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Concussione e corruzione al cimitero di Trapani, 5 misure cautelari

TRAPANI (ITALPRESS) – Gli agenti della Polizia di Stato hanno eseguito cinque misure cautelari, per corruzione e concussione, nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione dei servizi cimiteriali, a Trapani. Sono stati arrestati l’ex necroforo del cimitero e un suo fidato operaio, mentre è stato intimato il divieto di esercitare l’impresa a tre note onoranze funebri trapanesi. Indagate altre 18 persone. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trapani, hanno fatto luce su un sistema consolidato di gestione privata della cosa pubblica, esercitata, in alcuni casi, attraverso la costrizione dei privati cittadini a dare e promettere danaro in cambio di sepolture veloci, in altri, attraverso patti illeciti in cui il privato, consapevolmente, pagava per accedere ai servizi cimiteriali attraverso corsie preferenziali. vbo/mca1
(Fonte video: Polizia di Stato)

Bombardamenti russi in Ucraina, a Sumy decine di civili morti

SUMY (UCRAINA) (ITALPRESS) – “Un terribile attacco missilistico balistico russo su Sumy. I missili nemici colpiscono una normale strada cittadina, la vita di tutti i giorni: case, istituti scolastici, auto in strada… E questo avviene in un giorno in cui le persone vanno in chiesa: la Domenica delle Palme, la festa dell’ingresso del Signore a Gerusalemme. Solo un bastardo può fare una cosa simile”. E’ quanto riferisce sul proprio canale Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un messaggio a corredo di un video su quanto accaduto a Sumy domenica, dove un attacco russo ha provocato la morte di 34 civili, tra cui 7 bambini. In un secondo filmato l’aggiornamento di Zelensky relativo ai bombardamenti russi sui civili: “A Sumy continua l’eliminazione delle conseguenze del bombardamento di missili balistici russi. Nelle operazioni di soccorso sono coinvolti tutti i servizi necessari. Attualmente 68 vittime si trovano in strutture mediche. Otto di loro versano in gravi condizioni. I medici stanno facendo tutto il possibile per salvare le vite e preservare la salute dei feriti. Ringrazio tutti coloro che hanno prestato soccorso alle persone sul luogo del bombardamento: le squadre mediche di emergenza, il Servizio di emergenza statale, la Polizia nazionale, i servizi comunali e i volontari. Le vittime hanno qualcuno a cui rivolgersi per chiedere aiuto e, grazie a voi, questo aiuto viene fornito quando necessario”, conclude il premier ucraino.

gsl/pc/mca1 (Fonte video: Canale Telegram Zelenskiy / Official)

Tumore della prostata, sfida a colpi di racchetta per la prevenzione

MILANO (ITALPRESS) – “Gioca d’anticipo! Ogni controllo è una vittoria” è il claim dell’evento che ha visto giocatori di padel, professionisti e amatori, sfidarsi in un torneo a Milano per sensibilizzare rispetto alla prevenzione del tumore della prostata. Bayer Italia, l’IRCCS Ospedale San Raffaele e l’associazione Europa Uomo Italia hanno fatto squadra organizzando un evento che ha unito sport e informazione.

f03/sat

Zappi “Troppa violenza, figura arbitro entri nel codice penale”

Zappi “Troppa violenza, figura arbitro entri nel codice penale”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ in corso un’interlocuzione politica. La violenza viene contrastata in maniera importante già in ambito federale e già all’interno della LND. Abbiamo istituito tavoli con l’associazione calciatori e allenatori, ma è evidente che l’ordinamento sportivo fatica a contrastare questa deriva contro i direttori di gara. Stiamo pensando di sostenere un’interlocuzione politica, lo faremo con grande forza. Abbiamo ottenuto ascolto dal ministro Abodi, immaginiamo anche con un pò presunzione di poter far entrare la figura del direttore di gara nel codice penale, nell’articolo 583 quater, comma 2 del codice penale. Ci riusciremo? Non lo so, io spero che il governo abbia a cuore la sorte di Diego Alfonzetti, il ragazzo che avete visto schierato al derby di Roma al fianco di Sozza e di Doveri. Che poi ci si arrivi con la modifica del codice penale o attuando concretamente la legge 53 del 2019, a noi interessa poco. Noi vogliamo contrastare questa deriva contro gli arbitri”. Così Antonio Zappi, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, ospite di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai Radio 1, sugli episodi sempre più frequenti di violenza nei confronti dei direttori di gara e sull’idea di equiparare la figura dell’arbitro a quella di pubblico ufficiale. Caso Alfonzetti, chi ha aggredito l’arbitro è poi stato sospeso:

