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Efsa, sempre più piante colpite da Xylella

ROMA (ITALPRESS) – Si allunga la lista delle piante ospiti di Xylella. L’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha aggiornato il suo database delle specie vegetali colpite dal fitopatogeno Xylella fastidiosa, che ora annovera 452 specie, da 70 diverse famiglie botaniche. In particolare, l’Autorità europea ha identificato una nuova pianta ospite, la quercia di montagna della Cantabria (Quercus orocantabrica) che è stata infettata in Portogallo, ma per la prima volta sono state anche riscontrate infezioni naturali del ceppo della malattia di Pierce, un ceppo di Xylella fastidiosa che causa malattie nei vigneti del Nord America, nelle uve, nelle mandorle e in altre piante della Puglia. Intanto, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha lanciato un piano da 30 milioni per sostenere il rilancio dell’olivicoltura in Puglia, prevedendo fondi per il reimpianto di ulivi resistenti, aiuti agli agricoltori e incentivi per la riconversione delle colture nelle aree colpite. Nei giorni scorsi, inoltre, si è riunito al Ministero dell’Agricoltura a Roma, il tavolo sulla Xylella che ha dato il via al percorso per il secondo piano pluriennale per la rigenerazione del patrimonio olivicolo pugliese compromesso dalla Xylella, ma con una strategia condiva tra Ministeri dell’Agricoltura, dell’Ambiente, del Turismo, dello Sviluppo Economico, della Salute, oltre che della Ricerca e al commissario per l’acqua.
“Stiamo finalmente di fronte a una svolta. Per la prima volta – ha dichiarato il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida – abbiamo riunito tutti gli attori della filiera, che hanno sensibilità sia come operatori sia come soggetti politici, rispetto a un problema che è al tempo stesso un’emergenza, a causa della costante espansione della Xylella, e una questione consolidata, che non va affrontata con logiche emergenziali, ma con interventi strutturali”. “Sono sicuro – ha aggiunto Lollobrigida – che, con la collaborazione di tutte le parti coinvolte, riusciremo a realizzare gli interventi necessari per rispondere concretamente a questo problema”.

mgg/gtr

Danza, lirica, jazz e l’omaggio a Claudio Abbado su Tivusat

Danza, lirica, jazz e l’omaggio a Claudio Abbado su Tivusat

ROMA (ITALPRESS) – Per chi ama la musica lirica, la musica classica, il jazz e la danza, il palinsesto di marzo del canale Mezzo al numero 49 di Tivusat, è ricco di appuntamenti. Seguito da oltre 28 milioni di famiglie in 80 paesi del mondo, Mezzo è disponibile nel nostro paese sulla piattaforma satellitare gratuita partecipata da Rai, Mediaset e Tim- Oltre a una grande retrospettiva sull’Opera italiana con Verdi (Ernani, Trovatore, I lombardi alla prima Crociata), Puccini (Turandot) e Bellini (I Capuleti e I Montecchi), il focus del mese è sulla danza, nella figura di Christian Spuck, coreografo e regista tedesco,direttore del Balletto dell’Opera di Zurigo, una figura ben nota agli appassionati che non rimarranno delusi dalla sua onirica coreografia della Bella addormentata, uno delle opere più note del compositore russo Tchaikovsky. L’omaggio al maestro Claudio Abbado è forse l’appuntamento più emozionante. Dieci anni fa ci lasciava il direttore di orchestra di cui abbiamo amato le personali letture di Beethoven e le interpretazioni di Mahler, nel documentario a lui dedicato impareremo a conoscere l’uomo e il musicista. Il pianoforte è lo strumento del mese per il jazz. In programma il giovedì sera le improvvisazioni di esecutori del calibro di Rhoda Scott, Hiromi, Tigran Hamasyan e la schiera di musicisti riuniti per Pianomania al teatro parigino Bouffes du Nord.
-foto ufficio stampa Tivusat –
(ITALPRESS).

