ROMA (ITALPRESS) – E’ morto Pippo Baudo. All’età di 89 anni si è spento a Roma il conduttore televisivo, autore televisivo e conduttore radiofonico italiano. All’anagrafe Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, detto Pippo, era nato a Militello in Val di Catania il 7 giugno del 1936. Tra i presentatori più conosciuti della televisione italiana, aveva esordito nei primi anni sessanta ed è stato uno dei volti più importanti della Rai. – foto Ipa agency – (ITALPRESS).
Squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Catanzaro sono intervenute questo pomeriggio in via della Solidarietà, nel quartiere S. Maria, per un incendio che ha interessato alcune villette a schiera. Le fiamme, partite da una delle abitazioni, si sono propagate rapidamente coinvolgendo altre due villette adiacenti. Fortunatamente non si registrano feriti, ma i danni alle strutture risultano consistenti. Sul posto sono impegnate oltre 15 unità dei Vigili del Fuoco con tre squadre operative e un’autoscala, che stanno lavorando per domare l’incendio e mettere in sicurezza l’area.
Un tripudio di musica e balli che ha vivacizzato il centro storico. Si può sintetizzare così l’evento che il 13 e il 14 agosto scorsi si è svolto a Squillace, in piazza Castello. “Tarantella al borgo. Mangia, sona e balla” è stato il titolo della manifestazione organizzata dall’amministrazione comunale squillacese nell’ambito del cartellone degli eventi estivi “Squillace in festa”. “Antonio Grosso & About Tarantella” è stato il primo gruppo che animato la serata del 13 agosto, riscuotendo subito un grande successo di pubblico. Stessi consensi ottenuti dai Parafonè nella seconda serata, quella del 14. Tutti a danzare nella grande piazza ai piedi del castello normanno con le sonorità tradizionali e la musica etnica. L’evento ha visto una partecipazione entusiastica di cittadini e di turisti, permettendo di far riscoprire le tradizioni musicali e coreutiche della Calabria. «Squillace – ha affermato il sindaco Enzo Zofrea – ha ballato di gioia. Tra musica, canti e sorrisi, la piazza si è riempita di magia. Grazie a tutti per aver portato la voglia di ballare; il resto lo ha messo Squillace». La tarantella ha acceso la notte di Squillace, con la musica che vibrava, i sapori autentici e le danze sotto le stelle tra le mura antiche del castello. E la gente, respirando le tradizioni, si è lasciata travolgere dal ritmo. A fare da apripista ai concerti anche i Giganti di Taurianova che hanno allietato le vie del centro storico nel pomeriggio. Ed inoltre hanno funzionato gli stand gastronomici e le bancarelle del mercatino collocate sulla via che conduce a piazza Castello. Il vicesindaco Tommaso Cristofaro, che ha anche la delega allo spettacolo, ha espresso un grande «ringraziamento a tutti gli operatori che hanno lavorato per la riuscita della manifestazione, ma soprattutto ai partecipanti per aver reso possibile questo evento indimenticabile». «Squillace – ha rilevato dal canto suo l’assessore comunale al Turismo Natascia Mellace – ha ballato di vita. Sono state due serate di puro divertimento che hanno attratto nel nostro borgo centinaia di visitatori e turisti». Carmela Commodaro
Memorial intitolato a Simone Carabetta. Si è svolto a Squillace per ricordare la figura del giovane squillacese Simone scomparso nel 2005 a soli 25 anni in seguito ad una malattia. E quello di quest’anno è stato un anniversario importante, ricorrendo i 20 anni dalla sua dipartita. L’associazione “Amici di Simone Carabetta” ha organizzato un torneo di calcio. L’entusiasmo dell’evento è sempre uguale perché di fondo vi è l’idea di ricordare il giovane Simone che, seppure strappato troppo presto alla vita, ha lasciato in chi lo ha conosciuto l’imperituro ricordo della sua nobiltà d’animo e dei valori di altruismo e di pace. All’edizione di quest’anno hanno preso parte 8 squadre: per il Girone A, Fiasco City, Quelli del mercoledì, Scorpions Boys e Us Frutti di bosco; per il Girone B, Us Lazzaretto, Nova Wood, Borgo di Cassiodoro e Luppolo e calcetto. Dopo