Era tra i coinvolti dell’operazione Ostro e legato secondo l’accusa alla cosca Gallace
È finita la latitanza di Bruno Vitale, 29 anni, legato secondo l’accusa alla cosca di ’ndrangheta Gallace. Vitale era tra gli indagati nell’operazione Ostro, circa un anno fa, coordinata dalla DDA di Catanzaro, che aveva portato all’arresto di 44 persone. Gli arresti erano stati eseguiti dai Carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro e del ROS nei territori di Calabria, Lazio, Piemonte e Lombardia. Vitale si trovava in Svizzera.
In occasione della Giornata della Memoria, le classi quarte e quinte del Liceo Telesio di Cosenza hanno vissuto un momento di altissima formazione umana e civile. Presso il cinema Citrigno, gli studenti hanno assistito alla proiezione di “Simone Veil- La donna del secolo”, una delle figure più influenti e coraggiose del Novecento. Ciò che ha colpito maggiormente i docenti presenti è stato il rigoroso silenzio e la profonda partecipazione emotiva con cui i ragazzi hanno accolto le immagini e il racconto. Non è stata la semplice visione di un film, ma un incontro ravvicinato con la Storia. Sopravvissuta all’orrore di Auschwitz, Simone Veil ha trasformato il “miracolo” della sua sopravvivenza in una missione di vita, portando il peso di quella memoria drammatica fino ai suoi ultimi giorni senza mai accettare di tacere, perché per la Veil la Memoria è un legame vivo che obbliga all’azione: “La scrittura e la storia sono necessarie, ma la memoria è qualcosa di diverso: è il legame vivente tra le generazioni, è il dolore che si fa testimonianza affinché l’orrore non abbia l’ultima parola.” La sua carriera politica è stata una battaglia incessante contro il sessismo e i pregiudizi. Ministro della Salute: Ha lottato per la dignità delle donne e per il diritto alla libertà di scelta sull’aborto in una società profondamente maschilista: “Nessuna donna ricorre all’aborto con leggerezza. Basta ascoltarle. È sempre un dramma. Ma la dignità passa per la libertà di scegliere del proprio destino.” Si è battuta contro la detenzione disumana nelle carceri e per il recupero sociale dei detenuti. Per gli emarginati e gli ammalati di AIDS. Primo Presidente dell’Europarlamento, per lei unico strumento capace di stringere i popoli in un abbraccio che impedisse il ripetersi degli orrori del passato: “La mia rivincita è stata sopravvivere. Ma la mia vera vittoria è stata contribuire a fare in modo che l’Europa diventasse uno spazio di pace”; “L’Unione Europea è stata la mia riconciliazione con il XX secolo. Non si tratta solo di trattati economici, ma di un impegno morale: mai più l’odio tra fratelli.” L’iniziativa rientra nel progetto “Scuola al Cinema”, un’opportunità preziosa di cui i nostri docenti hanno colto l’enorme valenza formativa. Grazie al lavoro di preparazione svolto in classe e ai dibattiti che seguiranno, la visione cinematografica si trasforma in vera attività di educazione alla cittadinanza. I ragazzi sono usciti dalla sala visibilmente segnati dalla statura morale di questa donna, che ha insegnato come la determinazione, la visione, la preparazione, la cultura possano fare la differenza. Dalle prime riflessioni emerse, i ragazzi si sono detti colpiti dalla capacità di Simone Veil di non restare “vittima” del suo passato, ma di trasformare il trauma di Auschwitz in una forza politica senza precedenti. “Vedere Simone Veil combattere in un Parlamento di soli uomini ci ha fatto capire quanto coraggio sia servito per cambiare le leggi e la mentalità,” ha commentato uno studente a margine della proiezione. È proprio questo il miracolo della Memoria: quando la storia di una singola sopravvissuta diventa nuova coscienza collettiva. Il film si è chiuso con l’immagine della spada che Simone Veil ha ricevuto entrando all’Académie Française nel 2008, su cui sono incisi il suo numero di deportata ad Auschwitz (78651), il motto francese “Liberté, Egalité, Fraternité”, quello dell’Unione Europea “Uniti nella diversità”, un volto femminile sorridente, due mani intrecciate e dei ramoscelli d’ulivo, simbolo del suo impegno pacifista, femminista ed europeista. Essere grati a Simone Veil significa, oggi, difendere quei diritti che lei ha conquistato con estremo sacrificio. “Quello che ho vissuto mi ha insegnato che la dignità umana è fragile. Bisogna combattere ogni giorno, contro il sessismo e il pregiudizio, per proteggerla.”
