Squillace, successo per il Clean Beach Day a cura dell’associazione La Rete

Una raccolta straordinaria di plastica e altri rifiuti è stata organizzata a Squillace dall’associazione La Rete. Si è svolta domenica 6 aprile con la partecipazione di un nutrito gruppo di volontari che hanno preso parte al “Clean Beach Day”, come è stato denominato l’evento. Oltre 30 i sacchi pieni di plastica e altri rifiuti portati dalle ultime mareggiate e dalla piena del torrente Alessi sulla spiaggia di Squillace. «Purtroppo – affermano i soci dell’associazione La Rete – mare e fiumi continuano a essere pieni di rifiuti. Abbiamo raccolto decine di bottiglie e flaconi in plastica, tantissimo polistirolo delle cassette per il pesce e delle seminiere usate in agricoltura, oltre a palloni, grandi pezzi di plastica, scarpe, una bombola del gas e pneumatici». Secondo i volontari era necessario intervenire per impedire che il mare, con le prossime mareggiate, riprendesse tutti questi rifiuti, perché essi rappresentano un pericolo mortale per tartarughe, cetacei e altri animali marini in quanto li possono ingoiare. L’associazione La Rete ringrazia per la partecipazione tutti i cittadini, le amministrazioni comunali di Squillace e Vallefiorita, la Pro Loco di Girifalco, i soci dell’Asd Copa Bay Surf, e la società Si.Eco che si occuperà di smaltire correttamente i rifiuti. Ad inizio giornata l’associazione ha esposto uno striscione per ricordare i dieci anni trascorsi da “Per fare l’albero ci vuole il seme” e la piantumazione di oltre cento alberi sul lungomare di Squillace.
Carmela Commodaro
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MILANO (ITALPRESS) – La fatigue, stanchezza cronica, è uno dei sintomi più invalidanti rilevati dai pazienti affetti da Emoglobinuria Parossistica Notturna, EPN, una malattia rara del sangue che colpisce spesso i giovani. Il peso della fatigue è stato confermato da una ricerca qualitativa sull’impatto quotidiano, condotta da IQVIA per Novartis.
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Sabato pomeriggio, nel cuore di Manhattan, la Broadway tra Bryant Park fino a Madison Square Park, è diventata il palcoscenico di una delle tante manifestazioni che hanno infiammato gli Stati Uniti in questo weekend di protesta. Migliaia di cittadini, cartelli alzati e voce ferma, si sono riuniti per dire basta a Trump: “Giù le mani da tutto”, ha gridato una manifestante davanti alla telecamera. “Dalla scienza, dai nostri corpi, dalla democrazia”. Il video che abbiamo girato documenta in presa diretta le voci e i volti di chi ha deciso di scendere in piazza per difendere i diritti civili, lo stato di diritto, la solidarietà internazionale e, soprattutto, la Costituzione americana. Tra i tanti slogan, una manifestante ha un cartello già utilizzato nel 2017: “L’America non ha un re”. L’atmosfera è carica e determinata. C’è paura, sì, ma anche lucidità e un manifestante “travestito” da presidente Lincoln dice che “non è più una questione di destra o sinistra: è una questione di giusto o sbagliato” e su come difendere la democrazia, il manifestante sosia del presidente che abolì la schiavitù e vinse la guerra civile, non ha dubbi: “Votate, votate, votate!”. Al centro della rabbia degli americani – le manifestazioni con lo slogan “Hands Off” si sono tenute in tutti e cinquanta stati degli Stati UNiti – le ultime mosse del presidente Donald Trump e del suo principale “consigliere” Elon Musk: sotto tiro le minacce percepite verso l’integrità democratica degli USA. “Abbiamo un governo fascista”, afferma una manifestante, ricordando che gli italiani sanno di cosa si tratta e facendo eco alle preoccupazioni di molti. Nel video, la protesta newyorkese si trasforma in un mosaico corale dove giovani e meno giovani, americani e cittadini del mondo, si uniscono in un grido che va oltre le linee partitiche: “Il mondo deve svegliarsi. Perché una casa divisa non può reggere”. Con riferimenti alla difesa dell’Ucraina contro Putin, a non ripetere le storie tragiche e dittatoriali di paesi sudamericani come il Cile, l’Argentina e il Brasile, i partecipanti dimostrano che la lotta per la democrazia non conosce confini. E alla fine una manifestante si lancia in difesa del Canada attaccato da Trump. Nel video, le interviste raccolte da Italpress durante la manifestazione a New York con le voci e le emozioni degli americani che non vogliono una deriva autoritaria.
