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Svolta l’iniziativa “Poliziotto Pediatra 2026” presso l’Ospedale di Lamezia Terme. Morelli (Fsp Polizia): “Solidarietà, doni e sorrisi per i piccoli pazienti”

Si è svolta nella mattinata di oggi, mercoledì 1° aprile 2026, presso i reparti pediatrici dell’Ospedale di Lamezia Terme, l’iniziativa benefica “Poliziotto Pediatra 2026”, promossa dalla Segreteria Provinciale FSP Polizia di Stato di Catanzaro in collaborazione con l’Associazione Donatori Nati – Sezione Lamezia Terme-Catanzaro. L’evento ha registrato una significativa partecipazione, rappresentando un momento di alto valore umano e sociale. I poliziotti hanno donato ai piccoli pazienti uova di Pasqua e altri omaggi, accompagnando la consegna con momenti di intrattenimento e vicinanza, contribuendo a rendere più serena la degenza dei bambini. All’iniziativa hanno preso parte il primario del reparto di Pediatria, dottoressa Mimma Caloiero, e la Dirigente del Commissariato di Lamezia Terme, dottoressa Concetta Gangemi, presente in rappresentanza del Questore Linares. Presenti anche i componenti della Segreteria Provinciale del Sindacato Fsp Polizia e il rappresentante dell’Associazione DonatoriNati, Nicolino Ferraro. Parallelamente si è svolta, con ampia adesione, la giornata di donazione del sangue presso il Centro Trasfusionale del Presidio Ospedaliero, a testimonianza di un impegno concreto a favore della collettività. Il Segretario Generale Provinciale Fsp Polizia di Stato di Catanzaro, Rocco Morelli, ha dichiarato: “L’iniziativa odierna rappresenta una concreta testimonianza dei valori che ispirano l’azione della Polizia di Stato, improntata alla prossimità e alla solidarietà. In un contesto delicato come quello pediatrico, la vicinanza delle istituzioni rafforza il legame con la comunità e offre un segnale tangibile di attenzione verso i più fragili.” Morelli ha inoltre aggiunto: “Anche un gesto semplice, come la consegna di un uovo di cioccolato, può assumere un forte valore simbolico, trasformandosi in un momento di conforto e speranza e contribuendo alla coesione sociale.” Natale Maiolo, giovane componente della Segreteria Provinciale del Sindacato Fsp Polizia, ha aggiunto: “Il modo in cui fai una cosa è il modo in cui fai ogni cosa. Regalare uova di cioccolato ai bimbi può sembrare banale, ma il vero successo prende forma quando si riescono a strappare sorrisi sinceri.” Un sentito ringraziamento è stato rivolto a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento, in particolare agli sponsor Multiservice Car di Fusto Salvatore, Elefante Cash&Carry e Mascottoys di Francesco Stranges. Si esprime inoltre gratitudine al Commissario Straordinario dell’ASP di Catanzaro, Antonio Battistini, al Direttore Sanitario dottor Antonio Gallucci, al dottor Giorgio Palmieri, Primario del Centro Trasfusionale, e a tutto il personale sanitario coinvolto nella giornata di raccolta sangue. L’iniziativa si conferma un importante momento di vicinanza istituzionale e solidarietà, rafforzando il legame tra la Polizia di Stato e il territorio. La Segreteria Provinciale della Federazione Sindacale di Polizia di Stato di Catanzaro augura a tutti una serena Pasqua, all’insegna della speranza e della solidarietà.

