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Mariana Lancellotti attrice protagonista del film “Seduci & Scappa” trasmesso su Rai 1

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Tutti davanti al piccolo schermo, venerdì 2 gennaio scorso, canale sintonizzato RAI 1 , dove, in prima serata, si trasmetteva “Seduci & Scappa, il film con attrice protagonista Mariana Lancellotti, giovane artista originaria di Davoli. Un orgoglio per i suoi concittadini e per i calabresi tutti che, con gioia e curiosità, si sono accomodati davanti al televisore per ammirare la brillante performance di Mariana, la sua bravura, la professionalità, la sua bellezza. Una pellicola in cui Mariana interpreta il personaggio di Alice, una donna che scappa per proteggere sua figlia Diana e di come la sua vita sia stata sconvolta dal ritorno di Max, il suo ex compagno che rivendica l’affidamento della figlia. Un racconto che inizia con una donna che si rifugia tra le montagne della Calabria, a Fiumefreddo Bruzio, in casa di suo zio Calogero, un ex attore teatrale, interpretato da Nino Frassica e la cugina Matì, Quì incontra l’amore di Leonardo, un uomo gentile e premuroso rappresentato da Francesco Arca. Una commedia romantica girata interamente in Calabria, a Fiumefreddo Bruzio set principale, a Plataci, Corigliano Rossano, Diamante e Amantea, con il sostegno della Fondazione Calabria Film Commission. Diretto da Fabrizio Costa, scritto da Antonio Antonelli e Alessandro Ottaviani, “Seduci e Scappa” è parte della Collana “Purchè finisca bene”, prodotta da Pepito Produzioni con RAI Fiction. Un film di sorrisi, colpi di scena, paesaggi mozzafiato, che riflette su temi intensi: maternità, solitudine, l’imparare a fidarsi dopo una ferita. L’interpretazione di Mariana è stata eccellente, apprezzata da tutti i suoi concittadini e non solo, se ne parla ancora, per strada, nei bar, nei supermercati, il giudizio è unanime : “brava e bella”. “Mariana protagonista intensa e misurata che alla storia di Alice ha prestato più che un volto. – si legge in una recensione – Le sue risposte sincere e profonde, raccontano un’esperienza che va oltre il set, toccando la sfera personale, una maternità e quel bisogno così umano di sentirsi al sicuro anche nell’incertezza”. Mariana Lancellotti, sin da bambina scopre la passione per la recitazione, frequenta laboratori e compagnie teatrali, si diploma al Liceo Scientifico di Soverato e dopo aver conseguito la Laurea in Scienze Motorie, si trasferisce a Roma per studiare recitazione. La sua formazione professionale la vede partecipe in diversi film cinematografici, fiction e commedie teatrali, la sua carriera da attrice inizia nel 2009 in una commedia teatrale del calabrese Pino Michienzi, e da lì è sempre un’ascesa. Nel 2021 il regista calabrese Maurizio Paparazzo, la vuole nel suo cortometraggio “Rughe”, dove riceve il premio per la migliore attrice. Mariana ha lavorato anche con altri personaggi noti come Lino Banfi, Orietta Brti, Little Tony e Massimo Ranieri.

Rosanna Paravati

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Presentato il dossier “Abbatti l’abuso in Calabria”. Ecco i dati e le proposte [VIDEO]

Solo una minima parte delle ordinanze di demolizione emesse in Calabria viene effettivamente eseguita. È uno dei dati più significativi che emerge dal dossier “Abbatti l’abuso in Calabria”, presentato nel corso di una conferenza stampa presso la Sala Verde della Cittadella regionale “Jole Santelli”, promossa da Legambiente e Regione Calabria. All’incontro hanno partecipato il Presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto; l’assessore con delega all’ambiente, alla legalità e sicurezza, Antonio Montuoro; il dirigente del settore Pianificazione urbanistica e rigenerazione urbana- contrasto all’abusivismo edilizio della Regione Calabria, Pasquale Celebre; il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani; la Presidente di Legambiente Calabria Anna Parretta ed Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente.

