Nel primo pomeriggio di oggi, 8 giugno, intorno alle ore 15, una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Reggio Calabria – Distaccamento di Melito di Porto Salvo – è intervenuta nella zona impervia di San Fantino, per soccorrere due escursionisti in difficoltà lungo il noto “Sentiero dell’Inglese”. I due escursionisti, partiti in mattinata dal borgo di Pentedattilo per percorrere il sentiero, hanno accusato malori dovuti alla prolungata esposizione al sole e alle elevate temperature, rendendo necessario l’intervento dei soccorritori. Dopo circa tre ore di ricerche in un’area impervia, i Vigili del Fuoco sono riusciti a individuare uno dei due escursionisti, il quale ha fornito indicazioni utili per raggiungere il compagno, rimasto indietro a causa di un forte stato di spossatezza e con evidenti sintomi di disidratazione. Una volta localizzato, il secondo escursionista è stato raggiunto e soccorso sul posto. I Vigili del Fuoco hanno prestato le prime cure e successivamente hanno accompagnato entrambi a bordo dei propri mezzi fino a una zona sicura, dove ad attenderli vi era personale sanitario del SUEM 118 per l’assistenza medica necessaria. Alle operazioni di soccorso hanno collaborato attivamente anche alcuni volontari dotati di fuoristrada ed i Carabinieri della Stazione di Bagaladi (RC), dimostrando un prezioso supporto operativo. L’intervento si è concluso con successo e i due escursionisti sono stati affidati alle cure del personale sanitario, in condizioni non gravi.
«Cara professoressa Procopio, Le scrivo questa lettera per esprimerle la mia più sincera gratitudine in occasione del suo pensionamento. È difficile immaginare questa scuola senza la sua presenza e la sua dedizione. La sua passione per la materia è stata contagiosa ed è riuscita a rendere concetti complessi, accessibili. Grazie a lei, molti di loro hanno imparato non solo formule ma anche l’importanza del ragionamento logico. La sua pazienza, la sua disponibilità a chiarire ogni dubbio e il suo incoraggiamento costante hanno fatto la differenza nella vita di innumerevoli studenti. Non ha mai smesso di credere nel potenziale di ciascuno, spingendoli a superare ogni difficoltà e raggiungere nuovi traguardi. La sua professionalità e il suo impegno nel mondo dell’istruzione sono stati esempio per tutti. Lascia un’eredità duratura di conoscenza e ispirazione. Le auguro un pensionamento sereno e ricco di nuove opportunità. Che possa godersi ogni momento, dedicandosi a ciò che ama. Si merita tutto il riposo e la gioia dopo anni di onorato servizio. Con la più profonda stima e gratitudine. Con affetto la 1 B (a.s. 2024/25) e la rappresentante Luisa Froio». Con questa bella dedica i ragazzi della prima e seconda B della scuola media di Squillace Lido, unitamente alla rappresentante dei genitori Luisa Froio, hanno omaggiato la professoressa Antonietta Procopio per la sua prossima pensione, prevista per il primo di settembre. I ragazzi hanno dedicato anche un momento di festa ad una professoressa alla quale sono molto legati. Antonietta Procopio si è laureata in Biologia a Messina nel 1982; nel 1988 è entrata a far parte della scuola; è arrivata all’Istituto comprensivo di Squillace nel 1996 rimanendo fino ad oggi. Docente di matematica e scienza è anche responsabile di plesso della scuola secondaria di Squillace Lido. La professoressa Procopio ha diversi incarichi tra cui le funzioni strumentali per le nuove tecnologie, animatrice digitale, referente del registro elettronico; ha tenuto dei corsi di formazione per docenti in materia di robotica educativa. Ha invogliato sempre i ragazzi a partecipare a diversi progetti come i “giochi matematici” banditi dalla Bocconi, “matcos” in collaborazione con l’università della Calabria ed altri progetti, spendendosi con abnegazione ed impegno dedicandosi alla loro preparazione. I ragazzi hanno sempre ricambiato l’impegno della Procopio riportando ottimi risultati. Una professoressa amata da tutti che ha dedicato la sua vita alla scuola, ma soprattutto alla crescita dei ragazzi. Prima che la scuola chiudesse l’anno scolastico i ragazzi hanno voluto dimostrare il loro amore alla docente, che alla riapertura della scuola non avranno più in classe, con una festa e per dire “grazie” per tutto ciò che la Procopio è stata per ragazzi e genitori. Carmela Commodaro
