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Simeri Crichi, ancora problemi con l’erogazione dell’acqua in una zona della marina

Ancora disagi idrici nella zona marina di Simeri Crichi. Vengono segnalati da alcuni cittadini che abitano nell’area compresa tra via Po, via Tevere e via Ticino. Dopo i problemi segnalati nella prima settimana di settembre, sembra che i disagi si siano ripresentati nello scorso fine settimana con una coda anche nella giornata odierna. Con il caldo il problema è maggiormente sentito. Chi abita nella zona interessata spera che si trovi presto una soluzione da parte della Sorical e del Comune. Intanto, la società di gestione Sorical fa sapere che «per consentire i lavori di collegamento del nuovo segmento di condotta adduttrice dell’acquedotto Alli-Passante, dalle ore 8 alle ore 16 di oggi, lunedì 15 settembre, verrà sospesa la fornitura idrica verso i serbatoi e le prese dirette. I lavori sono necessari per sostituire un tratto di condotta ammalorato e soggetto a continue rotture. Eventuali imprevisti sui tempi di conclusione saranno comunicati tempestivamente». L’invito di Sorical alla popolazione è di utilizzare l’acqua in modo parsimonioso, limitandone l’uso a fini igienico-sanitari e potabili.

Carmela Commodaro

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Squillace, più valore ai borghi storici: incontro il 27 settembre

Le associazioni “Borghi da Ri…vivere” di Lamezia Terme e “PietraElisa” di Palermiti organizzano l’incontro sul tema “Borghi in ascolto. Dialoghi per una nuova agenda territoriale”. L’evento si terrà a Squillace, nella Casa delle Culture, sabato 27 settembre, alle ore 17. Durante l’incontro sarà approvato un documento da presentare alle istituzioni politiche nazionali. Secondo quanto annunciato, si darà spazio a un confronto aperto, autentico e costruttivo tra amministratori, cittadini, associazioni e operatori del territorio. L’obiettivo è raccogliere idee, esperienze e proposte concrete per affrontare le criticità che vivono i borghi e delineare una visione condivisa per il loro futuro. Al termine del dibattito sarà approvato il documento collettivo, espressione del lavoro comune, che verrà presentato nei prossimi mesi alle istituzioni nazionali in occasione di un convegno ufficiale a Roma, al Senato o alla Camera dei Deputati. L’iniziativa nasce dal basso e si fonda su partecipazione, ascolto e responsabilità: non sarà uno spazio per ambizioni personali, ma un momento di impegno civico per dare voce ai territori che resistono.
Carmela Commodaro

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Squillace, concluso il Centro Estivo 2025

Si è concluso a Squillace il Centro Estivo 2025, spazi e strutture previste per i bambini nel periodo estivo in cui si svolgono attività ludico-creative, giochi di gruppo, attività motorie e laboratori di pittura. Finanziato dal Ministro per le Pari Opportunità, è stato organizzato dall’amministrazione comunale e coordinato dall’assessorato alle Politiche sociali guidato da Francesca Caristo. «Quest’anno – spiega l’assessore Caristo – si è svolto la prima settimana di settembre a Squillace centro e la seconda settimana a Squillace Lido. Hanno partecipato complessivamente oltre 80 bambini (mai raggiunto questo numero) tra i 4 e i 10 anni residenti a Squillace, che hanno svolto attività ricreative e sportive (scherma, pallavolo, calcio). Hanno utilizzato anche un visore di realtà virtuale per farli avvicinare al mondo della tecnologia». Il Centro Estivo è stato gestito dagli operatori della cooperativa “L’albero dei desideri”. «Queste settimane – aggiunge Caristo – sono volate tra giochi, risate, nuove amicizie, avventure all’aria aperta e mille emozioni. Ogni giorno è stato un piccolo viaggio fatto di scoperte e sorrisi, reso unico dai veri protagonisti: i nostri fantastici bambini. Un grande ringraziamento va alle famiglie, che con fiducia e entusiasmo ci hanno accompagnato in questa esperienza; allo staff e agli animatori della cooperativa “L’albero dei desideri” che con passione e creatività hanno reso speciale ogni attività; e naturalmente ai bambini, che con la loro energia, curiosità e gioia hanno colorato la nostra estate. L’appuntamento è per il prossimo anno con nuove avventure e tanto divertimento».
Carmela Commodaro