Il dossier è il risultato di una collaborazione istituzionale inedita a livello nazionale, formalizzata attraverso un Protocollo d’intesa tra Regione Calabria e Legambiente, approvato con Delibera di Giunta regionale n. 150 del 10 aprile 2024, rinnovato nel 2025, che ha consentito di monitorare in modo sistematico l’azione svolta dai Comuni calabresi in materia di vigilanza edilizia e urbanistica e di raccogliere dati anche dalle Prefetture e dalle Procure della Repubblica, ciascuna per le proprie competenze. Un lavoro che si inserisce nel più ampio impegno della Regione Calabria nel rafforzare negli ultimi anni l’azione di controllo sugli enti locali, anche attraverso diffide, la nomina di commissari ad acta e il coinvolgimento di Città Metropolitana e Province per garantire continuità agli interventi.

L’indagine offre una fotografia dettagliata dell’abusivismo edilizio in Calabria, basata esclusivamente su dati ufficiali forniti dagli enti locali, e registra un elemento positivo rispetto alle precedenti edizioni del dossier: è aumentato in modo significativo il numero dei Comuni che hanno risposto ai quesiti, segnale di una maggiore attenzione e disponibilità alla trasparenza su un tema complesso e spesso sottovalutato. In questa edizione hanno risposto 105 Comuni, pari al 26% del totale regionale (il doppio di quelli che avevano risposto a un precedente monitoraggio pubblicato da Legambiente nel 2023) ma rappresentativi di circa il 48% della popolazione calabrese.

Dai dati emerge tuttavia un quadro critico: tra il 2004 e il 2023 nei Comuni che hanno risposto alla richiesta di informazioni sono state emesse 11.398 ordinanze di demolizione, ma solo 1.273 sono state eseguite, pari ad appena l’11%. Ancora più ridotto il numero degli immobili abusivi acquisiti al patrimonio comunale, appena 135, ovvero l’1,1% del totale delle ordinanze emesse, nonostante l’acquisizione sia prevista automaticamente dalla legge.

Il fenomeno risulta particolarmente concentrato nelle aree costiere, dove si registra il 77% delle ordinanze e delle demolizioni effettuate, confermando come il cemento illegale continui a esercitare una forte pressione su territori già fragili dal punto di vista ambientale e idrogeologico. Completano il quadro i dati relativi alle 1.029 sentenze di demolizione di immobili abusivi emesse dalle Procure che hanno partecipato al monitoraggio, di cui 244 eseguite, pari al 23,8% del totale e le 1.843 ordinanze di demolizione non eseguite e trasmesse alla Prefetture. Per quanto riguarda le diverse tipologie di reati contestati, sulla base dei dati trasmessi figurano al primo posto, con 3.808 casi, i provvedimenti di demolizione per mancanza di titolo edilizio, cioè case completamente illegali.

Questo dossier restituisce un quadro chiaro e documentato dell’abusivismo edilizio in Calabria, un fenomeno che incide sulla sicurezza dei territori, sulla tutela dell’ambiente e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni – ha dichiarato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria –. I dati dimostrano che è necessario applicare le norme esistenti con continuità e responsabilità. L’intesa con la Regione Calabria rappresenta un passaggio importante, perché consente di superare approcci episodici e di costruire politiche strutturali basate su numeri reali. Contrastare l’abusivismo significa anche affermare un principio di giustizia verso i cittadini che rispettano le regole e non possono continuare a pagare il prezzo dell’illegalità”.

Sul piano nazionale, il dossier evidenzia come l’abusivismo edilizio rappresenti una criticità strutturale, legata più alla mancata applicazione delle norme che alla loro assenza. “L’abusivismo edilizio è una delle grandi emergenze irrisolte del Paese e la Calabria ne rappresenta uno dei casi più emblematici – ha sottolineato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente –. Questo lavoro dimostra che il problema non è la mancanza di regole, bensì la difficoltà nel renderle effettive. Servono continuità nell’azione amministrativa, risorse adeguate per le demolizioni e un quadro normativo chiaro che consenta a Comuni, Prefetture e Procure di intervenire senza ambiguità. Una collaborazione, quella con la Regione Calabria, senza precedenti in Italia, che indica una strada concreta e può diventare un modello anche per altre regioni”.

