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Bmw M3 CS Touring, una sportiva molto “speciale”

ROMA (ITALPRESS) – Con la prima BMW M3 CS Touring, il marchio dell’elica blu aggiunge un nuovo modello in edizione speciale alla sua gamma di auto sportive ad alte prestazioni. Basata sulla BMW M3 Competition Touring con M xDrive, è spinta da un motore a sei cilindri da 3 litri in linea da 550 cavalli e una messa a punto su misura del telaio, elementi di design esclusivi e una significativa riduzione del peso ottenuta grazie alla fibra di carbonio.
Il motore eroga una coppia massima di 650 Nm. Il cambio M Steptronic a otto rapporti e il sistema di trazione integrale M xDrive permettono alla M3 CS Touring di accelerare da 0 a 100 in 3 secondi e mezzo. La velocità massima è limitata elettronicamente a 300 km/h. L’impianto di scarico M, dotato di flap a controllo elettrico e un silenziatore posteriore in titanio, ha due coppie di terminali verniciati in nero opaco con due modalità: Sport o Sport+
Quattro i colori disponibili: British Racing Green, Laguna Seca Blue, Frozen Solid White e Sapphire Black metallizzato. Il tetto e lo spoiler specifico del modello sono rifiniti in nero lucido. Un profilo rosso, poi, incornicia lo spoiler sul tetto.
Gli interni sono quelli di un’auto sportiva. I sedili M Carbon, regolabili elettricamente e riscaldati, sono di serie per il guidatore e il passeggero anteriore. Questi sedili sono dotati di poggiatesta integrati, badge modello “CS” illuminato e rivestimenti in pelle Merino. Il design
Nero/Rosso è ripreso anche nei sedili posteriori, mentre i pannelli delle portiere sono rivestiti in pelle nera. Il volante M in Alcantara ha un design a tre razze. Ulteriori dettagli specifici M includono il badge rosso “CS” sulla console centrale, le cinture di sicurezza M e le soglie delle portiere con la scritta del modello. Il pulsante M Setup, situato sulla console centrale, consente un accesso diretto alle impostazioni di motore, telaio, sterzo, freni e trazione. È possibile memorizzare due configurazioni personalizzate, insieme alle preferenze per il sound del motore, il DSC, la funzione Automatic Start/Stop e le caratteristiche di cambiata del cambio. Le consegne inizieranno a marzo 2025.

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Dacia Duster, tutto un altro suv

ROMA (ITALPRESS) – Eletta Auto Europa 2025, Dacia Duster con la sua terza generazione ha rinnovato il successo delle precedenti edizioni, con 320 mila “dusteristi” solo nel nostro Paese. Totalmente rinnovato nella qualità, nel design, nei contenuti tecnologici e nel comfort, Duster rappresenta un’offerta quasi unica nel mercato. Un prodotto concreto, in grado di vivere le avventure di ogni giorno ma offrendo al contempo un costo di acquisto e gestione di riferimento nella categoria. Le nuove ed inedite motorizzazioni ibride, poi, ampliano ancor più la gamma di prodotto, permettendo di offrire ai clienti un SUV compatto ma anche moderno ed al passo coi tempi, ma sempre concreto, con un livello di tecnologia in linea con le esigenze degli automobilisti di oggi. In quest’ottica è arrivata la versione ibrida, la Hybrid 140 equipaggiata con un benzina 4 cilindri 1.6 litri e 94 cavalli, a cui si aggiungono un motore da 49 cavalli e uno starter/generatore ad alta tensione, gestiti da un cambio automatico elettrificato. Il tutto senza frizione. Grazie alla frenata rigenerativa, associata alla forte capacità di recupero energetico della batteria da 1,2 kWh e 230 Volt e al rendimento del cambio automatico, si potrà circolare in città fino all’80% del tempo in modalità elettrica, ridurre i consumi del 20% in ciclo misto e fino al 40% in ciclo urbano. Oltre alla versione ibrida è ora disponibile anche la TCe 130, una novità per il brand rumeno, che abbina un motore benzina turbo 3 cilindri da 1,2 litri di nuova generazione basato sul ciclo Miller a un sistema mild hybrid a 48V. Qui il cambio è manuale a 6 rapporti, sia per la versione a trazione anteriore che per la 4×4. Nuovo Duster TCe 130 4×4 si dimostra in grado di affrontare i passaggi più difficili. Leggero, compatto ma estremamente efficace anche in offroad. Ovviamente non poteva mancare uno dei cavalli di battaglia delle precedenti versioni Duster, la ECO-G 100 con alimentazione bifuel benzina-GPL, che consente un’autonomia fino a 1.400 km. Quattro le versioni disponibili: l’entry level Essential, la Espression, la Journey e la Extreme. I prezzi partono dai 19.900 euro della Essential, fino ai 27.900 della Journey Hybrid 140.