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Squillace, tre giorni di teatro nell’ambito della rassegna “Innesti contemporanei”

Teatro contemporaneo a Squillace. Il 15, il 16 e il 17 settembre, nella Casa delle Culture, sarà rappresentato lo spettacolo “Il dio delle blatte”, con tre momenti giornalieri, alle ore 15, 16 e 18.30. L’iniziativa, appuntamento imperdibile con il teatro che sorprende, emoziona e fa riflettere, rientra nell’ambito di “Innesti Contemporanei”, la rassegna di teatro e arti performative promossa dall’associazione Nastro di Möbius, giunta quest’anno alla decima edizione. La proposta artistica è rivolta alle famiglie e a chi cerca nel teatro una lingua nuova per leggere il presente. In ogni edizione gli spettacoli non vengono semplicemente ospitati, ma si innestano nel tessuto sociale, urbano, simbolico del paese in cui vengono rappresentati. Anno dopo anno, il progetto ha preso forma senza forzature, coinvolgendo pubblici diversi, dalle famiglie ai giovani, dagli appassionati di teatro contemporaneo a chi vi si avvicina per la prima volta e costruendo una relazione vera con il territorio, fondata sull’ascolto, sulla presenza e sulla continuità. Il progetto quest’anno anima i territori di Borgia, Squillace, Brognaturo, Taverna e Camini e non solo. Lo spettacolo che viene proposto nella “tre giorni” di Squillace, “Il dio delle blatte”, è una produzione “Il Castello di Sancio” ed è un monologo filosofico-cabarettistico di e con Gerri Cucinotta che ne è anche co-autore insieme a Davide Miccione. E già si conferma come uno degli appuntamenti teatrali più attesi della stagione.
Carmela Commodaro

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IRA FESTIVAL, BUONA LA PRIMA: LE ARTI PERFORMATIVE DALLA CALABRIA AL MONDO E VICEVERSA (Foto)

Danza, teatro e performance sperimentali: dai borghi calabresi alla scena globale la prima edizione di IRA ha dato vita con successo a un ecosistema creativo unico, coinvolgendo comunità, territori, artisti e professionisti da tutto il mondo.