L’invito ad attingere al Fondo europeo di solidarietà come proposto dall’europarlamentare Tridico
«Il ciclone Harry, che ha colpito duramente l’area jonica, in particolare il Catanzarese e il basso Reggino – dal quartiere marinaro di Catanzaro a Simeri Crichi, da Squillace a Davoli fino a Montepaone e Sellia Marina, solo per citare qualche esempio – ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione che ha messo in ginocchio intere comunità e, soprattutto, tante piccole imprese, spesso a conduzione familiare, che rappresentano l’ossatura economica e sociale di questi territori». Lo afferma Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, intervenendo sulla grave emergenza che sta interessando vaste aree della Calabria e rinnovando la vicinanza alle comunità che sono state seriamente danneggiate dal maltempo della scorsa settimana. «I danni sono enormi. I 300 milioni di euro stimati dal presidente Occhiuto rappresentano una prima valutazione, necessaria per avviare la ricostruzione. Ma i 33 milioni di euro stanziati dal Consiglio dei Ministri per la Calabria, dei cento milioni complessivi messi a disposizione, con tutta probabilità non saranno sufficienti. Devono ancora arrivare, infatti, le relazioni definitive dei Comuni e, soprattutto, delle Province. Il sistema viario provinciale, in particolare quello della provincia di Catanzaro, è oggi in condizioni drammatiche: non c’è una sola strada nelle aree interne, in particolare, che possa essere considerata davvero sicura e pienamente percorribile». Secondo Bruno, l’emergenza attuale affonda le radici in criticità strutturali mai risolte: «L’evento alluvionale ha semplicemente fatto esplodere fragilità già evidenti, facendo inevitabilmente lievitare la stima complessiva dei danni». Da qui l’appello a un’assunzione di responsabilità collettiva: «Non possiamo continuare a occuparci di dissesto idrogeologico solo quando arrivano le alluvioni. La prevenzione va fatta prima, non dopo l’ennesima emergenza, e va fatta adesso, senza aspettare il prossimo disastro». Bruno richiama anche gli strumenti già disponibili: «Esistono masterplan e strumenti di pianificazione che da anni evidenziano le criticità del territorio. Negli ultimi dieci anni si è intervenuti, ma in modo insufficiente. Molte opere sono state avviate, altre finanziate, ma serve uno sforzo ulteriore e condiviso. È necessario che tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio individuino alcune priorità comuni per affrontare seriamente la prevenzione del dissesto idrogeologico». «Non possiamo continuare a definire “straordinarie” piogge che sono ormai eventi normali della stagione invernale e che, ogni volta, per la Calabria diventano una catastrofe – prosegue –. Serve un cambio di passo deciso, serve che il Governo si faccia carico della situazione e che questo Consiglio abbia la forza di pretendere interventi strutturali, affinché i cittadini calabresi non debbano più piangere danni evitabili». «Vedere intere comunità colpite, attività distrutte, famiglie isolate, territori spezzati – conclude Bruno – è una ferita che colpisce tutti. Davanti a negozi chiusi, imprese costrette a fermarsi, il cuore si stringe e cresce la responsabilità di dire basta. Abbiamo il dovere di affrontare non solo l’emergenza, ma un vero progetto di messa in sicurezza del territorio». Da qui la richiesta di ulteriori strumenti di sostegno: «Le risorse vanno chieste con determinazione. Se non lo ha già fatto, il presidente Occhiuto dovrebbe valutare anche la richiesta del Fondo di solidarietà europeo, come sollecitato nei giorni scorsi dall’europarlamentare Pasquale Tridico. Sarebbe un supporto fondamentale per cittadini e imprese, soprattutto in vista della stagione turistica ormai alle porte». «Su questo tema – conclude – non possono esserci divisioni politiche: c’è in gioco la sicurezza dei cittadini e il futuro economico di questi territori e dell’intera Calabria».
