Ricerca per:

La musica come medicina dell’anima: a Soveria Mannelli prosegue il tour “La musica, un’emozione che cura”

Si è svolto lunedì 12 gennaio 2026, presso l’Ospedale montano di Soveria Mannelli, una delle tappe del tour regionale “La musica, un’emozione che cura”. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra Federsanità ANCI Calabria e il Conservatorio di Musica “P.I. Tchaikovsky” di Catanzaro, ha trasformato la Cappella del presidio ospedaliero in un palcoscenico di speranza e armonia. L’ultima tappa del tour ha visto protagonista il Trio Tchaikovsky, composto dalle musiciste Grazia Barillà, Naomi Mazzeo e Giada Principato. Il trio ha incantato la platea — composta da pazienti, operatori sanitari, il Collegio di direzione dell’ASP di Catanzaro, sindaci del territorio e utenti — con un repertorio capace di unire generazioni diverse. Dalle melodie contemporanee di “Perfect” (Ed Sheeran) e “A Thousand Years” (Christina Perri), fino alla magia dei classici Disney con “La Bella e la Bestia” e l’emozione profonda delle note di Nicola Piovani per “La vita è bella”, la musica ha offerto un momento di autentico sollievo psicofisico. Ad introdurre l’evento è stata la dott.ssa Luisa La Colla, responsabile della comunicazione di Federsanità ANCI Calabria. È stato sottolineato il valore scientifico e umano del progetto: “Siamo alla conclusione di un percorso nato dalla convenzione con il Conservatorio Tchaikovsky. Riconosciamo il valore della musica come parte integrante del percorso di cura: le emozioni che essa suscita stimolano la produzione di ossitocina, facendo bene all’anima. La musica è una medicina il cui bugiardino è scritto sul pentagramma con note e chiavi di violino”. Il tour ha toccato i principali nodi della sanità calabrese, dal GOM di Reggio Calabria all’AOU di Catanzaro, passando per Crotone e concludendosi a Soveria Mannelli. L’obiettivo centrale è stato l’umanizzazione delle cure: integrare l’arte nel sistema sanitario per alleviare lo stress e migliorare l’esperienza ospedaliera. La musica riesce a trasmettere bellezza e speranza, è un linguaggio universale che può rendere un po’più sopportabile il dolore e offrire benessere non solo ai degenti e ai loro familiari, ma anche al personale sanitario quotidianamente impegnato in prima linea.

L’articolo La musica come medicina dell’anima: a Soveria Mannelli prosegue il tour “La musica, un’emozione che cura” proviene da S1 TV.

Sanità, il consigliere Enzo Bruno (capogruppo Tridico Presidente): “Servono scelte serie, non provvedimenti emergenziali. Attenzione su Catanzaro e Sant’Anna Hospital”

