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Veneto, Zaia “Liste d’attesa ok, ma mancano medici”

VENEZIA (ITALPRESS) – La giunta regionale veneta si è riunita per annunciare la riduzione delle liste di attesa in campo sanitario. “Ora ci sono zero veneti in attesa di prestazioni urgenti (entro 10 giorni), l’80% in meno (da 10.814 del dicembre 2024 a 2.201 di maggio 2025) quelli che aspettano prestazioni entro 30 giorni, e si sono ridotte del 70%, sempre da dicembre 2024 a maggio 2025 le attese per prestazioni entro 60 giorni. “Mancano medici, uno dei fattori della lista d’attesa. La lista d’attesa ci sono per la medicina difensiva, ci sono perché noi principalmente abbiamo una grande offerta diagnostica, quindi c’è l’imbarazzo della scelta per la diagnostica, magari qualche volta c’è qualche inappropriatezza delle prescrizioni, ma il vero fattore poi è rappresentato dei medici. Mancano 50.000 medici in Italia e ne mancano 3.500 in Veneto. Abbiamo fatto 212 concorsi nel 2024 per 746 posti e siamo riusciti a assumere 184 medici, non di più” ha detto il presidente del veneto Luca Zaia nel corso del punto stampa odierno.

f29/pc/mca1

Sigarette illecite in aumento in Ue, Italia modello nel contrasto

Sigarette illecite in aumento in Ue, Italia modello nel contrasto

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il consumo di sigarette illecite continua a crescere: nel 2024, nell’Unione Europea sono stati consumati 38,9 miliardi di sigarette illecite pari al 9,2% del consumo totale di sigarette, registrando il livello più alto dal 2015, con una perdita di entrate fiscali per i governi fino a 14,9 miliardi di euro. E’ quanto emerso dall’ultimo Rapporto KPMG, presentato a Bruxelles in occasione dell’evento “Economia e sicurezza dell’Europa a rischio” organizzato da NATO Defense College Foundation.
Secondo il Rapporto KPMG 2024 commissionato da Philip Morris Products SA, nel 2024 nell’UE è stato consumato un numero elevato di sigarette contraffatte: 15,3 miliardi, con un aumento del 20,2% rispetto al 2023. Inoltre, le cosiddette “illicit whites” – sigarette prodotte legalmente e contrabbandate oltre confine in Paesi in cui la distribuzione è limitata o inesistente – hanno raggiunto gli 8,2 miliardi.
In questa occasione, Philip Morris International (PMI) ha sottolineato “la necessità di adottare azioni efficaci per contrastare il problema del commercio illecito nell’UE”. PMI ritiene che “ad aggravare il problema siano i forti e improvvisi aumenti della tassazione – misure che di fatto vanno a vantaggio delle organizzazioni criminali che invadono il mercato con prodotti non regolamentati, non tassati, spesso contraffatti, e a un prezzo inferiore. Per affrontare questa crescente minaccia, PMI propone una regolamentazione basata sulle evidenze, con una tassazione equilibrata, una continua collaborazione pubblico-privato e un maggiore supporto alle forze dell’ordine regionali e nazionali, dato che le organizzazioni criminali che trafficano sigarette illegali hanno consolidato la loro presenza nei Paesi con prezzi più elevati, come quelli dell’Europa occidentale.
“Il commercio illegale di tabacco minaccia l’economia europea, la salute pubblica, la sicurezza e la stabilità sociale; oggi, mercati con tasse e prezzi più elevati, come Francia e Paesi Bassi, sono particolarmente colpiti da merci importate illegalmente e contraffatte – ha affermato Christos Harpantidis, Senior Vice President External Affairs di Philip Morris International -. Il suo enorme impatto socioeconomico incide negativamente sulla riscossione delle imposte, sulla creazione di posti di lavoro e sulle imprese legali, il motore delle nostre economie europee. La disponibilità di sigarette nell’economia sommersa, a basso costo e non regolamentate, ostacola anche gli sforzi per ridurre il tasso di fumatori e raggiungere un futuro senza sigarette”.
Il Rapporto segnala una situazione particolarmente allarmante in Francia – dove nel 2024 sono state consumate 18,7 miliardi di sigarette illecite, di cui quasi 7,8 miliardi contraffatte – e in Olanda – dove il volume di sigarette illecite è aumentato drasticamente di 1,1 miliardi, più che raddoppiando in un anno, raggiungendo il 17,9% del consumo totale -. Se queste sigarette fossero state acquistate legalmente, sarebbero stati riscossi 9,4 miliardi di euro di tasse ulteriori in Francia e quasi 900 milioni di euro in Olanda.
Al contrario, l’Italia si conferma best practice internazionale nel contrasto al fenomeno con una quota di consumi illeciti pari all’1,8% del consumo totale, un risultato invariato rispetto alla rilevazione dell’anno precedente. Questo risultato è stato raggiunto grazie all’attività delle forze dell’ordine e alla collaborazione tra il settore pubblico e quello privato, oltre agli elevati standard di sicurezza e tracciabilità che caratterizzano la filiera del tabacco italiana.
Altri paesi come Bulgaria, Grecia, e Portogallo – e l’Ucraina, al di fuori dell’UE – hanno compiuto progressi significativi nel contenere il mercato del tabacco illecito. La Grecia, ad esempio, ha registrato un calo di 6,2 punti percentuali, attestandosi al 17,5% – il calo maggiore registrato dal Paese in un decennio.
“Regimi fiscali equilibrati e un supporto concreto alle forze dell’ordine si sono dimostrati efficaci: ora sappiamo come contrastare efficacemente le organizzazioni criminali che si occupano della produzione, distribuzione e vendita illecita di prodotti di consumo. Altri Paesi della regione dovrebbero emulare questo approccio per tenere sotto controllo questa pericolosa tendenza – ha affermato Massimo Andolina, Presidente Regione Europa di Philip Morris International -. Questa è la strada da seguire se vogliamo seriamente sconfiggere il commercio illegale di tabacco nel nostro continente, che danneggia le economie, mina la competitività e la crescita europea e apre le porte ad altre attività criminali. I cittadini non possono permettersi di essere privati di entrate statali tanto necessarie in questo momento critico per l’Europa, che vengono perse anzichè essere utilizzate per affrontare sfide chiave come difesa, sicurezza interna e programmi sociali”.

