Si sono conclusi a Chiaravalle i festeggiamenti in onore della Madonna della Pietra. Come negli anni passati, sono stati quattro giorni, dal 22 al 25 agosto, particolarmente intensi sia dal punto di vista religioso che civile, nel corso dei quali i fedeli hanno dimostrato, ancora una volta, con l’attiva partecipazione a tutti i riti religiosi, quanto sia radicato il loro “attaccamento” verso la Madonna, loro protettrice. Venerdì 22 agosto, una folla immensa ha, infatti, accompagnato la processione della statua della Madonna durante il trasferimento dalla chiesa matrice al Santuario di Via Foresta. Nella messa solenne del 24, celebrata dal parroco don Roberto Celia davanti a una chiesta stracolma di fedeli, il sindaco della città, Domenico Donato, ha rivolto un saluto alla Santa Vergine, sottolineando proprio la forte devozione dell’intera comunità. Toccanti poi, sono stati i saluti e i ringraziamenti che il sindaco ha indirizzato a don Roberto, per il grande servizio svolto nella comunità parrocchiale. Il parroco, infatti, nei prossimi giorni lascerà la comunità di Chiaravalle Centrale per continuare la sua missione pastorale nella parrocchia di Borgia. Anche i festeggiamenti civili, organizzati da Pino Murica per conto del locale Comitato feste, sono stati particolarmente ricchi e molto seguiti, coinvolgendo tutti, dai bambini agli adulti. Seguitissimo è stato il concerto del 23 agosto di Marco Carta. Il piazzale del Santuario ha ospitato migliaia di ragazzi, ma non solo, che hanno applaudito l’artista per oltre due ore di musica coinvolgente. “Mi è gradita l’occasione – ha dichiarato a conclusione Pino Murica – per ringraziare Roberto e l’intero Comitato Feste per la fiducia che hanno riposto in me, affidandomi l’organizzazione artistica di tutti gli eventi di questi anni, ma soprattutto per la passione e l’impegno che hanno dimostrato, trasformando la festa patronale in un evento indimenticabile di fede e fraterna unione per tutta la comunità e per l’intero comprensorio delle Serre”.
Estate agli sgoccioli e si fanno i primi bilanci della stagione. A Squillace è stata ricca di emozioni, eventi e partecipazione. Lo afferma il sindaco Enzo Zofrea secondo il quale la stagione che volge al termine «ha visto Squillace protagonista e capace di accogliere con entusiasmo cittadini e turisti, offrendo cultura, tradizione, arte, musica e solidarietà». Il sindaco ripercorre quanto è stato fatto, partendo da giugno, dal Calabria Food Fest, «quando la città è stata davvero al centro del mondo: oltre 30 influencer internazionali, con una community totale di oltre 40 milioni di follower, hanno vissuto un’esperienza indimenticabile nel cuore della nostra città. Hanno esplorato il borgo, scoperto la nostra ceramica, gustato i sapori autentici della Calabria. E lo hanno raccontato sui loro canali, raggiungendo oltre 65 milioni di visualizzazioni. Una vetrina mondiale che ha portato le immagini, le emozioni e la bellezza di Squillace in ogni angolo del pianeta. Un risultato straordinario di cui essere orgogliosi». Zofrea sostiene che accanto a questo successo internazionale, c’è stato un impegno enorme da parte dell’amministrazione comunale. «Abbiamo garantito – specifica – un approvvigionamento idrico puntuale e senza interruzioni. Abbiamo assicurato un mare cristallino, grazie al buon funzionamento dei nostri depuratori. Abbiamo mantenuto il paese pulito e decoroso, certi che la bellezza di una città comincia dal rispetto dei suoi spazi. Sono traguardi che non nascono per caso, ma dal sacrificio di una squadra comunale che ha lavorato senza sosta, spesso anche nei giorni di festa, togliendo tempo alle proprie famiglie