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Il Questore di Catanzaro sospende la licenza di una nota discoteca sita sul lungomare di Soverato

Nel pomeriggio di ieri personale della Squadra di Polizia Amministrativa della Questura di Catanzaro, congiuntamente a militari della Compagnia Carabinieri di Soverato, ha notificato il provvedimento del Questore, adottato ai sensi dell’art. 100 del T.U.L.P.S., al titolare della licenza di un esercizio pubblico, ubicato sul lungomare di Soverato. Il provvedimento di sospensione, della durata di 10 giorni, è frutto di una intensa attività di verifiche, effettuata nelle ultime settimane da parte della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, con controlli ravvicinati – culminata con l’ultimo intervento effettuato il 3 agosto allorquando due minori di anni 18 venivano ricoverati rispettivamente presso i nosocomi di Catanzaro e di Soverato in condizioni di “intossicazione acuta da alcool”, a seguito della somministrazione di bevande alcoliche da parte del locale de quo. All’esito di tali accertamenti, è emerso che il pubblico esercizio, in tre diverse circostanze, si è reso responsabile di aver agevolato, favorito, facilitato la somministrazione di bevande alcooliche fuori dagli orari consentiti in spregio alle normative vigenti, e la vendita e la somministrazione di bevande alcooliche ai minori di anni 18, ma maggiori di anni 16. Per tali fatti, il titolare del pubblico esercizio è stato deferito all’A.G. per aver somministrato bevande alcoliche a persone in stato di manifesta ubriachezza (art. 691 C.P.) e sanzionato amministrativamente per aver somministrato bevande alcoliche a minori di anni 18 ma maggiori di anni 16 e per aver somministrato bevande alcoliche oltre l’orario consentito dalla legge (ore 03.00). Tali accertamenti, effettuati in un breve lasso di tempo, hanno concorso a definire, pertanto, una situazione attuale e concreta di pericolosità per l’ordine e la sicurezza pubblica. La finalità del provvedimento del Questore di Catanzaro non è quella di sanzionare la soggettiva condotta del gestore del pubblico esercizio ma quella precipua di impedire, attraverso la temporanea chiusura del locale, il protrarsi di una situazione di pericolosità sociale, ragion per cui si ha riguardo esclusivamente all’obiettiva esigenza di tutelare l’ordine e la sicurezza con l’art. 100 del T.U.L.P.S. Si tratta di un provvedimento a garanzia dell’ordine e della sicurezza dei cittadini e delle numerose famiglie di turisti presenti in questo periodo nella rinomata località balneare, che ha altresì la funzione di produrre un effetto dissuasivo su soggetti che hanno reiterato condotte dannose per la salute dei cittadini particolarmente vulnerabili quali sono i minori di anni 18. Il Questore, con l’art.100 TULPS, può sospendere la licenza di un esercizio pubblico, non solo nel caso in cui si siano verificati gravi disordini, ma anche qualora, come nella fattispecie, il locale si sia prestato a divenire luogo in cui i precetti normativi che fanno divieto assoluto di somministrazione e vendita di bevande alcooliche a minori, abbiano trovato facile elusione e consapevole aggiramento. A seguito delle operazioni il Prefetto Castrese De Rosa ha dichiarato: “abbiamo messo in campo strumenti pattizi importanti e risorse aggiuntive con i rinforzi estivi per un’estate sicura e per incentivare il sano divertimento, senza eccessi, rispettando le regole ed i divieti tra cui quello di somministrare alcolici ai minorenni. Chi le rispetta ha tutto da guadagnare con una sorta di “bollino blu”, chi le trasgredisce soggiace alle sanzioni e saremo inflessibili. Per questo ringrazio il Questore Linares e tutte le forze di Polizia per gli interventi di vigilanza e controllo predisposti sia lungo le arterie che e nei confronti degli esercizi pubblici. La vita umana va sempre tutelata specie dei minori e dobbiamo fare tutti fronte comune per contrastare le illegalità e le forme di concorrenza sleale”.

