GENOVA (ITALPRESS) – “Non ci può essere pace soltanto per alcuni, benessere per pochi, lasciando miseria, fame, sottosviluppo, guerre, agli altri. E’ la grande lezione che ci ha consegnato Papa Francesco. Ecco perché è sempre tempo di Resistenza, ecco perché sono sempre attuali i valori che l’hanno ispirata”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia al teatro Ivo Chiesa di Genova per la festa della Liberazione.
GENOVA (ITALPRESS) – “Non ci può essere pace soltanto per alcuni, benessere per pochi, lasciando miseria, fame, sottosviluppo, guerre, agli altri. E’ la grande lezione che ci ha consegnato Papa Francesco. Ecco perché è sempre tempo di Resistenza, ecco perché sono sempre attuali i valori che l’hanno ispirata”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia al teatro Ivo Chiesa di Genova per la festa della Liberazione.
“Nella sua ‘Fratelli tutti – ha proseguito Mattarella citando il pontefice – ci ha esortato a superare ‘conflitti anacronisticì ricordandoci che ‘ogni generazione deve far proprie le lotte e le conquiste delle generazioni precedenti e condurle a mete ancora più alte. Non è possibile accontentarsi di quello che si è già ottenuto nel passato e fermarsi, e goderlo come se tale situazione ci facesse ignorare che molti nostri fratelli soffrono ancora situazioni di ingiustizia che ci interpellano tutti”.
Il capo dello Stato ha quindi sottolineato come “la Resistenza si pose l’obiettivo di raggiungere la pace come condizione normale delle relazioni fra popoli” e come “anche dalle diverse Resistenze nacque l’idea dell’Europa dei popoli, oggi incarnata dalla sovranità popolare espressa dal Parlamento di Strasburgo. Furono esponenti antifascisti coloro che elaborarono l’idea d’Europa unita, contro la tragedia dei nazionalismi che avevano scatenato le guerre civili europee. Difendere la libertà dei popoli europei è compito condiviso. Ora l’eguaglianza, la affermazione dello Stato di diritto, la cooperazione, la stessa libertà e la stessa democrazia, sono divenuti beni comuni dei popoli europei da tutelare da parte di tutti i contraenti del patto dell’Unione Europea”, ha concluso Mattarella.
CITTÀ DEL VATICANO (ITALPRESS) – La Sala Stampa Vaticana ha diffuso una nota sulla tomba dove sarà sepolto Papa Francesco, nella Basilica di Santa Maria Maggiore. La tomba è stata realizzata in marmo di provenienza ligure con la sola iscrizione “Franciscus” e la riproduzione della sua croce pettorale. È stata preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della Basilica di Santa Maria Maggiore. È situata nei pressi dell’Altare di San Francesco.
ROMA (ITALPRESS) – Una ricetta semplice e gustosa, adatta anche a chi deve stare attento alle calorie: bocconcini di pollo al rosmarino. Rosanna Lambertucci ne parla nella nuova puntata di La Salute Vien Mangiando.
Squadra dei vigili del fuoco del Comando di Catanzaro sede centrale è intervenuta, nelle prime ore di questa mattina, nel comune di Squillace per salvataggio animale. Il malcapitato un cane di piccola taglia scivolato in una scarpata impervia. Intervento dei vigili del fuoco è valso a calarsi lungo la scarpata con procedure ed attrezzature Speleo Alpino Fluviali in dotazione e raggiunto il cane, constatato il buono stato di salute, si procedeva al recupero. Il piccolo animale veniva riconsegnato alla legittima proprietaria.
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto una corono di alloro all’altare della Patria per la cerimonia dell’80mo anniversario della Liberazione. Presenti, tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso, il ministro della Difesa Guido Crosetto. Dopo la cerimonia degli onori e l’esecuzione dell’inno d’Italia il capo dello Stato ha deposto la corona sulla tomba del milite ignoto.
ROMA (ITALPRESS) – “Oggi l’Italia celebra l’ottantesimo Anniversario della Liberazione. In questa giornata, la Nazione onora la sua ritrovata libertà e riafferma la centralità di quei valori democratici che il regime fascista aveva negato e che da settantasette anni sono incisi nella Costituzione repubblicana. La democrazia trova forza e vigore se si fonda sul rispetto dell’altro, sul confronto e sulla libertà e non sulla sopraffazione, l’odio e la delegittimazione dell’avversario politico”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Oggi rinnoviamo il nostro impegno affinché questa ricorrenza possa diventare sempre di più un momento di concordia nazionale, nel nome della libertà e della democrazia, contro ogni forma di totalitarismo, autoritarismo e violenza politica”, conclude.