Dal punto di vista della legalità, il dossier mette in evidenza come la scarsa esecuzione delle demolizioni contribuisca a rafforzare un diffuso senso di impunità. “Il proliferare del “mattone illegale” – ha spiegato Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente – moltiplica il consumo di suolo, degrada l’ambiente, aggrava il rischio idrogeologico dei territori e pregiudica le stesse possibilità di crescita delle imprese che operano nel mercato dell’edilizia sostenibile, orientato verso la rigenerazione urbana e il rispetto delle regole, come dimostrano anche i dati sui reati nel ciclo del cemento accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto. Quando gli abusi restano in piedi per anni, il messaggio che passa è che violare la legge conviene. Rafforzare il coordinamento tra Comuni, Prefetture e Procure e superare le attuali incertezze interpretative è indispensabile per rendere efficace il contrasto al cemento illegale e colpire anche gli interessi criminali che spesso vi ruotano attorno”.

Le proposte

Accanto all’analisi dei dati, il dossier “Abbatti l’abuso in Calabria” avanza una serie di proposte operative, a livello regionale e nazionale, per rafforzare in modo strutturale il contrasto all’abusivismo edilizio. Tra le priorità indicate vi sono il monitoraggio costante dei procedimenti relativi agli abusi urbanistici ed edilizi, con particolare attenzione ai Comuni che presentano i numeri più elevati; il ricorso sistematico, da parte delle Amministrazioni provinciali delegate, a diffide e commissariamenti nei casi di inadempienza nell’emissione delle ordinanze di demolizione; l’individuazione dei territori più critici sui quali concentrare azioni mirate per sbloccare le pratiche ferme da anni.

Il dossier sottolinea inoltre la necessità di prevedere, sulla base dei risultati del monitoraggio, risorse adeguate nei Fondi nazionali per consentire ai Comuni, alle Procure e alla Prefetture di dare esecuzione al maggior numero possibile di ordinanze di demolizione ancora inevase; rafforzare l’applicazione delle procedure di acquisizione degli immobili abusivi al patrimonio comunale; istituire un Tavolo regionale permanente di contrasto all’abusivismo edilizio, con il coinvolgimento di enti locali, Prefetture, Procure, Forze dell’Ordine, Capitanerie di porto, associazioni di categoria e ambientaliste, al fine di condividere informazioni e definire una strategia comune di prevenzione e repressione del fenomeno; estendere, di concerto con il ministero dell’Interno, il potere sostitutivo delle Prefetture alle ordinanze emesse e non eseguite dai Comuni prima dell’entrata in vigore delle norme previste dall’art. 10 bis delle legge 120 del 2020; attivare la Banca dati nazionale sull’abusivismo edilizio presso il ministero delle Infrastrutture.

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Squillace celebra la traslazione delle reliquie di Sant’Agazio tra fede e storia

