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Centrosinistra, Renzi”Non basta parlare male di Meloni, servono idee per futuro”

MILANO (ITALPRESS)- “Credo che sia il momento per il centrosinistra non solo di parlare male della Meloni. Quello lo facciamo già. ma anche soprattutto di raccontare le idee per il futuro”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi, a margine della presentazione del suo libro presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano. “Penso che si debba ripartire da scuola, sanità e sicurezza. Questo vuol dire la quattordicesima ai professori, agli insegnanti, alle forze dell’ordine e rivoluzionare il sistema degli anticipi delle partite Iva. Chi ha una partita Iva prima paga e poi forse incassa e questo non è giusto. Ci sono delle risposte concrete e spero se ne possa parlare, mentre nel frattempo il governo dimostra tutta la sua difficoltà e debolezza”, ha aggiunto.

xu9/sat/mca3

Regeni, Meloni “Dubito che chiudere canali con Egitto avvicini verità e giustizia”

Regeni, Meloni “Dubito che chiudere canali con Egitto avvicini verità e giustizia”

PRAGA (REPUBBLICA CECA) (ITALPRESS) – “Voglio ovviamente ribadire la mia vicinanza alla famiglia di Giulio Regeni, alla loro richiesta, che è anche la nostra, di verità e giustizia”. Lo ha detto il premier Giorgia Meloni, nel corso delle dichiarazioni alla stampa dopo l’incontro con Andrej Babis, primo ministro della Repubblica Ceca, rispondendo a una domanda sulla sentenza di ieri sul caso Regeni.
“Lo Stato italiano è parte civile nel processo, siamo assolutamente determinati a cercare la verità su questa vicenda – ha aggiunto Meloni -. La sentenza non è ancora passata in giudicato, tutto quanto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo. In questa ricerca di verità e giustizia noi abbiamo sempre utilizzato tutti i canali che avevamo. Abbiamo utilizzato anche i canali politici e diplomatici che avevano con il Cairo, ho il dubbio che chiudendo quei canali ci avviciniamo ai nostri obiettivi, piuttosto che allontanarci”.

– Foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Cina, il settore dei servizi traina la crescita economica nel primo semestre

Cina, il settore dei servizi traina la crescita economica nel primo semestre

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il settore cinese dei servizi ha mantenuto un forte slancio di crescita quest’anno, contribuendo per il 66,1% alla crescita economica del Paese nella prima metà del 2026, in aumento di 5,9 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo quanto dichiarato oggi dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC).

Da aprile, l’indice delle aspettative sull’attività economica del settore dei servizi è rimasto sopra il 55% per cinque mesi consecutivi, nettamente al di sopra della soglia del 50% che separa l’espansione dalla contrazione, secondo Li Chunfang, funzionaria della NDRC.

Il settore ha mantenuto un andamento positivo, sostenuto dalle aspettative di politiche di sostegno, dalla crescente fiducia del mercato, dalla resilienza dei consumi e da una vivace apertura, ha osservato Li nel corso di una conferenza stampa.

Dopo la pubblicazione, ad aprile, di una linea guida del Consiglio di Stato volta ad ampliare la capacità e a migliorare la qualità del settore dei servizi, la NDRC e altri 40 dipartimenti governativi hanno individuato 131 compiti chiave per il 2026 e il 2027.

Negli ultimi sei mesi, le autorità competenti hanno introdotto 81 misure di sostegno, mentre oltre il 60% dei compiti chiave ha registrato progressi significativi. In totale, 27 suddivisioni a livello provinciale hanno inoltre convocato riunioni o pubblicato documenti programmatici per promuovere lo sviluppo del settore dei servizi.

Con i servizi che costituiscono ormai il fondamento dell’economia cinese, il Paese ha accresciuto ulteriormente l’importanza strategica del settore a nuovi livelli.

