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Maltempo in Calabria – Situazione interventi dei Vigili del Fuoco sul territorio regionaleAggiornamento alle ore 14.30

A causa delle avverse condizioni meteorologiche che stanno interessando la regione, i Vigili del Fuoco sono impegnati in numerosi interventi di soccorso tecnico urgente.
Situazione complessiva:
31 interventi attualmente in corso
60 interventi in attesa di espletamento

Nel dettaglio la situazione per Comando

COM-CS: 13 interventi in atto, 20 in attesa di espletamento
Una squadra dei Vigili del Fuoco della sede centrale è impegnata per la rimozione di un albero abbattutosi sulla carreggiata dell’Autostrada A2 del Mediterraneo, al km 277+400, nel territorio del comune di Rogliano, direzione sud, al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza per la viabilità.

COM-CZ: 8 interventi in atto, 33 in attesa di espletamento
Numerosi gli interventi nel comprensorio Lametino per alberi abbattuti da forti raffiche di vento nonché antenne, cartelloni ed insegne divelte. (vedi foto)

COM-VV: 2 interventi in atto, 1 in attesa di espletamento

COM-RC: 6 interventi in atto, 4 in attesa di espletamento

COM-KR: 2 interventi in atto, 2 in attesa di espletamento

Le squadre dei Vigili del Fuoco continuano a operare senza sosta per fronteggiare le criticità segnalate, garantendo assistenza alla popolazione e la messa in sicurezza delle aree interessate.

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Vallefiorita, ritrovata stamattina l’auto rubata nella notte

È stata ritrovata in un uliveto nella zona montana di Vallefiorita l’automobile rubata nella notte scorsa nel centro storico. L’auto, una Fiat Panda di proprietà di un giovane del posto, era parcheggiata nella stessa piazza in cui è avvenuta l’esplosione e il furto al bancomat situato sotto la villa comunale. Il veicolo aveva il vetro dello sportello anteriore infranto e sarebbe stato utilizzato dai malviventi per la fuga. Il colpo è avvenuto alle 3 di notte. Dopo l’esplosione i ladri si sono impossessati della cassetta contenente il denaro e sono scappati. Sul posto vigili del fuoco e carabinieri che hanno avviato le indagini. Si stanno visionando anche i filmati del sistema di videosorveglianza della zona.
Carmela Commodaro

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Vallefiorita, esplosione nella notte: ignoti sradicano e portano via il bancomat

Colpo grosso nella notte a Vallefiorita. Intorno alle ore 3 della notte tra venerdì e sabato, un boato ha squarciato il silenzio del centro cittadino. Ignoti hanno fatto saltare in aria lo sportello bancomat del Banco di Credito Cooperativo (BCC) di Montepaone, situato nei pressi della villa comunale. Secondo le prime informazioni, i malviventi hanno utilizzato la tecnica dell’esplosione, probabilmente con il metodo della “marmotta”, per scardinare l’apparato Atm. L’area dell’esplosione è stata delimitata dalle forze dell’ordine, che hanno avviato i rilievi scientifici per individuare tracce utili all’identificazione dei responsabili. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco. Resta ancora da quantificare l’esatto ammontare del bottino, ma i danni alla struttura esterna appaiono ingenti. Nella stessa notte e nella stessa zona è stata rubata un’automobile, una Fiat Panda, di proprietà di un giovane del posto, ma non si sa se i due episodi siano collegati. Il furto del bancomat di Vallefiorita non è isolato. Nelle ultime settimane la Calabria è stata teatro di numerosi assalti simili ai danni di filiali bancarie e uffici postali. Il modus operandi (azione notturna, uso di esplosivi e furto di veicoli locali per la fuga) suggerisce l’esistenza di una banda specializzata che sta colpendo ripetutamente il territorio.
Carmela Commodaro

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San Floro, la cooperativa “Nido di Seta” nell’ambito della Rete dei Musei d’Impresa del Gal Serre Calabresi