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 San Floro, arrestato un 35enne per il reato di incendio boschivo

In data 6 agosto 2025, in San Floro (CZ), i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Catanzaro, nell’ambito di consueto servizio di controllo del territorio, hanno arrestato in flagranza del reato di incendio boschivo un 35enne di origini straniere. L’uomo, bracciante agricolo, è stato sorpreso dai carabinieri mentre appiccava il fuoco in un’area rurale di quel comune, caratterizzata dalla presenza di macchia mediterranea e querce secolari, ed all’arrivo della pattuglia, avrebbe anche tentato invano di allontanarsi a bordo della propria bicicletta, disfacendosi dell’accendino in suo possesso, prontamente recuperato tra la vegetazione e sottoposto a sequestro. Il pronto intervento dei militari dell’Arma e le successive operazioni di spegnimento da parte dei Vigili del Fuoco hanno scongiurato più gravi conseguenze, anche in considerazione del forte vento, limitando l’estensione dell’incendio a circa un ettaro e mezzo di vegetazione. All’esito degli accertamenti, la persona è stata tratta in arresto in flagranza di reato per l’ipotesi di incendio boschivo e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sottoposta alla misura degli arresti domiciliari. In sede di udienza di convalida tenutasi in data odierna, il Giudice ha applicato misura cautelare degli arresti domiciliari. Il procedimento penale è tuttora pendente nella fase delle indagini preliminari.

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Palermiti, con “Sparti” si rigenera artisticamente il centro storico

Successo a Palermiti per la quinta edizione di “Sparti”, il festival di street art che ogni estate trasforma il borgo in una galleria a cielo aperto. L’obiettivo è quello di distribuire arte all’interno del centro storico del paese per rigenerare spazi oramai poco utilizzati. Prese di mira soprattutto le serrande: quelle lungo via G. Pepe sono diventate le nuove tele urbane che hanno accolto le visioni di Simonluca Spadanuda, Francesco Gabriele, Briell, Bee e Bislak (nome d’arte di Marco Ronda), fondatore e cuore pulsante del progetto. “Sparti” è nato nel 2021 proprio dall’idea di Marco Ronda, portando avanti la missione di “spartire” arte; distribuire bellezza, creatività e rigenerazione nei luoghi spesso dimenticati del centro storico. Con il contributo del Comune di Palermiti, il sostegno degli sponsor Guglielmo e Fondazione Carical e con la collaborazione dell’associazione PietraElisa, il festival è cresciuto coinvolgendo talenti da ogni angolo d’Italia. Fino ad oggi, Sparti ha dato vita a 27 opere d’arte permanenti su serranda. Il gran finale si è tenuto il 5 agosto, presenti il sindaco Domenico Emanuele e l’amministrazione locale, con la presentazione ufficiale delle nuove opere e una passeggiata artistica, guidata da Bislak, tra colori, storie e paesaggi urbani rigenerati nel centro storico di Palermiti.
Carmela Commodaro

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Villaggio Mancuso, convegno sulle emergenze silane il 9 agosto in loc. Monaco

