Cina, un piano triennale contro consumo energetico ed emissioni CO2
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha presentato un piano d’azione triennale per accelerare gli interventi di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni di carbonio nei settori chiave, ha dichiarato oggi la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC).
Il piano, pubblicato congiuntamente dalla NDRC e da diversi altri dipartimenti e agenzie del governo, si concentra su nove settori ad alto consumo energetico e a elevate emissioni di carbonio, tra cui acciaio, alluminio elettrolitico, cemento, vetro piano, raffinazione del petrolio, etilene, ammoniaca sintetica, metanolo e produzione di energia da carbone.
Nell’ambito del piano, la Cina attuerà interventi di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni di carbonio in questi settori nell’arco di tre anni a partire dal 2026. L’obiettivo è migliorare l’efficienza energetica e carbonica delle imprese, promuovendo al tempo stesso in modo significativo lo sviluppo verde e a basse emissioni di carbonio di questi settori, secondo il piano.
Il documento fissa inoltre i principali obiettivi fino alla fine del 2028, delineando compiti specifici di ammodernamento per ciascun settore e chiedendo un maggiore sostegno attraverso finanziamenti, orientamenti sui prezzi, incentivi politici e vincoli basati sugli standard.
La campagna è pensata per aumentare gli investimenti efficaci, promuovere l’ammodernamento industriale, favorire nuovi motori di sviluppo verde e sostenere l’obiettivo del Paese di raggiungere il picco delle emissioni di carbonio, ha affermato la NDRC.
La Cina ha fissato l’obiettivo “dual carbon” per raggiungere il picco delle emissioni di anidride carbonica prima del 2030 e la neutralità carbonica prima del 2060.
Il Paese ha costruito il più grande sistema a rapida crescita di energie rinnovabili al mondo, fornendo un sostegno più solido alla propria transizione verde e a basse emissioni di carbonio.
Un funzionario della NDRC ha dichiarato che la commissione lavorerà con i dipartimenti competenti per garantire l’attuazione del piano e fornire sostegno al raggiungimento dell’obiettivo del picco delle emissioni di carbonio e all’accelerazione della trasformazione verde complessiva dello sviluppo economico e sociale.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-







MILANO (ITALPRESS) – Europeisti.eu “è una casa per gli europeisti, quelli che pensano che fare l’Europa federale oggi sia l’unica cosa che veramente conta se vogliamo salvarla da tre imperi che ci vogliono di fatto distruggere. Ed è una casa per tutti i riformatori che ritengono che i due poli non possano oggi rappresentare l’animo riformatore che c’è stato nel centrosinistra, che c’è stato nel centrodestra e che oggi è disperso”. Lo ha spiegato il segretario di Azione, Carlo Calenda, a margine della presentazione del nuovo movimento riformista Europeisti.eu. “Oggi ci piacerebbe parlare veramente dell’Europa, dei suoi problemi e soprattutto di come farla uscire da questa impasse – ha proseguito Calenda -. Questo è certamente il cantiere della costruzione di un polo che non si presenterà né con la destra né con la sinistra, che avranno coalizioni che andranno da Vannacci a Tajani, da Renzi a Potere al Popolo”.
GENOVA (ITALPRESS) – Una giornata dedicata all’innovazione tecnologica e alla cybersicurezza per rafforzare il ruolo della Liguria e di Genova come polo strategico nazionale per il digitale e sede di una gigafactory dell’intelligenza artificiale: è il focus della visita del sottosegretario con delega all’Innovazione tecnologica Alessio Butti, che ha partecipato a un incontro con aziende, istituzioni e stakeholder del territorio promosso da Liguria Digitale. Nell’occasione – alla presenza anche di Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, e di Enrico Castagnini, Direttore generale di Liguria Digitale, sono stati inaugurati il Security Operation Center e il rinnovato Network Operation Center di Liguria Digitale.
(TARANTO) (ITALPRESS) – Un comparto centrale per l’economia regionale e per tutto il sistema agroalimentare italiano, capace di distinguersi per la qualità delle sue produzioni ma anche per l’attenzione a modelli produttivi sempre più sostenibili. Secondo il Rapporto Puglia 2026 di AGRIcoltura100 – iniziativa di Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura ed MBS Consulting – il 52,7% delle imprese del territorio mostra un livello di sostenibilità alto e medio-alto, valore in costante aumento dal 2020. Uno dei principali gap del sistema pugliese si manifesta invece nell’ambito della gestione dei rischi. Nel servizio interviste ad Antonello Bruno, presidente Confagricoltura Puglia, Michele Quaglia, direttore commerciale di Reale Mutua, Luca Brondelli di Brondello, vicepresidente di Confagricoltura, e Francesco Paolicelli, assessore all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale della Regione Puglia.
ROMA (ITALPRESS) – La prospettiva di un ritorno alla libera navigazione nello Stretto di Hormuz può allentare uno dei maggiori fattori di rischio che hanno pesato sull’economia mondiale negli ultimi mesi. L’intesa annunciata da Washington e Teheran prevede la riapertura del passaggio marittimo, restano però da definire tempi e modalità operativi. Media di Teheran intanto si sono affrettati a precisare che l’applicazione delle tariffe resterà per il momento sospesa per 60 giorni. Il valore strategico dello stretto è enorme: secondo la U.S. Energy Information Administration, nel 2024 da Hormuz sono transitati circa 20 milioni di barili al giorno, pari a circa un quinto dei consumi mondiali di prodotti petroliferi. Da Hormuz passa inoltre circa il 20 per cento del commercio globale di gas naturale liquefatto. La chiusura dello stretto, scattata dopo l’inizio della guerra, ha provocato mesi di forte instabilità. Molte compagnie hanno evitato l’area, il traffico marittimo si è ridotto drasticamente e i mercati energetici hanno registrato forti tensioni, con ripercussioni sui costi di trasporto, sulle assicurazioni navali e sui prezzi delle materie prime. L’annuncio dell’accordo ha avuto un effetto immediato: il prezzo del petrolio è sceso sui mercati internazionali e gli investitori hanno accolto con favore la prospettiva di un ritorno alla normalità nei flussi energetici globali. Restano aperti i negoziati sul programma nucleare iraniano e sulle sanzioni, ma per l’economia mondiale il ritorno alla piena operatività di Hormuz significa soprattutto una riduzione del rischio geopolitico e la possibilità di riportare stabilità lungo una delle rotte commerciali più strategiche del mondo.