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Squillace e Pyrgos, siglato lo storico gemellaggio

Le note degli inni europeo, greco e italiano hanno dato il via, nella sala consiliare del Comune di Squillace, a un momento destinato a restare nella storia della cittadina. Con la firma ufficiale del gemellaggio tra Squillace e la città greca di Pyrgos, si è suggellato un legame millenario che affonda le radici nella comune civiltà magnogreca. L’incontro, moderato dal giornalista Oldani Mesoraca, consulente del sindaco per le relazioni istituzionali, ha subito inquadrato il valore storico dell’evento: già nel VII secolo a.C., l’antica Skylletion fioriva come colonia greca, cuore pulsante di scambi e cultura. «Vi accogliamo non come ospiti, ma come amici che tornano a casa», ha dichiarato, dal canto suo, con emozione il sindaco di Squillace Enzo Zofrea, ricordando la recente visita della delegazione calabrese in Grecia. «Il gemellaggio – ha aggiunto – non è un atto formale, ma un impegno morale per costruire relazioni vere e progetti che coinvolgano giovani e associazioni. È un patto di fiducia e futuro». Il sindaco di Pyrgos, Efstathios Kannis, ha risposto con parole di profonda fratellanza. «Il mare Ionio – ha sottolineato – non ci divide, ci avvicina: osserviamo la stessa luna dalle due sponde. Trovare scritte in greco a Squillace e scoprire un territorio così simile al nostro è stato emozionante. Insieme svilupperemo cultura e commercio». Al tavolo dei relatori, il segretario generale della Camera di Commercio Italo-Ellenica, Panos Vamvakaris, presente con l’altro rappresentante camerale Fabio Pisciuneri, ha tracciato la rotta operativa del patto, basata su tre pilastri: turismo delle radici, sostenibilità e scambio di competenze. L’archeologo della Soprintendenza Alfredo Ruga ha, invece, arricchito la mattinata con una sintesi storica sulle vicende che portarono alla fondazione di Skylletion. La cerimonia ha visto una partecipazione corale di autorità: oltre ai sindaci di Squillace e Pyrgos, erano presenti i primi cittadini di Andravida-Kyllini, Ioannis Lentzas, di Antica Olimpia, Aristidis Panagiotopoulos, e di Cirò Marina, Andrea Aprigliano, insieme all’assessore comunale al Turismo di Crotone Giovanna Lamanna. Dopo il tradizionale scambio di doni, la delegazione greca ha trascorso il pomeriggio alla scoperta del patrimonio monumentale di Squillace, confermando come questo abbraccio tra popoli sia già realtà. Il cammino è tracciato, perché Squillace e Pyrgos guardano al futuro con la forza di chi conosce, e onora, le proprie radici.
Carmela Commodaro

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“Cutro 94… and more”: quando il cinema diventa memoria civile

Il 31 marzo, al Supercinema di Soverato, è stato proiettato “Cutro 94… and more”, un docufilm che non concede tregua allo spettatore e che sceglie deliberatamente di non addolcire nulla. Diretto da Angelo Resta e nato da un’idea dei giornalisti Vincenzo Montalcini e Bruno Palermo, con la partecipazione dell’attore Francesco Pupa, il film ricostruisce con precisione e rispetto il naufragio del 26 febbraio 2023, avvenuto a Steccato di Cutro, in cui persero la vita 94 persone, oltre ai dispersi mai ritrovati.
Il titolo “Cutro 94… and more” richiama proprio ciò che spesso sfugge nel dibattito pubblico: il numero delle vittime non basta a contenere la portata umana della tragedia. Dietro ogni cifra c’erano volti, famiglie, speranze, progetti interrotti. Il docufilm restituisce dignità a queste vite spezzate, sottraendole all’anonimato delle statistiche. Il regista
Resta utilizza filmati originali, materiali d’archivio, testimonianze dei primi cronisti giunti sul posto e dei volontari che, in quelle ore drammatiche, hanno visto l’orrore da vicino. Non c’è spettacolarizzazione, non c’è retorica: c’è la realtà, nuda e dolorosa. Una realtà che il film non vuole far dimenticare.
L’opera non si limita a raccontare: interroga.
Denuncia omissioni, ritardi, responsabilità politiche e istituzionali. Lo fa senza gridare, ma con la forza dei fatti e delle immagini. È un invito a non abituarsi all’orrore, a non lasciarsi anestetizzare dalla distanza o dall’abitudine.
La proiezione a Soverato ha lasciato il pubblico in un silenzio denso, quasi fisico. “Cutro 94… and more” è un film che ferisce, ma è una ferita necessaria: ci ricorda che l’umanità non è un concetto astratto, ma una responsabilità quotidiana.
Chi ha avuto modo di vederlo parla di un impatto emotivo forte, a tratti doloroso, ma autentico. Un’opera che invita a recuperare empatia in un tempo in cui la cattiveria, l’indifferenza e la distanza rischiano di diventare la norma.
La memoria non è un esercizio del passato, ma un dovere del presente.
Perché quelle vite meritano di essere ricordate.
Perché solo guardando in faccia la realtà possiamo sperare di cambiarla.
Se vi capita, non perdete l’occasione di vederlo. È un film che non si dimentica e che, soprattutto, non permette di dimenticare.L’evento è stato curato da Autodeterminazione Popoli e Territori di Antonio Damiano Lucibello, con il supporto del Coordinamento Provinciale Catanzaro a sostegno del popolo palestinese. Alla realizzazione contribuiscono anche diverse realtà del territorio:
Auser Albi, Libreria “Non ci resta che leggere”, Bar Pian Castello, Chocolat Soverato ed Estetica Vanity di Silvia Perruna.
Una rete eterogenea che testimonia come la memoria e la solidarietà possano diventare un impegno condiviso, capace di unire associazioni, attività locali e cittadini. Carmela Commodaro