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Vini, l’export italiano conferma la leadership mondiale

ROMA (ITALPRESS) – Il 2023 ha confermato la leadership dell’Italia per l’export vinicolo in volume davanti alla Spagna e il secondo miglior piazzamento in valore dopo la Francia, con un rafforzamento del suo ruolo soprattutto nel segmento degli spumanti. I dati positivi del 2024 sono in controtendenza rispetto alla dinamica mondiale. È quanto emerge dal report realizzato da Ismea, che offre un’analisi delle principali variabili strutturali e di mercato del vino italiano, delineando le sfide attuali e del prossimo futuro. È in corso un riassetto generale del tessuto produttivo vinicolo, con la crescita dimensionale delle aziende e un profondo processo di rinnovamento, grazie alla misura di supporto alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti, che ha riguardato complessivamente 330 mila ettari, quasi la metà dell’attuale patrimonio viticolo. In Italia il settore si conferma come uno dei più dinamici all’interno del panorama agroalimentare italiano, nonostante il momento di rallentamento della domanda globale. Tra i nuovi fattori che guidano l’evoluzione dei consumi di vino: il maggiore interesse per gli spumanti e per i vini a basso contenuto alcolico, la minore domanda di vini rossi, un’attenzione crescente alla salute e alla sostenibilità ambientale.

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Università di Verona, Malagò e Montezemolo laureati ad honorem