SOVERATO – Trentadue spettacoli, 60 artisti, 19 Compagnie da tutto il mondo, 35 programmatori e operatori culturali provenienti da 3 diversi continenti: sono solo alcuni dei numeri legati alla prima edizione di IRA, il Festival delle arti performative da poco conclusosi a Soverato (Cz).
Prime nazionali, coproduzioni, ma soprattutto la nascita di un ecosistema artistico e culturale visionario, laborioso, comunitario. Nei giorni scorsi Soverato è diventata capitale della performance internazionale ma, soprattutto, si è animata di nuova vita grazie ad una comunità creativa e collaborativa, che ha unito alla sperimentazione artistica la scoperta del territorio. Molti dei performers coinvolti sono, infatti, stati ospiti di residenze artistiche, cogliendo così l’opportunità di studiare gli aspetti etnografici del territorio, le tradizioni folkloriche e popolari, usi e costumi di borghi antichi dell’entroterra Calabrese, ambiente e natura a tratti incontaminata della costa, e di tradurli in nuovi linguaggi performativi, dalla danza al teatro, dalle scene ai costumi.
Come non pensare a Dalila Belaza, danzatrice e coreografa di origine algerina basata in Francia, che in Calabria ha trovato ispirazione per un nuovo processo creativo che renderà pubblico nel 2026, una ricerca su ciò che accomuna i territori e connette l’umanità a partire da tradizioni autentiche (tra queste, ad esempio, le antiche danze popolari in cerchio, la “rota”, che Belaza ha scoperto a Conflenti).
O Némo Flouret, in Calabria un mese per Derniers Feux, un’indagine sulle emozioni antecedenti e conseguenti i fuochi d’artificio, traendo spunto dalle immagini della nostra coscienza collettiva, tra lettere, colori, bandiere, squilli di tromba molto vicini a quelli delle processioni religiose popolari.
E Francesco Marilungo, con la sua acclamata prima nazionale di “Cani Lunari”, che ha suscitato alto interesse nella critica nazionale: la restituzione di uno studio sull’immaginario femminile arcaico e i saperi magici. In scena, tra rituale e gioco teatrale, le Magare e le loro antiche magarìe: riti che Marilungo ha indagato a fondo tra simbologia, antichi canti e litanie (resi in scena, questi ultimi, da Vera di Lecce), danze circolari e zoppìe.
O ancora, Ant Hampton, che col territorio ha instaurato un rapporto così profondo da riproporre, in chiusura di Festival, una performance onirica animata da cavalli e fantini, auto d’epoca, col tappeto musicale del locale coro popolare. Performance uniche nel proprio genere, anche per i luoghi di ambientazione: tra gli occhi estremamente curiosi delle suore dell’Istituto Maria Ausiliatrice, il “viaggio psichedelico” di Baptiste Cazaux in “That’s Twisted”, nelle palestre a cielo aperto dell’Istituto Salesiano Don Bosco, il whipcracking (letteralmente: schiocco di frusta) di Roberta Racis, in un turbinoso dialogo corporeo con la sua frusta. E ancora, il progetto “Frankenstein (History of Hate) di Motus in cui il rifiuto, l’odio per una creatura che si percepisce inevitabilmente socialmente malvoluta, si traduce in corpo e linguaggio teatrale. E quel corpo, dolorosamente, annega nei nostri mari.
Davvero impossibile riassumere giornate intense di incontri, studi, dialoghi, performance, coincidenze (ad esempio l’eclissi lunare), corpi, voci, lingue, condivisioni. Queste ultime, facilitate anche dalle innovative formule di “Pitch & drink”, i talk-aperitivi informali moderati da Gaia Clotilde Chernetich finalizzati a creare un dialogo reale tra artisti e professionisti ed esplorare processi creativi e produttivi valutando potenziali collaborazioni.

Nella mente degli ideatori, Settimio Pisano e Pietro Monteverdi tutto era chiaro e tutto si è compiuto per come progettato: non un semplice Festival, ma la germinazione di una community legata da valori, interessi, ricerche e produzioni condivisi.
“IRA è un progetto per portare un po’ di mondo ed Europa in Calabria e viceversa – ha affermato a conclusione del Festival Settimio Pisano – IRA è volutamente un Istituto, perché pensiamo che le forme d’arte che ospitiamo debbano essere considerate istituzionali. Per me l’istituzione non è piu quello che di solito in Italia e Calabria è considerato come tale, bisognerebbe pensare che alcune forme d’arte “istituzionali” hanno sì una loro legittimità ma sono legate al passato: questo è il presente e il futuro. IRA è un progetto per promuovere la professionalità italiana all’estero: le persone qui pervenute sono megafoni per i loro Paesi, rappresentano a mio avviso una concreta forma di promozione del nostro territorio. Avere inoltre tutti questi professionisti in un luogo del genere è iniziare anche un’opera di contaminazione dei nostri luoghi, e la mia impressione è che si possa costruire. Credo inoltre che il pubblico abbia percepito e apprezzato la sensazione di essere parte attiva di un processo, di un laboratorio: questa è una cosa molto bella e non così scontata. In genere si paga un biglietto per andare a vedere un lavoro finito, coinvolgendo invece il pubblico nell’elaborazione di performance e spettacoli non ancora ultimati stiamo provando a instaurare anche dei processi culturali e sociali. C’è da lavorare e da investire, ma l’affetto e la stima di questa comunità internazionale e locale ci sta senz’altro dando modo di voler proseguire”.
“Alcune cose, accadute in questi giorni, già ce le aspettavamo ma altre no. Ci aspettavamo l’incontro con la comunità internazionale, ma resto molto sorpreso dal successo sul territorio, un territorio non abituato a fruire di questo tipo di festival. – ha commentato Pietro Monteverdi – Rispetto ad anni e anni fa, i cui ho iniziato con queste attività, ho incontrato un territorio aperto, con tanta voglia di vedere, scoprire, accogliere. Mi sento molto rincuorato aver subito questo grandissimo riscontro, inaspettato. Siamo a lavoro per un’offerta organizzata annuale, che poi culminerà col festival. Siamo in fase preparatoria di laboratori, residenze, attività che vadano incontro alle persone nello spazio pubblico. Non è più tempo di andare a chiuderci nelle torri d’avorio. La cultura è per tutti e deve essere fruita da tutti, in ogni maniera possibile”.