Il delicato ecosistema Silano, con i suoi equilibri precari e le sue prime strutture abitative in legno,  va conosciuto e protetto. Villaggi caratteristici, laghi, boschi, sono un grande
patrimonio che va gestito e valorizzato. Ne discutono giorno 9 agosto a Villaggio Mancuso alcune associazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla  necessità di tutelare questi beni,
che oggi costituiscono delle attrattive,  come Cineteca della Calabria, Italia Nostra e
ASD Calabriando. Nei laghi silani la storia della elettrificazione della Calabria. La SME avviò immediatamente i lavori per la costruzione del lago Ampollino che terminarono nel 1927. Fu poi la volta del lago Arvo, realizzato tra il 1927 e il 1932, collegato al lago Ampollino mediante una condotta in galleria ed infine, nel 1951, quella del lago di Cecita, il più grande
serbatoio idrico della regione (121 milioni di metri cubi) ottenuto con lo sbarramento del fiume Mucone. Oggi questi invasi costituiscono non solo dei grandi serbatoi d’acqua, ma degli ecosistemi con fauna e flora e importanti beni paesaggistici. Il villaggio Mancuso nasce da un progetto di Eugenio Mancuso, proprietario di alcune segherie, che a seguito della
crisi economica del 1929 richiama sul territorio decine di manovali e falegnami di Belluno. L’obiettivo era quello di utilizzare il legno per costruire case e baite ed evitare che il materiale potesse essere sprecato. L’Albergo delle
Fate, costruito interamente in legno negli Anni ‘30,  è stato dichiarato nel 2007 monumento storico nazionale  di notevole interesse
architettonico. Oggi è un bene del Fai. L’architettura tende a coniugare estetica, funzionalità e sostenibilità, mentre negli interni è possibile ammirare le pareti rivestite di stoffa realizzate dagli artigiani di Longobucco e San Giovanni in Fiore. Se ne discuterà nel Convegno a Monaco di Villaggio Mancuso, il 9 Agosto 2025, ore 18,00, presso il Centro Natura-
Sala Tommaso Bianchi: Emergenze Silane : Paesaggio/Laghi/Foreste/Villaggi,
Conoscerli per Tutelarli. Saluto: Nicola Cucci  comandante del Reparto Carabinieri
Biodiversità Catanzaro; partecipano Elena Bova, Aldo Ventrice, Marisa
Gigliotti, Riccardo Elia, Eugenio Occhini,
Felice Izzi. Introduce e modera Eugenio Attanasio. Il fondatore e presidente del Premio Mar Jonio, Luigi Stanizzi, coglie l’occasione per sottolineare l’importanza fondamentale della tutela della Sila, che deve maggiormente promossa fra i vacanzieri residenti nelle zone marine. La cittadinanza e i turisti sono invitati a
partecipare e intervenire al convegno di Villaggio Mancuso.
 

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Cropani, “Piccantissima Sera”, martedì la diciassettesima edizione sul lungomare

Martedì 12 agosto, ore 19,30, il lungomare di Cropani si trasformerà in un vero palcoscenico di musica e divertimento con la 17ª edizione della “Piccantissima Sera”. L’evento, organizzato dalla Pro Loco di Cropani in collaborazione con il GAL Dei DUE MARI, a valere su PSR Calabria 2014/2022 – Misura 19.3 Progetto “Terre di Calabria” – CUP: J49E1900156000, promette una serata all’insegna del buon cibo e della musica dal vivo, con l’esibizione di gruppi musicali. La Piccantissima sera, rappresenta un importante appuntamento per la promozione del territorio e la sua crescita culturale e turistica.
I cittadini e i turisti sono invitati a partecipare a questa serata che offrirà panini, birra e musica per tutte le età. Data: 12 agosto, ore 19:30, luogo secondo Piazzale Lungomare, Cropani Marina La Pro Loco di Cropani invita tutti a partecipare a questa serata estiva, per vivere momenti di divertimento e aggregazione.

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Montauro, tra intelligenze e paesaggi interiori: il pensiero si fa incontro al Giardino Epicureo

Il primo evento “Off” del Sonàti Vicìnu ha riunito Francesco Denaro, Massimiliano Capalbo e Francesco Pungitore in un dialogo tra natura, tecnologia e umanesimo nella suggestiva cornice del Giardino Epicureo