Università di Verona, Malagò e Montezemolo laureati ad honorem

VERONA (ITALPRESS) – “L’Università di Verona è un luogo di continua crescita della conoscenza, dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico. E’ il risultato di un progetto culturale per tutte le persone che studiano e lavorano in Univr e di un progetto sociale per la comunità di riferimento che oggi trova nell’Ateneo un luogo aperto all’ascolto e al dialogo sui grandi temi della contemporaneità. Oggi, Verona, è ‘Città universitarià grazie alla presenza di un ateneo aperto, radicato nel territorio e capace di integrarsi con la sua comunità”.
Così il magnifico rettore Pier Francesco Nocini ha aperto l’inaugurazione del 42esimo anno accademico dell’università di Verona, l’ultima del suo mandato da rettore, che si è tenuta questa mattina nell’aula magna del polo Zanotto. Numerosi gli ospiti intervenuti tra cui Roberto Vecchioni, Luca Cordero di Montezemolo e Giovanni Malagò. Presenti anche le icone dello sport italiano e mondiale Federica Pellegrini e Sara Simeoni cui il rettore ha consegnato il sigillo di ateneo e l’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio.
Nella sua relazione il rettore Nocini ha ripercorso le tappe del progetto di sviluppo dell’ateneo di questi anni: ‘Grazie al prezioso supporto del Vescovo di Verona Pompili e alla preziosa disponibilità del Comune di Verona, del sindaco Tommasi e della vicesindaca Bissoli, alla collaborazione del collegio di merito don Mazza e all’impegno continuo dell’Esu, in particolare del presidente Claudio Valente e del direttore Giorgio Gugole, i posti letto per la nostra comunità studentesca sono sensibilmente aumentati: da 430 nel 2021 ai 540 di oggi e arriveranno a 670 entro il prossimo anno e mi auguro che continuino ad aumentarè. ‘Abbiamo favorito l’accesso al diritto allo studio al maggior numero possibile di studentesse e studenti ampliando notevolmente la No Tax Area, da 22 a 27mila euro di Isee – ha detto ancora -. Soprattutto grazie a questa azione, in questi anni di mandato 11.399 universitari sono stati esentati dal pagamento della tassa annuale di iscrizione. Dall’anno accademico 2019/2020 a oggi abbiamo assunto, inclusa la copertura del turno over, 359 tra docenti, ricercatrici e ricercatori; 240 tra collaboratori, funzionari tecnici amministrativi e lettori. I corsi di studio, compresi i corsi di dottorato, le scuole di specializzazione e i master sono passati da 153 a 190 di cui 37 corsi di laurea. Portando la nostra comunità studentesca a una importante crescita: i 25.771 iscritti del 19/20 sono diventati oggi 29.875 (+ 4.104 studenti). Il nostro Ateneo si presenta virtuoso anche dal punto di vista economico finanziario. Disponiamo di un patrimonio netto di circa 27 milioni di euro al 31.12.2024″.
Nocini ha anche ricordato i traguardi che saranno raggiunti entro settembre 2025 tra cui l’avvio dei lavori di ristrutturazione del secondo Asilo nido di Ateneo, in collaborazione con l’amministrazione comunale e in particolare con l’assessora La Paglia; il progetto della nuova sede di Vicenza per i corsi di laurea sanitaria e stiamo lavorando con il sindaco Possamai e Adamo Dalla Fontana Presidente della Fondazione Studi di Vicenza; il completamento del Biologico 3 nel polo di Borgo Roma che inaugurerò prima della fine del mio mandato.
Il rettore ha poi anticipato la volontà di dare il via al progetto tanto sognato del Campus dell’Università di Verona. “Con la collaborazione dell’imprenditore Leonardo Del Vecchio Grazie alla lungimiranza di Leonardo Maria Del Vecchio, alla volontà di sostenere la conoscenza prodotta nella nostra università, la formazione delle nostre ragazze e ragazzi e la piena fiducia nel sistema pubblico dell’alta formazione – caratteristiche queste che contraddistinguono lo spirito del filantropo – il progetto del Campus dell’Università di Verona, da tutti noi sognato, potrebbe prendere forma, con il suo fondamentale supporto e con la collaborazione dell’ESU e del Comune di Verona a Borgo Roma, all’interno in un terreno dell’ateneo adiacente a Cà Vignal e al futuro Biologico 3”.
Dopo il Gaudeamus igitur e l’Inno di Mameli eseguiti dal Coro universitario accompagnato dall’Orchestra di ateneo, è stata la volta dei saluti dei rappresentanti della comunità Univr, Irene Lupi, neoeletta presidente del Consiglio studentesco. “Il diritto allo studio, sancito dalla nostra Costituzione, resta spesso disatteso – ha detto -. Lo ribadiamo ogni anno in questo contesto e non solo. Sono ancora 786 le persone che dall’anno scorso stanno aspettando di ricevere la borsa di studio, a cui hanno diritto. 1322 invece, che la aspettano quest’anno. Mancanze strutturali colpiscono non solo chi studia, ma anche chi in Università lavora: perchè la ricerca è lavoro. Eppure, dottorandi e ricercatori sono sempre più condannati alla precarietà, con contratti insicuri, stipendi inadeguati, nessuna tutela”.