REGGIO CALABRIA – «Non è populismo denunciare ciò che i dati ufficiali certificano. Non lo diciamo noi che la sanità calabrese non funziona: lo affermano i sindacati, gli organismi di controllo, il Piano nazionale esiti di Agenas. Continuare a raccontare una sanità che non esiste significa negare i bisogni reali dei cittadini». Ad affermarlo è il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, intervenendo in Aula nel corso della discussione sulla proposta di legge finalizzata a garantire la continuità dei servizi sanitari regionali. «Se oggi il Consiglio regionale si occupa di sanità è grazie alla mobilitazione dei comitati e dei cittadini di Polistena, che hanno avuto il merito di riportare all’attenzione pubblica una condizione ormai insostenibile», ha evidenziato in apertura. Bruno ha poi voluto richiamare con forza anche l’attenzione su Catanzaro e sulla vicenda della clinica Sant’Anna Hospital. «Nel capoluogo – sottolinea – esisteva una struttura di eccellenza come Villa Sant’Anna, punto di riferimento nazionale nel campo della cardiochirurgia. Oggi quella realtà non c’è più. Ci sono imprenditori disponibili a investire per restituire alla città una struttura adeguata, consapevoli della tradizione e delle competenze che Catanzaro ha espresso per anni in questo settore». «Chiediamo alle istituzioni regionali – ha aggiunto – di dare attenzione a questa vicenda, di ascoltare chi vuole investire e di rispettare una città che ha rappresentato un presidio fondamentale nella cura e nella prevenzione. Il gruppo Tridico Presidente resta disponibile a qualsiasi confronto costruttivo, nella consapevolezza che la sanità calabrese ha bisogno di scelte serie, coraggiose e strutturali, non di soluzioni tampone». Bruno ha quindi ricordato come «per anni, alle richieste di discutere in Consiglio regionale di sanità, si sia risposto che non era possibile. Oggi, invece, ci troviamo a parlarne perché un’emergenza è esplosa con forza, rendendo impossibile continuare a voltarsi dall’altra parte». Sul piano delle competenze istituzionali, il capogruppo Bruno ha richiamato una pronuncia chiara della Corte costituzionale. «La sentenza n. 20 del 14 febbraio 2023 chiarisce senza ambiguità che, in una regione commissariata, le funzioni attribuite al commissario ad acta devono restare intangibili da qualsiasi interferenza degli organi regionali, anche se esercitata attraverso atti legislativi. Alla luce di questo, l’approvazione di una legge regionale in materia sanitaria appare quantomeno impropria». Secondo Bruno, «sarebbe stato forse più utile approvare una mozione di indirizzo rivolta al commissario, affinché adottasse un DCA, come già avvenuto in passato. Anche questa strada, tuttavia, resterebbe in contrasto con una normativa nazionale ancora vigente, che potrebbe essere modificata solo con l’eventuale approvazione di un emendamento in sede di conversione del decreto Milleproroghe». Nel merito del provvedimento in discussione, il capogruppo di Tridico Presidente ha comunque chiarito la propria posizione: «Non è certamente nostra intenzione creare ostacoli a una misura che, pur discutibile e di incerta realizzabilità, potrebbe consentire la prosecuzione di alcune attività sanitarie indispensabili, oggi fortemente compromesse anche a causa di scelte governative – come il DM 251/2024 – adottate dalla stessa maggioranza che guida la Calabria». «L’impostazione appare però limitativa – ha evidenziato Bruno – perché restringe il reclutamento ai soli medici in pensione. Il provvedimento potrebbe essere esteso anche ai liberi professionisti e ad altri medici già operanti sul territorio, come i medici di medicina generale, quelli della continuità assistenziale e gli specialisti ambulatoriali, magari prevedendo un limite massimo di ore settimanali». Ulteriori criticità riguardano i requisiti richiesti. «L’essere in pensione sembra costituire l’unico titolo previsto, senza alcun riferimento al possesso della specializzazione nella disciplina da ricoprire, che è invece indispensabile per qualunque attività ospedaliera. Inoltre, non è fissato alcun limite di età, mentre l’idoneità psico-fisica resta una variabile piuttosto incerta. Mancano infine criteri chiari sulla tariffazione delle prestazioni». «La sanità – ha concluso Bruno, annunciando comunque voto favorevole – non si risolve con norme emergenziali né con annunci. Serve una visione complessiva e un’assunzione di responsabilità collettiva, senza scaricare tutto sul passato o su comodi bersagli politici».

L’articolo Sanità, il consigliere Enzo Bruno (capogruppo Tridico Presidente): “Servono scelte serie, non provvedimenti emergenziali. Attenzione su Catanzaro e Sant’Anna Hospital” proviene da S1 TV.

LA SANITA’ CALABRESE E’ SEMPRE PIU’ AL COLLASSO, NON E’ UN PROBLEMA DI PERSONALE MA DI INCAPACITA’ ORGANIZZATIVA

Il Capogruppo PD Ernesto Alecci: “Dopo più di 4 anni di Governo Occhiuto non si intravede alcun cambio di passo. Sono tantissimi, ogni giorno, i calabresi che si scontrano con una Sanità in crisi, che non riesce a dare risposte.” 

