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Maxi sequestro di 1,17 milioni di euro falsi e documenti contraffatti a Trieste

TRIESTE (ITALPRESS) – Maxi operazione della Guardia di Finanza di Trieste, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha portato al sequestro di oltre 1,17 milioni di euro in banconote false e di numerosi documenti contraffatti destinati al mercato europeo. L’intervento è scaturito da un’attività di analisi sui flussi logistici in ingresso nel porto giuliano, nell’ambito del dispositivo permanente di vigilanza doganale e contrasto ai traffici illeciti. Il carico è stato intercettato a bordo di un tir proveniente dal porto turco di Akçansa/Gemlik e diretto ad Amburgo, formalmente spedito da una società turca attiva nel settore delle telecomunicazioni e destinato a un’azienda olandese di servizi alle imprese. Le verifiche hanno consentito di rinvenire 23.400 banconote da 50 euro false, per un valore complessivo superiore a 1,17 milioni di euro, insieme a 25 documenti di identità contraffatti tra carte d’identità, passaporti, permessi di soggiorno e visti riconducibili a diversi Paesi europei ed extra UE. All’interno del mezzo sono stati inoltre sequestrati un hard disk e una chiavetta USB contenenti circa 10.000 file digitali, tra cui modelli grafici, fotografie, font, codici alfanumerici e software utilizzati per la produzione di documenti falsi. Tra i materiali rinvenuti figurano anche 110 certificati relativi a visti, carte d’identità, permessi di soggiorno e patenti di guida di vari Paesi, inclusa una patente italiana intestata a un cittadino russo richiedente asilo e segnalato per possibili collegamenti con ambienti radicalizzati. Secondo gli investigatori, il fenomeno della contraffazione documentale e monetaria si inserisce in reti criminali transnazionali che sfruttano piattaforme digitali criptate e canali del dark web per la produzione e distribuzione dei materiali illeciti. In tale contesto, aree come la Turchia e diversi Paesi dell’Europa orientale rappresentano snodi strategici per la produzione e lo smistamento. Il sequestro eseguito nel porto di Trieste conferma il ruolo del territorio italiano come possibile punto di accesso per l’introduzione di tali prodotti nel mercato europeo. Il materiale è stato posto sotto sequestro su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste, che ha avviato ulteriori approfondimenti investigativi anche attraverso la cooperazione internazionale tra autorità giudiziarie e forze di polizia.

tvi/mca1

(Fonte video: Guardia di Finanza)

Attacchi cyber, Ranzato (Deas) “La vera sfida è comprendere la minaccia”

Attacchi cyber, Ranzato (Deas) “La vera sfida è comprendere la minaccia”

ROMA (ITALPRESS) – “Per oltre un decennio la cybersicurezza è stata raccontata come una disciplina della difesa. Un approccio necessario, ma che oggi non basta più: il problema non è soltanto proteggere le infrastrutture, è comprendere la minaccia”. Lo afferma Stefania Ranzato, fondatrice di Deas (Difesa e Analisi Sistemi), società italiana di cybersicurezza nata nel 2018, alla testata Open (https://www.open.online/2026/06/30/cybersicurezza-italia-stefania-ranzato-deas). Secondo l’ultimo rapporto Clusit l’Italia concentra il 9,6% degli attacchi cyber globali, una quota superiore al suo peso economico e demografico. Nel mirino soprattutto i servizi essenziali: sanità, trasporti, banche. Nel 2025, secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, gli attacchi alla sanità sono cresciuti del 40%. “Le capacità offensive, intese come capacità di comprendere l’offesa per neutralizzarla, si sviluppano attraverso ricerca e confronto con problemi reali – aggiunge Ranzato -. Formare e trattenere queste professionalità significa presidiare una porzione di autonomia nazionale”.
Un approccio che, per funzionare davvero, dovrebbe essere accompagnato anche da una maggiore consapevolezza dei cittadini: aggiornare i dispositivi, utilizzare password intelligenti, riconoscere i tentativi di truffa via sms o mail. Insomma, conoscere i rischi della rete e saperli gestire, seguendo le buone prassi della cyber literacy, perchè anche nella cybersicurezza prevenire è meglio che curare. “La difesa più efficace – osserva ancora Ranzato – non nasce dalla protezione delle infrastrutture, ma dalla capacità di comprendere come ragiona chi intende comprometterle”. Perchè il vantaggio competitivo, soprattutto nel settore cyber, “appartiene a chi capisce prima”.
Se i reati informatici preoccupano e sono in aumento, la ragione più immediata è che il valore economico dei dati è enorme. Proprio per questo, sostiene Ranzato, servono investimenti non soltanto nelle tecnologie, ma soprattutto nelle persone: “Le capacità offensive, intese come capacità di comprendere l’offesa per neutralizzarla, non si trovano sugli scaffali. Si sviluppano attraverso ricerca, sperimentazione continua e confronto con problemi reali». E’ il principio che regge gli ecosistemi cyber più maturi a livello internazionale, nei quali la ricerca offensiva è uno strumento ordinario per migliorare la resilienza complessiva dei sistemi.
Da questo discende una conseguenza che la politica industriale italiana farebbe bene a interiorizzare: in un settore dove il fattore decisivo è il capitale umano, la dipendenza tecnologica dall’esterno non è un dettaglio operativo ma una vulnerabilità strategica. “Formare, trattenere e valorizzare professionalità capaci di operare a questo livello significa, in ultima istanza, presidiare una porzione di autonomia nazionale”, sottolinea Ranzato.