E a seguire, citando Vecchioni ha aggiunto “Sogna, ragazzo, sogna, ma in queste condizioni come facciamo a sognare? Non ci rappresenta la retorica per la quale i giovani non hanno voglia di fare la propria parte: perchè noi siamo qui, di fronte a voi e ci assumiamo la responsabilità del presente e del futuro che abbiamo davanti. La sfida che ci attende è complessa, ma decisiva. E l’Università, in questa, deve presentarsi come una comunità unita. Una forza viva e propulsiva. Ringraziamo il Rettore per la collaborazione dimostrata in questi anni, con l’auspicio di poter proseguire insieme a questa Governance e alla futura, il percorso congiunto per dare centralità all’Università e alla comunità studentesca”.
A seguire Elisabetta Guidi, rappresentante del personale tecnico amministrativo, che ha sottolineato: “Non è solo l’inizio di un nuovo anno ricco di impegni ma è anche l’ultimo anno accademico sotto la guida del Magnifico Rettore, Professor Pier Francesco Nocini. Questo sessennio è stato un periodo di grande espansione per la nostra Università. La visione strategica e l’impegno di questa governance hanno permesso all’Ateneo di crescere e consolidare il proprio ruolo come istituzione fondamentale per la diffusione della cultura e come punto di riferimento per il territorio”.
Ha, dunque, preso la parola Valeria Mantovan, assessore all’Istruzione e formazione della Regione Veneto: “Verona e il suo territorio vantano un’elevata capacità attrattiva, perfettamente riflessa nel dinamismo della sua Università dove istruzione, ricerca e formazione hanno un ruolo centrale per il progresso del Veneto e dell’intera nazione. Questo ateneo rappresenta una realtà strategica, un ponte tra il mondo accademico, il territorio e il sistema produttivo. L’Università di Verona si distingue come un polo di eccellenza nella formazione universitaria, un punto di riferimento che la Regione del Veneto è orgogliosa di seguire con attenzione e riconoscenza per il suo prezioso contributo allo sviluppo culturale ed economico”.
Il sindaco Damiano Tommasi ha sottolineato: “Crediamo che essere una città universitaria, con una popolazione studentesca di circa 30 mila studenti e studentesse che scelgono Verona per una parte della loro vita, rappresenti una ricchezza straordinaria per il nostro territorio, un’opportunità su cui investire per diventare sempre più città d’eccellenza nei vari settori che ci contraddistinguono, dall’imprenditoria alla cultura, dagli spettacoli allo sport, e i Giochi Olimpici inverali Milano Cortina 2026 certificano il nostro essere all’altezza. I genitori devono sapere che mandare i loro figli a studiare a Verona vuol dire mandarli in una città che è pronta a fare squadra e a cogliere nuove sfide per crescere e migliorare. Tra queste c’è senza dubbio quella di dare risposte concrete in tema di alloggi per gli studenti e le studentesse a prezzi accessibili, una sfida che ci vede uniti all’Università e alla Diocesi e che renderà Verona ancora più attrattiva non solo per studiarvi ma anche per viverci”.
E’ stato il vescovo di Verona Domenico Pompili, dopo un breve saluto, a leggere il messaggio di augurio di Papa Francesco indirizzato al rettore e alla comunità universitaria di Verona.
Ospite d’eccezione il cantautore, scrittore e insegnante Roberto Vecchioni. Dall’Inferno di Dante citando Prometeo per arrivare al racconto di aneddoti della sua storia famigliare Vecchioni ha raccontato “Un grande futuro dietro di noi”, la grande eredità dei maestri del passato su cui si fondano solide radici per il futuro.
A seguire il rettore Nocini ha consegnato a Vecchioni la benemerenza con menzione d’onore per “la sua vicinanza continuativa alle generazioni nuove, con cui ha intessuto un rapporto inscindibile di permanenza di confronto. Vecchioni ha saputo rappresentare le loro problematiche e le loro aspirazioni più profonde, contribuendo così in maniera significativa, nell’evolversi dei tempi, allo sviluppo complessivo, sia culturale che sociale, della realtà”.
Ha, quindi, preso la parola Luca Cordero di Montezemolo, con la lectio “Il coraggio di osare, la rivoluzione dell’alta velocita” cui è stata consegna la laurea honoris causa in “Management e strategia d’impresa”. Montezemolo ha fatto il punto sulla storia di Italo, una storia imprenditoriale di successo. Montezemolo si è soffermato soprattutto sulla più grande liberalizzazione in Italia dopo quella della televisione: l’Alta velocità con i treni Italo, caso unico in Europa, studiato da tutti i paesi che vogliono liberalizzare il sistema dei trasporti ferroviari Av. Così la concorrenza ha fatto scendere i prezzi. Italo, infatti, non solo ha sconfitto un monopolio secolare (quello delle Ferrovie dello Stato) ma ha anche introdotto in Italia un nuovo modo di viaggiare, il cui principio cardine è stata l’attenzione al viaggiatore. Se si considera che