Dopo Più di 4 anni di Governo Occhiuto e più di 6 anni di governo di centrodestra, la Sanità calabrese, purtroppo, è ancora in piena e totale emergenza. Le recenti iniziative lanciate dalla maggioranza e dal Presidente Occhiuto per il reclutamento di nuovo personale medico, al di là delle questioni di ammissibilità che verranno valutate, non possono bastare a nascondere quello che manca davvero, e cioè una migliore e più efficiente organizzazione dell’intera “macchina” che sta alla base del funzionamento di tutto il sistema sanitario regionale. In Calabria la Sanità non funziona non solo per mancanza di medici, ma anche e soprattutto per una totale incapacità nella Governance del sistema sanitario.

In questi anni sono stati tantissimi i segnali di inefficienza e di incapacità organizzativa, nell’acquisto delle strumentazioni, nella distribuzione dei medicinali e dei presidi salvavita, nella gestione dell’emergenza-urgenza, nella gestione delle liste d’attesa, nella ricezione dei referti per gli esami specialistici e si potrebbe continuare con altri mille esempi. Sono tantissimi, ogni giorno, i calabresi che si scontrano con una Sanità in crisi, che non riesce a dare risposte, non solo nelle aree interne, ma ora anche nelle grandi città e nelle grandi aziende ospedaliere. E intanto, ancora dopo tutti questi anni, i dati della fondazione Gimbe confermano che gli standard e le performance della Sanità del nord sono sempre più lontani e irraggiungibili, la spesa per migrazione sanitaria della Calabria sale ogni anno di più, aumentano i cittadini che non possono permettersi la sanità privata e rinunciano alle cure, la gente scende in piazza a Polistena, nel vibonese, le case di comunità non sono pronte e chissà quando lo saranno mai, le liste d’attesa continuano ad aumentare, a Reggio Calabria le flebo si attaccano col cerotto al muro, a Longobucco si muore perchè manca un’ambulanza….

Il Presidente Occhiuto più di 4 anni fa, all’indomani della sua elezione e della sua nomina a Commissario ad Acta, parlava di urgenza, di straordinario deficit di capacità organizzativa del sistema, del bisogno di avere strumenti e poteri, di un futuro cambiamento di passo e di una “nuova musica”. Ripetiamo, sono passati più di 4 anni, gli strumenti erano e sono a sua completa disposizione, i pieni poteri pure, le risorse per la sanità calabrese non sono mai state così ingenti, ma nell’organizzazione della sanità calabrese non si intravede né un cambio di passo, né si ascolta una “nuova musica”…

L’articolo LA SANITA’ CALABRESE E’ SEMPRE PIU’ AL COLLASSO, NON E’ UN PROBLEMA DI PERSONALE MA DI INCAPACITA’ ORGANIZZATIVA proviene da S1 TV.

Squillace, solennità Traslazione Reliquie Sant’Agazio: l’Arcivescovo S.E. Mons. Claudio Maniago ha presieduto la concelebrazione