Un confronto autentico, un intreccio di visioni, un invito gentile al pensiero lento. È questo il senso più profondo dell’incontro che si è tenuto nella straordinaria cornice del Giardino Epicureo di Montauro, primo evento “Off” del festival culturale Sonàti Vicìnu, giunto alla sua nona edizione. Protagonisti della serata, due voci capaci di aprire spazi di riflessione nuovi e necessari: Massimiliano Capalbo, imprenditore visionario e custode di questo giardino filosofico che è anche luogo fisico e spirituale di cura del pensiero, e Francesco Pungitore, docente, giornalista e formatore, da anni impegnato nell’esplorazione dell’intelligenza artificiale con sguardo umanistico. Nel cuore del dibattito, animato da Francesco Denaro, l’Intelligenza Artificiale, ma non solo. Pungitore, attraverso una narrazione densa e appassionata, ha tracciato una mappa culturale che incrocia filosofia, psicologia, storia e tecniche di comunicazione, ricordando come l’IA non sia né salvezza né minaccia, ma uno strumento da comprendere, studiare e utilizzare consapevolmente, evitando derive dogmatiche e accogliendo invece la complessità del nostro tempo. “Dove molti vedono muri – ha detto – io credo si possano aprire porte. L’IA può aiutarci, ma solo se unita alla sensibilità umana, alla coscienza, alla responsabilità”. Una riflessione arricchita da esempi concreti, applicazioni virtuose nei settori dell’ambiente, della medicina, dell’istruzione, ma anche da richiami etici e culturali: l’IA va guidata con valori umani, perché non è neutra, riflette i nostri dati, i nostri bias, le nostre scelte. Ma la serata è stata anche e soprattutto un’esperienza collettiva, immersa nella bellezza sobria e potente del Giardino Epicureo, curato in ogni dettaglio con amore e visione. Qui, tra alberi, sentieri, pietre e luci calde, la tecnologia ha incontrato la natura, e il pensiero ha trovato casa. “Abbiamo bisogno di luoghi in cui il pensiero possa tornare a respirare, dove natura e cultura si sostengano a vicenda – ha dichiarato Massimiliano Capalbo, ideatore del Giardino Epicureo – e questo giardino vuole essere proprio questo: un invito alla riflessione lenta, condivisa, autentica”. A chiudere l’incontro, una convivialità genuina, fatta di parole semplici, risate, abbracci e brindisi, in un clima di amicizia autentica e leggerezza pensosa. A sorpresa, anche una volpe si è affacciata tra i partecipanti, come presenza silenziosa di quel genius loci che sembra abitare questo luogo speciale. Il progetto Sonàti Vicìnu continua ora il suo percorso con l’edizione principale in programma dal 16 al 18 agosto a San Vito sullo Ionio (CZ), dal titolo “900. Volti e risvolti di un secolo”. Un nuovo viaggio tra storie, idee, memoria e futuro, nella convinzione – più che mai attuale – che solo il pensiero condiviso può generare comunità.

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Sellia Marina, l’ultimo saluto del Grande Ufficiale della Repubblica Italiana Giuseppe Procopio al suo storico dipendente mastro Ciccio Iannelli