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Dissesto finanziario Decollatura: Corte dei Conti chiede 100mila euro di sanzioni per ex amministratori e revisori

La Procura regionale della Corte dei conti della Calabria ha notificato a 8 dipendenti del
Comune di Decollatura il ricorso per l’applicazione di sanzioni pecuniarie per circa 100.000
euro.
Le investigazioni, affidate anche ai militari Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di
Catanzaro della Guardia di Finanza e comprensive, tra l’altro, di plurimi accertamenti
riguardanti l’analisi integrale di rendiconti, piani di riequilibrio e deliberazioni della Sezione
regionale di controllo per la Calabria, hanno permesso di evidenziare le dirette
responsabilità di 6 amministratori e 2 revisori dei conti, all’epoca dei fatti, del Comune di
Decollatura nella determinazione dello stato di dissesto finanziario del citato ente.
Le contestazioni oggetto di ricorso al Giudice monocratico hanno riguardato non solo
l’irrogazione di sanzioni pecuniarie – commisurate, in ragione del contributo causale di
ognuno dei presunti responsabili, in 94.800,55 euro – ma anche la richiesta di verificare
l’applicabilità del divieto di ricoprire taluni incarichi o cariche pubbliche per un periodo di
dieci anni.
Le prossime fasi del procedimento, la cui istruttoria è stata eseguita dalla Procura della
Corte dei conti, con il contributo investigativo dei militari della Guardia di Finanza di
Catanzaro, definiranno le eventuali responsabilità e le conseguenze giuridiche per i soggetti
coinvolti.

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Amaroni, percorsi di legalità: gli studenti in visita all’associazione Antigone di Reggio Calabria