Ad aprile, la Cina ha tenuto una conferenza incentrata sul settore dei servizi, la prima del suo genere a livello nazionale, segnalando una maggiore attenzione politica verso lo sviluppo di un comparto che rappresenta sia il principale pilastro dell’economia cinese sia una delle principali fonti di occupazione.

I dati ufficiali hanno mostrato che lo scorso anno il valore aggiunto del settore dei servizi in Cina ha superato gli 80.000 miliardi di yuan (circa 11.870 miliardi di dollari statunitensi), rappresentando il 57,7% del PIL del Paese.

Nel corso della conferenza stampa odierna, Li ha affermato che la Cina sta intensificando gli sforzi per approfondire l’integrazione tra manifattura avanzata e servizi moderni. Sulla base di due cicli di programmi pilota nazionali avviati dal 2020, le autorità stanno guidando i governi locali nello svolgimento di una nuova tornata di progetti pilota volti a promuovere una più stretta integrazione tra i due settori.

Il sostegno finanziario ha continuato ad ampliarsi. Alla fine del secondo trimestre del 2026, i prestiti a medio e lungo termine in essere destinati al settore dei servizi, in valuta nazionale ed estera, ammontavano a 76.220 miliardi di yuan, in aumento del 6,4% su base annua e con un tasso di crescita superiore di 1,3 punti percentuali a quello complessivo dei prestiti, come reso noto dalla Banca popolare cinese.

Le autorità stanno inoltre cercando di utilizzare meglio terreni ed edifici esistenti per lo sviluppo del settore dei servizi e di promuovere un maggior numero di marchi “China Services” competitivi a livello internazionale.

Li ha affermato che la Cina continuerà a rafforzare il sostegno in termini di risorse, migliorare le misure politiche e accelerarne l’attuazione per ampliare ulteriormente la capacità e migliorare la qualità del settore dei servizi.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –

Lavoro, dall’IA alla transizione energetica: le sfide del futuro

Lavoro, dall’IA alla transizione energetica: le sfide del futuro

MILANO (ITALPRESS) – Non solo celebrare i 120 anni della Cgil, ma interrogarsi sul futuro del lavoro e sulle trasformazioni che lo stanno attraversando. E’ il tema di “Le trasformazioni del lavoro. La persona al centro”, l’iniziativa internazionale organizzata dalla Cgil a Milano nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario della Confederazione.
“Non celebriamo solo la nostra storia, ma la mettiamo al servizio del presente”, afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenendo a Milano alle celebrazioni per i 120 anni della Confederazione, nata nel capoluogo lombardo nel 1906.
“E’ un momento importante per riconoscere la nostra storia: la Cgil nasce centovent’anni fa per dare voce al lavoro, nell’epoca della nascita del capitalismo che stava cambiando il mondo”, ha detto Landini. “Fin dall’inizio si è pensato che le persone che lavorano, se non vengono lasciate sole e si organizzano collettivamente, possano diventare un motore del cambiamento”.
Per il leader della Cgil, anche davanti alle trasformazioni tecnologiche, economiche e ambientali “i cambiamenti non devono essere subiti, ma devono vedere i lavoratori e le lavoratrici protagonisti”. Un principio che riguarda anche l’intelligenza artificiale: “La tecnologia non è neutra, dipende da chi la utilizza e a quali fini. Il mondo del lavoro rivendica di essere protagonista nell’uso della tecnologia, affermando un valore di libertà e di democrazia”.
Landini ha quindi richiamato la necessità di “contrastare un modello di sviluppo che vede un capitalismo che si sostituisce alla politica, facendosi quasi Stato-nazione”. L’obiettivo, ha aggiunto, è “costruire reti per rendere il lavoro un soggetto che cambia il modello di sviluppo e quindi il futuro”, utilizzando “la memoria delle lotte e delle conquiste come elemento da cui ripartire”.
Il segretario generale ha infine rilanciato la manifestazione nazionale del 17 ottobre a Roma, in piazza del Popolo. “Sarà fondamentale la riuscita della manifestazione. Dietro all’idea di applicare la Costituzione non c’è solo la difesa della Carta, ma la necessità di affrontare i problemi veri delle persone”. Tra questi Landini ha indicato fisco, salari, energia e investimenti pubblici: “Basta tassare il lavoro più dei profitti e delle rendite finanziarie. Se si investe in armi, non ci saranno altri fondi da investire nella scuola, nella ricerca e nell’università”.
“Lavoriamo per riempire piazza del Popolo il 17 ottobre”, afferma Landini, “e perchè sia l’inizio di una grande mobilitazione”.
Tre i temi al centro del confronto: transizione energetica, intelligenza artificiale e passaggio da un’economia di guerra a un’economia di pace.
La transizione energetica è già in corso e richiede, oltre agli investimenti infrastrutturali, nuove competenze. E’ quanto ha sottolineato Vincenzo Ranieri, amministratore delegato di E-Distribuzione, ricordando il percorso di sviluppo della rete sostenuto da circa 40 miliardi di euro di investimenti e che ha consentito di connettere due milioni di produttori, tra famiglie e piccoli operatori, con un risparmio stimato in circa 1,8 miliardi di euro sulle bollette.
“La rete che abbiamo oggi è il risultato di una pianificazione industriale a lungo termine, che ha cercato di anticipare i cambiamenti”, ha spiegato Ranieri. Ma, ha aggiunto, “Abbiamo imparato che non basta anticipare le infrastrutture, serve anticipare le competenze”.
Il percorso ha coinvolto anche assunzioni e formazione nell’indotto e nelle imprese collegate, per complessive circa 12 mila persone. Per i prossimi anni è previsto un ulteriore piano di investimenti: “Investiremo 14 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Serve un patto rinnovato tra imprese, istituzioni e parti sociali per accompagnare la transizione”.
Anche la trasformazione tecnologica pone al centro il tema delle conseguenze sul lavoro. Luciano Floridi, professore e direttore fondatore del Centro di etica digitale dell’Università di Yale, ha invitato a evitare previsioni sulla scomparsa dell’occupazione.
“La tecnologia ha sempre distrutto il lavoro e l’ha sempre ricostruito”, ha spiegato. Con l’intelligenza artificiale, “alcuni impieghi spariranno, altri saranno irriconoscibili, altri nasceranno”.
Secondo Floridi, i rischi riguardano in particolare chi è oggi nel pieno della propria vita lavorativa, mentre per le nuove generazioni possono aprirsi nuove opportunità. La priorità diventa quindi governare la transizione: “Bisogna cercare di rendere questa curva più gentile e giusta, con più vantaggi e meno rischi, all’insegna della giustizia sociale”.
Sul fronte dei rischi più estremi, ha aggiunto: “I rischi catastrofici esistono, i potenti che detengono l’intelligenza artificiale hanno la responsabilità di evitarli”.
Il rapporto tra trasformazione economica, investimenti e lavoro è stato al centro dell’intervento di Mariana Mazzucato, professoressa di Economia dell’innovazione all’University College London, nel panel dedicato al passaggio da un’economia di guerra a un’economia di pace.
“Oggi non esiste un’economia che ha come obiettivo il bene comune”, ha detto Mazzucato, richiamando anche la storia della Cgil: “La Cgil da centovent’anni parla di salario e diritto al lavoro, ma l’economia non va in questa direzione”.
Secondo Mazzucato, serve ripensare il ruolo dello Stato, superando un modello in cui l’intervento pubblico si limita a compensare le carenze del mercato: “Mette un cerotto quando il privato manca. Così è impossibile avere come obiettivo il bene comune”.
La proposta è un diverso orientamento della politica economica e degli investimenti: “Bisogna riformare l’economia per renderla inclusiva, sostenibile, trainata dall’investimento e dall’innovazione”.
Mazzucato ha quindi evidenziato il rapporto tra profitti, investimenti e occupazione: “L’occupazione adesso non è al centro del disegno industriale del Paese. Bisogna fare qualcosa per riportarcela”.
Dalla transizione energetica all’intelligenza artificiale, fino al modello economico e produttivo, il filo conduttore del confronto è il governo delle trasformazioni e il loro impatto sul lavoro.
-foto xv1/Italpress-
(ITALPRESS).