In occasione della Giornata della Memoria, l’amministrazione comunale di Vallefiorita, in collaborazione con il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Squillace, ha proposto agli alunni della scuola primaria e della secondaria di primo grado la visione del film “La vita è bella” di Roberto Benigni. Un’iniziativa pensata per offrire ai più giovani un momento di riflessione sul valore della memoria e sulla tragedia della Shoah, attraverso un linguaggio accessibile e capace di parlare al cuore. Questa mattina il sindaco Salvatore Megna ha fatto visita alla scuola per salutare i ragazzi prima dell’inizio della proiezione. Il primo cittadino ha condiviso con loro un breve pensiero, sottolineando l’importanza di fermarsi, ricordare e coltivare ogni giorno i valori del rispetto, della dignità umana e della convivenza civile. Un gesto semplice, ma carico di significato, che ha contribuito a dare profondità a un appuntamento educativo ormai centrale nel calendario scolastico e civico. Carmela Commodaro
L’associazione culturale Makrós di Petrizzi conquista il primo posto al Premio Buoncampo, prestigiosa iniziativa nazionale promossa dalla Fondazione Casillo di Corato (Bari). A convincere la commissione è stato il progetto “Echo del Sud”, selezionato come migliore proposta tra 62 progetti provenienti da tutte le regioni del Mezzogiorno. Solo quattro sono stati i progetti premiati, affiancati da tre menzioni di merito. Il Premio Buoncampo si distingue nel panorama nazionale per la sua capacità di individuare e sostenere progetti culturali e sociali ad alto impatto, orientati alla rigenerazione dei territori, alla coesione sociale e allo sviluppo sostenibile. La Fondazione Casillo, attraverso questo riconoscimento, promuove una visione che premia qualità, solidità progettuale e responsabilità sociale. La motivazione ufficiale sottolinea come il progetto di Makrós rappresenti un esempio di straordinaria qualità narrativa e metodologica, capace di mettere in dialogo radici storiche e linguaggi contemporanei con armonia e coerenza; generare un impatto duraturo sul territorio, lasciando un’eredità concreta soprattutto alle nuove generazioni; costruire una filiera culturale sostenibile, in cui la cultura diventa motore di innovazione sociale; creare un sistema collaborativo stabile, che intreccia istituzioni pubbliche, enti culturali, associazioni, scuole e cittadini; garantire una gestione economica solida e trasparente, valorizzando ogni competenza coinvolta e massimizzando il valore sociale delle risorse. “Echo del Sud” è un progetto di rigenerazione culturale che trasforma il borgo di Petrizzi in un laboratorio narrante permanente. Al centro ci sono i giovani, coinvolti come autori e protagonisti di un percorso che intreccia storytelling immersivo, musica tradizionale, patrimonio sonoro e filosofia dialogica. Un approccio che unisce arte, pensiero e territorio, dando vita a una rete creativa inedita e replicabile. Il progetto è promosso da Makrós, con la direzione artistica di Miriam Santopolo, in collaborazione con Arpa Aps, guidata da Danilo Gatto, per la parte musicale e sonora; e Amica Sofia Aps, presieduta da Massimo Iiritano, per la filosofia dialogica e le pratiche educative. Una rete ampia e in continua