Con l’arrivo delle prime giornate di caldo, la regione Calabria sta affrontando diversi incendi di vegetazione che si sono rapidamente diffusi su tutto il territorio. Dalle prime luci dell’alba di oggi, domenica 8 giugno, i vigili del fuoco hanno effettuato oltre 55 interventi principalmente nelle zone dell’alto Ionio e dell’alto Tirreno Cosentino. Un episodio che ha destato una certa preoccupazione si è verificato a Cassano allo Ionio, dove un incendio di vegetazione si è propagato vicino a una struttura RSA. Per motivi di sicurezza, sono state evacuate 10 persone, e le fiamme hanno lambito una tettoia in legno all’esterno dell’edificio, causando lievi danni. Fortunatamente, non ci sono stati danni alle persone. Inoltre, numerosi interventi sono stati necessari lungo l’autostrada A2 del Mediterraneo, in particolare nella zona di Tarsia, per incendi di arbusti e macchia mediterranea bassa che hanno creato qualche disagio alla viabilità. Per supportare le squadre già sul campo, la Sala operativa della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco Calabria ha disposto l’invio di una squadra dal comando di Crotone nella provincia di Cosenza, a supporto delle squadre di Castrovillari e Corigliano Rossano. Per quanto riguarda il territorio regionale, sono stati effettuati o sono in via di espletamento (aggiornamento ore 18): 24 interventi di incendio vegetazione nella provincia di Cosenza, 12 interventi nella provincia di Catanzaro, 5 interventi nella provincia di Crotone, 4 interventi nella provincia di Vibo Valentia, 10 interventi nella provincia di Reggio Calabria. Oltre a questi, ci sono circa 90 interventi di soccorso tecnico di vario genere, a testimonianza dell’impegno e della prontezza dei vigili del fuoco.
La squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, distaccamento di Chiaravalle Centrale, è intervenuta dalle ore 21:45 circa di oggi per un grave incidente stradale verificatosi lungo la SS 713 “Trasversale delle Serre”, in prossimità dello svincolo per il comune di Argusto. Nell’incidente sono rimaste coinvolte due auto: una Fiat Panda e una Volkswagen Tiguan. Il bilancio dell’incidente è purtroppo grave: una donna ha perso la vita, mentre tre persone risultano ferite, di cui una in condizioni gravi. Quest’ultima è stata estratta dalle lamiere grazie all’intervento del personale Vigili del fuoco. Illesi, fortunatamente, due bambini presenti a bordo di uno dei veicoli.
I feriti sono stati affidati alle cure del personale sanitario del Suem 118 e successivamente trasportati in ambulanza nelle strutture ospedaliere di competenza. Sul posto presenti anche i Carabinieri per gli adempimenti di legge e per l’avvio degli accertamenti utili a ricostruire la dinamica del sinistro. Il tratto della Strada statale 713 interessato dall’incidente è attualmente chiuso al traffico per consentire le operazioni di soccorso. I Vigili del Fuoco hanno provveduto altresì a mettere in sicurezza i veicoli e l’area dell’impatto
Intervento di soccorso a persona nel Comune di Mormanno (CS)
Il Comando dei Vigili del Fuoco di Cosenza, su richiesta dell’Arma dei Carabinieri, è intervenuto questa mattina con la squadra del distaccamento di Castrovillari per un’operazione di soccorso a persone nel Comune di Mormanno (CS), in località Acqua della Pietra.
L’intervento si è reso necessario in seguito alla segnalazione della mancata rientrata di due escursionisti di nazionalità tedesca, partiti nella giornata di ieri e ospiti presso un agriturismo della zona. È stata rinvenuta la loro autovettura, elemento che ha permesso di restringere l’area di ricerca.
