempre più. Gli over 65 sono 15 milioni, di cui la metà con più di 75 anni. Inoltre, molti anziani vivono in aree difficili da raggiungere: piccoli paesini, talvolta isolati, sulle montagne, difficili da raggiungere sia in macchina che con i mezzi pubblici. Una serie di circostanze che rende complicato per i medici di famiglia prendersi cura proprio di chi ne avrebbe più bisogno. Questa difficoltà sopraggiunge proprio in una fase in cui la Medicina Generale sta attraversando profonde trasformazioni. Per far fronte a questa situazione servono nuovi strumenti, oltre naturalmente alla digitalizzazione: la Valutazione Multidimensionale (VMD) del paziente anziano, ossia un’analisi che prenda in considerazione complessivamente gli aspetti clinici, psicologici e sociali, risponde proprio a questa esigenza. Questo tema è emerso in diverse sessioni dei recenti Congressi regionali della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie – SIMG, che in questa prima parte del 2025 hanno riunito centinaia di medici di famiglia di Abruzzo, Marche, Molise, Umbria, Veneto e Sicilia.
A incidere maggiormente sulla qualità di vita e sulla sopravvivenza dell’anziano non è tanto la multimorbilità (la presenza di diverse malattie), ma lo stato di disabilità determinato dalla fragilità. Identificare la popolazione fragile permette di definire un percorso di cura specifico. Si parla quindi di “medicina della complessità”, che presta attenzione ai bisogni “globali” della persona e non alle sole malattie, prendendo in considerazione complessivamente aspetti clinici, psicologici e sociali per la definizione di percorsi diagnostici e terapeutici su misura, con l’obiettivo di migliorare le prognosi e limitare ospedalizzazioni e ricoveri nelle RSA.
Uno strumento come la Valutazione Multidimensionale ha particolare rilievo in alcuni specifici contesti geografici.
“Abruzzo, Marche, Molise, Umbria sono regioni che si contraddistinguono per la forte presenza di piccoli comuni, spesso mal collegati, aree interne difficili da raggiungere, comunità montane, oltre a una forte discrepanza nella densità tra le città e le zone rurali – ha spiegato Gabriella Pesolillo, Responsabile Scientifica del Congresso SIMG Interregionale e Segretario SIMG Abruzzo, una delle regioni più anziane d’Italia, con addirittura 595 persone ultracentenarie (dati ISTAT) -. Per questa conformazione del territorio, le zone periferiche spesso non hanno un’adeguata copertura della Medicina Generale, che sta a sua volta conoscendo una riduzione del personale. La difficoltà emerge soprattutto nelle visite domiciliari: lo stesso Medico di famiglia talvolta deve percorrere lunghi tratti prima di spostarsi da un paesino all’altro, riducendo così il numero di visite. Con la Valutazione Multidimensionale cambia la prospettiva: il paziente non viene considerato solo sulla base delle patologie che lo affliggono, ma anche dal punto di vista sociale, psicologico, familiare, prevedendone così la fragilità. La stessa malattia, ad esempio una bronchite, può avere un decorso diverso nelle persone di pari età e con lo stesso quadro clinico ma con diverse situazioni”.
“I nuovi bisogni di salute dei cittadini, come ci dicono le esperienze avanzate del Veneto, trovano risposte adeguate quando si creano le condizioni per un’esperienza di lavoro integrato tra MMG e infermieri come risposta a questa emergenza sanitaria, sviluppando processi di cura proattivi in cui si adotta la strategia della medicina di iniziativa, con la pianificazione delle cure e la presa in carico del paziente senza aspettare che la malattia si manifesti – sottolinea Maurizio Cancian, medico di medicina generale -. L’esperienza innovativa del Veneto, dove si sono formati molti gruppi di collaborazione tra MMG e infermieri, dimostra che questo modello raggiunge obiettivi di salute importanti. In questa fase di riorganizzazione territoriale è necessario analizzare e porre a confronto i dati di queste realtà per identificare le strategie adeguate e trasferire gradualmente le esperienze virtuose a tutti i cittadini della regione”.