espansione, che rafforza il radicamento del progetto nel tessuto sociale e culturale del territorio. «Il riconoscimento del Premio Buoncampo – sottolineano i responsabili di Makrós – conferma il valore di una visione culturale che considera i territori non come margini, ma come luoghi di possibilità, affidando alle nuove generazioni un ruolo centrale nei processi di trasformazione». Il premio sancisce il valore di un progetto che guarda al Sud come a uno spazio di sperimentazione culturale avanzata, capace di produrre visioni, modelli e comunità durature. “Echo del Sud” diventa così un esempio virtuoso di come la cultura possa essere motore di sviluppo, innovazione e coesione. Carmela Commodaro
Un talento giovanissimo, adrenalinico e con un futuro brillante davanti a sé. Ecco chi è Salvatore Giglio, il prodigio del karting calabrese, classe 2011, destinato a un’ascesa nel mondo dello sport motoristico. Originario di Squillace, Giglio ha iniziato a collezionare premi sin da bambino, dimostrando una passione innata per il volante. La sua carriera è costellata di successi, tra cui spicca il primo posto sul podio nel Campionato Nazionale della Categoria N5K PRO Speed Down Project, promosso da Usacli. Questo riconoscimento non solo celebra le sue numerose vittorie nazionali con la Gravity Racer Car, ma mira anche a incentivare i giovani talenti del karting locale. Il nome di Giglio domina la classifica di tutte e sei le tappe dei Campionati di Go Kart, un chiaro segno del suo talento e della sua dedizione. La passione di Salvatore per le corse è esplosa all’età di 8 anni, portandolo a spiccare il volo in pista. Oggi, esprime profonda gratitudine verso la sua famiglia per il sostegno costante e verso i suoi sponsor, il dottor Caputi e Jesolo Kart. Salvatore Giglio è un vero ambasciatore dello sport calabrese nel mondo, portando con sé l’orgoglio di rappresentare l’ennesimo talento che questa terra ha saputo generare. Un talento tutto squillacese che inorgoglisce il suo manager sportivo Michele Giglio e il presidente della Pro loco di Squillace Sandro Mauro. Attualmente, Giglio sta effettuando i test per la Formula 4 con la scuderia Henry Morgan, un passo che fa ben sperare per i prossimi, importanti traguardi dell’anno in corso. Il futuro del giovane pilota sembra essere già in pole position. Carmela Commodaro
Le piogge intense degli ultimi giorni hanno messo alla prova il territorio. Soverato ha risposto con maggiore tenuta rispetto al passato, senza quei disagi e allagamenti che per anni hanno creato difficoltà a cittadini e attività. È il segnale che il lavoro svolto fin qui sulla regimentazione delle acque sta producendo effetti concreti. Un percorso iniziato con programmazione, interventi mirati e una visione chiara: prevenire, non rincorrere le emergenze! Come mostrano le immagini, però, il lavoro non si ferma. I cantieri sono operativi e gli interventi proseguono per completare tutte le opere necessarie, rafforzare il sistema di drenaggio e ridurre al minimo il rischio di danni anche in caso di piogge abbondanti. La sicurezza del territorio passa da scelte tecniche, investimenti e continuità amministrativa. Soverato va avanti, con serietà e responsabilità, per tutelare la città e chi la vive ogni giorno.