La Sala Operativa Regionale dei Vigili del Fuoco della Calabria ha attivato la procedura per l’intervento aereo, con l’invio dell’elicottero Drago VF62 del Reparto Volo di Lamezia Terme.
L’equipaggio elisoccorritore ha individuato e recuperato i due dispersi, che sono stati trovati in buone condizioni generali di salute. Successivamente, sono stati trasferiti nel punto di raccolta dove era presente la squadra di terra dei Vigili del Fuoco di Castrovillari.
È stata commemorata oggi, 7 giugno, a Squillace la figura del professore Armin Wolf, eminente studioso e docente universitario tedesco scomparso in Germania all’età di 90 anni lo scorso 26 aprile. Il professore Armin Wolf era molto legato alla città di Squillace, dove con la moglie Inge acquistò una casa e vi trascorreva diversi periodi dell’anno. Nel 2021, l’amministrazione comunale squillacese insignì Wolf della cittadinanza onoraria e lo individuò come presidente del Centro Studi sulla Prima Italia. Insegnò Storia all’Università, non solo in Germania, ma anche negli Stati Uniti e in Giappone, scrisse centinaia di pubblicazioni tradotte in nove lingue e dedicò la sua vita agli studi su Omero e su Ulisse. Le sue teorie, che hanno fatto il giro del mondo, sono contenute nel volume “Ulisse in Italia: Sicilia e Calabria negli occhi di Omero”, in cui si afferma che il viaggio di Ulisse verso Itaca fu reale e molti dei posti descritti non sono affatto fantastici. Nessuno prima aveva detto che la terra dei Feaci era in Calabria. Secondo Wolf, il tragitto percorso da Ulisse va da Lamezia, attraverso Tiriolo, da dove si vedono i due mari, come Omero descrive, fino alla Roccelletta, dove era l’antica Skylletion e da dove ripartì per Itaca. Wolf per questo era innamorato di Squillace, per le sue origini storiche, per le sue ineguagliabili bellezze paesaggistiche e per il suo clima. Nella sala consiliare del Comune, i rappresentanti delle amministrazioni di Squillace e Tiriolo (anche di questo Comune Wolf era cittadino onorario) lo hanno ricordato, alla presenza dei tre figli Halvor, Eli e Dorothea. Dopo i saluti dei sindaci di Squillace Enzo Zofrea, e Tiriolo Domenico Greco, il professore Salvatore Mongiardo si è soffermato sulla vita e sulle opere di Wolf. Lo hanno ricordato anche l’ex sindaco di Tiriolo Luigi Puccio, l’avvocato Martin Forsthoff, Enzo Cocerio, dell’associazione Teura, l’artista Pino Cerullo, che ha realizzato l’urna contenente le ceneri di Wolf e altri oggetti commemorativi in ceramica, l’ex assessore comunale squillacese Franco Caccia e il presidente del Consiglio comunale di Tiriolo Luigi Guzzo. Un commosso Halvor Wolf ha parlato a nome dei familiari. Nel pomeriggio, nel giardino della sua casa, nei pressi del castello di Squillace, i tre figli e tutti gli amici hanno preso parte al rito funebre, condividendo un altro momento di celebrazione della vita del professore Wolf. Carmela Commodaro
Nei giorni scorsi, militari del Servizio Centrale I.C.O. e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione al decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia, con cui è stato disposto il sequestro di n. 13 unità immobiliari, n. 1 appezzamento di terreno ed n. 1 ditta individuale, per un valore complessivo dicirca 2,7 milioni di euro, riconducibili ad un soggetto intraneo al gruppo mafioso “ARENA”, rientrante nella categoria dei soggetti connotati da “pericolosità sociale qualificata”, come previsto dal Decreto Legislativo n. 159/2011, in quanto indiziato di appartenere alle associazioni di cui all’articolo 416-bis c.p.. Il soggetto destinatario del provvedimento ablativo è stato coinvolto nel procedimento penale convenzionalmente denominato “Jonny”, che ha riguardato l’organizzazione mafiosa Arena operante ad Isola Capo Rizzuto (KR) nel periodo compreso tra il 2002 ed il 2019, ed è stato condannato, anche nel grado d’appello, per il reato di partecipazione ad associazione mafiosa. L’attività investigativa aveva ricostruito come le cosche crotonesi, in passato in conflitto tra loro, fossero addivenute ad una “pax mafiosa” per spartirsi le ingenti somme di denaro pubblico destinato all’accoglienza dei migranti attraverso le forniture, documentate anche con fatturazioni di comodo, al Centro Accoglienza “Sant’Anna” di Isola di Capo Rizzuto (KR). Dalle indagini compiute, peraltro, era emerso che il sodalizio aveva acquisito e