Il 16 gennaio la città di Squillace si raccoglie attorno al suo patrono Sant’Agazio per celebrare la solennità della traslazione delle sue reliquie, un appuntamento profondamente radicato nella storia e nella spiritualità del territorio. Alle ore 17.30, nella basilica concattedrale, l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace mons. Claudio Maniago presiederà la celebrazione eucaristica, momento centrale di una ricorrenza che unisce devozione, memoria e identità comunitaria. La festa del 16 gennaio rievoca l’arrivo miracoloso delle reliquie del martire Agazio, compatrono dell’arcidiocesi, la cui presenza continua a essere per i fedeli un segno di speranza e di forza nelle prove della vita. Attorno alla sua urna, la comunità rinnova ogni anno la memoria viva di una testimonianza di fede che attraversa i secoli, quella di un martire che ha incarnato coraggio, perseveranza e amore per il Vangelo. La devozione squillacese verso Sant’Agazio è legata a un racconto suggestivo, tramandato nei secoli e collocato tra il VII e il IX secolo. Secondo la tradizione, durante il periodo dell’iconoclastia, il corpo del martire fu rinchiuso dagli iconoclasti in una cassetta di piombo e gettato in mare. Le onde, però, non lo inghiottirono, perché la sacra urna, guidata dalla Provvidenza, attraversò il mare Ionio fino ad approdare miracolosamente sul lido di Squillace. Da lì, le reliquie furono collocate su un carro trainato da buoi. Gli animali, senza alcuna guida, iniziarono a salire verso l’attuale sito collinare della città. Giunti nel punto dove oggi sorge Squillace, si inginocchiarono e non vollero più proseguire. Il gesto fu interpretato come un segno divino, in quanto Sant’Agazio aveva scelto Squillace come luogo di riposo e protezione. Il popolo, commosso e riconoscente, trasportò allora le reliquie in processione fino alla cattedrale, dove il santo è venerato da allora come patrono della città e dell’intera diocesi, oggi Catanzaro-Squillace. La comunità squillacese onora Sant’Agazio con due celebrazioni solenni, il 16 gennaio, dedicata alla traslazione delle reliquie e al loro arrivo miracoloso; e il 7 maggio, giorno del martirio del santo. Queste due date scandiscono il ritmo spirituale della città, ricordando sia la testimonianza di fede di Agazio sia la sua protezione costante sulla comunità. La presenza delle reliquie di Sant’Agazio non è soltanto un riferimento storico, ma un richiamo vivo alla continuità della fede. Per i fedeli, esse rappresentano la forza del Vangelo nelle difficoltà, la chiamata personale alla santità e il legame profondo tra passato e presente.
Carmela Commodaro

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Duplice omicidio Bruno-Raimondi: due nuovi indagati al 41 bis. Eseguiti provvedimenti cautelari nelle carceri di Rebibbia e L’Aquila

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di due soggetti già detenuti in regime di art. 41 bis. L’operazione si è svolta all’interno delle Case Circondariali di Roma-Rebibbia e L’Aquila. I destinatari del provvedimento sono considerati figure di primo piano della criminalità organizzata calabrese, uno, ritenuto capo della locale di ’ndrangheta di Cutro e, all’epoca dei fatti, capo crimine per le province di Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone e Cosenza; l’altro, considerato esponente di spicco della cosca “Catarisano” di Borgia. Entrambi sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, dell’omicidio aggravato dalle modalità mafiose di Giuseppe Bruno, reggente dell’omonima cosca di Vallefiorita, e della moglie Caterina Raimondi, assassinati nel territorio Squillace il 18 febbraio 2013. Un’indagine complessa che riapre uno dei delitti più efferati del territorio. L’attività investigativa, lunga e articolata, è stata condotta sotto la direzione della Dda di Catanzaro e delegata al Nucleo Investigativo dell’Arma. Gli inquirenti hanno ricostruito con precisione i momenti precedenti e successivi al duplice omicidio, analizzando atti giudiziari provenienti da diversi procedimenti e verificando le dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, tra cui uno che avrebbe preso parte direttamente all’agguato. Questo lavoro ha permesso di far emergere nuovi elementi su un fatto di sangue che, per la sua ferocia e brutalità, aveva profondamente scosso l’opinione pubblica. La sera del 18 febbraio 2013, i due sicari si appostarono nei pressi della villa dei coniugi Bruno-Raimondi. L’obiettivo principale era Giuseppe Bruno, ma nell’agguato venne uccisa anche la moglie, Caterina Raimondi, che si trovava con lui al momento dell’esecuzione. Secondo gli investigatori, il duplice omicidio si inseriva in un contesto di regolamenti di conti interni alla ’ndrangheta e di ridefinizione degli equilibri criminali nel territorio. Per il duplice omicidio è in corso il processo dinanzi alla Corte di Assise di Catanzaro nei confronti di uno degli esecutori materiali.
Carmela Commodaro