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San Pietro Magisano, tre giovani artisti georgiani grati verso la pianista Nina Zhghenti e lo scultore Luigi Verrino per l’esposizione delle loro opere

Dal profondo del cuore hanno voluto dire grazie alla pianista Nina Zhghenti, i tre giovanissimi artisti georgiani che hanno avuto la possibilità di esporre le loro opere in Italia. Perché proprio grazie a Nina, che da diversi anni lavora nel Belpaese, Ketevan Topadze, Abramishvili Lia e Sitchinava Giorgi, hanno partecipato alla kermesse di San Pietro Magisano, in provincia di Catanzaro, che ha visto la partecipazione di tanti pittori e scultori di diverse provenienze. Le opere sono state esposte all’aperto, nel centro storico, esattamente lungo il corso che raggiunge la chiesa matrice, dov’è custodita la statua di Maria Santissima della Luce venerata in modo particolare proprio a San Pietro Magisano. Le due artiste georgiane Ketevan Topadze, Abramishvili, e il loro collega pittore Sitchinava Giorgi hanno inviato una lettera – a tratti commovente – alla loro connazionale Nina Zhghenti, con la quale le esternano la loro più profonda gratitudine per avere favorito la mostra delle loro opere. I ringraziamenti naturalmente li estendono a tutti gli organizzatori dell’evento, a chiunque ha donato il proprio contributo per l’ottima riuscita dell’iniziativa. Nelle loro parole non manca la gratitudine nei confronti del giornalista Francesco Stanizzi per la diffusione della notizia anche a livello internazionale. La pianista georgiana si era rivolta al famoso scultore, pittore e collezionista d’arte Luigi Verrino che, dopo avere visionato le pitture dei tre giovanissimi artisti della Georgia, immediatamente si è adoperato per farle collocare nella rassegna di San Pietro Magisano. Non solo, nell’allestimento Verrino ha provveduto a posizionarle vicino ad una sua opera di grandi dimensioni (carboncino su iuta) richiamando l’attenzione di tutti i visitatori. Grande riscontro ha avuto l’intera iniziativa culturale, apprezzata per la gran parte dei lavori esposti. Un evento destinato a ripetersi per accendere i riflettori su artisti noti e meno noti. A seguito degli apprezzamenti ricevuti dai tre artisti georgiani, che hanno solo inviato i loro quadri ma per questa volta senza potere essere presenti di persona, è certo che verranno invitati a partecipare ad altre mostre ed eventi culturali in Italia. Intanto, le loro opere sono esposte alla prestigiosa Galleria Arte Spazio di Catanzaro fondata e diretta dal maestro Luigi Verrino.