progetto sull’Av è partito da uno schizzo su un foglio di carta nel 2006 e oggi il mondo Italo (treni più bus) trasporta 25 milioni di passeggeri, si ha la portata del successo raggiunto in pochi anni. Oggi, con l’ingresso di Msc, Italo è diventato il primo gruppo intermodale in Europa. Montezemolo ha poi citato la sua storia in Ferrari, i successi sportivi e commerciali. E parlando di ricerca si è soffermato su Telethon di cui è presidente che ha definito un “affare” di cuore. “Filo conduttore della mia grande esperienza imprenditoriale è stata l’attenzione al capitale umano. E su Verona e il territorio regionale Montezemolo ha aggiunto: “Se c’è una Regione con una vera imprenditorialità diffusa dove la famiglia imprenditoriale ha ritrovato un ruolo dopo essersi inebriata nella finanza, quella è la Regione Veneto”. Alle studentesse e agli studenti ha detto: “Sognate per realizzare i vostri sogni con capacità, perchè vince il più capace, ma il mio auspicio è che ci sia un Paese capace di credere nei vostri sogni”.
A seguire Giovanni Malagò, presidente del Coni, che ha tenuto la lectio magistralis “Lo sport come paradigma di crescita sostenibile nel segno dell’innovazione” è stato insignito della laurea honoris causa in “Management delle attività sportive, innovative e sostenibili”, primo laureato del nuovo corsi di studi che aveva presentato con il rettore nell’ottobre 2023, sottolineandone l’importanza strategica ai fini del consolidamento di un modello che considera lo sport un elemento nevralgico di sviluppo. La specificità che lo connota si propone di trasferire competenze strategiche e gestionali ai futuri manager del settore, nel solco di quei parametri che oggi costituiscono la stella polare da seguire. L’università di Verona ha saputo intercettare, in modo lungimirante, la possibilità di dare forma e contenuto a questo assioma, forte anche dei riflessi e delle ricadute garantite da Milano Cortina 2026 ormai alle porte, con la città al centro della scena e teatro della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici e di quella di apertura dei Giochi Paralimpici. La visione dell’Ateneo dà profondità alle progettualità più ambiziose e riesce a sintetizzare anche i principali contenuti del cammino personale all’interno del sistema”.
E sul ruolo di Verona a Milano Cortina, Malagò ha detto ‘Una grande vittoria, una grande legacy che Milano Cortina lascerà alla città scaligera che trova nell’Arena di Verona uno stadio funzionante di una bellezza straordinaria, sinonimo di inclusione, bellezza e funzionalità sportiva e socialè.
Alle studentesse e agli studenti ha detto “Vi consiglio di poter fare quello che ho fatto: io per terra, ali aperte. Se avrete la fortuna di occuparvi di qualcosa che per voi è sinonimo di passione sarete stati bravi, se non lo avete trovato continuate a cercarlo”.
Le motivazioni delle due lauree conferite dal rettore Nocini sono state lette da Chiara Leardini, direttrice del dipartimento di Management di ateneo.
A seguire sul paco l’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio che ha ricevuto la benemerenza con menzione d’onore dal rettore Nocini. “Questo è solo l’inizio di un percorso che faremo assieme – ha detto – e per questo ringrazio il magnifico rettore e amico Pier Francesco. Il mio compito sarà quello di lavorare insieme a voi perchè il sogno del Campus dell’università di Verona possa prendere forma à. Un campus che risponda alle esigenze delle studentesse e degli studenti e che dia a loro la possibilità di vivere appieno la parentesi universitaria, con un’attenzione speciale alle famiglie in maggior difficoltà che vedono nel percorso degli studi universitari l’opportunità di offrire il miglior futuro ai propri figli”.
Tra i contributi anche i video messaggi di Martine Rothblatt, biotecnologa e fondatrice di United Therapeutics e di Andrea Orcel, amministratore del gruppo Unicredit, ospiti attesi prossimamente all’università di Verona. Rothblatt sarà in ateneo per ricevere la laurea honoris causa in Medicina e Chirurgia. Il riconoscimento le sarà attribuito per il suo straordinario contributo alla ricerca e allo sviluppo di terapie innovative per malattie orfane, quali l’ipertensione polmonare primitiva, la fibrosi polmonare idiopatica e il neuroblastoma infantile. Mentre Orcel, in primavera, incontrerà studentesse e studenti in un dibattito aperto su diversi temi, tra cui l’innovazione e la situazione del settore finanziario.
Il Rettore ha voluto chiudere la Cerimonia con il conferimento degli attestati di Benemerenze al merito, delle medaglie e dei sigilli di ateneo a docenti e ospiti per ricordarne l’impegno per la crescita dell’ateneo, a sostegno delle sue studentesse e dei suoi studenti e di tutta la comunità universitaria. A seguire le consegna degli attestati al professore onorario Tiziano Villa e ai docenti emeriti Alfredo Guglielmi e Leonard Peter Bos.