Valorizzare il passato per costruire nuove opportunità di sviluppo. È questa la filosofia che sta alla base della “Rete dei Musei d’Impresa”, il progetto di cooperazione interterritoriale promosso dal Gal Serre Calabresi e finanziato attraverso il Psr Calabria. Un’iniziativa che punta a mappare, raccontare e mettere in rete le realtà produttive storiche del territorio, trasformandole in un motore di crescita culturale, sociale ed economica per le aree rurali. L’obiettivo è chiaro, cioè rafforzare l’identità locale, creare nuove occasioni di turismo esperienziale e offrire strumenti formativi a studenti, imprenditori e comunità. Attraverso eventi, visite guidate e attività didattiche, il progetto permette di conoscere da vicino le tante eccellenze che animano il tessuto produttivo calabrese, spesso custodi di saperi antichi e innovazioni sorprendenti. Tra le realtà più affascinanti coinvolte nella rete c’è la cooperativa “Nido di Seta” che opera a San Floro, un borgo che negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento europeo per la bachicoltura. Qui, agricoltura e artigianato si intrecciano in un modello virtuoso che ha riportato in vita l’antica tradizione serica calabrese. La cooperativa produce abbigliamento, accessori e gioielli in seta, creazioni che hanno varcato i confini regionali fino ad arrivare perfino in Vaticano. A raccontare questa esperienza è il presidente Domenico Vivino, che guida un progetto capace di coniugare innovazione, sostenibilità e radici culturali. “Nido di Seta” non è solo un laboratorio artigianale, ma anche un vero e proprio ecosistema turistico che comprende una fattoria didattica, un punto di ristoro, percorsi eco-esperienziali e un museo dedicato alla storia della seta. Un’offerta che attira visitatori da tutta Italia e dall’estero, contribuendo in modo significativo all’economia locale. L’impatto della cooperativa va ben oltre la produzione serica. La sua attività rappresenta un presidio contro lo spopolamento rurale, un esempio concreto di economia circolare e un baluardo nella tutela del patrimonio culturale legato alla seta, un sapere di valore inestimabile per la Calabria. Non sorprende, dunque, che negli anni “Nido di Seta” abbia ricevuto numerosi riconoscimenti. Tra questi spicca il Premio Best Practice dell’Italia rurale 2023, che valorizza i progetti più innovativi e sostenibili del settore agricolo nazionale. Oggi la realtà serica di San Floro può vantare un primato straordinario: è l’attività che produce più seta in Europa, con la filanda operativa più grande del continente. Un risultato che testimonia la forza di un progetto nato dal territorio e capace di guardare lontano. La “Rete dei Musei d’Impresa” del Gal Serre Calabresi, attraverso storie come quella di “Nido di Seta”, dimostra come la memoria produttiva possa diventare una risorsa strategica per il futuro. Un patrimonio che merita di essere conosciuto, vissuto e tramandato.
Carmela Commodaro

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Squillace, il 2026 si apre all’insegna dei nuovi servizi e dei cantieri

Il 2026 si apre con un’ondata di novità per il Comune di Squillace, guidato dal sindaco Enzo Zofrea, che inaugura il nuovo anno con una serie di interventi attesi da tempo e con un programma amministrativo che punta a migliorare servizi, infrastrutture e qualità della vita dei cittadini. Nel corso di un’intervista al primo cittadino, abbiamo appreso che a partire da lunedì 12 gennaio tornerà finalmente operativo lo scuolabus destinato ai bambini di località Fiasco Baldaya e di Squillace Lido, un servizio sospeso da anni che aveva creato notevoli disagi a bambini e famiglie. La ripresa del trasporto scolastico rappresenta un segnale concreto dell’attenzione dell’amministrazione verso le esigenze quotidiane della comunità. Nel frattempo, procede spedito anche il percorso per l’attivazione della nuova mensa della scuola elementare di Squillace centro, che sarà operativa a breve; si tratta di un intervento molto atteso che permetterà di migliorare l’offerta scolastica e di garantire un servizio moderno e funzionale agli alunni. Tra le opere già avviate figurano anche i lavori di ristrutturazione del vecchio e del nuovo cimitero, un intervento necessario per riqualificare spazi pubblici fondamentali e restituire decoro a luoghi particolarmente sensibili per la cittadinanza. Un altro tassello importante riguarda la realizzazione del nuovo asilo di Squillace Lido, per il quale è stato affidato l’appalto a una ditta specializzata. L’investimento, pari a 700 mila euro, consentirà di dotare la frazione marina di una struttura moderna, sicura e adeguata alle esigenze delle famiglie. Secondo quanto anticipato alla nostra testata dal sindaco Zofrea, queste iniziative rappresentano solo l’inizio di un anno ricco di progettualità. Numerosi altri interventi, infatti, sono in fase di definizione e saranno annunciati nelle prossime settimane, delineando un 2026 che si preannuncia orientato allo sviluppo del territorio. L’amministrazione comunale sembra, dunque, determinata a imprimere una forte accelerazione ai lavori pubblici e ai servizi, con l’obiettivo dichiarato di rendere Squillace una comunità sempre più efficiente, accogliente e proiettata verso il futuro.
Carmela Commodaro

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“Discutiamone a scuola”: al Malafarina parte il nuovo servizio di psicologia scolastica.