Il 16 gennaio la città di Squillace si è raccolta attorno al suo patrono Sant’Agazio per celebrare la solennità della traslazione delle sue reliquie, un appuntamento profondamente radicato nella storia e nella spiritualità del territorio. Nella Basilica Concattedrale, l’Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace S.E. Mons. Claudio Maniago ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica, momento centrale di una ricorrenza che unisce devozione, memoria e identità comunitaria. Si è ripetuta anche la tradizione della caratteristica processione intorno all’episcopio con l’urna contenente le reliquie del Santo per ricordare l’arrivo a Squillace delle ossa da Costantinopoli tra il VII e il IX secolo. La festa del 16 gennaio, infatti, rievoca l’arrivo miracoloso delle reliquie del martire Agazio, compatrono dell’arcidiocesi, la cui presenza continua a essere per i fedeli un segno di speranza e di forza nelle prove della vita. Attorno alla sua urna, la comunità rinnova ogni anno la memoria viva di una testimonianza di fede che attraversa i secoli, quella di un martire che ha incarnato coraggio, perseveranza e amore per il Vangelo. La devozione squillacese verso Sant’Agazio è legata a un racconto suggestivo, tramandato nei secoli e collocato tra il VII e il IX secolo. Secondo la tradizione, durante il periodo dell’iconoclastia, il corpo del martire fu rinchiuso dagli iconoclasti in una cassetta di piombo e gettato in mare. Le onde, però, non lo inghiottirono, perché la sacra urna, guidata dalla Provvidenza, attraversò il mare Ionio fino ad approdare miracolosamente sul lido di Squillace. Da lì, le reliquie furono collocate su un carro trainato da buoi. Gli animali, senza alcuna guida, iniziarono a salire verso l’attuale sito collinare della città. Giunti nel punto dove oggi sorge Squillace, si inginocchiarono e non vollero più proseguire. Il gesto fu interpretato come un segno divino, in quanto Sant’Agazio aveva scelto Squillace come luogo di riposo e protezione. Il popolo, commosso e riconoscente, trasportò allora le reliquie in processione fino alla cattedrale, dove il Santo è venerato da allora come patrono della città e dell’intera diocesi, oggi Catanzaro-Squillace. La comunità squillacese onora Sant’Agazio con due celebrazioni solenni, il 16 gennaio, dedicata alla traslazione delle reliquie e al loro arrivo miracoloso; e il 7 maggio, giorno del martirio del Santo. Queste due date scandiscono il ritmo spirituale della città, ricordando sia la testimonianza di fede di Agazio sia la sua protezione costante sulla comunità. Lo ha rimarcato nell’omelia l’Arcivescovo Maniago, ricordando che «per venerare il Santo patrono, della città e della diocesi, abbiamo due feste: in una, a maggio, festeggiamo la testimonianza del suo grande amore per il Signore; in questa, ci ritroviamo di fronte alle sue reliquie, e ci dice che questo Santo è presente in mezzo a noi. Un segno davvero importante perché ci ammonisce a guardare al Signore». Partendo da questo, Mons. Maniago ha affermato che «occorre recuperare il senso profondo di questo dono della Provvidenza. Dio ci ha dato questo segno, i resti mortali di questo grande Santo, perché lo custodissimo tra di noi. Come abbiamo accolto le reliquie del Santo, ugualmente dobbiamo risvegliare il nostro spirito di accoglienza, specie nei confronti di fratelli e sorelle che si trovano in difficoltà. È un amore fraterno che va consolidato e ravvivato». «Non dobbiamo chiuderci – ha esortato ancora il presule – nel nostro egoismo. I cristiani siamo chiamati a vivere questo amore fraterno, soprattutto verso le persone bisognose. Le reliquie di Sant’Agazio ci ricordano proprio questo: ravvivare questo spirito di accoglienza». Mons. Maniago, inoltre, ha sottolineato che «le reliquie del Santo ci richiamano anche ad essere accoglienti nei confronti del Signore, perché sono la testimonianza della presenza del Signore tra noi. Con queste reliquie, il Signore ci visita, viene e ci dice qualcosa di importante; viene nella nostra vita, per camminare con noi e aiutarci. Noi spesso non siamo disposti ad accogliere questa presenza, siamo superficiali, pensando di non avere bisogno di lui; ma noi non dobbiamo assolutamente distrarre il nostro cuore da questa presenza». Concludendo, l’Arcivescovo ha ribadito che «la festa assume questo significato: attraverso Sant’Agazio spalanchiamo la nostra vita alla presenza del Signore. Confidando nell’intercessione del Santo, rinnoviamo questo spirito di accoglienza nei confronti dei nostri fratelli e del Signore».
Carmela Commodaro

L’articolo Squillace, solennità Traslazione Reliquie Sant’Agazio: l’Arcivescovo S.E. Mons. Claudio Maniago ha presieduto la concelebrazione proviene da S1 TV.

Nocera Terinese, intervento dei vigili del fuoco per incidente stradale

La squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro – Distaccamento di Lamezia Terme è intervenuta nella serata odierna sulla Strada Statale 18, al km 353, nel tratto compreso tra i Comuni di Nocera Terinese (CZ) e Campora San Giovanni (CS), per un incidente stradale.
Il sinistro ha coinvolto tre autovetture: una BMW X3, una Nissan Qashqai e un’Alfa Romeo Stelvio. Due persone sono rimaste incastrate all’interno dei veicoli e sono state estratte dal personale dei Vigili del Fuoco, che ha provveduto a consegnarle al personale sanitario del SUEM 118 per le cure del caso e il successivo trasferimento presso struttura ospedaliera.
Il personale dei Vigili del Fuoco ha inoltre provveduto alla messa in sicurezza dell’area interessata dall’evento. La Strada Statale 18 è stata temporaneamente chiusa al traffico in direzione nord fino al termine delle operazioni di soccorso.
Sul posto presenti anche i Carabinieri per gli adempimenti di competenza

L’articolo Nocera Terinese, intervento dei vigili del fuoco per incidente stradale proviene da S1 TV.