Il primo appuntamento del progetto “Percorsi di Legalità”, promosso e finanziato dal Comune di Amaroni, ha portato gli studenti della scuola secondaria di primo grado “Falcone e Borsellino” in un luogo che non è solo una meta, ma un passaggio interiore: la villa di Croce Valanidi, nella periferia di Reggio Calabria, oggi gestita dall’Associazione Antigone–Osservatorio sulla ’ndrangheta. Un bene confiscato alla criminalità organizzata che, da simbolo di violenza, è diventato presidio civile, umano e culturale. Ad accompagnare i giovani visitatori i docenti, il vicesindaco Teresa Lagrotteria e il consigliere comunale Domenico Sorrentino. Ad attenderli, i volontari di Antigone, custodi di un luogo che racconta due vite: quella segnata dal dominio mafioso e quella rinata attraverso la scelta di “essere Liberi. Liberi di essere Liberi”. La villa appartenne a Giovanni Puntorieri, responsabile dell’omicidio del giovanissimo Letterio Nettuno, uno dei delitti più atroci della seconda guerra di ’ndrangheta. Oggi quegli spazi, un tempo teatro di sopraffazione, sono diventati un laboratorio di memoria attiva, dove la legalità non è un concetto astratto, ma un’esperienza concreta. Gli studenti sono stati accolti con calore e guidati in un percorso che intreccia passato, presente e futuro. Il viaggio si è aperto con il cortometraggio “Se potessi tornare”, dedicato alla storia di Maria Stefanelli, testimone di giustizia che ha spezzato il legame con la famiglia mafiosa del marito per salvare sé stessa e la figlia. Una testimonianza che colpisce, scuote, apre domande e riflessioni. La visita alla villa è stata un attraversamento emotivo. La struttura originaria è ancora riconoscibile, ma gli ambienti sono stati reinterpretati per diventare luoghi di consapevolezza. La scala che collega i piani è rivestita da piastrelle con incisi i nomi delle vittime di mafia, adulti e bambini: un rosario laico che accompagna passo dopo passo. La stanza più lussuosa, il bagno padronale, è oggi un memoriale dedicato all’infanzia spezzata: sulle pareti nomi, cognomi, età; in sottofondo, voci di bambini che non ci sono più. La biblioteca conserva i faldoni dei più importanti processi di mafia, consultabili, testimonianza tangibile della lotta dello Stato e della società civile. Nel giardino, un percorso illustrato ripercorre la tragedia di Letterio Nettuno, sciolto nella calce viva: una via crucis laica che restituisce dignità a un ragazzo “come noi”, come ripetono gli studenti, con gli occhi lucidi e il volto segnato dall’emozione. Alla fine del percorso, ciò che resta non è solo la memoria del dolore, ma la consapevolezza della possibilità di rinascita. “Percorsi di Legalità” ad Antigone non è stata una semplice uscita didattica: è stata la dimostrazione che un luogo nato dalla violenza può trasformarsi in un faro di libertà. Una libertà che non è slogan, ma scelta quotidiana, responsabilità verso sé stessi e verso gli altri. Gli studenti di Amaroni sono tornati a casa con un bagaglio nuovo: la certezza che la legalità si costruisce insieme, passo dopo passo, trasformando la memoria in impegno e la conoscenza in speranza.
Carmela Commodaro

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Soverato “Le Ragazze son tornate”, ed è un trionfo!

Il Tempo non invecchia : trasforma! Questa una delle morali dello spettacolo ” Le Ragazze son tornate” che ha impreziosito l’ultimo, piovoso, martedì di marzo a Soverato. Daniela Poggi, Fiordaliso, Debora Caprioglio, unitamente a Giorgia Guerra e Nicola Paduano, hanno trascinato il pubblico nel sesto appuntamento della Stagione teatrale in riva allo Jonio facendo, al tempo stesso, sorridere & riflettere. L’accurata regia di Diego Ruiz ha esaltato al massimo una trama ed un cast di ottimo livello : una sorta di manifesto della rinascita e dell’indipendenza di tre star del mondo dello spettacolo che scelgono di non imboccare il viale del tramonto e, anzi, superando anche delle vecchie rivalità, sconfiggono il ticchettio del tempo, continuando ad inseguire i sogni.
Per vincere la presunta vecchiaia fisica bisogna seguire le istruzioni di Clint Eastwood : ” Non far entrare il vecchio!”. Il messaggio trasmesso dalle ” Ragazze” ha pienamente coinvolto il pubblico della Perla dello Jonio, affluito in massa all’appuntamento infrasettimanale con l’arte e la recitazione. Applausi a scena aperta per le meravigliose attrici, tutte con un curriculum di prestigio, e per chi, Carpe Diem e Mente Comica, ha allestito, prodotto e distribuito la piece.
Particolare anche la scelta di abbattere la cosiddetta quarta parete coinvolgendo il pubblico attraverso un hastag (#carpediemchisenonte), che ha coinvolto ed emozionato sia la platea che la galleria.
Un’ ennesima serata spensierata ed entusiasmante: ormai la sperimentata formazione, Amoruso, Vacca, Gerace, Ufficio Cultura comunale, continua a fare centro offrendo divertimento ed armonia al pubblico della Bomboniera culturale della Città dell’Ippocampo.
Un evento artistico da “amare, o qualcosa del genere”, anche per coloro che, pur ” non volendo mica la luna”, apprezzano i testi intelligenti, le interpretazioni autentiche e la sentita partecipazione degli artisti… magari ammantata da una spruzzata di Paprika, destinata proprio a ” Chi l’ha visto”.