– foto Philip Morris Italia –
(ITALPRESS).

Milano, Cgil “Preoccupano emergenza casa, dazi e calo brevetti”

Milano, Cgil “Preoccupano emergenza casa, dazi e calo brevetti”

MILANO (ITALPRESS) – “Milano è sempre stata guardata da fuori come gli Stati Uniti d’America, cioè la terra in cui poter realizzare il proprio sogno, in cui poter cambiare la propria vita, in cui poter crescere, in cui poter vedersi riconosciuta la propria professionalità. Io ho l’impressione che nei tempi recenti tempi questa cosa stia cambiando”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil milanese, Luca Stanzione, intervistato dall’Agenzia di stampa Italpress. “Abbiamo settori molto importanti dell’economia milanese, a partire dalla metalmeccanica che stanno subendo una una crisi molto importante e molto preoccupante. I dati sulla cassa integrazione dell’ultimo trimestre sono a dirci che c’è una crisi del settore manifatturiero molto forte. Ma il settore manifatturiero a Milano è contraddistinto da una forte relazione con il sistema universitario, con le intelligenze della città, con la creatività della città – aggiunge -. Noi non produciamo tondini, noi produciamo piccola componentistica di eccellenza per l’industria statunitense, per l’industria tedesca. Quando la Germania va in recessione, retrocediamo noi e quando vengono annunciati i dazi, vuol dire mettere in crisi il 10% del fatturato dell’export milanese. E questo è fonte di preoccupazione”. “Guardiamo ai brevetti – dice ancora il numero uno della Camera del Lavoro di Milano -: negli ultimi 2 anni noi abbiamo una caduta dei brevetti depositati nell’area metropolitana di Milano. Vuol dire che la città considerata capitale dell’invenzione sta perdendo questo primato a favore di altri settori come quello per esempio del turismo che però è contraddistinto da essere un turismo i cui investitori sono capitali esteri, sono fondi di investimento estero che estraggono valore e lasciano sul territorio un lavoro di minore qualità”. Secondo Stanzione “oggi la casa è sicuramente un’emergenza a Milano. Noi abbiamo fatto una proposta molto concreta per fare come Vienna, e sviluppare anche noi un sistema di alloggi a proprietà indivisa a canone calmierato. E questo darebbe una possibilità a intere generazioni di poter accedere alla casa senza dover lasciare fino al 50% del proprio stipendio per pagarsi un affitto o pagarsi un mutuo. Questa è una modalità molto concreta per rispondere alla crisi dei salari che pure nelle aree metropolitane c’è c’è una crisi dei salari importante con un’inflazione nelle aree metropolitane molto al di sopra rispetto alla media nazionale”. “A me piacerebbe che entro la fine di questa amministrazione riuscissimo a dar vita a quel piano casa che l’amministrazione ha promesso, ma che fosse sostenuto anche da un fondo di garanzia che sviluppi ulteriormente la proprietà indivisa a canone calmierato – dice ancora Stanzione -. Questo sarebbe un obiettivo raggiungibile, una politica pubblica che non vedrebbe l’utilizzo di risorse pubbliche. Non è una spesa quello che noi proponiamo, ma al contrario un modo in cui l’amministrazione pubblica può vedere riconosciuto un ruolo e anche in cui il pubblico può aumentare il valore del del suo patrimonio. E questo sarebbe totalmente anticiclico rispetto alle scelte politiche che noi abbiamo vissuto negli ultimi negli ultimi decenni”. “Penso che Milano sia la città della conoscenza, ma non sa ancora di esserlo. E’ una città che attrae più studenti in rapporto alla popolazione rispetto a Boston e pochi ci accorgiamo del fatto che qui ci sono nove poli universitari. In realtà questa è una città che fa tanta cultura, fa tanta produzione culturale, che ha dei centri di produzione televisiva molto importanti, ha la più grande multinazionale della cultura musicale al mondo, il Teatro alla Scala. Tutto questo è un sistema che attrae i giovani, ma è anche un sistema che spesso non riesce a trattenere i giovani. Bisogna guardare a questo mondo con occhi, nuovi, con una lente più ampia” dice ancora il segretario generale della Cgil di Milano, Luca Stanzione. “Bisogna disegnare il piano di governo del territorio sapendo che ci sarà bisogno di studentati che possano rendere possibile un alloggio dignitoso a Milano” aggiunge. Infine, a proposito delle Olimpiadi di Milano-Cortina, Stanzione commenta: “Eventi come questo portano con loro il rischio dello sfruttamento del lavoro. Ed è per questo che noi ormai da mesi stiamo discutendo con Comune di Milano e la Fondazione Milano Cortina un protocollo specifico che stiamo costruendo a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori con le categorie interessate. Penso al commercio, penso ai lavoratori dell’edilizia. E stiamo andando quindi nella direzione di tutelare le lavoratrici e lavoratori e questa è una caratteristica di Milano”. “Milano durante Expo ha fatto protocolli importanti che per esempio, ci ha consentito di avere zero morti sul lavoro. Noi dobbiamo replicare questa questa grande sfida. Penso anche che Milano Cortina 2026 sia sfidante per Milano perchè la città non si percepisce chiusa dentro le sue mura, ma come una città aperta, capace di relazionarsi con territori anche lontani e fare sistema con i territori che ha intorno. Certo, Milano Cortina 2026 sarà l’occasione per avere un ammodernamento delle infrastrutture” ha concluso.(ITALPRESS).