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Squillace, il 19 settembre si inaugura il nuovo Liceo Artistico Design

Venerdì 19 settembre sarà inaugurato il liceo artistico di Squillace Lido, aperto regolarmente fin dal 16 settembre. La cerimonia si terrà alle ore 11.30. Lo ha annunciato il presidente della Provincia Amedeo Mormile durante la seduta del Consiglio provinciale di venerdì scorso, in cui è stato approvato il “Piano di dimensionamento scolastico, programmazione dell’offerta formativa e riorganizzazione della rete scolastica della Provincia di Catanzaro”. Il liceo artistico “Design” di Squillace fa parte dell’Istituto di istruzione superiore “E. Majorana” di Girifalco, guidato dal dirigente scolastico Tommaso Cristofaro. I lavori di costruzione del nuovissimo edificio scolastico in cui è ubicato il liceo artistico di Squillace sono iniziati verso la fine del 2000 nell’area della zona marina individuata nei pressi del “Cassiodoro Sporting Center” e del campo sportivo. Grazie al contributo regionale di 6 milioni e mezzo di euro ottenuto dall’amministrazione provinciale di Catanzaro quando era presieduta da Enzo Bruno, ha visto la luce il nuovo liceo, le cui attività dal centro storico erano state già spostate alla marina in un edificio di privati. L’appalto era stato aggiudicato a febbraio del 2000 all’impresa “Mastrosimone Costruzioni S.r.l.” di Montalto Uffugo (Cosenza). Squillace è stata, dunque, dotata di una scuola superiore moderna e al passo con i tempi, che continua a portare avanti le tradizioni squillacesi ed è soprattutto punto di riferimento per l’intero territorio. Al liceo artistico squillacese sono attivi due indirizzi: design (arte dei metalli, dell’oreficeria e del corallo) e indirizzo architettura e ambiente. La scuola è indirizzata allo studio dei fenomeni estetici e alla pratica artistica; favorisce l’acquisizione dei metodi specifici della ricerca e della produzione artistica e la padronanza dei linguaggi e delle tecniche relative; fornisce allo studente gli strumenti necessari per conoscere il patrimonio artistico nel suo contesto storico e culturale e per coglierne appieno la presenza e il valore nella società odierna. Guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilità e a far maturare le competenze necessarie per dare espressione alla propria creatività e capacità progettuale nell’ambito delle arti. I piani di studio sono predisposti in modo da favorire nell’alunno un’ampia formazione culturale che gli garantisca la possibilità di proseguire negli studi in ambiti universitari e parauniversitari.
Carmela Commodaro

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San Floro, tutto pronto per la festa della vendemmia 2025

Si svolge sabato 13 settembre, a partire dalle ore 20, a San Floro, la festa della vendemmia 2025. L’iniziativa è della Pro Loco “Tommaso Scarcella” in collaborazione con l’amministrazione comunale. L’evento si svolge in località Torre del Duca e sarà all’insegna della musica, della tradizione e dei sapori autentici per una serata speciale. La finalità della manifestazione è quella di far conoscere alle nuove generazioni il senso conviviale di come si faceva la vendemmia una volta; il percorso sarà lo stesso, con la pigiatura dell’uva a piedi nudi. La serata sarà ricca di prodotti tipici originali, come le zeppole appena fritte e i calzoni ripieni; il tutto realizzato in diretta dalle mani esperte delle nonne e delle mamme. Non mancherà il buon vino Cirò, la birra alla spina e la musica popolare calabrese con il concerto live di Ciccio Nucera e la sua band. Insomma, un evento organizzato per far trascorrere un momento all’insegna delle tradizioni e del divertimento.
Carmela Commodaro

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Soverato,il lungomare Europa intitolato ad Antonino Calabretta