– foto ufficio stampa Università di Verona –
(ITALPRESS).

Sanremo, Conti “Spero buona musica e spettacolo divertente”

Sanremo, Conti “Spero buona musica e spettacolo divertente”

ROMA (ITALPRESS) – “Spero che ci sia la stessa buona musica e la leggerezza, proseguendo lo straordinario lavoro fatto prima da Baglioni e poi da Amadeus. Questi otto anni sono passati velocemente. Spero che ancora una volta ci sia della buona musica, un spettacolo bello, leggero e divertente”. Così Carlo Conti a Cinque Minuti in onda questa sera su Rai1. Credo sarà un Festival “al passo con i tempi, c’è una rappresentanza globale della musica italiana, ho cercato di ampliare lo spettro. Naturalmente non era possibile toccare tutti i generi – prosegue -, ma quello che è stato presentato credo sia una bel ventaglio di proposte, sonorità e musiche diverse. Ci sono tanti temi e tante situazioni personali nei testi. Tante sfumature”.
“Il Festival è anche chiacchiericcio, parlare e sparlare, un fumo che si crea intorno e dove tutti vogliono dire la loro. Non è ‘Sanremo Island’, per me è il festival della canzone italiana e io mi occupo solo dello spettacolo e delle canzoni” ha aggiunto parlando del gossip che ha riguardato Fedez e Achille Lauro, entrambi presenti al palco dell’Ariston. Fedez canterà la canzone di Marco Masini “Bella stronza”, “ma dovete ascoltarla prima, sarà una versione 2.0 – spiega -, una versione nuova di quel brano”. Non è più la versione del 1995 “ma è adattata ai tempi”. Commentando la presenza di Tony Effe, recentemente travolto dalle polemiche per l’esclusione al capodanno al Circo Massimo a causa dei testi delle sue canzoni, aggiunge: “mi sono occupato della canzone che ho scelto per Sanremo, quel brano non ha nulla di particolare. C’è una parabola che a me piace molto che è il figlio al prodigo” dice, quindi sui monologhi fatti nelle precedenti edizione, aggiunge: “Credo che siano un pò passati questi monologhi che devono essere fatti per forza su un argomento, credo che si possa anche sottolineare qualcosa di importante con delle parole e con un messaggio passato velocemente tra una canzone e l’altra. Comunque non mancheranno i momenti di riflessione, ma non con il lungo monologo”. “Nella prima serata ho invitato Noa e Mira Awad, una cantante israeliana e una palestinese che insieme canteranno ‘Imaginè di John Lennon”, prosegue Conti che, parlando degli altri ospiti presenti alla kermesse, ricorda anche i due premi alla carriera per Iva Zanicchi e Antonello Venditti.