Foto: Italpress

Annunciati al Coni i campioni del Premio Fair Play Menarini 2025

Annunciati al Coni i campioni del Premio Fair Play Menarini 2025

ROMA (ITALPRESS) – L’atmosfera d’attesa, i nomi svelati, le storie che iniziano a farsi voce: con la presentazione al Salone d’Onore del Coni, la Fondazione Fair Play Menarini ha annunciato i fuoriclasse dello sport internazionale vincitori della 29^ edizione del Premio, in programma il 2 e 3 luglio a Firenze e Fiesole. Nuovi campioni di etica, lealtà e rispetto, provenienti da tante discipline diverse, si aggiungeranno alla costellazione del Fair Play Menarini, contribuendo a promuovere i valori che rendono lo sport uno strumento di crescita per le nuove generazioni. “Il fair play è un principio imprescindibile dello sport e della vita, è la base per costruire una società migliore e per educare le nuove generazioni – ha dichiarato Giovanni Malagò, presidente del Coni -. Il Premio Internazionale Fair Play Menarini, giunto alla sua 29^ edizione, rappresenta un palcoscenico unico per comunicare il valore autentico di questo concetto, indissolubilmente legato alla nostra identità. Questo premio è il riconoscimento di un percorso che va ben oltre i semplici risultati agonistici. Ricordo con orgoglio il filo che lega l’Italia sportiva al fair play, grazie a Eugenio Monti e ai suoi straordinari gesti compiuti ai Giochi di Innsbruck del 1964, che gli consentirono di ricevere il Trofeo Mondiale Pierre de Coubertin dedicato proprio al fair play, primo atleta di sempre a meritare tale riconoscimento. Una legacy preziosa da rinnovare anche grazie a questo premio diventato tradizione”. Quest’anno l’atletica leggera regala un parterre di stelle. A partire da Gianmarco Tamberi, campione del mondo di salto in alto a Budapest 2023 e oro olimpico ai Giochi di Tokyo 2021. Ci saranno poi Nadia Battocletti, argento ai Giochi di Parigi 2024 nei 10.000 metri e la leggenda del salto in alto Blanka Vlasic, due volte campionessa del mondo, nonchè vincitrice di un argento e di un bronzo olimpico. Tra i premiati la star del salto triplo Andy Diaz, bronzo a Parigi 2024 e neocampione mondiale indoor, e Rigivan Ganeshamoorthy, oro nel lancio del disco ai Giochi Paralimpici dello scorso anno. A tenere alta la bandiera del calcio ci sarà Demetrio Albertini, vicecampione del mondo e d’Europa con la maglia azzurra. La scherma porta in pedana Arianna Errigo, tra le atlete più forti di sempre nel fioretto, con un palmarès di 10 titoli mondiali, 4 medaglie olimpiche e 5 coppe del mondo. Una carriera straordinaria anche quella di Paola Fantato, in grado di conquistare 8 medaglie nel tiro con l’arco in 5 diverse edizioni dei Giochi Paralimpici. Le emozioni del tatami rivivono nelle gesta della judoka Alice Bellandi, salita sul gradino più alto del podio alle ultime Olimpiadi. Gli appassionati di pallacanestro ricorderanno poi la precisione millimetrica di Sasha Vujacic, vincitore di due titoli Nba con i Los Angeles Lakers. Per il giornalismo sportivo, infine, il trofeo andrà a Guido Meda, voce inconfondibile della MotoGp, che da anni infiamma le domeniche degli italiani. Ai grandi campioni si aggiungono Nicola Nardo, Michele Vivalda e Alessandro Bugli, tre talenti emergenti che oggi al Coni hanno ricevuto il Premio Fair Play Menarini “Giovani”, dedicato ai più bei gesti di correttezza delle nuove generazioni. La prossima data da fissare in calendario è quella del 26 giugno a Firenze, quando verrà assegnato il Premio speciale Fiamme Gialle “Studio e Sport”. La città culla del Rinascimento ospiterà anche la tradizionale cena di gala, mercoledì 2 luglio, nell’incantevole cornice di Piazzale Michelangelo. Per la cerimonia di premiazione, l’appuntamento è per la sera di giovedì 3 luglio all’interno di un gioiello millenario come il Teatro Romano di Fiesole. “Ascoltare le storie di questi campioni, scoprire i gesti che li hanno resi un esempio, ripercorrere le loro imprese: tutto questo sarà un’opportunità straordinaria per riconnettersi con il significato più profondo dello sport – affermano Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini – La nostra speranza è che l’integrità e le imprese di questi eccezionali atleti possano trasmettere alle nuove generazioni i principi fondamentali di lealtà e impegno che lo sport continua a incarnare”. Il 29° Premio Internazionale Fair Play Menarini vede la partecipazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale in qualità di partner istituzionale, e di Sustenium, Frecciarossa, Estra e Adiacent come partner dell’iniziativa.
– Foto ufficio stampa Premio Internazionale Fair Play Menarini –
(ITALPRESS).