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Squillace, precetto pasquale dell’Istituto Comprensivo: una comunità in festa e il saluto della prof.ssa Carmela Lioi

La basilica cattedrale Santa Maria Assunta di Squillace ha accolto con calore e partecipazione il precetto pasquale dell’Istituto Comprensivo, un appuntamento che quest’anno ha assunto un significato ancora più profondo. Alla celebrazione hanno preso parte gli alunni delle scuole secondarie di Squillace, Squillace Lido, Amaroni, Vallefiorita e Stalettì, accompagnati dai loro docenti e dal dirigente scolastico. La messa del precetto pasquale è stata concelebrata da don Roberto Corapi, don Rosario Greto, don Modeste Djafanony, don Paolo Calzona (dell’Opus Dei, giunto da Roma) con il parroco don Vincenzo Iezzi. Un momento di fede e riflessione che ha preparato i ragazzi al cammino verso la Pasqua, invitandoli a riscoprire i valori dell’ascolto, del perdono e della comunità. Gli studenti sono stati protagonisti attivi della celebrazione: letture, preghiere, canti e gesti simbolici hanno dato voce alla loro sensibilità e al loro desiderio di partecipare. Un contributo prezioso è arrivato anche dagli insegnanti di musica, che hanno suonato insieme alla Schola Cantorum della cattedrale, creando un’atmosfera intensa e armoniosa. Il saluto speciale della professoressa Carmela Lioi è stato particolarmente significativo: è stata proprio lei a volere fortemente questo momento di incontro e spiritualità. In collaborazione con il dirigente scolastico e con i colleghi, la docente ha scelto proprio il precetto pasquale per annunciare il suo prossimo pensionamento, condividendo con emozione un pensiero di gratitudine. La professoressa Lioi ha ringraziato i suoi ragazzi, che in tutti questi anni ha accompagnato nella crescita umana e scolastica; i colleghi, con cui ha condiviso impegno, progetti e quotidianità; la comunità scolastica, che ha sempre sostenuto il valore educativo di momenti come questo. Il suo saluto è stato accolto con affetto e riconoscenza, trasformando la celebrazione in un’occasione di memoria, gratitudine e rinnovata speranza. Il precetto pasquale dell’Istituto Comprensivo di Squillace stato un appuntamento capace di unire generazioni, scuole e territori. Un momento in cui la fede si intreccia con l’educazione, la musica con la preghiera, la tradizione con il futuro. Un’esperienza che ha lasciato nei ragazzi e negli adulti un messaggio semplice e profondo: la Pasqua è un invito a camminare insieme, con cuore aperto e sguardo fiducioso.
Carmela Commodaro

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“Il coraggio di Rosa” un libro che non si limita a raccontare, ma chiama alla responsabilità