Raddoppiano i prezzi di burro e uova

ROMA (ITALPRESS) – Più 25% per i prezzi all’ingrosso delle uova e +48% per il burro. Stabili, invece, i prezzi della farina. Sono alcuni dei dati raccolti da BMTI, la Borsa Telematica che, in occasione delle tradizionali festività di Carnevale, ha condotto un’analisi sulle principali materie prime utilizzate nell’industria dolciaria.
I dati mostrano come le uova abbiano registrato un notevole aumento a partire da settembre 2024, con una crescita che ha interrotto la sua corsa solo a gennaio.
Nelle prime due settimane di febbraio, il prezzo delle uova degli allevamenti a terra di taglia L ha raggiunto i 2,25 euro/kg. Il mercato, ricordiamo, sta risentendo del diffondersi dell’influenza aviaria che ha colpito nel 2024 e nei mesi recenti diversi allevamenti in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, comportando l’abbattimento di galline ovaiole e, conseguentemente, una minore disponibilità di uova. In aumento anche il prezzo del latte fresco, munto in stalla che raggiunge i 54,91 euro/kg a fine anno, valore confermato anche a gennaio 2025. Una crescita dovuta in parte, dall’aumento della domanda estera che sta sostenendo soprattutto i prezzi dei formaggi stagionati, in particolare Parmigiano Reggiano e Grana Padano. Rallenta, infine, la crescita dei prezzi del burro pastorizzato nel 2025, a seguito del forte rialzo subito nel 2024 a causa della riduzione della produzione a livello comunitario. In particolare, a metà febbraio 2025, il prezzo di listino è sceso sui 5,33 euro/kg, livello che si mantiene ancora più alto del 48% rispetto all’anno precedente.

mgg/gtr

Funerali di Eleonora Giorgi, Rita Rusic “Mancherà la sua luce”

ROMA (ITALPRESS) – “Ci sarebbero tante parole da dire su Eleonora. Mancherà la sua luce, il suo messaggio, la sua speranza”. Lo ha detto Rita Rusic all’uscita della chiesa degli Artisti di Roma, in occasione dei funerali di Eleonora Giorgi.
“E’ morta serena perché sapeva che ci sarebbero state tante persone a prendersi cura della sua famiglia – ha aggiunto la produttrice cinematografica – lei resta una star, è stata sul palcoscenico fino alla fine per dare un messaggio e aiutare se stessa e gli altri”.
xl5/abr/mca1

Carlo Verdone “Eleonora Giorgi per me sarà sempre Nadia”

ROMA (ITALPRESS) – “Ci ha lasciato un grande esempio di dignità e amore. Raccontando com’era la situazione e donando alle persone che soffrono come lei coraggio e forza”. Lo ha detto Carlo Verdone, fuori dalla chiesa degli artisti, a Roma, dove si sono svolti i funerali di Eleonora Giorgi. “Per me sarà sempre Nadia”, ha detto ricordando il nome del personaggio che ha interpretato in Borotalco, dal quale è stata tratta la foto posta sopra la bara. “Mi ha colpito la sua grande dignità. Ha portato avanti questa malattia con grande signorilità e con una pacatezza filosofica che è molto molto rara”.

xl5/pc/mca1

L’IA spinge il Pil ma 6 mln di posti di lavoro sono a rischio

ROMA (ITALPRESS) – L’Intelligenza artificiale spingerà il Prodotto interno lordo italiano fino a 38 miliardi, con una crescita al 2035 dell’1,8%; ma 6 milioni di lavoratori sono a rischio sostituzione, mentre altri 9 milioni potrebbero vedere l’IA integrarsi con le loro mansioni. E’ un conto economico in chiaroscuro quello che emerge da “Intelligenza artificiale e persone: chi servirà chi?”, focus presentato da Censis e Confcooperative secondo il quale le professioni più esposte alla sostituzione sono quelle intellettuali automatizzabili come contabili e tecnici bancari, mentre le professioni ad alta complementarità includono avvocati, magistrati e dirigenti. Il grado di “rischio” cresce con l’aumentare del livello di istruzione, come dimostra il dato secondo cui nella classe dei lavoratori a basso rischio solo il 3% possiede una laurea. Anche in questo caso si verificherebbe un acuirsi del gender gap dal momento che le donne risultano più esposte rispetto agli uomini: rappresentano, infatti, il 54% dei lavoratori ad alta esposizione di sostituzione e il 57% di quelli ad alta complementarità. Il gap non è solo di genere ma anche nel confronto tra i sistemi imprenditoriali dei paesi europei. Nel 2024, solo l’8,2% delle imprese italiane utilizza l’IA, contro il 19,7% della Germania e la media UE del 13,5%. Sul fronte occupazionale, si stima che entro il 2030 circa il 27% delle ore lavorate in Europa sarà automatizzato. I settori più esposti sono la ristorazione, il supporto d’ufficio e la produzione, mentre quelli meno impattati sono la sanità e il management.
gsl