per amore di Squillace». Le piazze, il castello, le vie del borgo, il lungomare si sono accese di vita con il cartellone “Squillace in Festa” e con tanti eventi che hanno segnato l’estate. Il sindaco ricorda i concerti e gli eventi musicali con Ondarock, Giorgio Canali e Rossofuoco, le cover band e i tributi che hanno fatto cantare e ballare piazze gremite; il teatro e tradizione con le commedie “Sulu i stupidi non cambiano idea” e “Giangurgolo”; due serate indimenticabili con Tarantella al Borgo, simbolo della nostra identità popolare; le mostre d’arte che hanno reso Squillace un punto di riferimento culturale in tutta la Calabria; le sagre popolari, occasioni di gusto e convivialità autentica; il Carnevale estivo, esplosione di colori e sorrisi sul lungomare Ulisse; la Partita del Cuore, che ha unito sport e ricordo; le Notti al Castello sotto le stelle, dove storia e scienza si sono fuse in un abbraccio tra cielo e terra. «Tutto questo – rimarca Zofrea – è stato possibile grazie alla collaborazione delle associazioni La Rete, Carnevale Squillacese, Associazione Culturale Castellense, Circolo Parrocchiale di Squillace Lido, Angeli Blu, Asd Skylletion, Consulta Giovanile, I Giardini di Hera. Un grazie sincero va ai volontari, ai dipendenti comunali, agli operatori ecologici, alle forze dell’ordine e a tutti coloro che hanno lavorato con passione e dedizione. Grazie ai cittadini e ai turisti che hanno scelto Squillace, riempiendo di vita le nostre strade e dimostrando che la nostra città è amata per la sua autenticità, la sua storia e la sua accoglienza. Questa estate ci lascia un insegnamento prezioso: Squillace cresce quando tutti facciamo la nostra parte». Carmela Commodaro
Un lato di Corrado Alvaro meno conosciuto, quello di sceneggiatore per il cinema italiano. Se ne è parlato a Stalettì, in un incontro organizzato dall’assessore Salvatore Bocchino e presentato dal sindaco Mario Gentile. Il primo cittadino ha tenuto a sottolineare, fra l’altro, la necessità dei grandi scrittori di lasciare la Calabria per affermarsi nella vita. Moderata dal giornalista Luigi Stanizzi, la serata ha visto la presentazione del volume “L’avventura del cinematografo con Corrado Alvaro” , edito dalla Cineteca della Calabria, attraverso le relazioni dei professori Milly Curcio e Luigi Tassoni, oltre che di Eugenio Attanasio, curatore dell’opera che raccoglie una serie di cineromanzi, pubblicati tra il 1936 e il 1950, tratti da film sceneggiati dallo scrittore sanluchese. In apertura, Luigi Stanizzi ha ricordato il compianto dottore Paolino Camastra, studioso, scrittore, ex sindaco di Botricello, che in passato ha partecipato da protagonista in alcune iniziative culturali proprio a Stalettì. Sottolineate la necessità e il dovere di dedicargli qualche evento: “per non dimenticare chi ha donato anche il proprio contributo culturale alla nostra terra”. Complessa e variegata l’attività di Alvaro sceneggiatore, dal primo film L’angelo ferito passando per quelli più celebri Casta Diva, Noi Vivi, Caccia Tragica, Riso Amaro. Sono ventisette i film nei quali ha collaborato Alvaro, nel soggetto, nei dialoghi, o, appunto, nella sceneggiatura, che hanno contribuito alla storia del cinema italiano. Nonostante questa feconda attività, lo scrittore di San Luca mantiene un atteggiamento diffidente nei confronti della settima arte, rivendicando spesso la supremazia della letteratura, ed evidenziando con meticolosità i limiti dell’arte cinematografica. La matrice letteraria è evidente nell’Alvaro che opera sul versante cinematografico, non solo quando crea personalmente i soggetti e le sceneggiature cinematografiche ma anche quando rielabora