Attacchi cyber, Ranzato (Deas) “La vera sfida è comprendere la minaccia”
ROMA (ITALPRESS) – “Per oltre un decennio la cybersicurezza è stata raccontata come una disciplina della difesa. Un approccio necessario, ma che oggi non basta più: il problema non è soltanto proteggere le infrastrutture, è comprendere la minaccia”. Lo afferma Stefania Ranzato, fondatrice di Deas (Difesa e Analisi Sistemi), società italiana di cybersicurezza nata nel 2018, alla testata Open (https://www.open.online/2026/06/30/cybersicurezza-italia-stefania-ranzato-deas). Secondo l’ultimo rapporto Clusit l’Italia concentra il 9,6% degli attacchi cyber globali, una quota superiore al suo peso economico e demografico. Nel mirino soprattutto i servizi essenziali: sanità, trasporti, banche. Nel 2025, secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, gli attacchi alla sanità sono cresciuti del 40%. “Le capacità offensive, intese come capacità di comprendere l’offesa per neutralizzarla, si sviluppano attraverso ricerca e confronto con problemi reali – aggiunge Ranzato -. Formare e trattenere queste professionalità significa presidiare una porzione di autonomia nazionale”.
Un approccio che, per funzionare davvero, dovrebbe essere accompagnato anche da una maggiore consapevolezza dei cittadini: aggiornare i dispositivi, utilizzare password intelligenti, riconoscere i tentativi di truffa via sms o mail. Insomma, conoscere i rischi della rete e saperli gestire, seguendo le buone prassi della cyber literacy, perchè anche nella cybersicurezza prevenire è meglio che curare. “La difesa più efficace – osserva ancora Ranzato – non nasce dalla protezione delle infrastrutture, ma dalla capacità di comprendere come ragiona chi intende comprometterle”. Perchè il vantaggio competitivo, soprattutto nel settore cyber, “appartiene a chi capisce prima”.
Se i reati informatici preoccupano e sono in aumento, la ragione più immediata è che il valore economico dei dati è enorme. Proprio per questo, sostiene Ranzato, servono investimenti non soltanto nelle tecnologie, ma soprattutto nelle persone: “Le capacità offensive, intese come capacità di comprendere l’offesa per neutralizzarla, non si trovano sugli scaffali. Si sviluppano attraverso ricerca, sperimentazione continua e confronto con problemi reali». E’ il principio che regge gli ecosistemi cyber più maturi a livello internazionale, nei quali la ricerca offensiva è uno strumento ordinario per migliorare la resilienza complessiva dei sistemi.
Da questo discende una conseguenza che la politica industriale italiana farebbe bene a interiorizzare: in un settore dove il fattore decisivo è il capitale umano, la dipendenza tecnologica dall’esterno non è un dettaglio operativo ma una vulnerabilità strategica. “Formare, trattenere e valorizzare professionalità capaci di operare a questo livello significa, in ultima istanza, presidiare una porzione di autonomia nazionale”, sottolinea Ranzato.
– Foto ufficio stampa Deas –
(ITALPRESS).