“La risposta della giustizia sportiva della LND siciliana è stata adeguata: ha applicato ciò che l’ordinamento prevede – aggiunge il numero 1 dell’Aia – Ma nonostante squalifiche per 5 anni e cumulabili per 70-80 anni, certamente c’è qualcosa di più da dare a livello di sistema. L’arbitro viene vissuto come un terminale di colpevolezza, c’è una svalutazione della sua figura. Non è più possibile accettarlo. Approfitto per ringraziare Lazio, Roma e Lega Serie A che ieri sera ci hanno dato la grande possibilità di poter far arrivare la nostra voce a tutti gli sportivi”.

Un giovane arbitro, vedendo queste aggressioni, potrebbe chiedersi se vale la pena intraprendere il percorso arbitrale: “Certamente sì. Tra l’altro mando un abbraccio agli altri 170 ragazzi che hanno subìto vicende simili a quelle di Diego Alfonzetti. Sono immagini devastanti per il nostro reclutamento e movimento. In più con pochi arbitri, si riesce a fare meno selezioni di qualità. Da molto tempo in Italia c’è la volontà di introdurre le normative sul cosiddetto safeguarding. Anche per i nostri arbitri minorenni dovremmo cominciare a porci il problema degli abusi nei confronti dei minori da parte di adulti che dalle tribune incitano alla violenza. C’è un problema culturale, formativo e genitoriale: genitori che pensano di avere dei campioni e non accettano che un loro coetaneo dei loro figli possa sbagliare in quel ruolo difficile”.

Per quanto riguarda il Var a chiamata, “il presidente Gravina ha chiesto all’IFAB di sperimentare già dalla prossima stagione nella Serie C e la Divisione di Serie A di calcio femminile il cosiddetto video support, poi chiamato in gergo Var a chiamata. Al momento, in questa fase sperimentale, le chiamate sarebbero due. Ogni volta che la società chiedesse il Var, se la segnalazione fosse giusta, questa opportunità sarebbe rigenerata. Quindi in linea di massima due chiamate, rigenerate ogni volta che la segnalazione fosse corretta. La presenza di un ex giocatore in sala Var? Credo che ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere, specializzandosi al massimo livello possibile. I calciatori ci aiutano molto nei vari incontri, ma portarli all’interno del processo decisionale secondo me sarebbe un errore. Giusto confrontare le diverse esperienze, ma è altrettanto giusto che il calciatore faccia il calciatore, l’allenatore faccia l’allenatore e l’arbitro decida”.

Punire la perdita di tempo del portiere con il corner: “Gli arbitri applicano le regole che l’IFAB che sperimenta e chiede di introdurre i regolamenti. Questa sperimentazione ha dato dei risultati e abbiamo visto che la condotta ostruzionistica viene contrastata con questo tipo di decisione. In pochi prendono in considerazione il fatto che una buona quota di gol nasce da calcio d’angolo, è una punizione particolarmente insidiosa”.

Zappi, infine, dice la sua sulla scelta di Maresca e Guida di non arbitrare più il Napoli: “Non la definirei una decisione piuttosto grave. Ognuno di noi fa delle scelte personali. Non sono solo Guida e Maresca: ci sono tanti uomini che, vivendo la loro realtà, possono vivere delle difficoltà, ma senza arrivare a sconfinare nel timore di episodi violenti. Si arriva alla situazione per cui se prende una decisione, allora l’ha presa perchè è di Napoli, se non la prende è perchè vuole dimostrare che, in quanto di Napoli, non voleva favorirlo. Ci sono scelte che nascono anche dall’opportunità, non dobbiamo immaginare chissà quale tipo di gravità per queste decisioni personali”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Banconote false, smantellati 2 siti contraffazione e rete canali social

Banconote false, smantellati 2 siti contraffazione e rete canali social

FORLI’ (ITALPRESS) – Il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza hanno eseguito a un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Forlì, nei confronti di due indagati, a vario titolo, per le ipotesi di reato relative alla produzione e spendita di banconote false.