L’intensificazione delle attività di controllo del territorio da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro continua anche sul fronte della repressione delle attività illecite connesse allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti. Lunedì scorso i militari della Compagnia Carabinieri di Lamezia Terme hanno arrestato una 50enne lametina trovata in possesso di stupefacenti che, secondo gli inquirenti, era detenuta con finalità di spaccio. Sono le prime ore del pomeriggio di lunedì quando un equipaggio del Nucleo Operativo e Radiomobile di Lamezia Terme, nel corso di un controllo di routine nei confronti di una 50enne lametina sottoposta agli arresti domiciliari, salendo le scale per raggiungere la sua abitazione, notava sul pianerottolo prospiciente la porta di ingresso dell’appartamento alcuni ritagli tondi di buste in cellophane, solitamente predisposti con tale forma per confezionare singole dosi di sostanza stupefacente. L’equipaggio, insospettito da tale dettaglio, chiedeva ausilio alla Centrale Operativa di Lamezia Terme e sul posto giungevano in pochi minuti altri militari della Sezione Operativa del N.O.R. e della Stazione CC di Lamezia Terme Sambiase. Facendo accesso nell’abitazione della donna i Carabinieri ne riscontravano un’ingiustificata agitazione, ulteriore elemento che faceva maturare nei militari la scelta di procedere a una perquisizione domiciliare. L’intuizione degli operanti trovava effettivo riscontro poco dopo con il rinvenimento di sostanza stupefacente – circa 12 gr. di cocaina suddivisa in dosi e 2 gr. di eroina – un bilancino di precisione, sostanza da taglio e oltre 3.000 euro in contanti, il tutto rinvenuto sul fondo di un mobile di una camera da letto, opportunamente occultato in un marsupio riposto al di sotto di una pila di coperte. Lo stupefacente rinvenuto veniva sottoposto a sequestro per i successivi accertamenti presso il Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti dei Carabinieri di Vibo Valentia, chiamato ora a stabilirne la natura qualitativa. Al termine delle attività di perquisizione, la donna, già agli arresti domiciliari per la stessa tipologia di reati, è stata dichiarata in arresto e trattenuta a disposizione dell’A.G.. Il successivo 22 gennaio, il G.I.P. del Tribunale di Lamezia Terme ha convalidato l’arresto disponendo a carico della donna la misura cautelare violata. Quanto descritto pone l’attenzione sulla costante operatività dei Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro, mirata alla prevenzione e al contrasto di fenomeni di criminalità diffusa e organizzata a tutela della collettività. Tutti i relativi procedimenti penali pendono nella fase delle indagini preliminari presso la competente Autorità Giudiziaria.
«La dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per la Calabria, la Sicilia e la Sardegna, deliberata oggi dal Consiglio dei ministri, rappresenta una risposta immediata, concreta e necessaria ai territori colpiti dal violento maltempo dei giorni scorsi e conferma ancora una volta che il Governo guidato da Giorgia Meloni mantiene gli impegni assunti». Lo dichiara il sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, esprimendo soddisfazione per la decisione assunta su proposta del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci. «È particolarmente rilevante – prosegue Ferro – che alla seduta del Consiglio dei ministri abbiano partecipato anche i presidenti delle Regioni interessate, tra cui il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, a conferma di un metodo di lavoro fondato sul pieno coinvolgimento delle istituzioni territoriali e su un costante raccordo tra Stato e Regioni». «Lo stanziamento immediato di 100 milioni di euro per gli interventi di somma urgenza consente di far fronte ai primi e più urgenti bisogni delle comunità colpite. A questo si affiancherà, nei prossimi giorni, un ulteriore provvedimento del Governo per il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, una volta completata la ricognizione puntuale dei danni da parte delle Regioni». «La nomina dei presidenti di Regione quali commissari delegati, con ampi poteri di deroga – conclude il Sottosegretario – è una scelta che va nella direzione della massima rapidità ed efficacia dell’azione amministrativa, valorizzando la conoscenza diretta dei territori e assicurando risposte concrete ai cittadini».