foto: IPA Agency

(ITALPRESS).

Salvini “Chat non mi appassionano, sto bene in maggioranza”

Salvini “Chat non mi appassionano, sto bene in maggioranza”

ROMA (ITALPRESS) – “Le chat non mi appassionano, ho le spalle larghe, quando si critica un movimento straordinario come la Lega mi dà fastidio. Abbiamo qualche decennio di storia, lascio giudicare ai cittadini o meno”. Lo ha detto il vicepremier, ministro e leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso della conferenza stampa sulla proposta della Lega sulla rottamazione delle cartelle esattoriali. “Non mi permetterei di commentare le vicende di qualcuno altro. Sicuramente questi sgradevoli epiteti hanno un peso, ma sono riferiti al passato, se fossero fatti domani avrebbero un altro peso, io mi trovo molto bene in questa maggioranza”, ha aggiunto. “Le chat di Fratelli d’Italia? Non sono permaloso, se c’è qualcosa che risale al passato è di pessimo gusto, ma si parla del passato, un’altra cosa sarebbero certe considerazioni fatte da alleati. Non sono permaloso, mi interessa oggi portare a casa risultati concreti, posso stare antipatico o simpatico”, ha concluso Salvini.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

Bellucci batte Tsitsipas e vola in semifinale a Rotterdam

Bellucci batte Tsitsipas e vola in semifinale a Rotterdam

ROTTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – Continua la corsa di Mattia Bellucci nell’”Abn Amro Open”, torneo Atp 500 con 2.563.150 euro di montepremi in scena sul veloce indoor della “Rotterdam Ahoy”. Il 23enne di Busto Arsizio, numero 92 del mondo, proveniente dalle qualificazioni e capace di battere agli ottavi di finale il russo Daniil Medvedev, ha sconfitto ai quarti un altro big del tennis internazionale, ovvero Stefanos Tsitsipas, conquistando il pass per le semifinali della competizione in corso in Olanda. Bellucci ha sconfitto l’avversario greco, numero 12 del ranking internazionale e sesta forza del tabellone, col punteggio di 6-4 6-2. In semifinale l’azzurro affronterà l’australiano Alex De Minaur, 8 del mondo e terza testa di serie del seeding, che nei quarti ha superato il tedesco Daniel Altmaier con lo score di 6-1 6-4. Per Bellucci quella di domani sarà la prima semifinale della carriera nel circuito Atp. Al momento, nella classifica live, il tennista lombardo compie un balzo in avanti di 24 posizioni, attestandosi al gradino numero 68 (suo best ranking). Raggiante Bellucci a fine match: “Dopo qualche game, ho dovuto fare qualche cosa per cambiare il mio atteggiamento, che all’inizio non mi piaceva. Credo di aver giocato un grande tennis. Ho apprezzato ogni momento del match”. “Settimana magnifica? Ho lavorato tanto con il mio coach. A volte pensavo troppo in campo: ora ho deciso di essere più libero e sta andando bene. Sono molto contento dei miei progressi; la cosa più importante però è continuare a giocare a certi livelli giorno dopo giorno”, ha aggiunto il tennista lombardo.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Gli italiani che guardano la tv satellitare hanno superato i 15 mln