Urso “‘Nave Italià sicura e stabile, ha una guida sicura”

Urso “‘Nave Italià sicura e stabile, ha una guida sicura”

ROMA (ITALPRESS) – “Questo è un momento difficile. La guerra circonda nuovamente l’Europa, la Russia continua gli attacchi in Ucraina, il conflitto a Gaza perdura e assistiamo ogni giorno a orrore e devastazione. La violenza è intorno a noi, le divisioni accrescono. La storia è tornata con la violenza del mare in tempesta, sono tornati i conflitti bellici e commerciali, sanzioni e dazi, confini e barriere doganali che spezzano le catene del valore, che minacciano gli approvvigionamenti. In questo mare in tempesta con tutti gli indicatori che rivelano le stime della crescita globale, la ‘nave Italià appare più sicura, stabile, consapevole, responsabile e capace di tenere il mare”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo all’assemblea 2025 di Confcommercio. “L’Italia indica la rotta perchè ha una guida salda, forte, responsabile di una piccola grande donna: Giorgia Meloni, lo ha dimostrando ponendo l’Italia al centro della politica internazionale, l’Italia è tornata ad essere orgogliosa di sè”, ha aggiunto.
(ITALPRESS).
-Foto: Italpress-

Assemblea Confcommercio, Sangalli “Meno tasse a chi crea ricchezza”

Assemblea Confcommercio, Sangalli “Meno tasse a chi crea ricchezza”