Un buon bilancio per il turismo invernale

ROMA (ITALPRESS) – Sono 8 milioni gli italiani che, tra gennaio e marzo 2025 hanno scelto la neve come meta delle vacanze invernali, secondo quanto rileva il rapporto realizzato da Tecnè per la Federalberghi. Il giro di affari complessivo è di 6 miliardi. Il 73% di chi ha fatto la settimana bianca ha scelto l’Italia settentrionale. Tra le regioni più frequentate si distinguono il Piemonte, il Trentino-Alto Adige, la Valle d’Aosta, la Lombardia ed il Veneto. La spesa media pro capite sostenuta per la settimana bianca comprensiva di tutte le voci è di 675 euro. La maggior parte del budget di chi va in vacanza è destinato ai pasti e al pernottamento, il resto alle spese di trasporto e allo shopping. Cresce il numero di quanti hanno scelto l’albergo per il proprio soggiorno, il 36% del campione. Le altre soluzioni di alloggio sono i bed & breakfast, oppure casa di parenti o amici. I criteri che guidano la scelta della località sono: le bellezze naturali, i divertimenti e la raggiungibilità della destinazione, il legame con un luogo dove si va di consueto a fare la settimana bianca.
gsl

Pil in crescita nel quarto trimestre del 2024

ROMA (ITALPRESS) – Nel quarto trimestre del 2024 il Pil è cresciuto dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% nei confronti del 2023, secondo quanto rileva l’Istat. Si tratta di un “lieve rialzo rispetto alla stima preliminare”, che aveva registrato una crescita nulla in termini congiunturali e dello 0,5% in termini tendenziali. Tra le componenti della domanda interna, i consumi delle famiglie e delle istituzioni sociali private forniscono un contributo di 0,1 punti percentuali alla crescita del Pil, gli investimenti di 0,4 punti, nullo quello delle amministrazioni pubbliche. Per quanto riguarda la spesa delle famiglie, sono cresciuti gli acquisti di beni durevoli e servizi. In calo le importazioni e le esportazioni. Si registrano andamenti congiunturali negativi in agricoltura e servizi, mentre è cresciuta l’industria. Il trend positivo degli investimenti è stato determinato soprattutto dalla spesa per impianti, macchinari e armamenti.
gsl