Stalettì, decisa la nuova costruzione dell’asilo nido comunale

Il Comune di Stalettì, guidato dal sindaco Mario Gentile, compie un passo decisivo verso il potenziamento dei servizi dedicati alla prima infanzia con la previsione della nuova costruzione dell’asilo nido comunale. Un intervento che l’amministrazione definisce strategico per la crescita del territorio e per il miglioramento complessivo del sistema scolastico locale. L’opera, dal valore complessivo di 1.248.000 euro, sarà interamente finanziata attraverso i fondi Pnrr-Next Generation Eu, confermando la volontà dell’ente di cogliere appieno le opportunità offerte dai programmi europei per lo sviluppo delle comunità. La realizzazione del nuovo asilo nido rappresenta un tassello fondamentale per ampliare un servizio essenziale, capace di rispondere alle esigenze delle famiglie e, in particolare, delle donne. L’amministrazione, infatti, sottolinea come la struttura offrirà un supporto concreto alla conciliazione tra lavoro e maternità, contribuendo a ridurre le difficoltà organizzative che spesso gravano sui nuclei familiari con bambini piccoli. In questi giorni, come rende noto Gentile, è stata approvata la determina a contrarre per l’affidamento dei lavori, segnando l’avvio formale dell’iter che porterà alla costruzione della nuova struttura. L’asilo sorgerà all’interno del territorio comunale e sarà destinato ai bambini nella fascia d’età 0-3 anni, ampliando l’offerta educativa e garantendo spazi moderni, sicuri e inclusivi. Per l’amministrazione stalettese si tratta di un progetto che guarda al futuro, con l’obiettivo di promuovere inclusione, servizi di qualità e una crescita armoniosa del territorio, partendo proprio dai più piccoli. L’investimento, oltre a potenziare i servizi educativi, rappresenta un segnale di attenzione verso le nuove generazioni e verso una comunità che desidera evolversi mantenendo salde le proprie radici. Il sindaco Gentile e l’intera amministrazione comunale hanno espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto, rivolgendo un augurio di buon lavoro a tutte le figure coinvolte nella realizzazione dell’opera, dalla progettazione alla futura gestione.
Carmela Commodaro

L’articolo Stalettì, decisa la nuova costruzione dell’asilo nido comunale proviene da S1 TV.

“Rotella Fuori Posto”, il film della Cineteca della Calabria proiettato per gli studenti del De Nobili proprio per raccontare la storia del celeberrimo Mimmo Rotella nel ventennale della sua scomparsa