Datore di lavoro e dipendente, per decenni insieme, legati da costante stima reciproca anche molto tempo dopo il pensionamento. Poi la fine, inevitabile. Il Grande Ufficiale della Repubblica Italiana, Cav. Giuseppe Procopio, ha dato l’estremo saluto al suo storico dipendente Francesco Iannelli, per tutti “mastro Ciccio”, falegname, morto a 90 anni, a Sellia Marina. I funerali si sono tenuti nella chiesa Stella Maris, eretta proprio dalla famiglia Procopio. Da quando il Cav. Giuseppe Procopio ha iniziato a trattare mobili, il falegname ha lavorato con lui per montaggi, riparazioni, trasporto. “Una persona onestissima e stimatissima da tutti”, ha detto ad alta voce il Grande Ufficiale Procopio, baciando la bara ai piedi dell’altare, accompagnato dalla moglie Antonietta Ceravolo, nella chiesa gremita da amici e parenti del defunto, fra cui i figli Giovanni, Roberto e Alessandro. Hanno celebrato i parroci di Sellia Marina Don Giuseppe Cosentino e Don Raffaele Rimotti, e Don Sergio Iacopetta parroco dell’Immacolata di Catanzaro. Il rito è stato animato dal tenore Amerigo Marino. A fine cerimonia il Cavaliere Giuseppe Procopio, di veneranda età, è stato invitato a dare il suo ultimo saluto all’amico ex dipendente per tantissimi anni. “Mastro Ciccio – ha detto fra le lacrime Procopio – era uno dei primi operai. Mi ha voluto bene, era una persona infinita, educata, rispettosa. Io che giro il mondo ne ho visti pochi come lui. Per affetto, bontà, un grande professionista. Io sono nato a Sellia Marina figlio di un grande calzolaio, i miei nonni tutti dediti al lavoro. Voglio bene a tutti Voi, va aiutato chi ha bisogno, io amo Sellia Marina e faccio cose buone e utili per il mio paese, il paese di Ciccio Iannelli che ricorderò per sempre…” Grande commozione. Un rapporto di affetto sincero, di vera amicizia, durato una vita, molto al di là di quello contrattuale, lavorativo. Senza barriere inutilmente rigide fra datore di lavoro e dipendente. Mastro Ciccio era un uomo dedito al lavoro e alla famiglia. Mentre il feretro veniva a compagnato fuori, il Grande Ufficiale Giuseppe Procopio e la cara moglie Antonietta Ceravolo si sono seduti, affranti, al banco più vicino alla tomba del loro figlio Prof. Giovanni Procopio, sepolto proprio nella chiesa Stella Maris come concessione straordinaria in onore del papà, un imprenditore illuminato, uomo di fede e di cultura, generoso benefattore e filantropo. In questa chiesa quindi, padre e madre, accanto alle spoglie di Giovanni. Una sosta consueta per gli anziani, inconsolabili genitori, per salutare con un bacio alla fotografa e con una preghiera l’indimenticabile figlio Giovanni, scomparso improvvisamente a 50 anni; e questa volta le lacrime di dolore per il figlio si sono unite a quelle per mastro Ciccio Iannelli.

Luigi Stanizzi

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Vallefiorita, inaugurato il vecchio frantoio e la biblioteca multimediale

“Vallefiorita: città dell’olio e città che legge” è il titolo dell’interessante progetto varato dall’amministrazione comunale di Vallefiorita per un viaggio affascinante tra storia, cultura e identità agreste. Grazie ad un finanziamento regionale di 800 mila euro, si è potuto, fra l’altro, ristrutturare il vecchio frantoio di via Garibaldi e realizzare a pochi metri di distanza una biblioteca multimediale. Il sindaco Salvatore Megna lo ha spiegato nel corso di un evento svoltosi martedì scorso, alla presenza, fra gli altri, del prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa. Accolto in Municipio il rappresentante del Governo ha affermato che «saper coniugare le antiche tradizioni e le identità che appartengono ad una comunità con il progresso tecnologico come quello che si ritrova in una biblioteca multimediale denota visione e capacità di gestione amministrativa». Il prefetto ha aggiunto che «il vecchio frantoio, completamente ristrutturato, diventa luogo di incontri e di esposizione e ben si sposa con la biblioteca ad alta tecnologia». Vallefiorita è, peraltro, “città dell’olio” e da qualche anno anche “città che legge”, poiché l’amministrazione ha inteso puntare molto sulla cultura. De Rosa ha fatto visita al centro storico di Vallefiorita, soffermandosi nella chiesa matrice, dove, come sottolineato dal parroco don Salvatore Gallello, ha manifestato apprezzamento per la bellezza dei dipinti e delle opere custodite e per un momento di raccoglimento e di preghiera. A conclusione dell’evento, il professore Tito Truglia ha rievocato con racconti e aneddoti la vita contadina di un tempo. Ha illustrato lo sviluppo della produzione olearia in Calabria, a partire da alcune ricerche degli anni passati, in particolare dello storico Augusto Placanica e poi di Nicola Zitara. L’excursus ha messo in luce l’originaria provenienza greca della coltivazione dell’ulivo, che dopo alcune “pause di crescita” (nel periodo romano, e poi nella dominazione aragonese) è ripartita nel periodo bizantino e soprattutto nel periodo centrale del 1800, quando secondo alcuni studiosi, si è verificata una vera rivoluzione agricola incentrata sulla produzione olivicola che poi è stata depauperata dal governo piemontese dell’Italia unita. Come affermato da Truglia, a Vallefiorita il periodo d’oro della produzione dell’olio è stato negli anni ’50: crescita esponenziale dei frantoi (“troppiti” in dialetto), protagonismo “piccolo-aziendale” dei contadini, frantoi in parte ai mulini e ai palmenti. Ampia è stata la citazione poetica proposta, con il riferimento alle pubblicazioni di Franco Costabile. «La ristrutturazione esemplare dell’antico “troppito” – ha infine sostenuto Truglia – è un esperimento che deve avere continuità e partecipazione attiva, deve coinvolgere le scuole e i giovani con progetti che riescano ad interessare proponendo attività bastate sulla partecipazione creativa dei singoli».