SIMG è impegnata da anni ad offrire un’ampia rosa di strumenti ai Medici di famiglia. Il culmine di questi sforzi è giunto con le Linee Guida per la Valutazione Multidimensionale, promosse dalla Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) e dalla Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (SIGOT), con il supporto metodologico dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e con il contributo di 25 società scientifiche.
“L’azione di SIMG parte da molto lontano ben prima del DM77 del 2022 – ha evidenziato Pierangelo Lora Aprile, Segretario Scientifico SIMG -. Per questo, SIMG ha validato uno strumento di screening (PC-FI: Primary Care Frailty Index) per identificare e stratificare le persone fragili. Infatti, diventa importante programmare interventi personalizzati centrati sugli assistiti con fragilità lieve e moderata per rallentare l’evoluzione verso l’alta fragilità utilizzando strumenti di Valutazione Multidimensionale validati secondo le Linee Guida Nazionali. Quando la fragilità diventa molto alta, ad esempio nei malati che si avvicinano alla fine della vita, diventano rilevanti interventi specifici che hanno come obiettivo l’accompagnamento dei malati identificando i loro desideri e preferenze. Si passa quindi da una medicina finalizzata a trattare la malattia ad una medicina olistica finalizzata alla salute della persona nella sua interezza”.
“Tra le iniziative recenti, vi è il Progetto Radar: comorbidità, fragilità, valutazione multidimensionale, piano individuale di cura, che identifica un percorso formativo nelle cure primarie per identificare i pazienti fragili, stratificando la popolazione secondo i diversi gradi di fragilità, pianificando e personalizzando le cure in ragione dei domini evidenziati carenti dalla Valutazione Multidimensionale – ha aggiunto Pierangelo Lora Aprile -. Il progetto ha obiettivi ambiziosi: proporre alle Regioni una governance del processo di cura delle persone fragili, identificando criteri, indicatori e standard per il monitoraggio del percorso di presa in carico. Questo Progetto si concretizza con un percorso formativo per Medici di Medicina Generale particolarmente motivati ad acquisire “nuove competenze” nell’ambito di quella che abbiamo chiamato “Medicina della Complessità”, attraverso la Certificazione da parte degli organismi ministeriali competenti. SIMG ha formato ad oggi 40 MMG Esperti in Medicina della Complessità offrendo l’opportunità di continuare questi percorsi formativi a livello regionale in modo da avere almeno un medico di famiglia esperto ogni 100mila abitanti”.
“Abbiamo deciso di sostenere il Progetto Radar e di contribuire alla diffusione delle Linee Guida, mediante la sponsorizzazione non condizionante del progetto stesso, come parte del nostro impegno per migliorare l’accesso alle cure in Italia – afferma Matteo Surace, Medical Lead di Viatris Italia -. Con la nostra presenza capillare su tutto il territorio nazionale, lavoriamo insieme alla Società di Medicina Generale affinchè tutti abbiano uguali opportunità di accedere alle cure di cui hanno bisogno, anche in quelle aree che, per caratteristiche demografiche o per conformazione geografica della Penisola, più necessitano di strumenti adeguati alla presa in carico dei pazienti, in particolare di quelli più vulnerabili”.