Il provvedimento si integra in una più ampia attività investigativa condotta dai Reparti Speciali delle Fiamme Gialle nei confronti di un collaudato sodalizio criminale dedito alla produzione e vendita di banconote contraffatte, sia in Italia che all’estero, attraverso le più diffuse applicazioni di messaggistica. Le investigazioni hanno consentito di individuare, all’interno delle abitazioni degli indagati, due siti destinati alla produzione, stoccaggio e vendita di banconote e monete contraffatte nonchè profili e canali di social network, utilizzati per la commercializzazione, anche in numerosi paesi stranieri, di tali valori contraffatti e di sostanze stupefacenti.

All’esito delle attività sono state sequestrate oltre 4.500 banconote contraffatte di vari tagli e 32 monete da 2 euro, per un valore facciale complessivo di circa 170 mila euro, nonchè 6 computer, 3 smartphone, 4 tagliacarte, 3 stampanti, clichè e altri strumenti per la creazione dei sigilli di sicurezza.

Nel corso delle perquisizioni sono state anche sequestrate numerose SIM, sostanza stupefacente e relativi strumenti per il taglio e la pesatura, un documento di identità falso e una cartuccia calibro 12. Per tali circostanze, sotto il coordinamento dell’A.G., si è proceduto all’arresto in flagranza di uno degli indagati. Le attività operative sono state eseguite nelle province di Asti e Chieti e hanno visto il coinvolgimento dei locali Reparti territoriali in supporto ai militari operanti.

– Foto: ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

Tumore della prostata, Bayer e padel insieme per la prevenzione

Tumore della prostata, Bayer e padel insieme per la prevenzione

MILANO (ITALPRESS) – Un torneo di padel in nome della prevenzione del tumore della prostata. Sabato 12 aprile 64 giocatori, professionisti e amatori, si sono sfidati a Milano su invito di Bayer Italia durante l’evento “Padel per la prevenzione del tumore della prostata”. Prima dell’inizio delle partite si è tenuta una sessione educazionale che ha visto la partecipazione di medici e specialisti volta a sensibilizzare e informare sulla necessità di prevenire il cancro della prostata, perchè, come sottolineato più volte durante l’evento, è importante giocare d’anticipo sulla malattia. L’iniziativa ha unito informazione e sport e ha visto collaborare Bayer Italia, l’Ospedale San Raffaele di Milano e l’Associazione dei pazienti italiani malati di tumore della prostata, Europa Uomo Italia.
Secondo i dati del Global Cancer Observatory dell’OMS il tumore della prostata colpisce ogni anno 1,5 milioni di uomini al mondo.
“In Italia – ha detto Giorgio Gandaglia, urologo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele – 40 mila uomini ricevono la diagnosi ogni anno. E’ il primo tumore per incidenza. E’ una malattia asintomatica ma se identificata precocemente abbiamo a disposizione terapie avanzate, trattamenti locali e possiamo guarire i nostri pazienti”.
“La cura del tumore della prostata passa attraverso diversi set, proprio come in una partita di padel – ha detto Brigida Maiorano, oncologo presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano -. Il primo è quello della prevenzione primaria, cioè dobbiamo impedire che il tumore della prostata si sviluppi. Questo significa un corretto stile di vita e una sana alimentazione. Il secondo step è quello della prevenzione secondaria, cioè lo screening e la diagnosi precoce, soprattutto quando ci sono dei casi di tumore in famiglia. L’esame del sangue con i valori del PSA, un biomarcatore, è utilizzato per lo screening perchè abbastanza correlato con il tumore prostatico. Non dobbiamo però spaventarci anche se si scopre un alto valore, non significa necessariamente che ci sia un tumore della prostata. La diagnosi precoce del tumore della prostata può significare guarigione. L’ultimo step, in caso di diagnosi, è accedere ai trattamenti, la ricerca, per fortuna per questo tipo di neoplasie è andata molto avanti negli ultimi anni”.
Bayer ha unito le forze nell’organizzazione dell’evento milanese con medici ed Europa Uomo Italia. “Nasciamo circa vent’anni fa – ha raccontato Claudio Talmelli, presidente dell’Associazione Europa Uomo Italia – da un’idea del professor Umberto Veronesi. Supportiamo i pazienti affetti da questa malattia. Oltre a dare più informazione possibile, organizziamo diverse iniziative come il Novembre Azzurro, mese dedicato al tumore della prostata. Abbiamo poi gruppi di autoaiuto, un vero supporto. L’aspetto psicologico della malattia è infatti molto importante. In più cerchiamo di intervenire con le Istituzioni affinchè ci siano qualità ed equità della cura”.
Bayer Italia è tornata quindi in campo per unire i principali attori della prevenzione, dopo l’evento benefico di dicembre Aspria Charity Open che ha coinvolto più di 200 giocatori in 3 giornate.
“Per quanto riguarda il tumore della prostata – ha detto Marius Moscovici, Responsabile Area Medica Oncologia di Bayer Italia – abbiamo sviluppato farmaci innovativi con l’obiettivo di prolungare e migliorare la vita dei pazienti. Abbiamo poi in sviluppo ulteriori molecole innovative con lo stesso scopo. il nostro impegno è costante, non solo sul fronte terapeutico, ma anche nella promozione della prevenzione di questa patologia: prima arriva la diagnosi, migliori sono le possibilità di gestire il tumore della prostata”.