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FILADELFIA, SITO ARCHEOLOGICO DI CASTELMONARDO: ALLA RISCOPERTA DI UN PASSATO DIMENTICATO

La prima campagna scavi è pronta a svelare i suoi segreti

FILADELFIA (VV) – 6 AGOSTO 2025 – Un’affascinante visita guidata sul sito archeologico di Castelmonardo ha segnato un momento cruciale per la comunità di Filadelfia e dei comuni limitrofi. L’evento, tenutosi domenica 3 agosto e organizzato dall’Istituzione Comunale di Castelmonardo in collaborazione con il Comune di Filadelfia, ha visto una vasta partecipazione di appassionati di storia e archeologia. L’iniziativa ha gettato le basi per una futura collaborazione con l’Associazione Archeoclub di Rombiolo, presente con una nutrita rappresentanza.
Dalla ricognizione agli scavi: il progetto Med2Mod
La visita è stata l’occasione per presentare i prossimi sviluppi del progetto di ricerca “Castelmonardo”, che rientra nel più ampio contenitore Med2Mod, focalizzato sulla transizione tra Medioevo ed Età Moderna. Dopo i saluti istituzionali del sindaco, avv. Anna Bartucca, e del presidente dell’Istituzione, prof. Giuseppe Serraino, sono intervenuti il prof. Carlo Citter, direttore scientifico del progetto, e la dott.ssa Assunta Campi, responsabile di scavo, entrambi dell’Università degli Studi di Siena. Hanno illustrato i risultati della campagna di ricognizione del 2024 e annunciato l’imminente inizio della prima campagna di scavi archeologici, che interesserà l’area della rocca.
L’obiettivo principale delle operazioni di scavo sarà quello di ricostruire le dinamiche insediative che hanno caratterizzato il sito nel corso dei secoli, prima del suo abbandono in seguito al terremoto del 1783.
Coinvolgimento della comunità e prospettive future
Oltre agli scavi, il team di ricerca si impegnerà in una serie di attività volte a coinvolgere attivamente la popolazione locale e le scuole del territorio, garantendo una presenza costante per valorizzare il patrimonio storico di Castelmonardo.
La sindaca Anna Bartucca ha espresso grande soddisfazione per l’avvio del progetto e del rapporto di collaborazione con l’Università di Siena: «Dopo tanto tempo si inizia a dare la giusta rilevanza al sito. È un progetto ambizioso, ma sono sicura porterà risultati positivi, facendo conoscere il sito anche al di fuori delle mura cittadine. Tra gli altri, un grazie per l’apprezzamento del Gruppo Archeologico di Rombiolo, con in testa la sindaca Caterina Contartese». Il progetto Castelmonardo nasce dalla collaborazione tra il Comune di Filadelfia, l’Università di Siena, la Soprintendenza Archeologica di Reggio Calabria, la Provincia di Vibo Valentia e l’Istituzione comunale Castelmonardo.