Soverato. L’Istituto Tecnico Tecnologico “G. Malafarina” avvia ufficialmente il progetto “Discutiamone a scuola”, iniziativa promossa dalla Regione Calabria, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e le Aziende Sanitarie Provinciali, approvata con delibera n. 335 il 10 luglio 2024. L’obiettivo, in un’ottica di collaborazione e di promozione della salute, è quello di contribuire al benessere psicologico e relazionale degli studenti, nonché dell’intera comunità scolastica, attraverso la presenza nelle scuole di psicologi dell’ASP incaricati di svolgere attività di prevenzione, ascolto e sostegno rivolte a studenti, famiglie e personale scolastico. Per il Malafarina, la figura di riferimento designata, sarà quella della Dott.ssa Teresa Caligiuri, che incontrerà genitori e docenti nella giornata di lunedì 12 gennaio, alle ore 15.00, presso la Sala Conferenze dell’Istituto.  Il progetto si articolerà su più livelli. Da un lato, sono previste attività collettive (come laboratori, incontri di sensibilizzazione e percorsi dedicati alla gestione delle emozioni e alla prevenzione del disagio), per le quali sarà necessario il consenso informato delle famiglie degli studenti minorenni. Accanto alle attività di gruppo, tuttavia, verrà attivato altresì uno sportello di ascolto individuale, accessibile su richiesta volontaria da parte di studenti, genitori o personale scolastico. I colloqui si svolgeranno in spazi riservati e nel pieno rispetto della privacy e del segreto professionale. Il servizio è del tutto gratuito e sarà destinato prioritariamente alle classi del primo biennio, tenendo comunque conto della necessità di   favorire il più ampio coinvolgimento della comunità scolastica. Una delle novità più significative riguarda anche la continuità del servizio: gli psicologi coinvolti, contrattualizzati per 36 ore settimanali, saranno disponibili anche durante i periodi di sospensione delle attività didattiche. Un’opportunità importante per tutti coloro che necessitino di supporto nei momenti più delicati dell’anno scolastico. Il progetto si basa su una stretta collaborazione tra l’Istituto e l’ASP territorialmente competente. La scuola garantirà il coordinamento organizzativo, mentre ogni trattamento dei dati personali avverrà nel pieno rispetto del GDPR e delle normative vigenti. Il Dirigente Scolastico, prof. Saverio Candelieri, invita tutta la comunità scolastica a partecipare attivamente, in quanto “Favorire un clima sereno e accogliente è un impegno condiviso. Questo progetto rappresenta un passo importante verso una scuola più attenta al benessere psicologico di ciascuno”.

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Call center Enel, Bruno: “Una bomba sociale pronta a esplodere, al centro ci sono le persone”

Il consigliere regionale capogruppo di “Tridico Presidente” esprime solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori dei call center di Enel, Enel X ed E-distribuzione in sciopero a Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria. Al centro della vertenza il rischio di aggiramento della clausola sociale e dei trasferimenti forzati

CATANZARO – 9 GENNAIO 2025. «Un’altra vertenza, un’altra bomba sociale pronta a scoppiare, capace di mettere a repentaglio la stabilità e il futuro di decine di lavoratori e lavoratrici e delle loro famiglie. Il 2026 si apre esattamente come si era chiuso l’anno precedente: con mobilitazioni e presidi per difendere il proprio posto di lavoro. Perché ciò che troppo spesso le grandi aziende, i proprietari e chi le dirige sembrano dimenticare è che, quando si parla di commesse e contratti, non si parla solo di procedure, ma di persone. Uomini e donne, con storie, responsabilità e dignità che meritano rispetto».

È quanto afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, commentando lo sciopero che ha interessato nella giornata di oggi Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria.

«Questa mattina in piazza c’erano lavoratrici e lavoratori impegnati nelle attività di customer care di Enel, Enel X ed E-distribuzione, ai quali va la mia piena solidarietà e vicinanza. Parliamo di circa 7.000 persone che, da anni, garantiscono un servizio essenziale, rappresentando quotidianamente il volto e la voce di una delle principali aziende del Paese nel rapporto con cittadini e imprese».