ROMA (ITALPRESS) – Dazi, fisco, terziario di mercato, ma anche lavoro, Europa e crescita sono solo alcuni dei temi al centro dell’Assemblea 2025 di Confcommercio che quest’anno festeggia 80 anni di storia. Imprese del terziario che rappresentano “uno dei motori dell’economia nazionale”, come afferma il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che in un videomessaggio parla di una storia nazionale perchè “Confcommercio ha vissuto le profonde trasformazioni della società italiana e ha accompagnato l’Italia sia negli anni del boom economico del Dopoguerra sia nei momenti più complicati. E ha interpretato questo ruolo guardando sempre al futuro, riuscendo ad anticipare i cambiamenti e a trasformare le crisi in opportunità”. La premier ricorda che le imprese del terziario di mercato contribuiscono per circa la metà del PIL e dell’occupazione. “Siete uno dei motori dell’economia nazionale, ed è solo grazie al vostro dinamismo e alla vostra capacità di intraprendere che l’Italia sta registrando indicatori macroeconomici estremamente positivi. L’economia sta sostanzialmente dimostrando la sua solidità e la sua resilienza, anche e soprattutto sul fronte dell’occupazione. Dati che ci rendono orgogliosi, sicuri della strategia che abbiamo messo in campo, ma che non sono merito del Governo. Sono merito vostro, delle imprese e dei lavoratori di questa Nazione. Il Governo si è limitato a fare la parte che gli spetta, cioè creare le condizioni migliori per la crescita e la competitività. Abbiamo approvato quella riforma fiscale che era attesa da cinquant’anni, e ne stiamo dando rapidamente attuazione. Con l’obiettivo di abbassare le tasse a tutti e di costruire un rapporto più giusto ed equilibrato tra Stato e contribuente. Stiamo rimettendo al centro gli autonomi e i liberi professionisti, lavoratori per troppo tempo disprezzati e considerati a torto figli di un Dio minore. Questa è la strada che continueremo a seguire, per consolidare la tendenza economica positiva che stiamo registrando, rafforzare la domanda interna e proseguire nel percorso di riduzione della pressione fiscale, con un’attenzione particolare al ceto medio. Sono i nostri obiettivi, e so che sono anche i vostri obiettivi”, conclude Meloni.
E’ proprio sulla questione fisco e terziario che si concentra in particolar modo l’intervento del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. “La finanza pubblica resta un problema strutturale per il nostro Paese a causa dell’elevato debito pubblico. La nostra richiesta alle istituzioni è chiara: serve dare impulso alla crescita e serve continuità nella gestione responsabile della finanza pubblica. A questo si lega l’intenzione manifestata dal nostro Governo di richiedere alla Commissione europea maggiore flessibilità per la revisione del PNRR, per l’utilizzo dei fondi della politica di coesione e di quelli del Piano sociale per il clima. Servono, però, azioni ben calibrate, che mettano al centro il terziario di mercato: perchè le nostre imprese, negli ultimi 30 anni, hanno creato 3,8 milioni di occupati. Le nostre imprese hanno creato tutta la nuova occupazione del Paese. E allora, tutte le politiche – da Transizione 5.0 a Impresa 4.0, dai contratti di sviluppo al Programma nazionale per giovani – tutto dovrebbe essere a misura di terziario di mercato”, prosegue Sangalli che, sul versante del fisco, sottolinea come “occorrono politiche che aiutino l’adempimento, il contrasto e il recupero di evasione ed elusione, nonchè un’equilibrata tassazione dell’economia digitale. Tutto questo sarà in grado di sostenere la stessa riforma dell’IRPEF. C’è la necessità, infatti, di ridurre le tasse su chi crea ricchezza, benessere e buona occupazione. C’è la necessità di rendere strutturali la maggiorazione del costo del lavoro ai fini IRPEF ed IRES, nonchè la cosiddetta ‘IRES premialè per le imprese che investono in innovazione e creano nuova occupazione. Un analogo meccanismo – prosegue – andrebbe previsto ai fini IRPEF per gli imprenditori individuali e le società di persone. Bisogna, poi, avanzare nel processo di superamento dell’IRAP”, aggiunge.