in tutto e in parte testi letterari di altri autori, che sono intellettuali di levatura internazionale: Terra di nessuno, sceneggiatura di Alvaro e Stefano Landi è tratto da due distinte novelle di Pirandello, Dove Romolo edificò e Requiem aeternam dona eis domine; Noi vivi e Addio Kira dal romanzo di Ayn Rand; Carmela per la regia di Flavio Calzavara dall’omonima novella di Edmondo De Amicis; Una donna tra due mondi di Goffredo Alessandrini è ricavato da un romanzo di Ludwig von Wohl; Resurrezione del 1944 per la regia di Flavio Calzavara è una riduzione cinematografica del romanzo di Leone Tolstoj, Il diario di una donna amata per regia del tedesco Kosterlitz si richiama a Maupassant; Storia di una capinera realizzato da Gennaro Righelli è strutturato su un soggetto tratto dal noto romanzo di Giovanni Verga; L’albero di Adamo di Mario Bonnard, è realizzato da un soggetto tratto dalla commedia il successo di Alfredo Testoni; Una notte dopo l’opera viene chiamato come sceneggiatore assieme all’altro calabrese, Raul Maria De Angelis; in Solitudine, di Livio Pavanelli, lavora in collaborazione. Per altri film invece la partecipazione di Alvaro è proprio come soggettista originale, e sono Febbre di Primo Zeglio e Donne senza nome di Géza von Radványi. Casta Diva di Carmine Gallone, invece, appartiene al cosiddetto filone operistico e si richiama alla celebre romanza della norma di Vincenzo Bellini e alle vicende sentimentali del compositore catanese. Il giornalista Luigi Stanizzi ha avuto contatti dopo lo scioglimento del Consiglio comunale di San Luca, formalizzato dal Consiglio dei Ministri il 27 marzo 2025 a causa di accertate infiltrazioni mafiose, con il Commissario Straordinario dello stesso Comune, Dott. Antonio Reppucci, per organizzare nella città natale di Corrado Alvaro la presentazione del libro di Attanasio. Nel corso del colloquio con Reppucci, già Prefetto di Cosenza, Catanzaro e Perugia, Stanizzi ha riferito della disponibilità dello scultore Luigi Verrino a realizzare una statua di bronzo raffigurante Corrado Alvaro, da collocare proprio a San Luca. Verrino, presente con un suo lavoro su Mimmo Rotella anche al Parco Internazionale della Scultura di Catanzaro, Parco della Biodiversità, accanto ai lavori dei massimi artisti a livello internazionale, ha dichiarato che creerebbe l’opera artistica su Corrado Alvaro a titolo totalmente gratuito, a carico del committente resterebbe eventualmente solo il costo vivo della fusione in bronzo. Nei prossimi incontri con il Commissario Straordinario Reppucci, il giornalista Stanizzi, lo scultore Verrino e il regista Attanasio, verranno messi a punto i dettagli delle eventuali iniziative da mettere in atto nel breve periodo.
Nella mattinata odierna si è verificato un incidente stradale lungo Viale Emilia, nella zona sud-est della città, che ha visto coinvolte due autovetture, una Fiat Punto e una Fiat Panda. Il bilancio è di quattro persone ferite, di cui tre rimaste incastrate all’interno dei veicoli. Il personale dei Vigili del Fuoco è prontamente intervenuto provvedendo all’estricazione dei feriti e alla loro consegna agli operatori sanitari del 118 per le prime cure e il successivo trasferimento presso la struttura ospedaliera di riferimento. L’intervento dei Vigili del Fuoco è valso inoltre alla messa in sicurezza delle vetture e dell’area interessata. Per consentire le operazioni di soccorso, la carreggiata è stata parzialmente chiusa al traffico, che ha subito rallentamenti per alcune ore. La Polizia Municipale ha predisposto deviazioni temporanee per agevolare la circolazione. Le cause dell’incidente sono al vaglio delle autorità competenti.