In occasione del ventennale della scomparsa di Mimmo Rotella, grande partecipazione al Supercinema di Catanzaro per la proiezione del film “Rotella fuori Posto” agli studenti del Polo Liceale Siciliani de Nobili di Catanzaro. Un evento fortemente voluto dalla dirigente scolastica Filomena Maria Folino, che conferma il suo impegno nel promuovere iniziative di alto livello formativo per gli alunni. In questo caso, il percorso educativo che la dirigente sostiene tende a far conoscere la storia del massimo artista catanzarese, attraverso questa opera cinematografica prodotta da un gruppo di enti e di professionisti tra cui il Comune di Catanzaro, la Fondazione Rocco Gugliemo, la Cineteca della Calabria, il Cineclub Cinemazaro, la Zatitaproduktion, l’Accademia di Belle Arti, il Liceo artistico di Catanzaro, l’istituto d’arte di Squillace, coordinati dalla Cineteca della Calabria, che hanno voluto ricordare questa straordinaria figura del ‘900 partita dalla città dei tre colli, offrendo agli studenti occasioni di crescita, riflessione e arricchimento culturale. Nella Città di Catanzaro, luogo di nascita dell’artista Mimmo Rotella, si susseguono strani avvenimenti fantastici. Volano via degli uccelli dal pannello di piazza Prefettura, un poema fonetico si propaga tra le macchine strombazzanti in fila, dalla marmitta di un’automobile un bimbo percepisce il suono di una poesia epistaltica, un vento sovrannaturale scuote le tende della Casa della memoria, il museo in cui sono custoditi gli oggetti e le opere dell’artista. I riferimenti visivi e onomatopeici rappresentano il richiamo senza tempo dell’arte contemporanea e della importante eredità lasciata dal genio di Mimmo Rotella, uno dei più grandi e riconosciuti esponenti della pop-art mondiale. È questo l’incipit del film “ Rotella Fuori Posto” di Eugenio Attanasio, scritto e sceneggiato insieme a Davide Cosco, che ci porta nella dimensione straordinaria dell’arte contemporanea del ‘900, che sembra ieri, ma appartiene già al secolo e al millennio passato. Formidabile la promozione a livello internazionale della Cineteca della Calabria, presieduta da Eugenio Attanasio, grazie all’opera di divulgazione portata avanti negli anni dal giornalista Francesco Stanizzi. Nel film una parte importante rappresenta la storia del movimento artistico al quale aderì l’artista catanzarese, attraverso estratti documentari sul decennale del Nuovo Realismo, girati da Mario Carbone, ricco di straordinarie performance di personalità di spicco come Christò, che impacchettava i monumenti, o le straordinarie macchine autodistruggenti di Jean Tinguely, oltre che naturalmente ai decollage Rotelliani. Il regista Eugenio Attanasio è annoverato fra i primi e più prestigiosi operatori culturali che hanno meritato il Premio Mar Jonio fondato da Luigi Stanizzi, ma i riconoscimenti allo stesso Attanasio travalicano i confini calabresi e italiani per espandersi a livello internazionale, come – solo per fare alcuni esempi – in Corsica, negli Stati Uniti e in Russia. Nell’ambito delle celebrazioni rotelliane a Catanzaro, in questi giorni si registrano numerosi visitatori al Parco Internazionale della Scultura – Parco della Biodiversità Mediterranea, dove è collocato un apprezzatissimo ritratto in bronzo di Mimmo Rotella eseguito dal famoso scultore maestro Luigi Verrino, amico personale per oltre mezzo secolo dell’inventore del decollage. Uno scorcio di grande suggestione visiva il film, che ci parla anche del grande mentore di Mimmo Rotella, quel Pierre Restany che nel 1960 aveva fondato il movimento assieme ad altri artisti come Yves Klein e Cesar. Poi l’avventura americana che era servita a Rotella per capire che avrebbe trovato un ruolo determinante però in Europa. È lo storico dell’arte Tommaso Trini che scandisce il tempo della narrazione documentaria, cercando di dare anche delle risposte al senso e all’importanza dell’arte contemporanea, in una società tecnologica ed economica come la nostra, dove la figura dell’artista sembra confinata ad una assoluta lateralità. Soffermandosi in particolare sul decollage, del quale Mimmo fu l’esponente più famoso. La vicenda narrativa si apre sul ritorno nel natio borgo selvaggio di un professore di disegno, interpretato da un grande Alessandro Haber, che vive nel ricordo della figura di Mimmo Rotella, tracciando un consuntivo della sua esistenza, tra delusioni amorose e mancata carriera. Così incontra un artista – che è anche metafora di una parte di sé – con il quale dibatte filosoficamente circa il ruolo dell’artista nel nostro tempo, e sull’insegnamento dell’arte contemporanea. Il lavoro ha il merito di porre questi interrogativi, sempre presenti nel dibattito odierno sull’arte contemporanea, partendo dalla Grecità Classica in cui la parola arte era sinonimo di tecnica, con un esplicito riferimento alla figura del demiurgo platonico, interpretata dall’artista catanzarese Saverio Rotundo. Personaggi realmente esistiti, come il sarto, interpretato da Andrea Borrelli, e altri completamente inventati come l’oste, ultima prova recitativa del compianto Maurizio Comito, si alternano nel raccontare il personaggio, l’uomo, il mito di Mimmo Rotella, l’artista diventato emblema di una città, dalla quale però è dovuto partire. Il titolo, infatti allude al luogo dal quale ogni artista deve andare via per conoscere e confrontarsi con il mondo, per affrontare le avventure della vita, e poi tornare con una nuova consapevolezza. Al lavoro hanno partecipato gli attori Eugenio Masciari, Diego Verdegiglio, Paolo Turrà, PinoTorcasio, Adele Fulciniti, Domenico Levato, Paolo Formoso, Anna Macrì, Alessandro Pastina, Tonino Angeletti.