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San Mango d’Aquino-Falerna, incidente stradale

Nella tarda serata di martedì una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, distaccamento di Lamezia Terme, è intervenuta sull’arteria di collegamento tra i comuni di San Mango d’Aquino e Falerna per un incidente stradale.
Una vettura, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo finendo fuori dalla sede stradale e precipitando in un burrone con un dislivello di oltre 20 metri, ribaltandosi.
All’interno dell’autovettura si trovava la sola conducente che, raggiunta dal personale dei Vigili del Fuoco, è stata estratta dall’abitacolo, immobilizzata su barella spinale in dotazione alla squadra e recuperata fino al piano stradale mediante l’impiego di tecniche SAF (Speleo Alpino Fluviali). La donna è stata successivamente affidata al personale sanitario del SUEM 118 per le cure del caso e il trasferimento presso idonea struttura ospedaliera.
Ultimate le operazioni di soccorso, la squadra ha provveduto alla messa in sicurezza del sito e del veicolo.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri per gli adempimenti di competenza

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A Montepaone i broccoli diventano alleati della salute: Naturium porta la scienza nel piatto

Al centro dell’incontro formativo promosso da Giovanni Sgrò le più recenti ricerche e uno showcooking per imparare a preservare i principi attivi delle verdure biologiche

Montepaone ha ospitato una mattinata di alta divulgazione scientifica e alimentare grazie a un nuovo evento formativo firmato Naturium, il progetto culturale ideato da Giovanni Sgrò che da anni lavora per diffondere una visione consapevole e scientificamente fondata dell’alimentazione naturale. Protagonisti dell’incontro sono stati i broccoli, i cavoli e i cavolini di Bruxelles, al centro di importanti ricerche internazionali che ne confermano il ruolo protettivo nella prevenzione oncologica. A guidare la parte scientifica dell’appuntamento è stato Enzo Fiorillo, erborista e rappresentante di diverse aziende del settore, da tempo impegnato nella promozione di una nutrizione basata su alimenti funzionali e biologici. Fiorillo ha illustrato ai partecipanti le più recenti evidenze pubblicate anche sulle pagine ufficiali di AIRC, che confermano il valore delle crucifere come veri e propri alleati della salute. Dagli Stati Uniti, infatti, arriva una delle scoperte più interessanti degli ultimi anni: uno studio coordinato da Pier Paolo Pandolfi, genetista del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, ha identificato una molecola – l’indolo-3-carbinolo (I3C) – presente proprio in broccoli, cavoli e cavolini di Bruxelles, capace di riattivare un potente gene oncosoppressore, il PTEN, noto per il suo ruolo nel contrastare la crescita dei tumori. I risultati, pubblicati sulla rivista Science, mostrano come questa molecola riesca a bloccare un enzima (WWP1) che normalmente ostacola l’azione anticancro di PTEN, permettendo così al gene di tornare a svolgere la sua funzione protettiva. “Non si tratta di miracoli alimentari – ha spiegato Fiorillo – ma di una conferma scientifica fortissima del valore delle verdure che da sempre fanno parte della dieta mediterranea. A patto, però, che siano biologiche e non trattate: solo così questi principi attivi possono davvero esprimere il loro potenziale”. Accanto alla scienza, Naturium ha voluto portare anche la pratica quotidiana in cucina. In sinergia con Fiorillo è intervenuto lo chef Gianpiero Menniti, che ha curato la parte culinaria dell’incontro, spiegando come cuocere e preparare le verdure senza disperderne i nutrienti. Dalle temperature di cottura alle tecniche di taglio, fino ai tempi di esposizione al calore, sono molti – ha ricordato – i fattori che possono compromettere o preservare le sostanze benefiche contenute nei vegetali. Il risultato è stato un vero e proprio dialogo tra scienza e cucina, che ha permesso ai partecipanti di comprendere come trasformare i dati della ricerca in scelte concrete da portare ogni giorno a tavola. “Il nostro obiettivo – ha sottolineato Giovanni Sgrò – è costruire una cultura del cibo che unisca conoscenza, territorio e salute. Eventi come questo dimostrano che l’alimentazione può diventare uno strumento potente di prevenzione e benessere”. Una mattinata partecipata, ricca di contenuti e di confronto, che ha confermato ancora una volta come Naturium stia riuscendo a creare un ponte virtuoso tra ricerca scientifica, agricoltura biologica e consapevolezza alimentare, partendo proprio dai prodotti più semplici – come un broccolo – per parlare di futuro, salute e qualità della vita.