Alzheimer, confronto su prevenzione, diagnosi precoce e accesso equo alle terapie

Alzheimer, confronto su prevenzione, diagnosi precoce e accesso equo alle terapie

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta presso la Camera dei Deputati la Tavola Rotonda “Alzheimer: un dialogo condiviso tra Istituzioni, clinici e pazienti”, realizzata con il contributo non condizionante del Gruppo Menarini, con l’obiettivo di approfondire le principali priorità legate alla prevenzione, alla diagnosi precoce, alla presa in carico e all’accesso alle terapie per i pazienti con Alzheimer.
L’Alzheimer rappresenta la forma più frequente di demenza e determina una crescente domanda di assistenza ai servizi sanitari e territoriali e alle famiglie. In Italia, nel 2025, si stimano circa 1,5 milioni di persone con demenza, alle quali si aggiungono circa 950.000 persone con deterioramento cognitivo lieve e circa 4 milioni di familiari e caregiver coinvolti direttamente o indirettamente nell’assistenza.
Il confronto ha posto particolare attenzione alla prevenzione, anche alla luce del Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, con riferimento ai fattori di rischio modificabili lungo il corso della vita e al raccordo tra prevenzione, medicina generale, servizi territoriali e rete dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze, affinchè il riconoscimento dei primi segnali possa tradursi in un accesso tempestivo all’inquadramento diagnostico e alla presa in carico.
“Per l’Alzheimer, è necessario creare reti permanenti, perchè attraverso lo scambio di esperienze e di modelli organizzativi possiamo ottimizzare le risorse e rendere più efficace qualsiasi intervento normativo. E’ fondamentale quindi intervenire sull’organizzazione, garantendo un sistema capillare e omogeneo che permetta al paziente di essere seguito nello stesso modo ovunque si trovi. Non può essere un problema organizzativo o territoriale a impedire l’accesso equo a una terapia”, ha dichiarato Annarita Patriarca, Segretaria di Presidenza della Camera dei Deputati e Promotrice dell’Intergruppo Parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer
Daniela Merlo, Direttrice del Dipartimento di Neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità, ha sottolineato: “Sul fronte della prevenzione, è importante intervenire sui fattori di rischio modificabili e individuare precocemente i segnali di declino, prima che si manifestino condizioni patologiche conclamate, così da poter intervenire tempestivamente. Questo richiede anche un cambio di paradigma, ripensando l’invecchiamento in una prospettiva attiva e intervenendo sulla prevenzione della perdita delle funzioni. Serve inoltre ampliare il ventaglio di possibilità di terapia, è indispensabile che la ricerca di base individui nuovi meccanismi patogenetici su cui si possa intervenire. L’Alzheimer è infatti una malattia molto
complessa e difficilmente potrà essere affrontata con un unico approccio, solo la ricerca potrà condurci a soluzioni più efficaci”.
Oltre alla prevenzione, è emersa la necessità di anticipare il riconoscimento dei primi segnali e di rafforzare la presa in carico fin dalle fasi iniziali, attraverso percorsi capaci di integrare valutazione specialistica e continuità assistenziale.
“Oggi la diagnosi precoce dell’Alzheimer può intervenire anche nelle fasi in cui i sintomi non sono ancora chiaramente riconoscibili, quando il paziente comincia ad avvertire i primi segnali di un possibile declino”, ha evidenziato Alessandro Padovani, Past President della Società Italiana Neurologia e Direttore della Clinica Neurologica dell’Università degli Studi di Brescia. “E’ fondamentale arrivare a una diagnosi corretta e avviare precocemente una presa in carico che consideri tutti i fattori che possono incidere sulla traiettoria della patologia.