Inevitabile poi un passaggio sui dazi e Ue. “L’economia globale è stata caratterizzata da un marcato aumento dell’incertezza. Incertezza che ha inciso profondamente sulla stabilità finanziaria, sulle attività e sulle aspettative delle imprese. Incertezza dovuta ai tragici conflitti internazionali. Incertezza determinata dal ritorno della politica dei dazi. Un mondo con più dazi è un mondo peggiore. Insomma, la de-globalizzazione non è, e non può essere, la risposta. Non ci si può rassegnare alla ‘chiusurà: capitale, lavoro, merci e servizi devono muoversi liberamente. Per l’Europa è tempo di scelte condivise – avverte -. Condivise anche con politiche nazionali. Ne va della stessa competitività delle nostre imprese. Ne va del migliore funzionamento del mercato interno europeo, a partire dalla riforma del mercato elettrico, con prezzi ancora troppo legati alle fonti fossili. E sull’energia dobbiamo puntare su idrogeno sostenibile, nucleare avanzato, rinnovabili ed efficienza delle reti. Non è più il tempo delle scelte ideologiche, servono scelte utili e realmente sostenibili”.
Secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio, inoltre, ci sarà una crescita del PIL pari a +0,8% nel 2025 e +0,9% nel 2026, in assenza di nuovi shock su dazi o energia. Nonostante il clima globale, infatti, i fondamentali dell’economia italiana sono buoni, almeno nel breve periodo. Ma, nonostante l’occupazione ai massimi, è però difficile reperire manodopera qualificata nel terziario di mercato. Nel 2025, i settori del commercio, della ristorazione e dell’alloggio non riusciranno a trovare circa 260mila lavoratori. Un dato in crescita rispetto al 2024 (+4%) che rappresenta una vera e propria emergenza perchè rischia di frenare la crescita economica dei settori considerati e del prodotto lordo dell’intero sistema economico italiano.
Dal palco di Confcommercio anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, parla della crescita dell’Italia: “questo è un momento difficile. La guerra circonda nuovamente l’Europa, la Russia continua gli attacchi in Ucraina, il conflitto a Gaza perdura e assistiamo ogni giorno a orrore e devastazione. La violenza è intorno a noi, le divisioni accrescono. La storia è tornata con la violenza del mare in tempesta, sono tornati i conflitti bellici e commerciali, sanzioni e dazi, confini e barriere doganali che spezzano le catene del valore, che minacciano gli approvvigionamenti. In questo mare in tempesta con tutti gli indicatori che rivelano le stime della crescita globale, la ‘nave Italià appare più sicura, stabile, consapevole, responsabile e capace di tenere il mare. Dobbiamo ricominciare dalla difesa comune europea e dalla politica di sicurezza energetica del nostro Continente. L’Italia indica la rotta perchè ha una guida salda, forte e responsabile di Giorgia Meloni, lo ha dimostrando ponendo l’Italia al centro della politica internazionale, l’Italia è tornata ad essere orgogliosa di sè”, conclude Urso.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Monti “A Termini Imerese terminal container e porto multifunzionale”