L’articolo “Rotella Fuori Posto”, il film della Cineteca della Calabria proiettato per gli studenti del De Nobili proprio per raccontare la storia del celeberrimo Mimmo Rotella nel ventennale della sua scomparsa proviene da S1 TV.

Vallefiorita, il sindaco Megna al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica

Il sindaco di Vallefiorita Salvatore Megna ha partecipato al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, a seguito a seguito dei recenti colpi agli sportelli automatici messi a segno da ignoti a Vallefiorita e prima a Decollatura. Al tavolo hanno partecipato anche i vertici delle forze dell’ordine. I furti ai bancomat, fatti esplodere dai ladri, non sono isolati, ma altri episodi si sono registrati in comuni del Cosentino, l’ultimo a Camigliatello Silano. Il prefetto De Rosa ha sottolineato di aver chiesto il massimo sforzo per ampliare il sistema di videosorveglianza rendendo, inoltre, funzionanti quelli già presenti; e i sindaci si sono impegnati ad agire in questo senso. È prevista anche una stretta collaborazione con gli istituti di credito: sarà firmato un protocollo con Abi e con Ossif con l’obiettivo di rafforzare le misure di difesa passiva degli sportelli automatici. Si prevede l’adeguamento di questi impianti a sistemi di tecnologia avanzata. Riguardo alle indagini, il Prefetto si è detto fiducioso che l’attività coordinata dall’autorità giudiziaria possa dare dei frutti compatibilmente con i tempi che le indagini richiedono. Il sindaco di Vallefiorita Megna ha rilevato che «in passato avevamo partecipato ai bandi per la videosorveglianza ma senza ottenere i finanziamenti perché il Comune ha un basso indice di criminalità. Ci impegneremo, comunque, per una maggiore collaborazione con le forze dell’ordine ma anche potenziando il sistema di videosorveglianza, investendo risorse di bilancio». Megna ha anche espresso soddisfazione per il coinvolgimento nel Comitato e per il confronto con il comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe Pellegrino, il quale ha rassicurato le comunità su un incremento del controllo del territorio.
Carmela Commodaro

L’articolo Vallefiorita, il sindaco Megna al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica proviene da S1 TV.

“Gruppo Rhegion” al Soverato Futsal? Amaranto in C1 con l’U19?

Premesso: ringraziamo le nostre fonti che ci stimano (la cosa è reciproca) e ci hanno prontamente informati. Anche per loro rispetto, non sveleremo alcuni particolari ancora in via di definizione ma di cui siamo a conoscenza e che contiamo di svelarvi al momento opportuno. Cercheremo dunque di essere molto essenziali per descrivervi una (possibile) tela tessuta negli ultimi giorni e che, qualora andasse in porto, avrebbe davvero del clamoroso: un gruppo di atleti (due stranieri e gli altri italiani) della Rhegion 730 sarebbe a un passo dal trasferirsi al Soverato Futsal, dove andrebbe a disputare ciò che resta del campionato di A2 Elite in vista di una possibile futura acquisizione del titolo appartenente al team biancorosso.
E la Rhegion? Quello che possiamo svelarvi è che il team amaranto potrebbe proseguire il campionato di serie C1 con l’U19. Ma occhio, perché, come vi abbiamo detto, siamo stati molto generici per rispetto delle parti in causa.
Intanto c’è già un possibile piccolo, grande, indizio di quello che abbiamo scritto finora: Leo Costa sui propri social ha dichiarato di essere sul mercato. (Fonte www.calabriafutsal.it)

L’articolo “Gruppo Rhegion” al Soverato Futsal? Amaranto in C1 con l’U19? proviene da S1 TV.