la prima fase a gironi si sono giocate le semifinali e le finali. La vittoria del XX Memorial è andata alla squadra Nova Wood, capitanata da Giuseppe Alfieri. Le partite si sono giocate nel campo di calcetto di Squillace Lido. La premiazione si è svolta alla presenza dei familiari di Simone, con la consegna dei trofei alle prime tre classificate (Nova Wood, Fiasco City, Borgo di Cassiodoro), al miglior giocatore (Kevin Fregola) e al miglior portiere (Domenico Macrì) e una medaglia ricordo a tutti i partecipanti. Quest’anno il Memorial ha assunto un significato ancora più profondo come momento di testimonianza contro le guerre che continuano a insanguinare il mondo e un forte appello collettivo per la pace. Con questo proposito è stata giocata la Partita del Cuore, con il cuore rivolto a Simone e lo sguardo verso un mondo migliore. Nella cornice del torneo hanno trovato spazio anche i bambini, che hanno disputato una partita per la gioia di tutti, in particolare delle mamme, dei papà e degli accompagnatori accorsi per ammirare le gesta atletiche delle “piccole promesse” del calcio. L’associazione “Amici di Simone Carabetta” ha voluto anche ricordare, mediante la consegna di due targhe ai rispettivi familiari, le figure di Luigi Argirò e di Saverio Mungo, recentemente scomparsi, sempre vicini alle iniziative sportive realizzate dagli amici di Simone, favorendo la crescita fisica e spirituale dei giovani del luogo. Carmela Commodaro
Un caso di West Nile Virus a Borgia. Il Comune, attraverso il suo canale social, rende noto, infatti, che nella tarda serata di ferragosto l’Asp di Catanzaro ha comunicato la presenza di un caso accertato di virus West Nile nel territorio di Borgia. Occorre ricordare che la febbre West Nile è una malattia provocata dal virus West Nile, un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile, da cui prende il nome. I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare, più frequentemente del tipo Culex, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri. A seguito della segnalazione a Borgia, l’Asp effettua un intervento straordinario di disinfestazione sul territorio. Come informa il Comune di Borgia, «si tratta di un’azione prevista dal protocollo e aggiuntiva rispetto alle tre disinfestazioni già realizzate dal Comune il 28 maggio, il 27 giugno e il 31 luglio, a tutela della salute pubblica». Nel frattempo, è importante che ciascuno adotti alcune semplici misure di prevenzione: evitare ristagni d’acqua in sottovasi, secchi, grondaie e contenitori vari; coprire o svuotare frequentemente bidoni e serbatoi; cambiare spesso l’acqua di abbeveratoi e ciotole per animali; utilizzare zanzariere e repellenti personali, soprattutto nelle ore serali. Gli uffici comunali borgesi terranno aggiornati i cittadini sugli sviluppi e sulle ulteriori disposizioni che verranno comunicate dall’Asp. Intanto, al concittadino affetto dal virus viene augurata una pronta e completa guarigione. Carmela Commodaro
Nel giorno dedicato alla festa dell’Assunzione, nella basilica concattedrale di Squillace ha avuto luogo la concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace mons. Claudio Maniago. Quella dell’Assunta, a Squillace, che è una delle chiese più antiche a lei intitolata, è da sempre la festa più importante dell’anno, insieme a quella del patrono Sant’Agazio. Il 15 agosto era, infatti, il giorno in cui conveniva il clero della diocesi di Squillace per prestare l’ubbidienza al vescovo. In un’apposita cappella è esposta la statua della cosiddetta “Madonna dormiente”. L’arcivescovo ha aperto la sua omelia evidenziando l’eterna lotta tra bene e male in cui è coinvolto l’uomo. Ha sottolineato che la nostra vita è un continuo susseguirsi di momenti positivi e negativi, perché c’è la presenza del male. «Costantemente – ha affermato – siamo informati sul male che c’è nel mondo. Il male fa sempre notizia, c’è e fa tante vittime. La guerra è un male: miete vittime, uomini, donne, anziani, bambini. E se è certo che c’è il male, è altrettanto certo che c’è il