«Negli anni – prosegue Bruno – queste lavoratrici e questi lavoratori hanno svolto il proprio lavoro confidando in un impianto normativo che assicurasse continuità occupazionale, stabilità e rispetto dei diritti. Oggi, però, quell’equilibrio viene messo seriamente in discussione. Al centro della vertenza c’è il rischio concreto di un aggiramento della clausola sociale, a partire dal principio di territorialità, con la prospettiva di trasferimenti forzati anche di centinaia di chilometri come condizione per mantenere il posto di lavoro».

«Non si tratta di una semplice riorganizzazione aziendale – sottolinea ancora – ma di scelte che incidono profondamente sulla vita delle persone, sui legami familiari, sulla possibilità stessa di continuare a lavorare. In gioco c’è prima di tutto il rispetto di una normativa che, negli anni, ha garantito tutele in un settore storicamente fragile come quello dei call center in appalto. Tornare indietro significherebbe riaprire una stagione che il Paese conosce bene: precarietà, licenziamenti e ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali».

Bruno richiama poi la responsabilità istituzionale del gruppo Enel: «Parliamo di un’azienda che vede una presenza significativa di soggetti pubblici nel proprio azionariato e che, proprio per questo, non può sottrarsi a una responsabilità sociale che va oltre il mero rispetto formale delle regole di mercato. Le istituzioni non possono restare a guardare, subendo passivamente una visione padronale che trasforma il lavoro in una variabile delle gare d’appalto, alimentando instabilità e precarietà».

«Le richieste avanzate dalle lavoratrici e dai lavoratori sono legittime e chiare – conclude il capogruppo di “Tridico Presidente” –: serve una revisione immediata dei bandi di gara, la piena applicazione della clausola sociale, la tutela della territorialità e il rispetto del contratto collettivo delle Telecomunicazioni recentemente rinnovato. Sono condizioni indispensabili per garantire continuità occupazionale, qualità del servizio e coesione sociale. Questa vertenza non riguarda solo chi oggi ha incrociato le braccia, ma il modello di sviluppo e di relazioni industriali che si vuole costruire nel Paese».

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Dipendenze in Calabria, l’allarme del CREA Calabria: età del primo contatto a 12 anni, boom di cocaina e l’ombra del fentanyl

CATANZARO – Il fenomeno delle dipendenze in Calabria sta attraversando una mutazione silenziosa ma devastante, mentre l’attenzione pubblica, politica e mediatica sembra essere svanita. Il CREA Calabria (Coordinamento Regionale dei Servizi per le Dipendenze Accreditate), per voce della sua presidente, Vittoria Scarpino, lancia un grido d’allarme: «Siamo di fronte a un’emergenza generazionale senza precedenti che unisce vecchi veleni e nuove minacce letali». I dati del monitoraggio 2025 sono inequivocabili: l’età media del primo consumo è crollata alla soglia dei 12-13 anni. «Siamo di fronte a un’epidemia invisibile – afferma la presidente del CREA Calabria –. Si inizia con cannabinoidi ad alta concentrazione prima ancora della licenza media. Ma ciò che sconvolge è la diffusione capillare della cocaina, ormai percepita come sostanza “da prestazione” e accessibile a tutti, che sta devastando la salute mentale di giovani e adulti. Non è più la droga d’élite: è un veleno di massa che alimenta l’economia illegale della nostra Regione. È il ritorno prepotente dell’eroina e l’esplosione del crack, sostanze a basso costo che stanno devastando i nostri centri urbani». Il CREA Calabria pone l’accento su una minaccia globale che ha iniziato a mostrare segnali anche nel nostro territorio: l’ingresso degli oppioidi sintetici.
«Dobbiamo alzare la guardia sul fentanyl. Basta una dose infinitesimale per uccidere. Il rischio che venga mischiato ad altre sostanze, a insaputa del consumatore, è altissimo. Non possiamo aspettare una strage per intervenire: serve una rete di allerta rapida e laboratori di analisi capaci di intercettare queste sostanze prima che arrivino in strada», afferma ancora Scarpino. Accanto alle sostanze chimiche, emerge il pericolo delle cosiddette “droghe digitali”. Smartphone, gaming compulsivo e social media stanno alterando i circuiti cerebrali della gratificazione nei giovanissimi.
«Il digitale è il nuovo spaccio – continua la presidente del CREA –. Le dipendenze tecnologiche portano all’isolamento sociale, fino al fenomeno degli hikikomori, e fungono spesso da porta d’ingresso verso l’uso di droghe pesanti, utilizzate come tentativo di automedicazione per l’ansia indotta dallo schermo». A questo quadro si aggiunge la grave sofferenza del sistema di cura: i SER.D. pubblici sono sotto organico e le comunità terapeutiche, ultimo baluardo sul territorio, necessitano di un sostegno strutturale. Nonostante la gravità della situazione, il CREA Calabria denuncia una preoccupante rimozione sociale del problema.
«Si parla sempre meno di dipendenze proprio quando il fenomeno diventa più aggressivo. La droga è stata normalizzata nei linguaggi giovanili e le istituzioni sembrano aver ridotto il tema a una questione di ordine pubblico, dimenticando che si tratta di una vera emergenza sanitaria ed educativa. La Calabria non può limitarsi alla gestione dell’emergenza nei pronto soccorso». Il CREA Calabria chiede alle istituzioni di: attivare progetti di prevenzione primaria nelle scuole medie, intervenendo sugli adolescenti prima del primo contatto con le sostanze; potenziare la rete dei servizi privati accreditati per le dipendenze, sostenendo strutture che operano in condizioni di cronico sottofinanziamento; costruire un Piano straordinario sul fentanyl, attivando protocolli di sicurezza e percorsi di formazione per operatori del pubblico, del privato accreditato e per le forze dell’ordine. «Non possiamo permetterci di perdere una generazione nell’indifferenza. Ogni giorno di silenzio è un pezzo di futuro che la Calabria regala alla criminalità», conclude la presidente Vittoria Scarpino.