Roma, – Nella splendida cornice dell’aula del Senato presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro, si è svolta la presentazione ufficiale del libro Il coraggio di Rosa di Marisa Manzini, già vincitore del Premio IusArteLibri – Il Ponte della Legalità 2026. Un’opera che, pur essendo narrativa, affonda le radici nella realtà più complessa e dolorosa della Calabria, raccontando la scelta radicale di una donna che ha avuto la forza di ripudiare la ’ndrangheta. L’iniziativa ha riunito magistrati (preziosa la presenza del giudice lametino Giuseppe Vitale, Presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione) studiosi e un pubblico attento, che ha seguito con partecipazione un dialogo intenso e ricco di spunti. Accanto all’autrice, sono intervenute Letizia Golfieri e Antonella Sotira, che hanno guidato la presentazione con un taglio critico e appassionato. Nel corso dell’incontro, Marisa Manzini – Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro – ha spiegato che Rosa, frutto della sua fantasia, si ispira alle donne coraggiose che hanno scelto di parlare. “Il silenzio è la prima forma di complicità”, ha detto l’autrice, “e raccontare questa storia significa rompere quel muro”. Il romanzo, pubblicato da Rubbettino, intreccia realtà e immaginazione per restituire un quadro umano e sociale di grande intensità. La figura della giudice venuta dal Nord, che nel libro si confronta con un mondo che la affascina e la ferisce, è stata al centro di un vivace dibattito. Molti hanno sottolineato come questo personaggio rappresenti il ponte tra due Italie che spesso si guardano da lontano, ma che nella lotta per la legalità trovano un terreno comune. La vittoria del Premio IusArteLibri e la presentazione al Senato confermano il valore civile dell’opera, che si inserisce nel solco della letteratura impegnata capace di illuminare zone d’ombra del Paese. Non è un caso che, al termine dell’incontro, molti dei presenti abbiano sottolineato come Il coraggio di Rosa sia un libro che “non si limita a raccontare, ma chiama alla responsabilità”. L’evento si è concluso con un lungo applauso, segno che la storia di Rosa – e il lavoro di chi, come Marisa Manzini, continua a difendere la legalità nelle aule di giustizia – ha ancora molto da dire all’Italia di oggi.

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MONTEPAONE SUL PODIO DELLA SCIENZA: QUANDO LA SCUOLA ACCENDE IL TALENTO E GIOVANI MENTI TRASFORMANO CONOSCENZA, CREATIVITÀ E RICERCA IN FUTURO

A SuperScienceMe 2025 doppio trionfo per l’IC M. Squillace: tra cartoon sul cancro e sostenibilità, la scuola diventa laboratorio di idee, talento e visione educativa

MONTEPAONE – L’edizione SuperScienceMe 2025, promossa dall’Università Magna Graecia di Catanzaro, si conferma un appuntamento di riferimento per la divulgazione scientifica e la partecipazione attiva delle scuole. Il progetto propone un percorso formativo che prende avvio nel mese di settembre e accompagna gli studenti f ino alla cerimonia finale di premiazione, attraverso attività pensate per avvicinare i giovani alla scienza in modo esperienziale e coinvolgente.
Durante i mesi di preparazione, le classi partecipanti seguono un programma articolato che comprende: giornata di apertura iniziale presso l’UMG a settembre, incontri con ricercatori e divulgatori scientifici, laboratori guidati e sperimentazioni in classe, progettazione di elaborati originali, momenti di confronto e revisione con tutor universitari. Un percorso che mira a sviluppare competenze scientifiche, spirito critico, creatività e capacità comunicativa.
L’impegno della scuola di Montepaone verso l’innovazione La partecipazione a SuperScienceMe si inserisce pienamente nella visione educativa dell’ IC M. Squillace di Montepaone da anni orientata alla promozione delle STEAM, della cultura scientifica e dell’innovazione didattica. Un orientamento fortemente sostenuto dal dirigente scolastico Anna Alfeo, che ha sempre investito nella formazione continua e di qualità dei docenti e nella realizzazione di percorsi capaci di coniugare ricerca, creatività e nuove tecnologie. Il successo all’evento finale
La giornata conclusiva di SuperScienceMe 2025 si è svolta in un clima di entusiasmo e partecipazione, con la presentazione pubblica dei progetti e la valutazione da parte di una giuria composta da docenti universitari, ricercatori e professionisti della comunicazione scientifica. La scuola Primaria dell’IC M.Squillace di Montepaone ha ottenuto un risultato di grande rilievo: due gruppi delle sue classi sono saliti sul podio, distinguendosi per qualità scientifica, originalità e chiarezza espositiva.
In particolare: 1° posto per un progetto innovativo, capace di unire rigore scientifico e creatività, realizzato dalle classi III B e IV B della Scuola Primaria di Montepaone, che hanno affrontato il delicato tema del cancer spiegandolo ai più piccoli attraverso il linguaggio dei cartoon, rendendo comprensibili concetti complessi con un approccio narrativo, visivo e profondamente inclusivo; 3° posto per un elaborato apprezzato per la solidità dei contenuti e l’efficacia comunicativa sui temi della sostenibilità e Agenda 2030 assegnato al gruppo delle classi III A, III F, III E e IV E della Primaria di Montepaone.
Un doppio riconoscimento che premia l’impegno degli alunni, il lavoro dei docenti e la visione lungimirante della dirigenza, confermando la scuola di Montepaone come un punto di riferimento nella promozione della scienza e dell’innovazione educativa. Quando la scuola investe in futuro e conoscenza, ogni traguardo diventa possibile e ogni studente diventa protagonista del cambiamento.

