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Nordio “La separazione delle carriere non è punitiva per i magistrati”

ROMA (ITALPRESS) – La separazione delle carriere “non può essere punitiva nei confronti della magistratura, ho detto per una ragione pura, perché proviene da un ex magistrato che mai e poi mai vorrebbe agire contro i suoi colleghi, e per la ragione pratica, che essa è consustanziale all’introduzione del sistema accusatorio voluto dal professor Vassalli, medaglia d’argento della resistenza, alla fine degli anni Ottanta”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2025 del Consiglio Nazionale Forense all’Auditorium Antonianum di Roma. “In tutti i paesi dove esiste il sistema accusatorio anglosassone, le carriere sono separate e quindi è logica e naturale questa conseguenza che avrebbe dovuto essere adottata già 40 anni fa”, ha aggiunto.

xi2/sat/mca1

Misilmeri si ferma per l’ultimo saluto a Sara

MISILMERI (PALERMO) (ITALPRESS) – Palloncini bianchi, striscioni e un’enorme commozione, con un’esplicita richiesta sullo sfondo: basta femminicidi. La Sicilia si stringe attorno alla comunità di Misilmeri per l’ultimo saluto a Sara Campanella, uccisa lunedì scorso a Messina da un collega universitario. “Mi amo troppo per stare con chiunque”, frase pubblicata sui social dalla ragazza qualche ora prima della morte, appare in ogni angolo del paese come messaggio contro la violenza sulle donne.
Alla funzione, svoltasi nella chiesa di San Giovanni Battista e presieduta dall’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, hanno preso parte circa 1.500 persone: per contenere il flusso dei presenti sono stati allestiti due megaschermi, uno all’esterno dell’edificio e uno nell’oratorio adiacente. Tra le autorità che hanno partecipato al rito funebre anche il presidente della Regione, Renato Schifani, il primo cittadino di Messina, Federico Basile, e numerosi sindaci della Città Metropolitana di Palermo, incluso quello di Misilmeri, Rosario Rizzolo.
“Siamo qui, sconvolti. Senza parole. Dinanzi al corpo di Sara. Vita che ci è stata rubata. Perché? – sottolinea Lorefice nell’omelia – Ancora una volta, risuona un grido: perché? Perché questo strazio indicibile inflitto ai cari genitori Cetty e Alessandro, al fratello Claudio, ai familiari, al fidanzato, agli amici, alla città intera? Una vita distrutta e rubata troppo presto, in modo oltremodo crudele. L’uomo, dice la Bibbia, ha due strade: quella della relazione e quella della violenza. Ma vediamo come la violenza abbia ancora distrutto la bellezza di Sara, la bellezza delle sue relazioni, la bellezza che lei aveva il compito di far crescere nel mondo attraverso i suoi studi universitari, la realizzazione della sua vocazione professionale e la relazione con l’uomo che lei liberamente aveva scelto di amare. In certi momenti si vorrebbe solo stare in silenzio e piangere sommessamente un dolore indicibile, inaudito. In questo corpo trafitto ci sembra che sia racchiuso il dolore di un mondo nel quale ancora domina la violenza. In particolare sulle donne. La violenza, ogni forma di violenza, per qualsiasi motivo si scateni, è sempre un fallimento che riguarda tutti. La mancata comprensione dell’amore. L’amore non uccide”. xd8/vbo/gtr

Focus Salute – Secchezza vulvare e vaginale, come curarla bene

MILANO (ITALPRESS) – Secchezza vaginale e vulvare: come risolvere in modo efficace e sicuro un disturbo intimo poco considerato? Come possiamo ripristinare in modo naturale, fisiologico, l’idratazione della mucosa vaginale e della cute vulvare? Nel settantottesimo numero di Focus Salute, format di Italpress, la professoressa Alessandra Graziottin, ginecologa e oncologa, illustra i motivi farmacologici per cui il gel con spermidina, sostanza naturale presente in tutte le cellule viventi, e acido ialuronico possa migliorare i processi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle cellule genitali, restituendo idratazione, elasticità, maggiore resistenza ai microtraumi e senso di freschezza alla mucosa vaginale e vestibolare, e alla cute vulvare.