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GdiF REGGIO CALABRIA: APPLICATI L’AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA E IL CONTROLLO GIUDIZIARIO NEI CONFRONTI DI 20 IMPRESE A RISCHIO D’INFILTRAZIONE MAFIOSA.

l Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha dato esecuzione a 20 provvedimenti di applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali dell’“amministrazione giudiziaria” e del “controllo giudiziario” nei confronti di altrettante imprese a rischio d’infiltrazione di matrice ‘ndranghetista, operanti sul territorio della provincia reggina. I provvedimenti in argomento, emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, costituiscono l’esito di un’articolata attività istruttoria che si basa anche sulle risultanze investigative acquisite nel corso delle indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia. L’applicazione di tali misure di prevenzione (alternative ai più radicali provvedimenti di sequestro e confisca) è finalizzata a garantire, da una parte, la continuità dell’attività d’impresa e, dall’altra, la salvaguardia della correlata operatività del medesimo soggetto economico. L’”amministrazione giudiziaria” e il “controllo giudiziario”, infatti, attraverso un’attività di vigilanza preventiva, mirano alla bonifica e al recupero delle società esposte al rischio di asservimento alle iniziative della criminalità organizzata, nell’ottica del loro successivo reinserimento nel tessuto economico legale. In tale contesto, l’Autorità Giudiziaria reggina, sulla base del compendio degli elementi info-investigativi emersi nel corso degli specifici riscontri investigativi posti in essere, ha rilevato la sussistenza del pericolo di infiltrazione mafiosa sul conto delle società destinatarie dei provvedimenti eseguiti, le quali, in precedenza, erano state colpite da informazioni antimafia a carattere interdittivo emesse dalla locale Autorità di Governo. Si tratta, in specie, di attività imprenditoriali che sono attive in diversi settori economici e segmenti di mercato (dalle costruzioni all’agricolo, dalla ristorazione alla gestione di stabilimenti balneari, dall’agroalimentare alla logistica, dai giochi ai trasporti, ecc.) e il cui valore complessivo, in termini di volume d’affari, è superiore a 25 milioni di euro. Più nel dettaglio, sulla base di quanto emerso dalle verifiche e dagli approfondimenti investigativi eseguiti dai militari del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria e dall’esame delle informazioni antimafia a carattere interdittivo emesse dalla Prefettura di Reggio Calabria, tale pericolo di contaminazione scaturiva, talvolta, dall’esistenza di rapporti di parentela dei titolari o degli amministratori delle aziende destinatarie dei provvedimenti in parola con soggetti appartenenti a cosche mafiose, mentre, in altri casi, il rischio d’infiltrazione nasceva da cointeressenze e rapporti occasionali con esponenti della ‘ndrangheta, al fine di favorirne l’infiltrazione nel tessuto economico del territorio, ottenendo, in cambio, favori e agevolazioni. Pertanto, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto l’applicazione delle predette misure al fine di avviare un percorso di bonifica e di reinserimento delle citate imprese nell’alveo dell’economia legale. L’attività di servizio in rassegna, conferma l’impegno della Guardia di Finanza e dall’Autorità Giudiziaria reggina, che è rivolto non solo all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati dalle consorterie criminali di stampo mafioso, ma anche al recupero delle imprese esposte al rischio di infiltrazione ‘ndranghetistica attraverso l’applicazione di istituti alternativi al sequestro o alla confisca, mirando, ove ne ricorrano i presupposti, al recupero e alla successiva restituzione dell’azienda al suo titolare.

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