Il lungomare Europa di Soverato è stato intitolato al Sindaco Emerito Antonino Calabretta. Alla presenza del Prefetto Castrese De Rosa, dell’attuale Sindaco Daniele Vacca e di un gran numero di cittadini si è svolta una cerimonia sobria e ricca di sentimenti positivi.
Un primo cittadino che, già negli anni sessanta, immaginava la Perla dello Ionio come “Città delle scuole”, ” capitale del sud-est catanzarese”, ” località turistica e termale”; un politico che, in oltre trent’anni di attività, ha voluto sviluppare il turismo, curare le infrastrutture, rendendo Soverato “Città” ed iniziando un’ azione di cui ancor oggi si vedono copiosi frutti.
Sua Eccellenza il Prefetto ha esaltato le doti umane di Antonino Calabretta, sottolineando come i suoi figli possano essere fieri del loro Papà.
Il Sindaco Vacca ha ripercorso i passaggi che hanno portato alla delibera di variazione toponomastica, approvata, poi, dalla Prefettura.
Toccanti le parole di Gianni Calabretta, il Sindaco di ” Pedalando Volare”, che ha evidenziato le doti di Antonino, educatore dei figli ma anche dei suoi concittadini.
Una figura rispettata anche dagli avversari, non nemici, politici; amata a distanza di tempo da tutti coloro che sentono propria la Città di Soverato.
Una serata importante : un Uomo capace di guardare lontano, di fare rete, di portare la propria comunità all’attenzione degli organi di governo nazionali.
La targa da oggi presente sul lungomare, accanto all’installazione del cavalluccio Marino, simbolo della Città, rappresenta un ricordo proiettato nel futuro, un messaggio di pace e di amore raccolto con entusiasmo dall’amministrazione Vacca e condiviso dall’intera cittadinanza.
Adesso non ci resta che passeggiare sul lungomare Calabretta, elegante, incantevole, visibile anche dall’alto … dagli aerei che sorvolano Soverato prima di atterrare all’aeroporto internazionale di Lamezia Terme.

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Amaroni, la comunità si prepara alla solennità della Madonna Addolorata

Avrà inizio domenica 14 settembre ad Amaroni il settenario dell’Addolorata. Quella in onore della Madonna Addolorata è una delle feste più importanti per la cittadina delle Preserre, la cui comunità dei fedeli è guidata dal parroco don Roberto Corapi. «Maria Addolorata – scrive don Roberto nella lettera alle famiglie amaronesi – madre sofferente, ma fedele, ci insegna a non distogliere lo sguardo da Cristo, anche quando il dolore sembra prendere il sopravvento. In questo tempo in cui spesso dio viene messo da parte, dimenticato o ignorato, sento il dovere di invitarvi a tornare al signore, di riscoprire la bellezza della preghiera in famiglia, della partecipazione alla messa domenicale, della confessione e della vita comunitaria nella nostra parrocchia. Non lasciamo che la fede si spenda nelle nostre case. Non lasciamo che i nostri figli crescano senza conoscere Gesù, senza sapere chi è Maria, senza sapere mai fare il segno della Croce. Custodiamo questo dono prezioso che sono le radici cristiane della nostra Amaroni. Vi aspetto tutti, grandi e piccoli, giovani e anziani, credenti forti e cuori feriti o lontani. La porta della Chiesa è aperta e più ancora lo è il cuore di Dio». Dal 14 al 20 settembre, nella navata laterale della chiesa parrocchiale, alle ore 17.30, saranno recitati il Rosario dei sette dolori e le litanie e, alle ore 18, sarà celebrata la santa messa con preghiera del settenario e canto del Magnificat. Il 19 settembre sarà la giornata di preghiera per le mamme che hanno perso i propri figli, con santa messa alle ore 18; sabato 20, vigilia della festa: ore 17.30 Rosario e litanie; ore 18, vespri solenni e santa messa presieduta da don Luigi Drosi; al termine, processione eucaristica per le vie del centro storico. Domenica 21 settembre, giorno della festa solenne, le messe saranno celebrate alle ore 8.30 e alle ore 11 nella navata laterale della chiesa, mentre alle ore 17.30 nella strutturale parrocchiale di Casa Maria. Al termine, processione per le vie cittadine. Il programma civile prevede, sabato 20 settembre, alle ore 21, in piazza dell’Emigrante, concerto dei Korabattenti; il 21 settembre, le vie del paese saranno allietate dallo storico concerto bandistico “Città di Borgia”. Durante la processione di domenica, nei pressi dell’anfiteatro comunale, ci sarà lo spettacolo dei fuochi d’artificio.
Carmela Commodaro

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