Parole d’ordine: “non voltare le spalle”. Si è partiti da questo assunto, a Cenadi, piccolo paese delle Preserre, in una sera tranquilla di agosto, per fare una riflessione su quanto sta accadendo in Palestina. “Voci dalla Palestina: genesi di un genocidio”, il titolo dell’iniziativa promossa dalla Pro loco “Ragazzi dei giardini” e svoltasi nella villa comunale “D. Casalinuovo”. Pubblico attento, presenti molti giovani, per ascoltare le testimonianze di Hamdi Alhroub e Bassam Saleh, rispettivamente regista e giornalista palestinesi. Dopo i saluti di Stefano Montesano, segretario della Pro loco di Cenadi, ha introdotto l’evento la docente e poetessa Lucia Bonacci. È seguito l’intervento appassionato di Enzo Infantino, attivista per i diritti umani e referente dell’associazione “Per non dimenticare Sabra & Chatila”. Secondo Infantino, quando si parla di Palestina e di Gaza ci si dimentica che si è di fronte ad un vero e proprio genocidio. Ci si trova di fronte ad una strage di bambini, di donne, di anziani; la fame viene utilizzata come arma; il tutto con la complicità dell’Occidente. Non solo, ma da noi se si sostiene la Palestina si è additati come antisemiti. Per questo Infantino e la sua associazione intendono portare in giro la loro testimonianza al fine di sensibilizzare quante più persone possibili su una vicenda tutta da comprendere, visto che la narrazione è spesso distorta, e per lanciare questo messaggio: “non voltare le spalle”. Il giovane regista palestinese Hamdi Alhroub, nativo di Betlemme, poi, ha raccontato la sua esperienza come autore del film documentario “Mate Superb” che è la storia di alcuni ragazzi palestinesi che sfidano i divieti e provano la missione impossibile di fare parkour alla Porta di Damasco, luogo simbolico della Palestina e dell’occupazione. Ha fatto riferimento alla sua esperienza in carcere dopo l’arresto da parte delle autorità israeliane. «Ho visto – ha affermato – studenti, insegnanti, cantanti in carcere e ho visto tanti bambini. Oppure il ragazzo di 14 anni a cui chiesi qual era il suo sogno e mi rispose che appena uscito dal carcere avrebbe voluto comprare dei cioccolatini. Quando sono uscito io dal carcere, andai subito a comprare il cioccolato che poi diedi ai suoi familiari perché lo potessero portare a quel ragazzo che si trovava ancora in carcere». Ha parlato dell’uccisione di 50-60 mila palestinesi a Gaza, che «i media dicono che sono morti, ma non dicono che sono stati uccisi e da chi. Ci trattano come numeri, ma dietro ogni numero c’è un uomo con la sua vita e i suoi sogni». E poi il dialogo con suo padre, il quale, nonostante il tanto tempo trascorso nelle carceri israeliane, respinge vendetta e uccisioni e invoca diritti e libertà per la Palestina. Hamdi ha poi raccontato ciò che succede a Gaza e in Cisgiordania, dove sono stati piazzati cancelli per entrare e uscire. «La guerra in atto – ha concluso – non è una guerra degli israeliano contro i palestinesi, ma riguarda tutte le persone libere di questo mondo, che dovrebbero unirsi contro questa brutale aggressione». Bassam Saleh, giornalista free lance, cofondatore di associazioni e comitati di solidarietà con il popolo palestinese; in Italia da 55 anni, ha lavorato come mediatore interculturale, traduttore e come responsabile per la stampa in diverse ambasciate. Ha parlato della storia politica della Palestina, a cominciare dall’Ottocento e passando dalla nascita dell’OLP. «Pur essendo nata prima di Israele, la Palestina non ha mai avuto uno Stato indipendente. Dopo la Prima guerra mondiale, noi siamo capitati sotto gli Inglesi che poi ci hanno venduto e hanno diviso il mondo arabo». Saleh si è soffermato sull’occupazione israeliana di Gaza, definita “insopportabile”, sui campi dei profughi che rappresentano il simbolo del “diritto al ritorno dei palestinesi”, presi di mira da Netanyahu proprio per questo. «Si parla sempre – ha aggiunto – di guerra tra Israele e Hamas o Israele-Gaza: non si parla mai della Palestina. Ma Hamas non rappresenta il nostro popolo. Lo scopo è uccidere il senso della resistenza. Non si parla di genocidio, perché dicono che il genocidio è stato solo per gli ebrei». Ha, infine, fatto riferimento ai tanti bambini, ai 400 giornalisti e ai 1800 sanitari uccisi, alla distruzione di 34 ospedali a Gaza, di scuole, moschee, abitazioni, infrastrutture, creando una massa di famiglie allo sbando, con la complicità degli Stati occidentali, Italia compresa.