sat/gsl

Simeri Mare, momenti da ricordare: quando lo sport diventa inclusione

Importante iniziativa il 4 e il 5 aprile scorsi a Simeri Mare, grazie alla collaborazione tra l’Asd Invictus Share e la psicologa, psicoterapeuta e analista del comportamento Maura Mercuri, con il supporto della terapista Valentina Curto. Due momenti di sport pensate per condividere e rendere accessibile la pratica del calcio, attraverso un progetto rivolto ai bambini seguiti dalla dottoressa Mercuri nel suo studio privato, molti dei quali neurodivergenti o con disturbi del comportamento. Il 4 aprile, otto bambini sono scesi in campo per accompagnare i calciatori della categoria “giovanissimi” all’inizio di una partita di campionato provinciale. Un gesto simbolico, ma potente, che ha caricato di emozione non solo i piccoli protagonisti, ma anche genitori, operatori e giocatori. Il 5 aprile, i bambini hanno partecipato a un allenamento speciale, fianco a fianco con allenatori e ragazzi della squadra. Un’esperienza nuova, intensa e coinvolgente, che ha permesso ai partecipanti di vivere un contesto sportivo e relazionale diverso dal solito, arricchente dal punto di vista emotivo, sociale e terapeutico. Mercuri non è nuova a questo genere di attività poiché già negli anni scorsi aveva realizzato il progetto “Terapia in spiaggia”, portando piccoli gruppi di bambini in riva al mare per mattinate di gioco e intervento terapeutico in contesto naturale. E l’iniziativa con l’Asd Invictus Share aggiunge ora un tassello nuovo con la possibilità di interagire in contesti più ampi, con conoscenze nuove e in ambienti sportivi, integrando così nel lavoro terapeutico ingredienti fondamentali come la relazione, la cooperazione, il gioco strutturato e la scoperta dell’altro. «Spesso si sente parlare di “bambini speciali” – spiega la dottoressa – una definizione che, sebbene mossa da buone intenzioni, finisce per non raccontare davvero chi sono. Noi crediamo piuttosto che tutti i bambini siano speciali. Lo sono stati i nostri, ma lo sono stati anche i ragazzi della squadra che hanno saputo accogliere, spiegare, coinvolgere con una naturalezza che solo la sensibilità autentica può generare. Insieme hanno costruito uno spazio nuovo di relazione, in cui ognuno ha potuto dare e ricevere». Al termine vi è stata la consegna di medaglie e riconoscimenti ai partecipanti, con la lettura di una poesia inedita scritta per l’occasione dalla poetessa Tania Capellupo sul tema della neurodivergenza. Ringraziamenti sono stati rivolti al presidente della Invictus Share, Andrea Brunetti, promotore dell’iniziativa, al vicepresidente Angelo Barone, ai ragazzi della squadra per l’accoglienza e la sensibilità dimostrata, e ai genitori dei ragazzi, che ogni giorno accompagnano con fiducia e coraggio il cammino dei loro figli. Un’esperienza che ha dimostrato che l’inclusione non è solo un principio, ma un’azione concreta.

Carmela Commodaro

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Vincenzo Defilippo riconfermato presidente di Federfarma Catanzaro: continuità, innovazione e visione per il futuro