– Foto Diessecom –

(ITALPRESS).

Inter, Marotta “Chivu è un nome storico, siamo orgogliosi e felici”

MILANO (ITALPRESS) – “C’è l’orgoglio di aver legato un nome storico dell’Inter al ruolo di allenatore. Credo che le società di calcio moderne debbano coltivare questa cosa”. Così il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, a margine della presentazione del libro “L’anima sociale e industriale dello sport” di Vito Cozzoli, oggi alla Libreria Rizzoli di Milano. “Dentro questo personaggio – ha aggiunto riferendosi a Christian Chivu – sono racchiusi tanti valori necessari per raggiungere obiettivi sportivi. Siamo assolutamente orgogliosi, soddisfatti e felici”. Guardando alla prossima stagione, Marotta ha ribadito le ambizioni nerazzurre: “L’Inter partecipa alle competizioni per vincere. Se poi altri saranno migliori, come è successo quest’anno, ci toglieremo il cappello. Ma ricordiamoci che arrivare lassù in alto non è facile e non tutti ci sono riusciti negli ultimi anni”.

xp2/gm/mca1

Inter, Bergomi “Chivu un rischio, ma ha carattere e saprà adattarsi”

MILANO (ITALPRESS) – “Era tempo di cambiamento. Quello che ci ha proposto Inzaghi in questi quattro anni non lo avevo mai visto, giocare così bene. Però è arrivato il momento di cambiare”. Lo ha detto Giuseppe Bergomi, ex bandiera dell’Inter, alla Libreria Rizzoli di Milano per la presentazione del libro “L’anima sociale e industriale dello sport” di Vito Cozzoli. “La prima scelta era Cesc Fabregas, poi si è virato su Cristian Chivu, un ragazzo di valore. Non fatevi ingannare dal suo carattere mite: ha personalità. È un rischio, ha allenato solo tredici partite, ma porta entusiasmo e voglia di fare bene”. Bergomi ha poi aggiunto: “Il senso di appartenenza è fondamentale. L’Inter non era la squadra più forte, ma è andata oltre grazie a una base di italiani e a questo spirito. Chivu ha qualità umane e competenze tattiche: a Parma, pur con una squadra fragile, ha saputo adattarsi. Con l’Inter si dovrà invece vincere. Potrà proporre un gioco simile a quello di Inzaghi ma anche cambiare modulo: questa squadra può giocare anche a quattro in difesa”.

xp2/gm/mca1

Juric si presenta all’Atalanta “L’eredità di Gasperini non mi pesa”

Juric si presenta all’Atalanta “L’eredità di Gasperini non mi pesa”

BERGAMO (ITALPRESS) – “Voglio essere me stesso e avere lo stesso approccio di sempre. L’eredità di Gasperini non mi pesa”. Si presenta così il nuovo allenatore dell’Atalanta, Ivan Juric, erede dell’artefice del miracolo che ha portato la Dea a vincere l’Europa League e a imporsi come una frequentatrice abituale della Champions. Dopo una stagione negativa, segnata dall’esonero con la Roma e dalla retrocessione col Southampton, Juric ripartirà proprio dall’Europa più nobile, lasciata in dote da Gasperini, che allenò il croato ai tempi del Genoa. “Se mi pesa la sua eredità? No, anzi, è meglio trovare un ambiente già abituato a lavorare bene. Nel calcio vari allenatori hanno indirizzato altri colleghi, Gasperini ha influenzato non solo me, ma anche altri tecnici all’estero. E’ normale fare cose diverse, vedremo nel corso della stagione. Qui ci sono ottimi giocatori e non vedo l’ora di allenarli”, taglia corto Juric che ha già parlato col suo predecessore: “Ci siamo incrociati stamattina, mi ha detto che non vuole influenzarmi troppo”. L’allenatore della Dea riconosce le difficoltà incontrate nell’ultima stagione: “Il calcio è così, ho vissuto cinque anni alla grande, ma ne basta uno per ridimensionarti o farti ripartire dall’inizio. Nell’ultimo anno non ho fatto bene e questa per me è una grande opportunità. Ho una grande motivazione. L’Atalanta è diventato un grande club, con grandi risultati e una grande cultura del lavoro, ci sono molti aspetti positivi”. C’è voglia di dare continuità al progetto e alla risposta su come dovrà essere la nuova Atalanta, la risposta di Juric è netta: “Vincente”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).