– Foto f03/Italpress –

(ITALPRESS).

Aiutò il boss Messina Denaro durante la latitanza, arrestata insegnante

Aiutò il boss Messina Denaro durante la latitanza, arrestata insegnante

TRAPANI (ITALPRESS) – Arrestata in provincia di Trapani una presunta fiancheggiatrice del boss Matteo Messina Denaro.
Gli investigatori del Servizio Centrale Operativo e del ROS hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di una insegnante, indagata, in concorso, per favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena aggravati dall’essere stati commessi al fine di avvantaggiare l’associazione mafiosa Cosa nostra. Il provvedimento è stato emesso dal gip presso il Tribunale di Palermo, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia,
La donna è legata da stretti vincoli di parentela con un esponente di vertice della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara e storico uomo di fiducia dell’ex latitante.
Le indagini, finalizzate a ricostruire la rete di fiancheggiatori che ha sostenuto l’allora latitante Messina Denaro Matteo – corroborate dall’analisi di tabulati telefonici e traffici di celle, dalla visione di immagini di videosorveglianza e dallo sviluppo delle fonti dichiarative – hanno disvelato il ruolo attivo svolto dall’indagata nelle fasi terminali della latitanza del boss. In particolare, gli elementi investigativi acquisiti conducono ad ipotizzare che l’indagata abbia fornito all’allora latitante “sostegno logistico, aiuto e supporto morale e materiale nel territorio di Campobello di Mazara, Mazara del Vallo, Tre Fontane e in altre località della provincia di Trapani, al fine di soddisfarne anche le primarie esigenze personali, assicurandogli attraverso un sistema di staffetta e scorta con la propria autovettura, la possibilità di spostarsi in modo riservato sul territorio e di non essere catturato dalle forze dell’ordine”.
Sono attualmente in corso delle perquisizioni nella provincia di Trapani, con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine della Polizia di Stato e di personale dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Sicilia” dell’Arma dei Carabinieri.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
(ITALPRESS).