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“𝐋𝐀 𝐒𝐂𝐎𝐌𝐌𝐄𝐒𝐒𝐀”𝐜𝐨𝐧 𝐆𝐚𝐢𝐚 𝐃𝐞 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐞𝐧𝐭𝐢𝐬, 𝐅𝐚𝐛𝐢𝐨 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐢 𝐞𝐝 𝐄𝐦𝐚𝐧𝐮𝐞𝐥𝐞 𝐁𝐚𝐫𝐫𝐞𝐬𝐢

𝟐𝟐 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟏:𝟎𝟎
𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐒𝐨𝐯𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨

𝐀𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐢 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐛𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐨
𝐡𝐭𝐭𝐩𝐬://𝐬𝐡𝐨𝐩.𝐝𝐢𝐲𝐭𝐢𝐜𝐤𝐞𝐭.𝐢𝐭/𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨/

La scommessa” è un testo che ci porta nel mondo degli scommettitori incalliti. Enrico è un giocatore che sa quanto può giocare e quando è arrivato il momento di smettere.
Michele invece gioca tutto quello che ha e si indebita, finché può, pur di continuare a giocare. I due appartengono a classi sociali differenti, Enrico fa l’avvocato, Michele invece è un operaio che è stato messo da poco in mobilità. Enrico ogni tanto si chiede come fa Chiara, la moglie di Michele, a stare ancora con lui, nonostante la situazione rovinosa in cui l’uomo ha precipitato la famiglia, per colpa del suo inguaribile vizio:
Chiara infatti è una donna bella e piena di qualità, che ha un problema: molti anni addietro si è innamorata di Michele e non le è ancora passata. La coppia ha una figlia che è andata via presto da casa, non sopportando i comportamenti del padre, con il quale non vuole più neanche parlare. Il fragile equilibrio su cui si regge il rapporto fra Chiara e Michele, viene messo in pericolo dall’ennesimo azzardo di quest’ultimo, azzardo nel quale viene coinvolta Chiara: il Nostro scommette con l’amico sulla fedeltà della moglie. Quando la donna lo scoprirà, costringerà il marito (ed anche l’amico, suo complice), ad una resa dei conti che condurrà ad un finale sorprendente.

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Amaroni, Archeoclub: un 2025 ricco di conquiste e nuovi progetti per il futuro