PALERMO (ITALPRESS) – “Sono un italiano di origine siciliana, ma credo moltissimo nel ruolo dell’Europa. Ritengo che per difendere le nostre differenze e per poter prosperare abbiamo bisogno di unirci. Abbiamo tutti il necessario per farlo, ma molte volte ci focalizziamo su quello che non va invece di mettere a fattore comune quello che va: UniCredit era totalmente frammentata tra 15 paesi europei, però abbiamo trovato la maniera di mettere a fattore comune quello che ci permette di prosperare e mantenere le nostre differenze”. Lo ha detto Andrea Orcel, amministratore delegato del gruppo UniCredit e presidente di UniCredit Foundation, a margine della cerimonia di consegna della laurea magistrale honoris causa in Scienze economiche e finanziarie avvenuta all’Università di Palermo. xd8/vbo/mca2
PALERMO (ITALPRESS) – “Orcel rappresenta oggi un pezzo dell’economia reale, ma anche un messaggio per i più giovani di come si possano scalare le vette dell’economia e dell’imprenditoria mondiale attraverso la volontà e la voglia di fare. Lui è un siciliano illustre, una persona che ha portato la Sicilia ai vertici dell’economia mondiale: la sua visione e capacità di interpretare il mondo economico può rappresentare un messaggio che i nostri giovani devono seguire e interpretare. L’Università non è solo elaborazione e trasmissione di dati, ma anche ipotesi di pensiero su cosa poter fare da grandi: credo che Orcel riuscirà a trasmettere tutto ciò in maniera assolutamente consapevole”. Lo ha detto Massimo Midiri, rettore dell’Università degli Studi di Palermo, a margine della consegna della laurea magistrale honoris causa in Scienze economiche e finanziarie ad Andrea Orcel, amministratore delegato del gruppo UniCredit e presidente di UniCredit Foundation. xd8/vbo/mca2
PALERMO (ITALPRESS) – “Questo è un esempio di buona pratica della Terza missione, cioè dell’azione dell’ateneo di divulgazione delle proprie ricerche presso un pubblico generale”. Lo ha detto Fabrizio Agnello, docente del dipartimento di Architettura, a margine di “Shaping the future of cultural heritage”, la giornata internazionale di studi promossa dal Sistema museale di ateneo dell’Università di Palermo. xd8/vbo/mca2
PALERMO (ITALPRESS) – “L’appuntamento di oggi mette in rilievo il lavoro multidisciplinare fatto dalla nostra Università insieme ad altri atenei italiani sul recupero, in chiave digitale, del soffitto ligneo dell’Aula Magna. La visione di questo posto dà già un impatto emotivo molto importante al visitatore, la distanza tra soffitto e pavimento impedisce di vedere i dettagli e la bellezza iconografica di queste strutture. Il recupero digitale, che ha visto la scansione di tutto il tetto e quindi la possibilità di vedere i singoli dettagli, permette di capire l’importanza storica: dobbiamo leggere il soffitto come se fosse una sorta di gazzettino del Medioevo, in cui venivano raccontate le gesta e gli eventi più importanti del tempo”. Lo ha detto Massimo Ridiri, rettore dell’Università degli Studi di Palermo, a margine di “Shaping the future of cultural heritage”, la giornata internazionale di studi promossa dal Sistema museale di ateneo dell’Università di Palermo. xd8/vbo/mca2
PALERMO (ITALPRESS) – “Il Teatro Massimo è un’eccellenza, non soltanto cittadina ma nazionale, e il cartellone è adeguato allo standing che ormai questo teatro ha, non soltanto a Palermo”. Queste le parole di Giampiero Cannella, già assessore al Comune di Palermo e sottosegretario alla Cultura, intervenuto a margine della presentazione della stagione 2026/27 di opere, balletti e concerti del Teatro Massimo di Palermo. xi6/vbo/mca2
PALERMO (ITALPRESS) – “Il filo conduttore che ha ispirato il cartellone di quest’anno è la celebrazione del Teatro Massimo. Abbiamo unito opere del grande repertorio con artisti che sono simbolo della storia di questo teatro”. Queste le parole di Alvise Casellati, direttore artistico del Teatro Massimo intervenuto a margine della presentazione della stagione 2026/27 di opere, balletti e concerti del Teatro Massimo di Palermo. xi6/vbo/mca2
PALERMO (ITALPRESS) – “Il coraggio di un teatro sta nell’immaginare il suo futuro e la sua stessa vita”. Queste le parole di Marco Betta, Sovrintendente della Fondazione Teatro Massimo intervenuto a margine della presentazione della stagione 2026/27 di opere, balletti e concerti del Teatro Massimo di Palermo. “Un momento molto particolare e speciale per un teatro che compie 130 anni. Tutta questa stagione 26/27, che ritroverà poi il suo calendario naturale a partire da gennaio 2028, sarà lunga, ampia e dedicata alla celebrazione dei 130 anni ma anche dei 35 dal 1992″. xi6/vbo/mca2