Soverato si è conclusa l’edizione del Presepe in Sculture di Sabbia

Si è conclusa l’edizione del Presepe in Sculture di Sabbia, un progetto artistico e culturale che ha trasformato la sabbia in racconto, identità e contemplazione, grazie al lavoro di artisti internazionali e a una visione capace di unire arte, spiritualità e territorio.
Il presepe, realizzato interamente in sabbia, ha accolto oltre 11.800 visitatori paganti , 896 bambini e ragazzi delle scuole di vario grado, oltre 500 ingressi per persone diversamente abili e con un pubblico sostanzioso proveniente da fuori regione.�Un risultato significativo, raggiunto attraverso un impegno organizzativo complesso, fatto di professionalità, costi reali, sicurezza, allestimenti e settimane di lavoro.
L’Associazione Cala3 desidera esprimere un sentito ringraziamento agli artisti, ai volontari, ai collaboratori e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, così come a chi ha scelto di visitarla e sostenerla.

Nel corso della Manifestazione è emersa anche una riflessione più ampia sul valore attribuito alla cultura.�Alcuni visitatori hanno scelto di non accedere per il costo del biglietto, dimenticando forse che l’arte e i progetti culturali richiedono risorse, competenze e responsabilità.
L’ingresso non rappresentava un semplice prezzo, ma un contributo a un’opera collettiva.
Allo stesso modo, si è registrata una presenza istituzionale non sempre costante, con strategie di promozione e valorizzazione che avrebbero potuto essere più incisive.
Eventi di questo tipo non sono elementi decorativi, ma strumenti concreti di crescita culturale, turistica e identitaria.�Pur avendo il progetto beneficiato del patrocinio di enti e istituzioni sovracomunali, a testimonianza dell’interesse generale verso l’iniziativa, è doveroso rimarcare come il sostegno più diretto e operativo sia arrivato principalmente a livello locale.
A tal proposito, l’Associazione Cala3 desidera esprimere un ringraziamento particolare all’Amministrazione Comunale di Soverato, che ha sostenuto concretamente il progetto, accompagnandone lo sviluppo e riconoscendone il valore culturale e identitario per la Città.�Il supporto dell’Amministrazione Comunale ha rappresentato un elemento fondamentale per la realizzazione dell’iniziativa, consentendo al Presepe in Sculture di Sabbia di inserirsi pienamente nel contesto urbano e nel calendario degli eventi cittadini.
In altre località italiane, come Jesolo e Lignano, presepi di sabbia analoghi vengono sostenuti e promossi con continuità, raggiungendo numeri che oscillano tra 80.000 e 200.000 visitatori. Il confronto evidenzia quanto potenziale ci sia ancora da sviluppare anche nel nostro territorio.
Il Presepe in Sculture di Sabbia ha rappresentato quindi non solo un evento espositivo, ma un’occasione di confronto sul futuro della cultura e sul valore che una comunità decide di riconoscerle.�L’Associazione Cala-3 continuerà a credere che l’arte non sia un costo, ma un investimento, e che la bellezza, se condivisa e sostenuta, possa diventare patrimonio di tutti.
Grazie a chi ha camminato con noi.�Grazie al Presepe che, ancora una volta, ha riempito il cuore di emozioni autentiche.�Grazie per i pensieri, le preghiere, i ringraziamenti e le emozioni vere che i visitatori hanno voluto lasciare, affidandole ai biglietti appesi al nostro albero: uno sguardo stupito, una mano stretta a un’altra, un bambino che sorride, un adulto che si commuove.
È questo il dono più grande che abbiamo ricevuto ogni giorno: sapere che la nostra sabbia diventa un ricordo, la nostra arte un’emozione, il nostro Presepe una casa per il cuore.
Grazie a tutti coloro che hanno lasciato un messaggio.�Grazie a chi seguendoci continua a scrivere con noi una storia fatta di bellezza, fede e condivisione.
La magia non è solo da guardare.�È da vivere.
Il dialogo resta aperto.�Sotto lo stesso cielo.

L’articolo Soverato si è conclusa l’edizione del Presepe in Sculture di Sabbia proviene da S1 TV.