Inoltre, in questo percorso è importante costruire una presa in carico realmente multidisciplinare, mettendo in raccordo le diverse competenze coinvolte, cercando di armonizzare e standardizzare i percorsi diagnostici e terapeutici nelle regioni, superando la logica della nota 85, per ottimizzare cure e interventi”.
Il confronto ha inoltre richiamato la necessità di semplificare la gestione delle terapie convenzionali per il paziente e per il medico, con particolare riferimento a quanto previsto dalla Nota 85 nella fase successiva alla definizione della diagnosi e del trattamento. Una maggiore semplificazione della prescrizione e del monitoraggio consentirebbe quindi di ridurre passaggi che possono incidere anche sui tempi del percorso, mantenendo una presa in carico continuativa del paziente e permettendo ai CDCD di concentrare maggiormente la propria attività sui bisogni che richiedono una valutazione specialistica con l’obiettivo di ridurre l’accesso ai percorsi diagnostici e la definizione dei quadri clinici.
“Abbiamo delle terapie che possono essere prescritte in maniera più semplificata di come sono prescritte adesso, ma siamo ancora vincolati a una nota che comporta un ulteriore passaggio e rischia di rallentare le tempistiche. Una volta che il paziente è definito nella diagnosi e nella prescrizione dei farmaci convenzionali dai CDCD è da considerare dentro il percorso, ed è il sistema delle cure di prossimità che deve farsene carico”, ha dichiarato Camillo Marra, Responsabile dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Area di Clinica della Memoria e Professore ordinario di Psicologia presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma.
Inoltre, è stata discussa la sostenibilità delle terapie in relazione alla capacità del sistema di garantire nel tempo trattamento, follow-up, monitoraggio, aderenza terapeutica e continuità assistenziale. Allo stesso tempo, è emersa la necessità di ridurre le differenze regionali nella disponibilità dei servizi e nell’accesso ai percorsi diagnostici e terapeutici, garantendo una maggiore omogeneità della presa in carico sul territorio.
Infine, particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo dei caregiver, il cui coinvolgimento cresce con la progressiva perdita di autonomia del paziente. Informazione, orientamento, formazione e accesso ai servizi devono accompagnare la famiglia fin dalla diagnosi, evitando che il coordinamento tra i diversi livelli dell’assistenza ricada esclusivamente sul caregiver.
Katia Pinto, Presidente di Alzheimer Italia, ha dichiarato: “In Italia permangono ancora differenze significative tra i territori nell’accesso ai servizi dedicati alle persone con Alzheimer e alle loro famiglie. Dopo la diagnosi è fondamentale che il paziente e il caregiver possano ricevere informazioni, orientamento e supporto adeguati e siano indirizzati verso i servizi disponibili. E’ necessario ridurre queste disomogeneità e garantire una presa in carico continuativa, affinchè il luogo in cui si vive non determini differenze nell’assistenza ricevuta”.
Nel corso dell’iniziativa è emersa la necessità di consolidare un percorso coordinato tra prevenzione, riconoscimento tempestivo dei primi segnali, diagnosi, accesso equo alle terapie e continuità della presa in carico. La riduzione delle differenze territoriali, il rafforzamento del raccordo tra i servizi e una gestione delle terapie più semplice e sostenibile nel tempo rappresentano quindi condizioni essenziali per garantire una risposta più equa ai bisogni legati all’Alzheimer.