CATANZARO –
Vincenzo Defilippo è stato riconfermato alla guida di Federfarma Catanzaro, con unanime consenso da parte dei colleghi. Una riconferma che non è solo formale, ma il riconoscimento concreto di un lavoro solido, innovativo e coerente con le trasformazioni della sanità territoriale. Durante il suo precedente mandato, Defilippo ha saputo interpretare il ruolo del farmacista con lungimiranza e pragmatismo, accompagnando le farmacie in un percorso di evoluzione professionale e ampliamento delle funzioni. Tra le iniziative più apprezzate, spicca l’evento annuale “L’Evoluzione del Farmacista: il cammino del samurai”, divenuto un appuntamento di riferimento per il settore, capace di coniugare alta formazione, confronto e crescita della categoria. L’ultima edizione ha registrato una partecipazione record, segno della credibilità acquisita. Ma l’azione di Defilippo è andata ben oltre gli eventi. Sotto la sua guida, Federfarma Catanzaro ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo della “Farmacia dei Servizi”, rendendo la farmacia un presidio sanitario attivo sul territorio. Screening, educazione sanitaria, assistenza di prossimità: la farmacia si è trasformata in un punto di riferimento concreto per i cittadini, rafforzando la sinergia con il sistema sanitario pubblico. “Siamo dentro un processo di trasformazione profondo, in cui la farmacia non è più solo luogo di dispensazione, ma centro attivo di salute e prevenzione”, ha dichiarato Defilippo dopo la riconferma, sottolineando l’impegno a proseguire con determinazione il percorso intrapreso. La conferma di Defilippo rappresenta un segnale chiaro di fiducia nella continuità, ma anche nella capacità di affrontare le nuove sfide che attendono il settore farmaceutico, con un occhio sempre attento all’innovazione e alla centralità del cittadino.

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Giustizia, Nordio “La separazione delle carriere non è punitiva”

Giustizia, Nordio “La separazione delle carriere non è punitiva”

ROMA (ITALPRESS) – La separazione delle carriere “non può essere punitiva nei confronti della magistratura, ho detto per una ragione pura, perchè proviene da un ex magistrato che mai e poi mai vorrebbe agire contro i suoi colleghi, e per la ragione pratica, che essa è consustanziale all’introduzione del sistema accusatorio voluto dal professor Vassalli, medaglia d’argento della resistenza, alla fine degli anni Ottanta”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2025 del Consiglio Nazionale Forense all’Auditorium Antonianum di Roma. “In tutti i Paesi dove esiste il sistema accusatorio anglosassone, le carriere sono separate e quindi è logica e naturale questa conseguenza che avrebbe dovuto essere adottata già 40 anni fa”, ha aggiunto il ministro.

– Foto IPA Agency –

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Webuild compra azioni per 1,6 mln, “Resiliente in scenari mutevoli”

Webuild compra azioni per 1,6 mln, “Resiliente in scenari mutevoli”