“Nostro amatissimo Parroco e guida, è proprio vero, il vostro amore per Cristo, per la Chiesa e per le comunità che hanno l’onore di avervi quale dotta guida pastorale, vi attira meritati riconoscimenti e sempre nuovi prestigiosi incarichi”. Lo afferma da Amaroni il cav. Rocco Devito, dopo la nomina del parroco don Corapi nell’associazione Teologica italiana. “È anche di questo amore che, indubbiamente, si nutre la vostra propensione alla ricerca nell’ambito teologico Così, dopo gli incarichi più recenti di Cappellano e Direttore della Pastorale presso l’Università Magna Grecia, del Cavalierato di Malta ad honorem e tutti gli altri che solo per brevità non menziono, eccone uno ancor più importante nell’ambito della Chiesa Cattolica. Quando ogni settimana, alla messa domenicale, con gioia trovavamo presso l’ingresso della nostra chiesa parrocchiale, assieme al foglietto delle letture del giorno, anche un congruo numero di copie delle vostre meditazioni ed esortazioni pubblicate sulla Gazzetta del Sud, e con altrettanta gioia ne prendevamo e portavamo a casa una copia da meditare per vivere le vostre dotte parole ispirate alle parole del Signore nostro Gesù Cristo, dovevamo pur sospettare che la vostra eterogenea attività in ambito ecclesiale non si fermasse all’esercizio, pur così complesso e impegnativo, di parroco amorevole che intende veicolare in modo particolare al cuore dei fedeli la parola del Vangelo, ma si estendesse a competenti studi accademici e di ricerca nell’ambito della Teologia. Oggi sappiamo con certezza che la nostra comunità ha un Parroco promosso a pieni titoli dall’Associazione Teologia Italiana come teologo nell’ambito della ricerca. Un riconoscimento che gli viene dalla Santa Sede e che nel fargli onore fa onore anche, per interposta persona, alla comunità dei fedeli amaronesi. E sappiamo bene che la vostra innata modestia gioisce oggi insieme a noi non per il riconoscimento in sé ma per l’arricchimento che l’attività di ricerca in ambito teologico indubbiamente arrecherà alla vostra attività pastorale e all’elevazione nella fede del gregge a voi affidato. E noi, sapendo nel segreto del nostro cuore quanto bene abbia arrecato al nostro spirito, e a quello di tante altre persone che non conosciamo, il vostro operare nel nome del Vangelo, accompagniamo con la nostra gioia il vostro non facile ma fecondo cammino certi che la nostra gioia, al di là d’ogni nomina, sia la più gradita ricompensa a quanto ogni giorno offrite per la maggior elevazione delle anime, quelle affidatevi insieme alla Parrocchia di Santa Barbara in Amaroni e quelle che comunque e dovunque sono raggiunte dal vostro operare ispirato sempre dal Santo Spirito Divino”.