mantenuto una “posizione dominante” nel settore della raccolta delle scommesse on-line, esercitata con modalità totalmente illecite, nonché del noleggio degli apparecchi per il gioco on-line. Il provvedimento è stato adottato dal Tribunale Ordinario di Catanzaro, sulla base delle articolate indagini economico – patrimoniali coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, eseguite dagli specialisti della Sezione Misure di Prevenzione – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Catanzaro e del Servizio Centrale I.C.O., che hanno palesato un’evidente sproporzione tra il valore dei beni nella disponibilità del proposto ed i redditi dichiarati e all’attività lavorativa. Gli accertamenti dei Finanzieri avevano già condotto all’emissione di analoghi provvedimenti ablativi, nei confronti di altri soggetti coinvolti nella medesima indagine, che hanno determinato il sequestro di ulteriori beni del valore di circa 2 milioni di euro. Il decreto di sequestro è stato disposto ai sensi dell’art. 20 del d.lgs. n. 159/2011, in attesa del contraddittorio che avrà luogo dinanzi al Tribunale Ordinario di Catanzaro – Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione nel procedimento di prevenzione, volto alla verifica della sussistenza dei presupposti per la confisca dei beni, che è ancora in corso.
L’associazione culturale “Calabria Jonio Tirreno” commenta le dichiarazioni del ministro Foti e analizza con l’Ai i dati demografici della provincia di Catanzaro: nel futuro prossimo, desertificazione e perdita di autonomia per molti comuni
Le recenti dichiarazioni del ministro Tommaso Foti, secondo cui il Sud Italia sarebbe vittima di una “desertificazione demografica irreversibile”, non sorprendono più nessuno. Anzi, secondo l’associazione culturale “Calabria Jonio Tirreno”, rappresentano una certificazione ufficiale di “una resa” che si consuma da almeno un quarto di secolo, tra promesse mancate e politiche incapaci di invertire la rotta. “Il declino demografico nella provincia di Catanzaro è, infatti, sotto gli occhi di tutti” dichiara l’associazione, snocciolando dati: tra il 2001 e il 2023, la popolazione è passata da 369.134 a 340.659 abitanti, con un’emorragia di oltre 28.000 persone. Solo nel 2023, il calo è stato di 1.362 residenti. Un trend che coinvolge anche il capoluogo, Catanzaro, passato da quasi 95.000 abitanti nel 2003 a poco più di 84.000 oggi. “Ma se le città mostrano segni di sofferenza, nei piccoli comuni la situazione è al limite dell’allarme rosso” sottolinea il circolo culturale che mette sotto i riflettori le situazioni più critiche attraverso uno studio realizzato con strumenti di intelligenza artificiale (in particolare, Perplexity Pro). Ed ecco i numeri: Centrache, oggi con 350 abitanti, rischia di scendere sotto i 286 entro il 2035. Marcedusa da 369 a 301. Comuni come Argusto e Gagliato, attualmente a 423 abitanti, potrebbero perdere circa il 20% della popolazione nello stesso arco di tempo. E qui il nodo cruciale: la soglia sotto la quale un comune rischia di perdere l’autonomia amministrativa. Già entro dieci anni, Centrache e Marcedusa potrebbero essere costretti ad accorpamenti forzati, perdendo la loro identità amministrativa. E non sono soli: entro il 2045, altri 16 comuni della provincia catanzarese potrebbero subire la stessa sorte. “In uno scenario a 50 anni, l’estinzione funzionale diventa concreta” le considerazioni della nota. Non solo per l’impossibilità di mantenere servizi essenziali, ma per “la progressiva scomparsa della vita comunitaria stessa”. “Parlare oggi di irreversibilità è un comodo alibi per giustificare il disimpegno dello Stato – denuncia l’associazione “Calabria Jonio Tirreno”. – Ma questo fenomeno non è un destino. È il frutto di 25 anni di politiche scollegate dalla realtà dei territori”. La desertificazione riguarda anche centri più grandi: Catanzaro, con una media di 500-700 abitanti persi ogni anno, rischia di scendere sotto i 75.000 entro vent’anni. A livello provinciale, si prevede una perdita di 30.000-40.000 residenti entro il 2050. In questa cornice di abbandono e numeri impietosi, l’appello dell’associazione è chiaro: “Non servono convegni, ma misure strutturali, visione e il coraggio di investire davvero nelle aree interne. O il Sud finirà per diventare solo una categoria statistica da raccontare nei report dell’Istat”.