ROMA (ITALPRESS) – Riaperta questa mattina alle 7 la Basilica di San Pietro per dare la possibilità ai fedeli di dare l’ultimo saluto a papa Francesco. Già prima dell’apertura migliaia di persone si erano messe in coda. L’afflusso è durato tutta la notte, oltre la mezzanotte che era stata programmata, con una breve chiusura per dare la possibilità agli addetti di sistemare la Basilica, con l’apertura anticipata alle 5.45. Oggi San Pietro sarà aperta fino alle 19.00, dopo di che si svolgerà il rito per la chiusura della bara del Pontefice. Domani alle 10.00 i funerali solenni in Piazza San Pietro, quindi la traslazione lungo le vie di Roma fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore, dove avverrà la tumulazione. Intanto questa mattina alle 9 è in programma la quarta congregazione dei cardinali. Secondo i dati provvisori, sono stati oltre 128mila i fedeli che si sono recati per l’omaggio a Papa Francesco dall’apertura fino a oggi. (ITALPRESS). -Foto: Ipa Agency-
Il gruppo consiliare di opposizione attacca: “Anziché entrare nel merito delle indicazioni (legittime, puntuali e fondate) – da noi avanzate preferisce deviare l’attenzione spostando il dibattito su tutt’altri fronti”
MESORACA – «Un copione già visto: ogni critica viene archiviata tirando in ballo il passato. Ma, se proprio vogliamo dirla tutta, quel passato è anche vostro. Ci preme ricordare, però, che se qualcuno amministrava, qualcun altro era all’opposizione. Perché l’unica risposta che sapete dare è sempre la stessa: “I dieci anni di Carmen Carceo.”Lo affema in una nota il gruppo consigliare di opposizione “Oltre, con Noi Mesoraca“. Il gruppo aggiunge: «Eppure il signor Parise è sindaco da sei anni, non da sei mesi. Il tempo delle responsabilità è adesso. Noi, a differenza vostra, riteniamo che sia oggi il tempo del dovere. Dobbiamo preoccuparci di ciò che si sta facendo adesso, vigilare affinché venga portato a termine e fatto nel miglior modo possibile. Abbiate il coraggio di accettare le critiche, perché spesso – se ascoltate – sono uno strumento per migliorarsi. Fuggire dal confronto è la scorciatoia dei deboli. “Oltre, con Noi Mesoraca” insiste: «Quanto al resto, lasciateci dire una cosa: i selfie non ci appartengono. Non ci interessa autocelebrarci né mostrarci in posa. Andiamo nei cantieri perché è un nostro preciso dovere. Peccato che, nella maggior parte dei casi, li troviamo deserti, con lavori fermi o a rilento. Aprire un cantiere è facile. Portare a termine un’opera è un’altra cosa. Quanto alla strada Turra: consentire il transito a cittadini e scuolabus su un tratto di lavori non conclusi non è un gesto di “coraggio”, come qualcuno lo ha definito, ma un atto di irresponsabilità e pressappochismo che mette a rischio la sicurezza». A proposito di lavori pubblici, «allora parliamone seriamente» aggiunge l’opposizione. Cominciando dal campo sportivo Campizzi caratterizzato da «lavori ad intermittenza – annota l’opposizione -. Ogni settimana si annuncia la fine imminente, ma siamo a oltre 360 giorni di cantiere, ben oltre i 210 previsti. Cosa si nasconde dietro questi continui rinvii? Errori progettuali? Carenza di fondi?». Poi la scuola media Filippa. «Anche qui lavori incerti e lenti – sottolinea “Oltre con Noi, Mesoraca” – Problemi non solo in corso d’opera ma già presenti in fase progettuale. La conclusione era prevista per gennaio 2025, ma già ora è chiaro che nemmeno questa scadenza verrà rispettata». E ancora i campetti Ecce Homo. «Due interventi molto pubblicizzati – analizza il gruppo -. Uno non è mai partito e l’altro, dopo mesi di fermo, ha visto ripartire i lavori. Ma il termine previsto (90 giorni dalla consegna, avvenuta il 5 giugno 2024) è già in discussione». L’elenco prosegue con: edificio Turra: lavori iniziati il 29 novembre 2023. Durata prevista: 350 giorni. Cantiere fermo; strada Turra: lavori fermi, cantiere desolatamente aperto; mensa