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CONVEGNO SIDMI, LA SFIDA VINTA DELL’OPI CATANZARO: «PIÙ TERRITORIO E DIGITALE PER SALVARE IL SISTEMA CURE»

Gli esperti intervenuti hanno ribadito come la “medicina di prossimità» non sia più un’opzione, ma una necessità per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario Regionale”

CATANZARO – Si è concluso con un forte richiamo all’innovazione e all’integrazione il convegno nazionale “Leadership e Governance delle professioni sanitarie tra complessità assistenziale, staffing e innovazione digitale” che ha visto protagonista a Catanzaro il dottor Bruno Cavaliere, Presidente Nazionale Sidmi (Società Italiana per la Direzione e il Management delle professioni Infermieristiche).
L’evento, promosso dall’Opi di Catanzaro (Ordine della Professioni Infermieristiche) presieduto dalla dottoressa Giovanna Cavaliere, ha tracciato la rotta per il futuro delle professioni sanitarie nella regione.
Al centro del dibattito, a cui ha anche preso parte anche il dottor Cosimo Vincenzo Buonofiglio (Sidmi Calabria), il superamento definitivo della frammentazione tra ospedale e territorio. Gli esperti intervenuti hanno ribadito come la «medicina di prossimità» non sia più un’opzione, ma una necessità per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario Regionale.
I punti chiave emersi dal dibattito
L’Infermiere di Comunità come perno del sistema: È emerso con forza che il potenziamento dell’assistenza territoriale passa attraverso la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, capace di gestire la cronicità fuori dalle mura ospedaliere.
Staffing e Sicurezza: Bruno Cavaliere ha sottolineato l’importanza di misurare scientificamente la “complessità assistenziale”. «Non basta contare le teste – ha insistitito -: serve un’analisi basata sui dati per determinare il reale fabbisogno di personale e prevenire il burnout degli operatori».
La svolta digitale: Grande attenzione è stata dedicata alla sanità 4.0. Telemedicina, Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e dashboard direzionali sono stati indicati come strumenti indispensabili per monitorare gli esiti clinici in tempo reale e migliorare la trasparenza dei processi.
“Il cambiamento deve partire dalla governance”
«Il cambiamento deve partire dalla governance – ha evidenziato Bruno Cavaliere a margine dei lavori –. Dobbiamo abbandonare i silos organizzativi. La vera sfida è integrare le competenze (skill mix) e utilizzare i dati per prendere decisioni cliniche e gestionali più efficaci».
Le parole della presidente Opi
Dal canto suo, la presidente dell’Opi Catanzaro, Giovanna Cavaliere, ha espresso grande soddisfazione «per l’ampia partecipazione dei professionisti calabresi, segnale di una categoria pronta a farsi carico dei cambiamenti necessari per una sanità più vicina ai cittadini».
L’evento si è concluso con l’impegno di proseguire il monitoraggio sull’attuazione dei Pdta (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) sul territorio regionale, puntando su una formazione continua e di alto livello per tutti i dirigenti e i coordinatori sanitari.

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