Signore che è venuto in mezzo a noi per aiutarci in questa lotta, per insegnarci a vivere in questo mondo in cui c’è anche il male. Non siamo soli. Il Signore è presente in mezzo a noi». Mons. Maniago ha poi detto che esiste un progetto di Dio in cui noi dobbiamo fare la nostra parte; un progetto in cui emerge la figura di Maria, madre di Gesù. «Maria – ha aggiunto il presule – è colei che lotta con noi nel sacrificio che dobbiamo fare per costruire un mondo nuovo. Non ricorrere a lei, non richiedere il suo aiuto, sarebbe come camminare zoppi, rallentare la corsa. Lei sostiene il nostro cammino. Oggi, nella festa dell’Assunta, gioiamo con lei e per noi è l’occasione di purificare la nostra fede. La devozione verso Maria è forza per noi, perché lei fa parte del nostro cammino di fede e lei è un modello importante da seguire». L’arcivescovo ha poi indicato due binari da seguire e da percorrere da parte dei cristiani: la preghiera, per ringraziare Dio per ciò che ha fatto per noi, e l’esempio di Maria, il suo “sì” all’angelo e, quindi, a Dio. «L’incoerenza – ha concluso mons. Maniago – è uno dei peccati più gravi che abbiamo nel cuore. I valori da seguire sono l’amore, la fraternità, l’accoglienza. Solo così questa giornata di festa, nel cuore dell’estate, diventa una vera benedizione». Carmela Commodaro
“Il colore della mia anima” è il titolo della mostra personale del maestro Pino Panaia inaugurata mercoledì scorso nei locali della splendida Antica Fornace dei Conca, a Squillace Antica. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 23 agosto. Un viaggio lungo cinquant’anni tra luce, emozioni e memoria; un omaggio alla pittura impressionista, alla città di Squillace e alle persone amate. «Ho voluto dare un’anima alle mie opere attraverso il colore. Vorrei condividere con tutti questo percorso artistico e umano, fatto di ispirazioni sincere, affetti profondi e bellezza quotidiana. È una scommessa che ho fatto con me stesso: risvegliare capacità creative che da tempo giacevano sopite». A tagliare il nastro inaugurale, il sindaco di Squillace Enzo Zofrea, presente anche l’assessore comunale al Turismo Natascia Mellace. Il maestro Panaia coltiva il suo amore per l’impressionismo dal 1973 e da allora trasmette emozioni con accostamenti audaci, matericità e pennellate sincere. I suoi quadri nascono così: da ispirazioni profonde che guidano la sua mano fino a raggiungere ciò che la sua anima intende comunicare. È un linguaggio pittorico semplice, diretto, accessibile, che parla dell’artista, del suo amore per la città natale e per chi gli è stato vicino. «Un pensiero speciale – ha affermato Panaia – va a chi ha ispirato questo percorso: il professore Paolo Pancari Doria e il maestro Peppe Mercurio. E non posso non rivolgere il mio grazie più grande alla mia famiglia: a mia moglie, ai miei figli Ilaria e Vincenzo, agli amici e a tutte le persone che mi hanno amato, sostenuto e incoraggiato. Un pensiero pieno d’amore va anche a chi oggi non può vedere questa mostra con i propri occhi, ma che sicuramente la starà osservando da un luogo privilegiato, dal Paradiso». Carmela Commodaro
Tanti consensi da altrettanti visitatori per la mostra di pittura dell’artista squillacese Francesco Lioi. Splendida la location dell’esposizione: la “Sala dei guerrieri” del castello normanno di Squillace. Un vero e proprio viaggio nei colori, nei ricordi, nell’anima, che racconta la sua terra. I suoi quadri sono momenti di vita vissuta e rappresentano il profondo legame con la città di Squillace. Insomma, un momento d’arte fatto di autentiche emozioni. Il maestro Lioi ha un’esperienza tale da essere considerato protagonista della scena culturale calabrese. Nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il 2° premio Estemporanea “Città di Squillace”; premio “Tavolozza d’oro”; premio “Il pino d’oro”; premio nazionale Avis con medaglia d’argento. Di lui hanno scritto decine di riviste e giornali. Ha partecipato a mostre ed esposizioni a partire dal 1978 (Treviglio, in provincia di Bergamo). Il