Il movimento civico “Radici e Ali” denuncia episodi gravi: il sindaco Donato si appella ai carabinieri per sequestrare un cellulare e nei verbali scompaiono alterchi e interventi non autorizzati. “Si è passati dalla promessa di consigli aperti alla censura”
“Dov’è finita la trasparenza e la normale dialettica politica? A Chiaravalle è morta”. È la denuncia forte e circostanziata del movimento civico Radici e Ali, che ha come proprio riferimento consiliare Claudio Foti, all’indomani dell’ultima seduta del Consiglio comunale, che ha visto nuovi momenti di tensione istituzionale e, secondo il movimento, l’ennesima dimostrazione di “un clima poco sereno e per nulla democratico”. Il comunicato diffuso dal gruppo prende spunto da due episodi precisi. Il primo riguarda un fatto senza precedenti: “Il sindaco Donato, con un intervento ancora una volta sopra le righe, ha richiesto l’intervento dei carabinieri per far sequestrare il cellulare a un cittadino – peraltro ex amministratore – presente tra il pubblico, accusandolo di stare registrando l’audio della seduta consiliare”. “Una reazione spropositata” e, secondo “Radici e Ali”, “giuridicamente infondata, poiché “solo l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro di un dispositivo che contiene dati personali, non certo il sindaco di Chiaravalle”. Ma non è solo questo episodio a indignare. Il movimento ricorda infatti un altro caso emblematico: “La seduta consiliare in cui il sindaco Donato, dopo un acceso alterco con il consigliere Foti, venne portato fuori dall’aula, visibilmente alterato”. Il fatto, tuttavia, “non compare mai” nei verbali ufficiali di quella seduta: nessun riferimento, fatto gravissimo, all’intervento di “soggetti estranei all’aula” con quella seduta ancora aperta, nessuna menzione “delle urla e degli schiamazzi” di questi soggetti estranei al consiglio, solo un generico cenno a “contestazioni” e a una “sospensione della seduta”. “Il problema – sottolinea Radici e Ali – è tanto l’accaduto, quanto la sua sistematica omissione nei documenti ufficiali, che dovrebbero invece riflettere fedelmente quanto avviene in aula”. Da qui l’interrogativo amaro: “Verrà omesso anche stavolta l’intervento del sindaco contro il cittadino presente tra il pubblico?”. La conclusione del movimento è carica di amarezza: “Dopo anni di riprese televisive integrali per garantire trasparenza e partecipazione, siamo sprofondati nell’oscurantismo e nella censura». Una deriva che interroga l’intera comunità: “Che fine ha fatto il principio di trasparenza sbandierato nel programma elettorale della maggioranza?”.
“Il Comune chiude con un avanzo fittizio, ma i conti reali parlano chiaro”. Infine un’apertura al sindaco: “Scriviamo insieme ai magistrati contabili per verificare la regolarità delle scelte fatte”
Un numero che pesa come un macigno: meno 3.158.539,89 euro. È questo, secondo il consigliere comunale d’opposizione ed ex assessore Claudio Foti, il disavanzo reale con cui il Comune di Chiaravalle Centrale avrebbe dovuto chiudere il Rendiconto 2024, se fossero stati rispettati “gli obblighi normativi ed i principi di veridicità contabile”. E invece, nel documento approvato dalla maggioranza lo scorso 5 giugno, compare addirittura un avanzo libero di 78.762,94 euro, definito da Foti “artificiale, costruito su omissioni gravi, accantonamenti sottostimati e dati nascosti”.