Ottima notizia per la Chiesa di Catanzaro-Squillace e per il territorio scillacense. Il Consiglio di presidenza dell’Associazione Teologica Italiana, riunitosi ieri a Pisa, ha votato all’unanimità don Roberto Corapi, sacerdote di Squillace, parroco di Amarorni, cappellano dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, come socio dell’Associazione Teologica Italiana. Don Roberto Corapi è stato apprezzato per i titoli accademici che ha conseguito e per le pubblicazioni nel campo della ricerca teologica. L’associazione Teologica Italiana ha lo scopo di promuovere la scienza teologica nello spirito di servizio e di comunione indicato dal Concilio Vaticano II, formata esclusivamente da docenti esperti in Teologia o da cultori della materia con all’attivo pubblicazioni tematiche. Il contributo che verrà offerto da don Roberto Corapi a livello nazionale sarà molto importante. Don Roberto Corapi ha da sempre dimostrato interesse nel campo della ricerca teologica con diverse pubblicazioni e un dottorato in Teologia Pastorale. Da parroco e da cappellano del Campus universitario di Catanzaro, don Roberto rivolge quotidianamente un’attenzione particolare verso i giovani. Questo nuovo ruolo gli darà l’opportunità di offrire spunti di riflessione nel campo della ricerca teologica a livello nazionale, offrendo un ulteriore servizio alla Chiesa. Il rettore dell’Università Magna Graecia, prof. Giovanni Cuda, esprime le più vive congratulazioni a don Roberto Corapi e l’Ateneo di Catanzaro augura al suo cappellano buon lavoro di ricerca nell’Associazione Teologica Italiana. Carmela Commodaro
I sindacati chiedono la revoca di una delibera e mettono in luce diverse problematiche che affliggono il personale sanitario
CATANZARO – – «C’è bisogno di un cambio di direzione nel rispetto di tutti». Poggiano su questa premessa la richiesta di annullamento – revoca in autotuela dell’atto deliberativo n. 643 del 13 giugno 2025 avente per oggetto “Avvio procedure di valutazione degli incarichi di funzione ai sensi dell’articolo 31 e 34 del Ccnl Comparto Sanità 2019/2021”; la richiesta di chiarimenti sullo stato dell’arte reale della contrattazione decentrata dell’Azienda ospedaliera universitaria “R. Dulbecco”; la richiesta di revoca della bozza sugli incarichi di funzione, sin qui “scandalosa” sul 50%, da dedicare agli orali (niente meritocrazia e forza ai raccomandati (????) che le sigle provinciali catanzaresi di Cgil Funzione Pubblica, Fials e Nursind rivolgono al commissario straordinario della “Dulbecco”, al commissario di Azienda Zero della Regione Calabria oltre che alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti di Catanzaro. «Sullo stato della contrattazione decentrata – scrivono le tre sigle – per quanto appreso dal Commissario dell’azienda Dulbecco e riportato sui giornali c’è molto da precisare in relazione ad accordo per le progressioni tra le aree ma sulla cui applicazione ad oggi nessun conto, chissà domani; dichiarazione di uniformarsi al recentissimo indirizzo giurisprudenziale (dopo le 6 ore lavorative) relativamente ai buoni pasto: ad oggi parole, a quando i fatti e i pagamenti?; scandalo dei tempi di risoluzione dei Dep (le ex fasce riguardano il 95% dei dipendenti ): siamo ad agosto e quello che è stato ratificato a dicembre 2024 è ancora lettera morta. Quando si vuole definire e pagare? Se i tempi dovessero prolungarsi fino ad ottobre, viene il dubbio pensare che per il prossimo anno non si vorranno ripetere, lasciando il restante 50 % del personale fuori dall’applicazione dell’istituto con un danno economico pesante sia nell’immediato che per le pensioni dei dipendenti; cambio divisa (vestizione e svestizione): va ricondotto nel diritto alla retribuzione, visto che si tratta di orario di lavoro. Pertanto tale istituto va erogato a tutti i dipendenti aventi diritto così come da accordi pregressi già esistenti con le risorse di bilancio dell’Azienda. Nel merito, ove l’Azienda non intendesse procedere alla retribuzione dell’orario impiegato dai dipendenti nelle operazioni di vestizione e svestizione, dissentiremo da qualsiasi altra modalità di riconoscimento del diritto. A ciò bisogna aggiungere che, al fine della retribuzione di tale orario, bisogna attingere da ordinari capitoli di bilancio relativi al pagamento degli emolumenti retributivi dei dipendenti e non si pssono utilizzare i fondi contrattuali di cui all’articolo 102 (ex articoli 80 e 81 Ccnl 2016 del 2018) avendo un’altra destinazione d’uso».
Non solo, ma Cgil Funzione Pubblica, Fials e Nursind sono «rimaste altresì scandalizzate nel ricevere (l’8 agosto) la bozza del regolamento degli incarichi di funzione (che riguardano il 5% dei dipendenti) soprattutto, tra le altre cose, nella parte in cua il comma 2 dell’articolo 10 nel regolamentare i criteri selettivi spunta un 50% da assegnare al colloquio che, a nostro giudizio, vuole significare l’annullamento della meritocrazia a favore dei raccomandati, rendendo inutile l’avviso stesso. Quale è la risultante di tale bozza, lasciate ogni speranza a Voi che partecipate.