– Foto ufficio stampa Deas –

(ITALPRESS).

Attacchi cyber, Ranzato (Deas) “La vera sfida è comprendere la minaccia”

Attacchi cyber, Ranzato (Deas) “La vera sfida è comprendere la minaccia”

ROMA (ITALPRESS) – “Per oltre un decennio la cybersicurezza è stata raccontata come una disciplina della difesa. Un approccio necessario, ma che oggi non basta più: il problema non è soltanto proteggere le infrastrutture, è comprendere la minaccia”. Lo afferma Stefania Ranzato, fondatrice di Deas (Difesa e Analisi Sistemi), società italiana di cybersicurezza nata nel 2018, alla testata Open (https://www.open.online/2026/06/30/cybersicurezza-italia-stefania-ranzato-deas). Secondo l’ultimo rapporto Clusit l’Italia concentra il 9,6% degli attacchi cyber globali, una quota superiore al suo peso economico e demografico. Nel mirino soprattutto i servizi essenziali: sanità, trasporti, banche. Nel 2025, secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, gli attacchi alla sanità sono cresciuti del 40%. “Le capacità offensive, intese come capacità di comprendere l’offesa per neutralizzarla, si sviluppano attraverso ricerca e confronto con problemi reali – aggiunge Ranzato -. Formare e trattenere queste professionalità significa presidiare una porzione di autonomia nazionale”.
Un approccio che, per funzionare davvero, dovrebbe essere accompagnato anche da una maggiore consapevolezza dei cittadini: aggiornare i dispositivi, utilizzare password intelligenti, riconoscere i tentativi di truffa via sms o mail. Insomma, conoscere i rischi della rete e saperli gestire, seguendo le buone prassi della cyber literacy, perchè anche nella cybersicurezza prevenire è meglio che curare. “La difesa più efficace – osserva ancora Ranzato – non nasce dalla protezione delle infrastrutture, ma dalla capacità di comprendere come ragiona chi intende comprometterle”. Perchè il vantaggio competitivo, soprattutto nel settore cyber, “appartiene a chi capisce prima”.
Se i reati informatici preoccupano e sono in aumento, la ragione più immediata è che il valore economico dei dati è enorme. Proprio per questo, sostiene Ranzato, servono investimenti non soltanto nelle tecnologie, ma soprattutto nelle persone: “Le capacità offensive, intese come capacità di comprendere l’offesa per neutralizzarla, non si trovano sugli scaffali. Si sviluppano attraverso ricerca, sperimentazione continua e confronto con problemi reali». E’ il principio che regge gli ecosistemi cyber più maturi a livello internazionale, nei quali la ricerca offensiva è uno strumento ordinario per migliorare la resilienza complessiva dei sistemi.
Da questo discende una conseguenza che la politica industriale italiana farebbe bene a interiorizzare: in un settore dove il fattore decisivo è il capitale umano, la dipendenza tecnologica dall’esterno non è un dettaglio operativo ma una vulnerabilità strategica. “Formare, trattenere e valorizzare professionalità capaci di operare a questo livello significa, in ultima istanza, presidiare una porzione di autonomia nazionale”, sottolinea Ranzato.

– Foto ufficio stampa Deas –

(ITALPRESS).