Attività fisica e benessere, conclusa 3^ edizione di Sportcity Meeting

Attività fisica e benessere, conclusa 3^ edizione di Sportcity Meeting

SPELLO (ITALPRESS) – Si è conclusa nel Perugino, a Spello e Assisi, la terza edizione di Sportcity Meeting, che ha visto oltre 300 tra operatori dello sport, politici nazionali, amministratori locali, dirigenti d’azienda e nuovi stakeholder confrontarsi sulle tematiche della cultura dello sport e del benessere dei cittadini. “E’ stata un’esperienza totale – ha detto a conclusione dell’evento Fabio Pagliara, presidente di Fondazione Sportcity – con una partecipazione altamente qualificata e al di sopra delle aspettative. Tre giorni di dialogo continuo, incontri formali e informali, momenti di inclusione e momenti conviviali, attività di coaching e da questa edizione anche attività sportive e visite culturali di gruppo: insomma, un meeting immersivo che ha avuto anche il merito di fornire risposte concrete ai player che si occupano di sport diffuso e del benessere delle comunità. Come Fondazione puntiamo molto sul concetto che fare sport fa bene, rende gli italiani più felici e le città migliori, quindi la grande alleanza che dobbiamo fare con i territori, tema che emerso in questi giorni, è per lottare insieme contro la sedentarietà, l’obesità infantile e l’utilizzo eccessivo dei device da parte non solo dei giovani”. In collegamento video il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che ha portato il suo prezioso contributo al dibattito. “Questo meeting è un momento di incontro, di confronto e di scambio di idee dal quale potremo trarre suggerimenti e indicazioni preziose – le parole di Abodi – Lo sport, al di là degli aspetti competitivi, mi sembra in grado di raccogliere e mettere in pratica gli stimoli che arrivano dalla società civile, per migliorare. C’è stato in questi giorni un importante investimento da parte del ministero di 110 milioni per lo sport nelle periferie che rappresenta un record in questo ambito la cui utilità la misureremo nel prossimo futuro. Questi fondi verranno investiti soprattutto per migliorare il patrimonio impiantistico già esistente cercando non trascurare i Comuni più piccoli tenendo conto dei principi di sostenibilità che tutti noi stiamo cercando di affermare partendo anche dal concetto di riqualificazione energetica e dell’accessibilità per le persone con disabilità in collaborazione con il ministro Schillaci”. Lo Sportcity Meeting, grazie al patrocinio della Provincia di Perugia, della Città di Assisi e del Comune di Spello, si è svolto in luoghi simbolici, quali Villa Fidelia a Spello, la Sala della Conciliazione del Palazzo Comunale e Palazzo di Monte Frumentario ad Assisi. Il meeting è iniziato venerdì 11 con l’intervento del sottosegretario al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Claudio Barbaro che ha aperto ufficialmente la tre giorni insieme al presidente della Provincia di Perugia Massimilano Presciutti, al sindaco di Spello Moreno Landrini, all’assessore allo Sport Elisa Narcisi. Un pomeriggio intenso durante il quale è stato presentato da Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli, la nuova edizione dello “Sportimetro”, una ricerca di qualità realizzata per l’Osservatorio permanente sullo sport presieduto da Federico Serra, e il responsabile sport del Pd Mauro Berruto ha letto e interpretato alcuni brani del suo libro “Capolavori”. Sabato 12, il presidente di Fondazione Sportcity Fabio Pagliara e l’ex direttore di Rai Sport Jacopo Volpi hanno presentato il talk show con gli ospiti che hanno affrontato diversi argomenti sul tema dello sport e del benessere. Nella Sala della Conciliazione di Assisi, si sono succeduti gli interventi dell’assessore allo Sport di Assisi Cavallucci, dell’assessore allo Sport di Spello Narcisi, dell’assessore allo Sport di Perugia Vossi, del direttore di Sport nei Territori di Sport e Salute Lorenzo Marzoli, della responsabile Direzione Commerciale e Marketing dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale Debora Miccio, del sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, della Experienced Public Affairs manager di Abbott Maria Laura Cantarelli, della Capo Area Anci Sabrina Gastaldi, di Mauro Berruto, della presidente del Consiglio Comunale di Roma Capitale Svetlana Celli e del presidente nazionale di Opes Juri Morico, del fondatore di Special Olympics Italia Alessandro Palazzotti e del presidente dell’Osservatorio permanente sullo sport Federico Serra. La giornata si è conclusa con la presentazione di 30 best practice realizzate da Comuni, associazioni sportive e culturali, enti e aziende. Ieri, l’ultima giornata dello Sportcity Meeting si è conclusa con la camminata non competitiva “Laudato Sì, in cammino con Francesco”, e con il “Bar dello Sport”, una serie di incontri “B2B” tra i vari stakeholder presenti alla tre giorni.
– Foto Ufficio Stampa Sportcity –
(ITALPRESS).