Il Carnevale squillacese, edizione 2026, è già in fermento. Da due mesi l’associazione folkloristica “Carnevale Squillacese” lavora senza sosta alla realizzazione dei carri allegorici che animeranno una delle manifestazioni più attese dell’anno. Nelle officine creative del paese si respira entusiasmo, immaginazione e un pizzico di magia; le opere sono in costruzione e i preparativi promettono un carnevale capace di far sognare grandi e piccoli. Quattro saranno i carri protagonisti di questa edizione, ognuno con un tema ricco di significato e una forte componente simbolica. “Avatar, io ti vedo” è un carro visionario che invita a superare confini fisici, culturali e spirituali. Attraverso la creazione di un nuovo corpo, l’essere umano si apre alla possibilità di riscoprire un’identità più autentica, imparando a osservare il mondo con occhi nuovi. Un viaggio interiore e universale, reso in chiave carnevalesca con colori, luci e figure imponenti. “Aladin”, fra desiderio, libertà e trasformazione, non è solo una storia romantica; il carro dedicato ad Aladin esplora il significato profondo del desiderio e della libertà. La figura simbolica costruita dagli artisti racconta un percorso di crescita interiore, dove il cambiamento diventa la chiave per scoprire il proprio destino. Un’opera che unisce fantasia e riflessione, mantenendo l’energia festosa del carnevale. Il Carro “Bing” è il mondo visto dai bambini: Bing, il coniglietto di tre anni amato dai più piccoli, prende vita in un carro allegro e coloratissimo. Curioso, vivace e sempre pronto a imparare attraverso errori e scoperte, Bing rappresenta un modello pedagogico pensato per rispecchiare il mondo emotivo dei bambini. Il carro sarà un’esplosione di tenerezza e spontaneità, capace di coinvolgere famiglie e piccoli spettatori. E, infine, il carro “Dietro la maschera”, un’opera dal forte impatto simbolico; un diavolo che afferra Pulcinella, metafora del potere invisibile che manipola l’individuo. Pulcinella diventa così l’emblema della fragilità dell’identità sociale, costretta a recitare ruoli imposti. Un carro che unisce tradizione, critica sociale e suggestione visiva, offrendo una lettura profonda senza rinunciare allo spirito carnevalesco. Ogni carro allegorico sarà accompagnato da una coreografia studiata appositamente per valorizzare il tema rappresentato, sempre in chiave festosa e coinvolgente. La sfilata attraverserà le vie della città per concludersi in piazza Duomo, dove andrà in scena uno spettacolo ricco di sorprese. Si prevede una giornata all’insegna della gioia, del divertimento e della partecipazione collettiva: un carnevale che promette di emozionare, far riflettere e soprattutto far sorridere. Un po’ di storia. Il Carnevale di Squillace nasce nei primi anni Settanta come iniziativa spontanea della comunità, che trasformò una semplice festa popolare in una tradizione identitaria. Le prime sfilate, realizzate con materiali poveri e grande creatività, coinvolsero interi rioni e famiglie, dando vita a un rito collettivo capace di unire generazioni. La storia ufficiale parte dal 1974, con il celebre carro trainato da buoi, ma già nel 1973 una sfilata improvvisata aveva animato il centro storico. Da un gruppo di giovani riuniti in un magazzino nacque il primo carro artigianale, che conquistò il paese e segnò l’inizio di una tradizione destinata a crescere. Dal 1975 il Carnevale compie un salto di qualità e diventa l’evento più atteso del circondario. I rioni iniziano a sfidarsi nella costruzione dei carri allegorici, ispirati a personaggi della fantasia, del cinema e della cultura pop, ma anche alla satira politica. A rendere la festa ancora più vivace contribuiscono la banda “Manculicani Show”, i gruppi mascherati e il tradizionale “Carnevale Morto”. Oggi la manifestazione, giunta a 52 anni, è un appuntamento culturale consolidato, con carri sempre più complessi e una forte partecipazione dei giovani. L’associazione “Carnevale Squillacese” ha rilanciato la festa, recuperando lo spirito originario e introducendo novità come l’edizione estiva sul lungomare. Nel 2024 il Comune ha riconosciuto ufficialmente la storicizzazione del Carnevale, valorizzandone il ruolo sociale, educativo e identitario. Il Carnevale di Squillace è oggi un patrimonio collettivo che racconta mezzo secolo di storia locale, un ponte tra passato e futuro che continua a unire la comunità attraverso creatività, partecipazione e tradizione. Carmela Commodaro