MILANO (ITALPRESS) – Webuild ha acquistato, nella settimana tra il 31 marzo e il 4 aprile, 580.000 azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 2,777 euro per azione, per un controvalore complessivo superiore a 1,6 milioni di euro. In ottemperanza alla normativa vigente, sono stati diffusi tutti i dettagli dell’operazione tramite un comunicato stampa, consultabile anche sul sito istituzionale www.webuildgroup.com.
“Negli ultimi dieci anni, Webuild ha dimostrato una resilienza strutturale anche di fronte a scenari radicalmente mutevoli con impatto sul quadro macroeconomico globale e di singole geografie, confermando la solidità dei fattori sottostanti alla crescita e alla capacità di generare cassa – si legge in una nota -. Tali fattori sono stati alla base dei risultati record raggiunti nel 2024, con il superamento, con un anno di anticipo, dei principali target stabiliti dal piano triennale 2023-2025 e la successiva rivisitazione a rialzo della guidance per il 2025”.
Webuild è uno dei leader globali nell’infrastructure development, con un backlog record di oltre 63 miliardi che garantisce una visibilità di oltre 5 anni, una presenza in oltre 45 paesi con 92.000 tra dipendenti diretti e indiretti, con competenze e capacità riconosciute a livello mondiale.
Negli Stati Uniti, il Gruppo è presente con la società americana Lane, che vanta una storia di 135 anni e che, negli ultimi anni, ha realizzato o è in fase di completamento di infrastrutture per un valore complessivo di 3,6 miliardi di dollari, per importanti clienti istituzionali quali la Marina degli Stati Uniti e i principali Dipartimenti dei Trasporti americani. Secondo l’edizione del 2025 del report “Card for Americàs Infrastructure”, pubblicato dall’American Society of Civil Engineers (ASCE), per garantire una buona manutenzione delle infrastrutture statunitensi sono necessari investimenti per 9.100 miliardi. La presenza locale garantita da Lane rende il Gruppo tra i partner principali delle istituzioni USA per l’ammodernamento delle infrastrutture del Paese e la realizzazione di un ampio piano di investimenti.
In un report di Equita che analizza le prospettive future e le opportunità globali di Webuild, gli analisti osservano che il management del gruppo non prevede impatti diretti dalle tariffe statunitensi grazie alla natura locale delle proprie operazioni. Il cambiamento delle politiche negli Stati Uniti potrebbe, anzi, incrementare l’attività di Webuild nel paese, grazie alla forte presenza locale attraverso Lane. Attualmente, il business nordamericano rappresenta circa il 12% dei ricavi del Gruppo. Secondo Equita “la pipeline commerciale di Webuild si presenta molto ricca a livello globale, con numerose opportunità specialmente in Italia, Australia, Arabia Saudita e Nord America. Negli ultimi anni, l’azienda ha significativamente ridotto i rischi delle sue operazioni, che ora sono quasi interamente situate in paesi a basso rischio. L’attenzione rimane focalizzata su progetti che garantiscono buona redditività e generazione di cassa”. Inoltre, “l’attuale backlog di Webuild fornisce piena visibilità per i prossimi anni, riducendo le incertezze macroeconomiche. Le indicazioni fornite sulla pipeline commerciale sono state particolarmente apprezzate, con la domanda di infrastrutture che rimane alta in tutti i principali mercati di Webuild”. In sintesi, secondo gli analisti “Webuild si trova in una posizione solida per affrontare le sfide future e sfruttare le opportunità globali, grazie a una strategia ben definita e a una presenza consolidata nei mercati chiave”.

– Foto ufficio stampa Webuild –

(ITALPRESS).