La relazione del consigliere, dura e articolata, non si limita a una contrapposizione politica: si presenta come una requisitoria dettagliata, supportata da riferimenti normativi, rilievi del revisore dei conti, documenti protocollati e note della Prefettura.
“Non siamo di fronte a semplici scelte interpretative – ha detto Foti, accusando direttamente il sindaco Domenico Donato – ma a un disegno politico consapevole, che rimuove la realtà per sostenere una narrazione illusoria di stabilità”.
Tra le criticità sollevate dal consigliere emergono alcuni punti centrali:
Fondo Anticipazione di Liquidità (FAL): secondo Foti, l’amministrazione ha applicato indebitamente una norma destinata agli enti in dissesto (chiuso formalmente nel 2022), omettendo di accantonare oltre 3,1 milioni di euro di debito verso la Cassa Depositi e Prestiti. Fondo Contenzioso: tre cifre diverse: 298.700 euro indicati dal revisore, 410.542,35 euro nella relazione interna del Segretario Comunale (rilasciata solo dopo sollecito della Prefettura il 30 maggio), e 303.700 euro nel prospetto ufficiale. “Nessuna delle cifre – denuncia Foti – è supportata da una documentazione trasparente e dettagliata”. Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità: accantonati 853.995,42 euro “senza un solo allegato analitico, né criteri di valutazione”. Un numero imposto, dice Foti, “come verità assoluta, priva di fondamento dimostrabile”. Residui e gestione dell’ex dissesto: nel rendiconto 2024 non vi è traccia di 2,2 milioni di debiti non transati e oltre 2,9 milioni di residui attivi lasciati dall’Organismo Straordinario di Liquidazione. Inoltre, 49.327 euro della liquidità trasferita dall’OSL risulterebbero “spariti senza giustificazione documentale”. Debiti fuori bilancio mascherati: oltre 500.000 euro per spese certe su energia elettrica e gas non appaiono in bilancio né come residui né come debiti. “Semplicemente cancellati – ha detto Foti – per non disturbare l’equilibrio apparente”. Foti parla apertamente di una regia politica che avrebbe costruito “un bilancio non veritiero, dove ciò che non conviene… scompare”. Parla di “falsificazione della rappresentazione contabile”, di uso improprio dei fondi vincolati, soprattutto per coprire spese ordinarie come acqua e rifiuti, e di una cultura della legalità tradita nei fatti. “Si esige rigore dai cittadini – ha affermato – fino al blocco amministrativo dei veicoli per le tasse non pagate, ma poi si piegano le norme per convenienza politica”.
Nella parte finale del suo intervento, Foti ha rilanciato il proprio ruolo propositivo: “Non mi limito a dire no. Offro la mia disponibilità leale e concreta per aiutare questa comunità a uscire dal pantano in cui è stata trascinata. Ma solo se si torna a dire la verità”. Poi, rivolgendosi direttamente al sindaco Donato, ha lanciato una proposta chiara: inviare una lettera congiunta alla Corte dei Conti o al Ministero dell’Interno per chiarire, con i magistrati contabili, la regolarità delle scelte fatte. Il sindaco – ha riferito Foti – “ha preso tempo”, rinviando ogni decisione alla prossima settimana.
Foti ha chiuso il suo intervento con una frase che è insieme accusa e monito: “Questa non è più una questione tecnica. È una questione politica. Etica. Morale.” E citando Orwell, Lincoln e Camilleri ha ricordato che la verità, anche se nascosta, prima o poi presenta il conto. “Voto contro. Con fermezza, con coscienza, con dignità. Perché il tempo del silenzio è finito”. Un silenzio, conclude, che “oggi pesa non solo sui numeri, ma sulla credibilità stessa delle istituzioni”.