Turismo, nuove risorse dall’accordo di coesione
ROMA (ITALPRESS) – Via libera del Governo all’accordo di coesione per il settore turistico, un piano che mette a disposizione oltre 120 milioni di euro per rafforzare la competitività del comparto nazionale e sostenere lo sviluppo dei territori. L’iniziativa si inserisce nella strategia dell’esecutivo volta a valorizzare uno dei settori più rilevanti per l’economia italiana, puntando su innovazione, sostenibilità e digitalizzazione. L’accordo si articola in tre principali linee di intervento. La prima riguarda la realizzazione di un’infrastruttura digitale centrale destinata alla gestione e al monitoraggio dei flussi turistici. La seconda linea di azione è dedicata alla sostenibilità delle destinazioni turistiche. Le risorse saranno indirizzate a interventi che coinvolgono piccoli comuni, isole minori e grandi attrazioni, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’accoglienza, tutelare il patrimonio locale e promuovere modelli di sviluppo compatibili con le esigenze ambientali e sociali delle comunità. Il terzo ambito riguarda il sostegno all’innovazione tecnologica delle imprese turistiche. Gli investimenti puntano a favorire la modernizzazione delle attività del settore, incrementandone la capacità competitiva e l’adattamento alle nuove esigenze del mercato.gsl







MILANO (ITALPRESS) – “Una realtà economica che non sta soffrendo, anzi sta facendo utili mai visti nei decenni precedenti, e lo dico con rispetto, ammirazione e curiosità economica e antropologica, sono le banche”. Lo ha sottolineato il segretario della Lega, Matteo Salvini, a margine di un incontro del partito sul piano casa, a Milano.
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ROMA (ITALPRESS) – Una giornata di “digiuno intelligente”, sulla base dei consigli di un nutrizionista, per depurare l’organismo. Ne parla Rosanna Lambertucci, nella nuova puntata de “La Salute Vien Mangiando”.
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ROMA (ITALPRESS) – Le foreste europee continuano a crescere in estensione, ma dietro questo dato positivo si nasconde una realtà più complessa: l’aumento delle superfici boschive non sempre coincide con una maggiore salute degli ecosistemi. Un paradosso che emerge con chiarezza da una recente analisi dell’Agenzia Europea dell’Ambiente. Negli ultimi decenni, in Europa la superficie forestale è aumentata grazie ai programmi di riforestazione e soprattutto all’abbandono delle aree agricole marginali. Tuttavia, questa espansione non sempre coincide con un miglioramento della qualità degli ecosistemi. Molti boschi, infatti, risultano più uniformi, con una minore varietà di specie vegetali e animali. Secondo le principali analisi ambientali, tra cui quelle dell’Agenzia Europea dell’Ambiente e della FAO, la riduzione della biodiversità rende le foreste meno resilienti ai cambiamenti climatici, alle malattie e agli eventi estremi. A preoccupare è anche l’aumento del rischio incendi, in particolare nell’area mediterranea. Le estati sempre più calde e secche, unite alla presenza di foreste meno diversificate, favoriscono infatti la propagazione delle fiamme e rendono più complessa la gestione delle emergenze. Il risultato è un equilibrio sempre più instabile, che impone un cambio di prospettiva: non basta aumentare la superficie boschiva, ma è necessario puntare sulla qualità degli ecosistemi. Le politiche europee si stanno progressivamente orientando in questa direzione, promuovendo una gestione più sostenibile delle foreste, che tenga insieme tutela della biodiversità, resilienza climatica e valorizzazione del territorio.
ROMA (ITALPRESS) – El Niño torna a preoccupare la comunità scientifica internazionale. Le Nazioni Unite lanciano l’allarme e invitano governi e cittadini a prepararsi a una possibile fase climatica segnata da ondate di calore, siccità, alluvioni e tempeste più intense. Il fenomeno, che si verifica mediamente ogni due-sette anni, è legato all’indebolimento degli alisei nel Pacifico equatoriale e al conseguente riscaldamento anomalo delle acque superficiali. Un meccanismo che altera i principali equilibri climatici globali. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, c’è un’alta probabilità che El Niño si sviluppi nei prossimi mesi e che possa durare fino alla fine dell’anno, con segnali già evidenti di un possibile evento intenso. A preoccupare gli scienziati è il contesto in cui si inserisce: un pianeta già riscaldato di oltre un grado rispetto all’era preindustriale. La combinazione tra riscaldamento globale ed El Niño, spiegano gli esperti, rischia di amplificare gli effetti estremi del clima. Le conseguenze potrebbero essere diffuse: piogge torrenziali in alcune aree del pianeta, siccità prolungate in altre, e un aumento delle ondate di calore anche in Europa. Impatti che si riflettono su salute, agricoltura ed economia. Dopo il record di temperature del 2024, gli scienziati avvertono: il prossimo El Niño potrebbe segnare un nuovo picco storico del riscaldamento globale. Per questo le Nazioni Unite parlano di un vero e proprio “campanello d’allarme climatico”, che impone un’accelerazione nelle politiche di transizione energetica.
ROMA (ITALPRESS) – Una scoperta tutta italiana chiarisce il ruolo del gene della sindrome di Rett, malattia del neurosviluppo che colpisce soprattutto le bambine causata dalla perdita di funzione del gene MeCP2. Per questa patologia, caratterizzata da regressione delle abilità motorie, del linguaggio e ridotta interazione sociale, ad oggi non esistono terapie in grado di arrestare o invertire la progressione dei sintomi. Un gruppo di ricerca dell’Istituto di neuroscienze e dell’Istituto di tecnologie bio mediche del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano, in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano, ha infatti identificato una funzione finora sconosciuta della proteina MeCP2, con rilevanti implicazioni terapeutiche.