San Luca, padre e figlia dispersi in Aspromonte ritrovati dai vigili del fuoco

Squadre dei vigili del fuoco del Comando di Reggio Calabria, a seguito della richiesta di soccorso pervenuta alle ore 23.00 circa, sono intervenute a Montalto d’Aspromonte (Il Montalto è la cima più alta dell’Aspromonte nei pressi di Gambarie, vicino a Reggio Calabria, situata nel territorio comunale di San Luca) in zona impervia ad oltre 1500 mt di quota per soccorso a persone.
I malcapitati (padre e figlia) partiti nella mattinata di ieri, con la macchina, per una escursione tra i boschi Aspromontani, nel tardo pomeriggio risultavano dispersi.
La SO115 di Reggio Calabria, ricevuta la richiesta di soccorso provvedeva a far attivare il piano di ricerca persona ed inviava sulla zona la squadra della sede centrale con supporto della sala operativa mobile UCL (Unità di Comando Locale) con personale TAS (topografia applicata al soccorso) e successivamente la squadra del Distaccamento di Bianco per ampliare le ricerche sul versante che dal comune di Bovalino arriva sull’Aspromonte. Inoltre nelle ore notturne sopraggiungevano sul posto le unità Cinofile dai comandi vigilfuoco di Vibo Valentia e Trapani ed il nucleo SAPR (sistema aeromobile a pilotaggio remoto) dei vigili del fuoco Calabria.
Attivata la procedura “Geoloc” ed il sistema di ricerca IMSI Catcher, le squadre coordinate dalle unità TAS hanno perlustrato le zone assegnate e, i dispersi sono stati raggiunti dai vigili del fuoco alle ore 7.10 circa.
I due escursionisti, provati dalla disavventura e dal freddo ma in buone condizioni di salute, venivano tranquillizzati e successivamente accompagnati in zona sicura presso l’automezzo UCL (Unità di Comando Locale) dei vigili del fuoco. Si procedeva inoltre al recupero della vettura rimasta impantanata sul sentiero sterrato.
Nella ricerca sono stati impegnati 17 unità vigili del fuoco con 7 automezzi. Intervento concluso alle ore 9.30.

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Nuovo appuntamento con “Interviste SottoTraccia”: protagonisti i Neraluce

È stata la band dei Neraluce la protagonista della nuova puntata di “Interviste SottoTraccia”, l’iniziativa ideata dal collettivo “OndaRocK” de La Rete di Squillace, che si impegna nell’intercettare ed abbracciare il mondo della musica, dai musicisti, ai fonici, discografici e videomaker, gestori di locali e tante altre figure a questo mondo. I Neraluce sono una band nata circa vent’anni fa, ritornata prepotentemente sulla scena indie locale dopo diversi anni di silenzio a causa principalmente di un evento traumatico che ha coinvolto il loro bassista Giuseppe in seguito ad un incidente stradale che lo ha costretto a fermarsi. Lui in realtà, nonostante tutte le difficoltà, non si è mai fermato, come ha raccontato nell’intervista Danilo Ferragina, chitarrista della band. «Al rientro di Giuseppe a casa dopo il ricovero in ospedale – ha affermato Ferragina – la sua prima “azione di cuore” è stata quella di imbracciare il suo basso, nonostante le articolazioni della mano fossero compromesse, e iniziare a suonare i pezzi dei Neraluce. Questo gesto, per tutti noi della band, emotivamente è stato devastante e ci ha stimolato a riprendere in mano ciò che avevamo lasciato in sospeso anni prima: ecco la vicenda principale del “ritorno prepotente” della band». I Neraluce hanno all’attivo due dischi, il primo prodotto interamente dall’etichetta discografica Aereostella con la distribuzione della Edel di Iaia De Capitani, moglie di Franz di Cioccio, entrambi anche produttori della PFM. Danilo Ferragina, chitarrista storico dei Neraluce, ha raccontato anche delle collaborazioni con “nuove sonorità” con Kuanito ed Eman, due figure di spicco della dance hall e reggae catanzarese, e di quando la band ebbe l’onore di condividere lo stesso palco al “Pistoia Blues”, ma in live diversi, con Patti Smith la “sacerdotessa del rock” e Jeff Beck, uno dei chitarristi più influenti degli anni 60 e 70; e infine quando gli stessi Neraluce fecero da gruppo spalla per ben due volte a Piero Pelù, storico frontman dei Litfiba, a Reggio Calabria, per “I-Tim Tour”, e “Festa dell’Unitá” a Badolato. Insomma, storia ricca ed emozionante quella della band dei Neraluce.
Carmela Commodaro

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