Rapporto Enpaia-Censis, cresce il consumo di vino ma è allarme dazi

Rapporto Enpaia-Censis, cresce il consumo di vino ma è allarme dazi

ROMA (ITALPRESS) – Il consumo di vino in Italia è aumentato dal 55% al 58,9% tra il 2013 e il 2023, a dimostrazione del fatto che resta una costante nella vita quotidiana degli italiani. Uno dei simboli della cultura, dell’identità e dello stile di vita italiano, che si intreccia con la tradizione gastronomica del nostro Paese, nel corso degli anni è diventato un vero e proprio ambasciatore del Made in Italy e un pilastro per la nostra economia ma rischia di essere sommerso dall’onda dei dazi Usa. E’ quanto emerge dal primo Report Enpaia-Censis 2025.
Per quanto riguarda l’export, il vino italiano ha registrato un’impennata negli ultimi vent’anni. Le esportazioni, infatti, sono passate da 2,9 miliardi di euro nel 2003 a 8,1 miliardi di euro nel 2023, mentre la quota sul totale esportazioni è cresciuta dall’1,01% nel 2004 all’1,30% nel 2024, con gli Stati Uniti che si confermano come il principale mercato di sbocco. Nonostante la recente politica dei dazi imposta dagli Usa, l’italianità del vino rimane un valore irrinunciabile per il 79,4% degli italiani, che considerano la lotta contro i dazi una priorità assoluta. La graduatoria dei Paesi di destinazione segnala che gli Stati Uniti sono il principale mercato di sbocco con un export di vino pari a 1,9 miliardi di euro con un balzo decennale tra 2014 e 2024 del +72,4%.
Seguono rispettivamente la Germania con 1,2 miliardi di euro (+21,4% nel 2014-2024), il Regno Unito con 851 milioni di euro (+29,3% nei dieci anni trascorsi) e il Canada con 448 milioni di euro e +62,3% dal 2014 al 2024. Gli statunitensi comprano italiano molto più di quanto gli italiani comprano americano.
Dai dati emerge la rilevanza dell’export di vino da uve per l’economia italiana e, al contempo, come la matrice import-export italo-americana sia complessivamente segnata da un’articolazione di prodotti in cui visibilmente il consumatore americano è essenziale per talune produzioni italiane, vino incluso. La lotta ai dazi non potrà diventare una sorta di braccio di ferro isolato tra Italia e Stati Uniti, per il semplice motivo che non ci sono le condizioni di base, visto il quadro basico di quel che l’Italia importa e quel che esporta verso quel mercato. Colpisce per il vino come nel decennio 2014-2024, mentre cresceva il mercato americano come destinazione, si riduceva il peso relativo dei mercati di numerosi paesi europei e anche della Cina e del Giappone.
Le attività legate alla produzione e al consumo del vino contribuiscono a costruire un’offerta di esperienze che coinvolge diversi attori. Il vino, dunque, si presenta non solo come prodotto, ma come una vera e propria esperienza culturale. In questo contesto, il 73,8% degli italiani dichiara di apprezzare gite nei territori vinicoli, visite in cantine e degustazioni, a conferma che il vino è una chiave d’accesso a un turismo esperienziale che unisce cultura, natura e piacere.
Interessante è anche l’aspetto democratico di queste esperienze, apprezzate a tutto i livelli di reddito: il 75% degli italiani con redditi più bassi, il 75,4% della fascia medio-bassa, il 70,2% di quelli con redditi medio-alti e il 74,1% degli alti. In questo scenario, il ruolo degli operatori della filiera del vino, dalla produzione agli esercizi pubblici, è fondamentale. L’impegno nel costruire pacchetti esperienziali che potenziano l’attrattività del vino e rispondono ai desideri dei consumatori è la chiave per garantire un’offerta capace di rispondere ai bisogni vitali degli italiani, rendendo il vino un’esperienza indimenticabile, capace di arricchire il presente e valorizzare il patrimonio culturale e naturale del nostro Paese. L’italianità, simbolo di qualità e bellezza, continua a rappresentare un valore fondamentale per l’economia del Paese. Il marchio Made in Italy è sinonimo di eccellenza in tutto il mondo, particolarmente nel settore enogastronomico, dove il vino si distingue come uno degli ambasciatori più potenti della nostra cultura. Il 90,9% degli italiani concorda sul fatto che il vino italiano contribuisca a migliorare l’immagine dell’Italia all’estero, mentre l’86% crede che il rapporto degli italiani con il vino sia un elemento distintivo del nostro Paese. Inoltre, l’89,3% riconosce l’importanza economica del vino, vedendolo come un motore per la creazione di occupazione, l’attrazione di turisti e la generazione di ricchezza nelle aree di produzione. Spesso il consumo di vino viene associato a eccessi e problematiche legate, tra cui gli incidenti stradali, che ne distorcono l’immagine. Tuttavia, i dati della ricerca rivelano un quadro ben diverso per gli italiani, dove il consumo di vino è improntato su responsabilità e una forte attenzione alla qualità.
Secondo l’Osservatorio Enpaia-Censis, l’80,2% degli italiani preferisce ridurre le quantità di vino consumato, optando per una selezione di alta qualità. Questo modello di consumo, che si distingue dai comportamenti più problematici osservati in altri Paesi europei, testimonia una forte maturità sociale e culturale, in cui l’acquisto di vini pregiati non è esclusivo di chi ha un alto reddito, ma diventa una scelta trasversale. Infatti, il 75% delle persone con reddito basso e l’82,4% delle persone con reddito alto, condividono la stessa preferenza: bere meno, ma meglio.
Il dato che emerge con maggiore chiarezza è che ben il 90,1% degli italiani ritiene possibile bere vino in modo responsabile, senza ricorrere agli eccessi. Questo principio non è limitato ad una classe sociale o culturale specifica, ma è radicato in tutte le fasce di reddito e livelli di istruzione.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).