ROMA (ITALPRESS) – Gli italiani che guardano la televisione via satellite hanno superato i 15 milioni. Secondo i dati Auditel gli spettatori si dividono tra chi ha scelto la piattaforma a pagamento di Sky e chi riceve l’offerta gratuita di tivùsat, che offre un servizio televisivo satellitare stabile in ogni area del Paese, anche nelle zone più remote.
La televisione satellitare viene scelta sempre di più, infatti, anche per superare i problemi di ricezione che affliggono molte aree del Paese.
L’Italia è caratterizzata da una geografia complessa, con 4.230 comuni situati in territori montani che rappresentano oltre la metà della superficie nazionale e ospitano 6 milioni di cittadini, il 10% della popolazione.
Negli ultimi anni, la ricezione televisiva in queste aree è diventata però più difficile. Le dismissioni di molti impianti locali di ridiffusione, a seguito degli switch-off del digitale terrestre, hanno aggravato la situazione, lasciando intere comunità senza un segnale stabile. In queste zone, l’accesso a internet via fibra è ancora limitato, rendendo complicata la fruizione di servizi di streaming per la TV.
Inoltre, le interferenze con la telefonia mobile aggravano ulteriormente la difficoltà di ricezione del segnale. Basti pensare che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ricevuto quasi 25.000 segnalazioni di problemi legati a queste interferenze.
abr/gsl

Report Mal’Aria 2025, nelle città italiane è emergenza smog

ROMA (ITALPRESS) – Aria irrespirabile e livelli di inquinamento ancora troppo distanti dai parametri che entreranno in vigore nel 2030. A soli cinque anni dall’entrata in vigore dei nuovi limiti europei sulla qualità dell’aria, le città italiane sono drammaticamente impreparate. È quanto emerge dal nuovo Report di Legambiente “Mal’Aria di città 2025” che ha analizzato nei capoluoghi di provincia i dati relativi alle polveri sottili (PM10) e al biossido di azoto (NO2). Nel 2024, 25 città, su 98 di cui si disponeva del dato, hanno superato i limiti di legge per il PM10 (35 giorni all’anno con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo), con 50 stazioni di rilevamento – dislocate in diverse zone dello stesso centro urbano. In cima alla classifica troviamo Frosinone (Frosinone scalo) per il secondo anno di fila con 70 giorni oltre i limiti consentiti, seguita da Milano (centralina di via Marche) con 68. Al terzo posto assoluto si posiziona Verona, con Borgo Milano a quota 66 sforamenti, seguita da Vicenza-San Felice a 64. Il quadro, secondo Legambiente, rivela come l’inquinamento atmosferico sia un problema diffuso e strutturale, ben più esteso di quanto amministratori locali e cittadini vogliano ammettere. Se per le medie annuali di PM10 e NO2 nessuna città supera i limiti previsti dalla normativa vigente, lo scenario cambierà con l’entrata in vigore della nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, a partire dal 1° gennaio 2030. Per il PM10, sarebbero infatti solo 28 su 98 le città a non superare la soglia di 20 µg/mc, che è il nuovo limite previsto. Al 2030, 70 città sarebbero dunque fuorilegge. Tra le città più indietro, Verona, Cremona, Padova e Catania, Milano, Vicenza, Rovigo e Palermo. Non sono migliori i dati con il biossido di azoto (NO2): oggi, il 45% dei capoluoghi (44 città su 98) non rispetta i nuovi valori di 20 µg/m³. Le situazioni più critiche si registrano a Napoli, Palermo, Milano e Como, dove è necessaria una riduzione compresa tra il 40% e il 50%. Per uscire dall’emergenza smog – evidenzia Legambiente – servono politiche strutturali che incidano tutti i settori corresponsabili dell’inquinamento.

mgg/gtr