scolastica Santa Margherita: anche qui tutto fermo; riqualificazione del fiume Vergari: lavori mai ripartiti, nonostante abbiate dichiarato che l’iter burocratico è stato regolare. «Ogni cantiere fermo genera disagi, è vero – incalza “Oltre, con Noi Mesoraca” – Ma un’amministrazione attenta ha il dovere di ridurre quei disagi, rispettare i tempi, vigilare sui lavori e scegliere soluzioni concrete, non spot social. Il vostro ultimo post, purtroppo, non offre alcuna risposta concreta. La solita narrazione: “Carmen Carceo è brutta e cattiva!”Una politica seria non si fa con slogan e vittimismo, ma con trasparenza e assunzione di responsabilità. Infine, una precisazione sul confronto politico: noi ci siamo sempre stati e continueremo ad esserci, in aula e fuori. Il consiglio comunale sul regolamento del commercio, ad esempio, è solo uno dei tanti momenti in cui lo abbiamo dimostrato». L’opposizione conclude: «Il confronto è il sale della democrazia. Ma per confrontarsi davvero servono interlocutori capaci di ascoltare, non solo di parlarsi addosso».
In un clima di commossa partecipazione, la comunità diocesana che è in Catanzaro-Squillace si è stretta nella preghiera per ricordare Papa Francesco, durante una solenne celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo, S.E. Mons. Claudio Maniago, nella Basilica “Maria SS. Immacolata” di Catanzaro. Un momento intenso di raccoglimento e fede, vissuto nell’ottava di Pasqua, quando la Chiesa continua a risuonare di gioia e di speranza. L’Arcivescovo, visibilmente commosso, ha dedicato la sua omelia a riflettere sul significato profondo della scomparsa del Pontefice in questi giorni di luce pasquale: «Come non collegare, in qualche modo, proprio in un disegno della Provvidenza, la morte di Papa Francesco a questo grande giorno? Un laico ha detto che Papa Francesco ha voluto morire proprio in questo giorno per dimostrare una volta di più che era un discepolo di Gesù. Noi credenti abbiamo nel cuore che il caso non esiste, e che sicuramente la Provvidenza ha i suoi disegni». Parole che hanno toccato i fedeli, raccolti in un silenzio rispettoso, mentre il ricordo di Papa Francesco si intrecciava con le letture pasquali. L’Arcivescovo ha ripercorso il pontificato di Francesco, sottolineando come la sua forza stesse proprio nell’annunciare senza sosta il Vangelo: «Volete capire Papa Francesco? Guardate alla Pasqua del Signore, guardate a Gesù risorto. Perché quello è stato la forza di Papa Francesco: non voler altro che annunciare Gesù morto e risorto per noi». L’omelia ha toccato anche il tema della pace, tanto caro al Papa defunto: «Francesco è stato il grande interprete di questo grido, di più: di questo desiderio che è di Dio, che gli uomini vivano in pace. Lo ha continuato a dire fino alla fine, fino alle sue ultime parole, nel messaggio Urbi et Orbi». Con parole profonde e appassionate, l’Arcivescovo ha offerto una chiave di lettura del pontificato di Francesco: «Non ci sarà un altro Papa come Papa Francesco. Il prossimo sarà un’altra persona, col suo carattere e metterà in gioco la sua umanità. Ma Francesco ci ha ricordato che anche il Papa è un uomo, scelto da Dio e chiamato ad essere testimone di Gesù Cristo». Infine, un pensiero alla vicinanza umana del Papa, al suo essere sempre tra la gente, nelle periferie come nei palazzi del potere: «Non era soltanto una figura istituzionalmente importante. Era davvero un testimone di Gesù che ha camminato accanto a noi. E ce lo ha detto con la sua vita». La celebrazione si è conclusa con una preghiera corale, carica di gratitudine per il dono di un pastore che ha saputo parlare al cuore dell’umanità. Per la diocesi appuntamento domani a Porto per il tradizionale pellegrinaggio diocesano del 25 aprile. Un’altra occasione importante per vivere con il Pastore della diocesi un momento di fede autentica e sentita, nel segno di una memoria che già si fa eredità.