Orcel riceve laurea honoris causa all’UniPa “Credo molto nel ruolo dell’Europa”

PALERMO (ITALPRESS) – “Sono un italiano di origine siciliana, ma credo moltissimo nel ruolo dell’Europa. Ritengo che per difendere le nostre differenze e per poter prosperare abbiamo bisogno di unirci. Abbiamo tutti il necessario per farlo, ma molte volte ci focalizziamo su quello che non va invece di mettere a fattore comune quello che va: UniCredit era totalmente frammentata tra 15 paesi europei, però abbiamo trovato la maniera di mettere a fattore comune quello che ci permette di prosperare e mantenere le nostre differenze”. Lo ha detto Andrea Orcel, amministratore delegato del gruppo UniCredit e presidente di UniCredit Foundation, a margine della cerimonia di consegna della laurea magistrale honoris causa in Scienze economiche e finanziarie avvenuta all’Università di Palermo. xd8/vbo/mca2

UniPa conferisce laurea honoris causa ad Orcel, Midiri “Messaggio ai giovani”

PALERMO (ITALPRESS) – “Orcel rappresenta oggi un pezzo dell’economia reale, ma anche un messaggio per i più giovani di come si possano scalare le vette dell’economia e dell’imprenditoria mondiale attraverso la volontà e la voglia di fare. Lui è un siciliano illustre, una persona che ha portato la Sicilia ai vertici dell’economia mondiale: la sua visione e capacità di interpretare il mondo economico può rappresentare un messaggio che i nostri giovani devono seguire e interpretare. L’Università non è solo elaborazione e trasmissione di dati, ma anche ipotesi di pensiero su cosa poter fare da grandi: credo che Orcel riuscirà a trasmettere tutto ciò in maniera assolutamente consapevole”. Lo ha detto Massimo Midiri, rettore dell’Università degli Studi di Palermo, a margine della consegna della laurea magistrale honoris causa in Scienze economiche e finanziarie ad Andrea Orcel, amministratore delegato del gruppo UniCredit e presidente di UniCredit Foundation. xd8/vbo/mca2

UniPa, Agnello “Esempio di buona pratica della Terza missione”

PALERMO (ITALPRESS) – “Questo è un esempio di buona pratica della Terza missione, cioè dell’azione dell’ateneo di divulgazione delle proprie ricerche presso un pubblico generale”. Lo ha detto Fabrizio Agnello, docente del dipartimento di Architettura, a margine di “Shaping the future of cultural heritage”, la giornata internazionale di studi promossa dal Sistema museale di ateneo dell’Università di Palermo. xd8/vbo/mca2

UniPa, Midiri “Auspicio è che possa diventare un’ulteriore attrattiva museale”

PALERMO (ITALPRESS) – “L’appuntamento di oggi mette in rilievo il lavoro multidisciplinare fatto dalla nostra Università insieme ad altri atenei italiani sul recupero, in chiave digitale, del soffitto ligneo dell’Aula Magna. La visione di questo posto dà già un impatto emotivo molto importante al visitatore, la distanza tra soffitto e pavimento impedisce di vedere i dettagli e la bellezza iconografica di queste strutture. Il recupero digitale, che ha visto la scansione di tutto il tetto e quindi la possibilità di vedere i singoli dettagli, permette di capire l’importanza storica: dobbiamo leggere il soffitto come se fosse una sorta di gazzettino del Medioevo, in cui venivano raccontate le gesta e gli eventi più importanti del tempo”. Lo ha detto Massimo Ridiri, rettore dell’Università degli Studi di Palermo, a margine di “Shaping the future of cultural heritage”, la giornata internazionale di studi promossa dal Sistema museale di ateneo dell’Università di Palermo. xd8/vbo/mca2

Cannella “Il Teatro Massimo di Palermo è un’eccellenza nazionale”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il Teatro Massimo è un’eccellenza, non soltanto cittadina ma nazionale, e il cartellone è adeguato allo standing che ormai questo teatro ha, non soltanto a Palermo”. Queste le parole di Giampiero Cannella, già assessore al Comune di Palermo e sottosegretario alla Cultura, intervenuto a margine della presentazione della stagione 2026/27 di opere, balletti e concerti del Teatro Massimo di Palermo. xi6/vbo/mca2

Teatro Massimo di Palermo, Casellati “Opere e artisti simbolo della storia”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il filo conduttore che ha ispirato il cartellone di quest’anno è la celebrazione del Teatro Massimo. Abbiamo unito opere del grande repertorio con artisti che sono simbolo della storia di questo teatro”. Queste le parole di Alvise Casellati, direttore artistico del Teatro Massimo intervenuto a margine della presentazione della stagione 2026/27 di opere, balletti e concerti del Teatro Massimo di Palermo. xi6/vbo/mca2