26 febbraio: due anni fa la tragedia di Steccato di Cutro

Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio del 2023, nel mare Ionio, di fronte alla spiaggia di Steccato di Cutro, si consumava una tragedia immane, una strage, un naufragio in cui persero la vita 94 persone, uomini, donne e 35 bambini piccolissimi, con un numero imprecisato di dispersi. A bordo di quel barcone c’erano 180 persone, gente che aveva affrontato il mare per sfuggire a guerre e persecuzioni. A distanza di due anni ancora restano tante domande senza risposta. I familiari delle vittime, arrivati da ogni parte dell’Europa, chiedono giustizia e soprattutto la verità su quanto è accaduto quella notte. Il 5 marzo 2025 si aprirà il processo nei confronti di sei militari della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera con l’accusa di mancato soccorso. Tante sono state le iniziative promosse per ricordare il tragico evento, mostre, concerti, convegni. La veglia alle quattro del mattino sulla spiaggia di Cutro, in occasione del secondo anniversario della strage, ha visto la partecipazione di diverse associazioni, amministratori, attivisti, giornalisti, giuristi, parenti delle vittime, sopravvissuti, musulmani e cattolici, tante sigle sindacali e tanta gente, oltre ai pescatori accorsi quella mattina di due anni fa sul posto per primi nella speranza di poter salvare qualcuno, e alla partecipazione di monsignor Francesco Savino, in qualità di vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, e della segretaria del Pd Elly Schlein, unica figura politica a livello nazionale a partecipare alla veglia. Sono stati momenti toccanti quando una corona di fiori è stata gettata in mare e si è pregato anche con brani del Corano. Quindi, l’intervento di mons. Savino, secondo il quale «ogni dimenticanza diventa complicità», ed ha chiesto perdono ai superstiti del naufragio; sono state accese candele, fiaccole e pregato in comunione.
Carmela Commodaro

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