Malattie Rare: garantire equità nell’accesso a diagnosi e terapie

Malattie Rare: garantire equità nell’accesso a diagnosi e terapie

ROMA (ITALPRESS) – Si è tenuto oggi a Roma l’evento dedicato alla Giornata Mondiale delle Malattie Rare, un’occasione di confronto che pone al centro del dibattito pubblico le sfide legate alla diagnosi precoce, all’accesso alle terapie e al miglioramento della qualità di vita dei pazienti. L’incontro, organizzato con il contributo non condizionante di Incyte Biosciences Italy e Chiesi Italia, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni, clinici e associazioni di pazienti. In Italia si stima che siano circa 2 milioni le persone affette malattie rare ad oggi conosciute, con il 70% dei casi in età pediatrica. Il ritardo diagnostico e l’accesso disomogeneo alle cure continuano a rappresentare importanti barriere per i pazienti e le loro famiglie, rendendo cruciale un impegno sinergico tra Istituzioni, comunità scientifica e rete territoriale. Alla luce di ciò Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati, è intervenuto sull’importanza di un impegno trasversale nella gestione delle malattie rare: “La nostra priorità deve essere quella di ridurre le disuguaglianze regionali. Per troppi pazienti il percorso diagnostico resta un’odissea e dobbiamo garantire che ogni cittadino, indipendentemente dalla sua Regione di residenza, possa ricevere risposte tempestive. Le malattie rare devono diventare una priorità strutturale del Servizio Sanitario Nazionale, attraverso investimenti in ricerca, per la diagnosi precoce e il rafforzamento delle reti di assistenza”. Rafforzando il messaggio, Patrizia Marrocco, Vicepresidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della Salute e della Sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati, sottolinea l’importanza del ruolo delle Istituzioni nell’includere i bambini affetti da malattie rare e le loro famiglie: “la coesione tra il Servizio Sanitario Nazionale e la scuola è essenziale per garantire adeguati livelli di assistenza per migliorare la qualità della vita dei pazienti, identificando hub e centri di riferimento adeguati. E’ importante, inoltre, garantire l’accesso a cure innovative, promuovendo la ricerca scientifica e favorendo la collaborazione pubblico-privato, mediante servizi psicologici e sociali per l’inclusione”. Questo principio trova applicazione concreta nel lavoro del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, istituito nel 2008 per supportare la rete nazionale attraverso il Registro Nazionale Malattie Rare e il coordinamento sugli screening neonatali. Sul valore strategico della diagnosi precoce si è soffermato Marco Silano, Direttore del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, sottolineando come essa rappresenti la chiave per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti: “Molte di queste condizioni si manifestano nei primi anni di vita, ma la diagnosi può tardare anni, compromettendo le possibilità di intervento. Servono programmi uniformi di screening neonatale e un impegno congiunto per superare gli ostacoli burocratici e territoriali che ancora persistono”. Un argomento ripreso da Liliana La Sala, Direttore dell’Ufficio 9 – Tutela salute della donna, soggetti vulnerabili e contrasto diseguaglianze del Ministero della Salute, che ha rilevato come le disparità nell’accesso alle cure colpiscano in modo particolare le donne: “Le diseguaglianze territoriali e di genere continuano a rappresentare un ostacolo per i pazienti rari. Le donne ricevono una diagnosi ancora più tardiva rispetto agli uomini, con conseguenze rilevanti sul decorso della malattia e sull’accesso ai trattamenti”. La necessità di percorsi diagnostico-terapeutici uniformi emerge con forza per le patologie considerate rare, ma la cui reale diffusione appare sempre più ampia grazie ai progressi nella diagnosi, come l’amiloidosi cardiaca e il carcinoma a cellule squamose del canale anale (SCAAC). Si è espresso sul tema Giuseppe Limongelli, Direttore del Centro di Coordinamento Malattie Rare della Regione Campania, illustrando come “la reale incidenza dell’amiloidosi è ben più elevata di quanto indicano le stime ufficiali. Servono percorsi diagnostici standardizzati, una formazione mirata dei Medici di Medicina Generale e criteri uniformi per la rimborsabilità delle cure, così da assicurare ai pazienti un accesso equo ai trattamenti su tutto il territorio”. Il carcinoma a cellule squamose del canale anale è un ulteriore esempio di come la diagnosi tempestiva cambi radicalmente il decorso della malattia. Per Federica Morano, Dirigente Medico del Dipartimento di Oncologia Medica 1 della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, “i tumori dell’ano sono relativamente rari anche se il loro tasso di incidenza ha subito nel corso degli ultimi anni un incremento. Uno dei principali fattori di rischio è l’infezione da Papilloma virus umano (HPV). Come per altri tipi di tumore, anche per il carcinoma dell’ano esistono condizioni pre-cancerose che potrebbero essere precocemente individuate, con le adeguate procedure di screening, o prevenute, con la riduzione dell’esposizione ai fattori di rischio. La scelta del trattamento dipende da numerosi fattori come lo stadio, la sede iniziale e le condizioni di salute generali del paziente ma nuove strategie terapeutiche sono in arrivo”. L’evento, realizzato con il patrocinio di UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare e della FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri, ha costituito un’importante occasione di confronto tra Istituzioni, comunità scientifica e pazienti. Marcello Bettuzzi, Consigliere di UNIAMO, e Antonio D’Avino, Presidente della FIMP, hanno richiamato l’attenzione sull’urgenza di percorsi diagnostici uniformi e accessibili in ogni regione. Il dibattito si è concluso con un consenso unanime: rafforzare la rete di assistenza, superare le disuguaglianze territoriali e trasformare l’impegno condiviso in interventi concreti, per garantire a ogni paziente il diritto a una diagnosi tempestiva ed a cure adeguate.
-foto ufficio stampa Esperia Advocacy –
(ITALPRESS).