PALERMO (ITALPRESS) – “A Termini Imerese non c’è soltanto la realizzazione di un terminal container ma c’è la ricostruzione di un porto, finalmente un’infrastruttura in cui noi crediamo molto e in cui stiamo investendo 186 milioni. Un porto, come quello di Palermo, multifunzionale in cui non ci sarà un luogo chiuso che vedrà solo movimentazione di merci e di contenitori, ma un’infrastruttura aperta che sarà in grado di ospitare la città, i termitani e anche tanti turisti”. Così il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, a margine della presentazione del nuovo terminal container del porto di Termini Imerese, in provincia di Palermo. “Abbiamo in itinere tutta la parte della nautica da diporto e del porto turistico”, aggiunge. xd8/vbo/mca1

Fine vita, Zaia “E’ un fatto di civiltà adottare una legge”

VENEZIA (ITALPRESS) – “E’ un fatto di civiltà adottare in questo paese una legge e non gestire la gestione del fine vita con una sentenza della Corte Costituzionale che è del 2019, una sentenza fatta bene ma non sarà mai fatta bene come una legge”. Lo ha detto il presidente del Veneto Luza Zaia, in occasione del punto stampa di oggi parlando del fine vita dopo il primo caso di suicidio assistito in Toscana.

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Zaia “Bimbi da Gaza? In Veneto porte aperte, si curano tutti”

VENEZIA (ITALPRESS) – “Papa Francesco diceva che la Chiesa è come un ospedale da campo, non chiude mai le porte a nessuno. Il ragionamento è come un ospedale da campo, non chiude le porte a nessuno, né per censo, né per scelte religiose, credo religioso, per scelte sentimentali o per colore della pelle. Da noi le porte sono aperte, non serve nemmeno avere i documenti, si curano tutti”. così il presidente del Veneto Luca Zaia sull’arrivo di quattro minori palestinesi negli ospedali di Padova e Verona. “Non sono i primi questi bimbi di Gaza, non saranno neanche gli ultimi, ci siamo occupati di bimbi d’Ucraina, dei bimbi africani e i nostri medici sono assolutamente orgogliosi di fare questa attività”.

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Terranova “Termini polo strategico con nuovo terminal container”

PALERMO (ITALPRESS) – “Con l’apertura del nuovo terminal container del porto, Termini Imerese si pone oggi come polo logistico strategico del Mediterraneo. E così, torneremo a occupare il posto che a Termini Imerese spetta, non soltanto in Sicilia ma al centro del Mediterraneo”. Lo ha detto il sindaco di Termini Imerese, Maria Terranova, parlando con i giornalisti, a Palermo, a margine della conferenza di presentazione del nuovo terminal container del porto, a cui ha partecipato anche il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti. “Dal primo incontro nell’ottobre del 2020 con il presidente Pasqualni Monti – ha ricordato -, abbiamo condiviso una visione: lo sviluppo di Termini Imerese che per anni aveva faticato, soprattutto dopo la chiusura della Fiat, doveva ripartire necessariamente dal suo porto. Oggi celebriamo questa giornata – ha aggiunto -, l’utilizzo del porto di Termini Imerese finalmente in tutte le sue vocazioni: quella commerciale e quella turistica”. col3/vbo/mca1