Il 2025 si è rivelato un anno straordinario per l’Archeoclub di Amaroni, segnato da risultati di grande rilievo e da un rinnovato slancio verso la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio. L’associazione, guidata dal professore Lorenzo Satanassi, ha portato avanti iniziative di grande impatto, ottenendo riconoscimenti ufficiali e avviando nuovi progetti destinati a lasciare un segno duraturo nella comunità. Tra i successi più significativi spicca la concessione del vincolo archeologico per il sito di contrada Batia, un risultato ottenuto grazie alla segnalazione dell’Archeoclub nel 2024 e alle successive indagini storico-archeologiche condotte dalla Sovrintendenza. Questo importante riconoscimento ha permesso all’associazione di avviare l’iter per ottenere un finanziamento di 45 mila euro destinato al progetto scientifico “Riscoprire Batia”. Il 2025 ha visto anche la firma di una convenzione decennale tra il presidente Satanassi e don Roberto Corapi, parroco di Amaroni per la gestione della biblioteca parrocchiale, che sarà inaugurata al termine dei restauri della chiesa. L’associazione ha partecipato a importanti iniziative culturali, tra cui “La Primavera dei Borghi” e “Chiese Aperte”, contribuendo alla promozione del territorio. Grande attenzione è stata dedicata anche al coinvolgimento delle nuove generazioni. Per l’anno scolastico 2025-2026 è stato presentato un progetto di attività archeologiche rivolto ai bambini delle scuole primarie dell’Istituto Comprensivo di Squillace. Guardando al futuro, l’associazione ha già delineato un ricco programma per il 2026. Tra le iniziative previste un convegno sulle tradizioni pasquali; attività estive per bambini e ragazzi, tra cui una simulazione di scavo archeologico; la valutazione e la futura pulizia della grotta-rifugio scavata da Gregorio Sorrentino durante la Seconda guerra mondiale, utilizzata dagli abitanti durante i bombardamenti; il sito, oggi invaso da rovi, è stato segnalato con apposite tabelle e sarà oggetto di interventi di manutenzione. Un altro fronte di ricerca riguarda la miniera di quarzo, attiva fino agli anni 70. L’Archeoclub ha recuperato la documentazione storica e individuato l’area della miniera. Verrà per questo organizzata una squadra di volontari per documentare fotograficamente il sito e saranno coinvolti geologi per valutarne lo stato e la possibilità di istituire un percorso guidato. «Il 2025 – afferma Satanassi – è senz’altro un anno da ricordare e che si chiude in maniera positiva. Ora guardiamo al 2026 con entusiasmo, pronti a trasformare nuove idee in realtà e a rafforzare il legame tra storia, territorio e comunità».
Carmela Commodaro

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Torna a Soverato la “Stra Don Bosco”: sport, fede e famiglia al centro della città.

Soverato si prepara a vivere una giornata di festa, sport e condivisione con il ritorno della Stra Don Bosco, in programma domenica 1 febbraio 2026, su iniziativa dell’Oratorio Salesiano San Domenico Savio.
L’evento, ormai atteso appuntamento per bambini, giovani, famiglie e adulti, unisce attività sportiva, spiritualità e socialità, nel pieno spirito salesiano.

La giornata si aprirà alle ore 10:00 con la celebrazione della Santa Messa, momento centrale di raccoglimento e partecipazione comunitaria.
A seguire, alle ore 11:00, prenderà il via la corsa podistica non agonistica, con partenza da Piazza Maria Ausiliatrice.

Le iscrizioni sono aperte presso l’Oratorio.

La quota di partecipazione è fissata in 10 euro per i singoli, con una riduzione a 5 euro per il secondo fratello o sorella. È inoltre previsto un pacchetto famiglia, con 10 euro per gli adulti e 5 euro per i figli.

Al termine della manifestazione si svolgerà la cerimonia di premiazione, con riconoscimenti per i primi tre classificati di ogni categoria maschile e femminile, oltre alle famiglie partecipanti.

La Stra Don Bosco non è soltanto una corsa, ma un momento di festa collettiva che valorizza i principi educativi e sociali cari a Don Bosco: stare insieme, condividere valori positivi e vivere la comunità come luogo di crescita.

Un appuntamento aperto a tutti, sportivi e non, per riscoprire il piacere di correre insieme e sentirsi parte di una grande famiglia.

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Carpanzano, incidente stradale

Nella mattinata odierna, intorno alle ore 11.00, i Vigili del Fuoco del Comando di Cosenza sono intervenuti nel comune di Carpanzano lungo la strada provinciale SP64 per un incidente stradale.
Nel sinistro è rimasto coinvolto un solo veicolo, una Fiat Punto condotta da una donna di circa 70 anni che, per cause in corso di accertamento, avrebbe perso il controllo del mezzo, ribaltandosi su un lato.
La conducente è stata estratta dall’abitacolo dal personale dei Vigili del Fuoco e successivamente affidata alle cure sanitarie del servizio di emergenza SUEM. La donna è stata quindi trasportata presso l’ospedale di Cosenza per ulteriori accertamenti.
Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri di Carpanzano per i rilievi di competenza e la gestione della viabilità.

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