Questi interrogativi devono essere portati a conoscenza di tutti i dipendenti dell’Azienda Dulbecco, di tutta la cittadinanza e della Regione Calabria, in particolare Azienda Zero, che sin qui hanno lavorato e lavorano alacremente per una Calabria migliore all’altezza dei tempi e lanciata verso il futuro anche grazie, non ultimo, al road show sul “Fascicolo Sanitario Elettronico per modernizzare la sanità” . A tutto ciò si aggiungono le criticità organizzative sanitarie evidenziate e poste all’attenzione dei vertici aziendali già nei mesi precedenti in merito ai reparti quali le chirurgie, l’ortopedia, la Tin e altri, culminate adesso nel mese di agosto soprattutto con l’operatività del pronto soccorso».
Le tre sigle sindacale concludono: «Per evitare tutto ciò andavano preventivamente programmati , da parte dei vertici aziendali, tutti quegli interventi e disposizioni , nonché impegni di nuove assunzioni ( attraverso “In Primis” con il Turn Over”) , collaborazioni migliori con le U.O. e Servizi del Campus di Germaneto che avrebbero certamente evitato tanti problemi soprattutto ai pazienti e a tutto il personale sanitario, tecnico e amministrativo che sin qui con la massima professionalità, qualità e abnegazione da sempre svolgono».
La mamma di una ragazza con disabilità, ha scritto una lettere di ringraziamento all’Istituto Alberghiero di Soverato, diretto dal Dirigente Scolastico Renato Daniele, esprimendo gratitudine per l’accoglienza , il rispetto e l’impegno che la Scuola ha dimostrato verso la giovane.. Sofia questo il nome della ragazza con difficoltà motorie e cognitive, che quest’anno ha conseguito la maturità con rilascio di attestato di credito formativo, per lei la scuola, dotata di un’aula multisensoriale e luoghi di accoglienza per ragazzi disabili, ha costruito un percorso didattico e formativo, con la collaborazione dell’insegnante di sostegno, Rosa Ussia, sempre pronta a sostenerla con cura attenta e costante e con la complicità di tutti i docenti e i suoi compagni di classe che l’hanno sempre circondata di affetto e carezze. La lettera inviata all’Istituto Alberghiero a firma della signora Angela Ada Mantella, è stata accompagnata dalla liberatoria per pubblicazione e utilizzo dei contenuti. Ecco la lettera: “Mi occupo di Sofia da 25 anni. Non è poco, ma neanche molto se penso che ci sono famiglie che si occupano dei loro “ragazzi” che oggi hanno 40, 50, 60 anni. Sono tanti anni e con l’augurio che capiti anche a noi, a loro va tutta la mia ammirazione e come quando Sofia era neonata e guardavo sorpresa e incredula le altri madri sollevare con una forza spaventosa ragazzi adolescenti, così guardo madri e padri settantenni e oltre gestire la disabilità dei figli e mi chiedo come farò, come sarà per noi. Ricordo la prima diagnosi di Sofia, risuonano ancora negli anni quei paroloni: atrofia cerebrale, paralisi cerebrale, ipoplasia, ecc…io cruda e ignorante in merito scoprivo ventiseienne che esisteva un mondo di cui ero completamente all’oscuro. C’è tanto bisogno di conoscenza, di contatto tra mondi che scorrono paralleli a volte senza incrociarsi. Ricordo la mia opposizione, la mia incapacità ad accettare la realtà, le mie domande: C’è cura? Guarirà? Fino a quando un medico in uno dei tanti viaggi della speranza, tagliò netto: “Signora, si rassegni, sua figlia avrà una vita da vegetale”. E poi ricordo il vuoto. Dal fondo della più cupa depressione fu mio padre a sollevarmi: “Perché si amano gli alberi? Perché amiamo i fiori? Vegetale o meno la cureremo e la ameremo come il fiore più bello.”Prognosi comunque azzardata e sbagliata. Sofia è il fiore più bello ma ben lontana dall’essere un vegetale. Porsi delle domande, rivedere le proprie priorità, è stato un percorso