sogno di Francesco Lioi è quello di donare ai visitatori della sua personale momenti d’arte attraverso la rappresentazione di segmenti di vita. Lo stesso artista parla di emozioni ed è chiaro che le sue opere regalano sentimenti. L’assessore comunale al Turismo di Squillace Natascia Mellace, presentando la mostra di Lioi, ha affermato che «è un piacere, perché essa è sintesi di appartenenza, identità e condivisione culturale. Nel cuore di Squillace, città intrisa di storia e arte, il castello diventa voce del presente. Una voce che parla con il linguaggio dell’arte per non dimenticare, per custodire la memoria, per ispirare il futuro». Carmela Commodaro
Gira un articolo che paragona l’attesa al pronto soccorso locale a quella di Gaza. Un’immagine forte, volutamente scioccante, ma profondamente ingiusta. Non siamo in zona di guerra. Siamo sotto il sole d’agosto, in una cittadina che in estate quadruplica la sua popolazione e affronta, con risorse limitate, un carico sanitario straordinario. Le foto dell’articolo in questione, mostrano pazienti seduti per terra, appoggiati alle reti di cantiere. E allora? Se ci sono lavori in corso, è normale che ci siano reti di cantiere. Se ci sono centinaia di turisti e ogni paziente arriva con tre accompagnatori, è inevitabile che le sedie non bastino. Questo è un problema logistico, non un fallimento strutturale. Si menziona di un ortopedico assente, di un triage lento, di un ospedale “da campo”. Ma dove sono i dati in discussione? Dove le testimonianze verificate? Dove le prove che questa sia la norma e non (semmai fosse vero) un episodio isolato? Il reparto di ortopedia esiste e funziona. E se un medico non era disponibile in quel momento, è doveroso chiedersi: quanti ne sono rimasti dopo vent’anni di tagli e chiusure ospedaliere, spesso decisi proprio da chi oggi finge indignazione? Il vero obiettivo dell’articolo non è la tutela dei cittadini. È la demolizione politica. Lo si capisce chiaramente quando, senza alcuna connessione logica, si passa dal pronto soccorso di Soverato a insinuazioni su Occhiuto, consulenti indagati e buchi milionari. Un salto retorico che tradisce l’intento: non informare, ma infangare. Da cittadina e giornalista soveratese, non ci sto. Soverato non è l’ultimo degli ultimi. Questo non significa che l’ospedale locale sia un’eccellenza: esistono strutture migliori e peggiori, certo. Ma ciò non giustifica una narrazione denigratoria e strumentale. Non è un teatro di guerra. È una città che resiste, che lavora, che accoglie. E il suo ospedale, pur tra mille difficoltà, continua a servire un territorio vasto con dedizione e professionalità. Se vogliamo parlare di sanità calabrese, facciamolo con onestà. Ma non usiamo la sofferenza dei pazienti come pretesto per giochi di potere. Non si costruisce verità con il fango. Maria Luisa Iezzi
I militari della Stazione Carabinieri di Tiriolo, al termine di un’attività d’indagine, hanno tratto in arresto in flagranza del reato di produzione illecita di sostanze stupefacenti un 43enne del luogo. L’uomo infatti è stato ripreso dai carabinieri mentre coltivava una piantagione di canapa indiana, divisa in tre piazzole che erano state nascoste in un’area impervia coperta dalla boscaglia. La coltivazione, dotata di un sistema di irrigazione autonomo, era stata individuata e monitorata dai carabinieri anche con l’ausilio di fototrappole. Proprio lo scorso sabato, dopo aver notato dei movimenti sospetti, i militari hanno identificato l’uomo e hanno proceduto all’arresto in flagranza. Nella piantagione sono state rinvenute 17 piante di marijuana alte circa due metri, che sono state prontamente sequestrate. All’esito degli accertamenti, la persona è stata tratta in arresto in flagranza di reato per l’ipotesi di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sottoposta alla misura degli arresti domiciliari. In sede di udienza di convalida, il Giudice ha applicato misura cautelare degli arresti domiciliari. Il procedimento penale è tuttora pendente nella fase delle indagini preliminari.