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Storico Protocollo tra Corecom e UCSI: nasce un’alleanza nazionale per la media education e la comunicazione etica

Storico accordo tra il Coordinamento Nazionale dei Corecom e lUCSI.

Venerdì 9 gennaio 2026 si è svolta, in un contesto di particolare rilievo istituzionale e culturale, la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra il Coordinamento Nazionale dei Comitati Regionali per le Comunicazioni e l’Unione Cattolica della Stampa Italiana, alla presenza di Sua Eminenza il Cardinale Angelo Bagnasco. L’intesa segna un passaggio di assoluto valore strategico nel percorso di rafforzamento delle politiche di media education e di promozione di una comunicazione responsabile, fondata sul rispetto della dignità della persona, sul contrasto alle parole ostili e sulla tutela delle fasce più fragili, in particolare nel contesto dei media tradizionali e digitali. Alla cerimonia di firma erano presenti la Coordinatrice nazionale dei Corecom, Carola Barbato, e il Presidente nazionale dell’ UCSI, Vincenzo Varagona. Tra i protagonisti dell’incontro, il Presidente del Corecom Calabria, Fulvio Scarpino, Vice Coordinatore nazionale dei Corecom, che ha avuto un articolato e diretto confronto con il Cardinale Bagnasco, illustrando il progetto Corecom Academy in Tour, concepito come infrastruttura formativa itinerante a servizio dei territori, delle scuole, delle famiglie e delle comunità educanti. Nel corso dell’incontro è stata posta particolare enfasi sul valore del Protocollo quale strumento non meramente formale, ma sostanziale, capace di tradurre in azione concreta una visione condivisa della comunicazione come responsabilità pubblica e come leva educativa. In tale prospettiva, è stato presentato il tema dell’educazione affettiva e relazionale, inserita allinterno dei percorsi di media education come dimensione imprescindibile per la costruzione di un ecosistema comunicativo sano, inclusivo e rispettoso. In particolare, il Presidente Scarpino ha evidenziato come la Calabria sia individuata quale territorio pilota per la sperimentazione di un modello integrato di educazione ai media ed educazione affettiva, destinato a essere progressivamente esteso a livello nazionale, in una logica di sistema che vede i Corecom protagonisti attivi nella prevenzione dei fenomeni di odio, violenza verbale e disagio giovanile. Guida morale dell’incontro, il Cardinale Angelo Bagnasco ha approfondito con i Presidenti dei Corecom convenuti il significato profondo della media education in una prospettiva etica e cattolica, richiamando il ruolo della comunicazione come strumento di costruzione di comunità, dialogo e responsabilità collettiva. L’accordo sottoscritto rappresenta dunque un passaggio storico nel rafforzamento del ruolo istituzionale dei Corecom e nella costruzione di un’alleanza educativa stabile tra istituzioni, mondo dell’informazione e comunità ecclesiale, con l’obiettivo di rendere la comunicazione un autentico presidio di civiltà, consapevolezza e coesione sociale.

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