obbligato, e l’arte, mia amante da sempre, è sempre stata una grazia e una cura. Sapete tutti che amo le fiabe, nell’arte come nella vita anche se nella realtà non sempre c’è il lieto fine. Arriva poi un momento in cui si sente l’esigenza di fare il punto della situazione, di tirare delle somme, seppure provvisorie, di guardarsi indietro per meglio andare avanti. Non mi piace parlare o ricordare gli aspetti negativi, mi piace invece parlare e ricordare quanto di bello, dannatamente bello e umano, la presenza di Sofia ha implicato e portato, le persone stupende che ci ha fatto conoscere…e siete tante. Vorrei ringraziarvi tutti, so pure che non volete neanche il ringraziamento, alcuni rapporti sono così profondi ed intensi, complici, che non hanno esigenza di parole. In questo momento penso con nostalgia e una stretta al cuore alla dolcissima Rosa Ussia , la professoressa di Sofia all’Alberghiero di Soverato. E sì, Sofia si è diplomata! Avrei dovuto fare un post di festa e ringraziamento ma era così forte la commozione che non ci sono riuscita. Una favola bella quella di Sofia all’Alberghiero di Soverato. Una favola bella. Inclusione, rispetto, accoglienza, umanità…non sono state solo paroloni con cui adornarsi…ma realtà. Grazie Rosa Ussia, grazie Graziella, grazie a tutti i collaboratori, tutti i professori e al Dirigente. Grazie ai ragazzi compagni di classe. Come tanti genitori e ragazzi anche noi ora ci troviamo alla fine del ventennale percorso scolastico. E mio figlio Manuel per sdrammatizzare ironizza: “Ammazza vent’anni per prendersi un diploma!” È la fine della favola. Ed è anche giusto, è giusto crescere, apportare dei cambiamenti, affacciarsi al sociale ma è pronto ad accoglierci? E come gli altri genitori anch’io mi chiedo: Cosa fare? Cosa offre il territorio? E mi guardo intorno in cerca di luce. Tante luci brillanti ed intense disseminate qua e là…mondi ancora tutti da scoprire. Con fiducia, speranza e amore ci inoltriamo in nuove avventure”. Rosanna Paravati
In occasione del 25° anniversario della sua fondazione e nell’ambito delle celebrazioni per il Giubileo della speranza, il coro dell’associazione culturale “Schola Cantorum Officium”, diretto dal maestro Christian Cosentino, sarà protagonista di quattro eventi corali di grande rilievo a Roma, all’interno di alcune delle basiliche più prestigiose. La Schola Cantorum Officium, eccellenza nel panorama musicale e liturgico nazionale, aprirà il proprio mini-tour romano con un concerto di musica sacra in programma venerdì 29 agosto, alle ore 19.30, nella Basilica di San Lorenzo in Lucina, in via del Corso. Il programma proposto spazierà dal Rinascimento al Novecento, con raffinati brani di autori appartenenti a epoche e stili diversi. Particolare rilievo sarà dato alla scuola romana, con musiche di Miserachs e degli ultimi direttori della Cappella Musicale Pontificia Sistina, Perosi, Bartolucci e Liberto. L’ingresso è gratuito. Sabato 30 agosto, invece, la Schola Cantorum Officium avrà l’onore di animare la santa messa delle ore 10 nella Basilica di San Pietro, in Vaticano e, nel pomeriggio dello stesso giorno, alle ore 18, la santa messa nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, che custodisce la tomba di Papa Francesco. Il tour si concluderà domenica 31 agosto, alle ore 10.30, con la partecipazione alla celebrazione della santa messa al Pantheon, uno dei luoghi più suggestivi e spiritualmente significativi di Roma. L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza romana, ai turisti presenti in città e, in particolare, ai calabresi residenti a Roma, affinché possano sostenere con la loro partecipazione questo importante momento di celebrazione e condivisione attraverso l’arte del canto corale. Carmela Commodaro