– foto Esperia Advocacy –
(ITALPRESS).

Calabrò presenta ‘Cemento e Sangue’ “Romanzo noir deve avere anima politica”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il silenzio su certe dinamiche sociali rappresenta una scelta, cioè accettare quello che non va e non protestare. Questo aiuta chi vuole approfittare della gente”. Queste le parole ddi Carlo Calabrò, autore del libro ‘Cemento e sangue’ presentato presso la libreria ‘Modusvivendi’ di Palermo. “È importante che un romanzo noir abbia un’anima politica – sottolinea l’autore – , che racconti un pezzo di società e che aiuti a pensare proprio partendo dal marcio, dal brutto e dal difficile come si può invece avere una speranza di costruirla in maniera migliore”.(ITALPRESS)

xi6/trl/mca3

Palermo, Ferrandelli “Azzerare emergenza abitativa, tolto patrimonio a racket”

PALERMO (ITALPRESS) – “Abbiamo impedito che le case popolari venissero prese dalla criminalità organizzata e rivendute alle persone che ne avevano bisogno, speculando sulla loro fragilità. Oggi trattiamo il tema della casa, di come intorno a un bene primario dell’uomo che è quello di trovare un tetto sotto il quale vivere c’è chi specula, fa denaro, sfregia e passa sulle vite degli altri. In questa storia intrecciata tra San Paolo, l’Amazzonia e la nostra Palermo ci sono tante verosimiglianze”. Queste le parole dell’assessore all’Innovazione digitale, all’Abitare sociale e alle Politiche giovanili del Comune di Palermo, Fabrizio Ferrandelli, intervenuto in occasione della presentazione del libro ‘Cemento e sangue’ di Carlo Calabrò. (ITALPRESS)

xi6/trl/mca3

Lavoro, sicurezza e diritti, la sfida della Cgil a 120 anni dalla nascita

MILANO (ITALPRESS) – Salari, precarietà, sicurezza, sanità, scuola e formazione. Sono questi i temi messi al centro dalla Cgil, in occasione della celebrazione dei 120 anni a Milano, insieme alla necessità di una riforma fiscale che consenta di ridurre la pressione sui lavoratori dipendenti e sui pensionati. Il sindacato lega queste rivendicazioni anche alla mobilitazione annunciata per il 17 ottobre a Roma, insieme a numerose associazioni.
xv1/mgg/gsl

Innovazione, Tagliavanti “Maker Faire evento per interpretare il futuro”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo alla 14esima edizione,una manifestazione che è cambiata negli anni perché quando si parla di futuro il futuro cambia e se cambia dobbiamo creare un evento in grado di interpretare il futuro prossimo”. Lo ha detto Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, a margine della presentazione della 14esima edizione di “Maker Faire”.
“Il futuro ci sta venendo avanti con grande rapidità, pensiamo soltanto all’intelligenza artificiale che è un’accelerazione che non si è mai vista nella storia dell’umanità – ha aggiunto Tagliavanti -, quindi Roma si deve far trovare pronta. Quando intendo Roma intendo le imprese e le istituzioni, i centri di ricerca, ma soprattutto i giovani che sono i protagonisti della nostra manifestazione. Solo se avremmo giovani qualificati per affrontare le trasformazioni tecnologiche, Roma avrà un suo futuro”.

xc3/sat/gsl

Barachini “Berlusconi ha rinnovato la comunicazione politica, ci manca tanto”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Il Presidente amava moltissimo Napoli, per cui è una bella cosa che venga festeggiato il suo novantesimo
compleanno qui, in quella che lui diceva essere la sua città natale, anche se poi era nato per sbaglio a Milano”. Lo ha dichiarato il sottosegretario all’Informazione e all’Editoria Alberto Barachini a margine dell’iniziativa organizzata da Forza Italia a Napoli, alla Mostra d’Oltremare, in occasione dei 90 anni di Silvio Berlusconi. “Io – ha proseguito – ho seguito il Presidente Berlusconi come consigliere per la comunicazione devo dire che i suoi insegnamenti sono ancora oggi più attuali, del resto è stato uno dei primi politici a utilizzare Tiktok. Anche quando me lo disse la prima volta, anche avendo un mio iniziale scetticismo. Ha rinnovato la comunicazione politica, è stato capace di ascolto, di entrare nella vita dei cittadini con sintesi, con slogan efficaci che ancora oggi circolano sui social, nei meme, è sempre più vivo che mai e ci manca tanto, ma cerchiamo di renderlo orgoglioso con la nostra attività politica”.(ITALPRESS)

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