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Lecce, 20enne indagata per istigazione alla violenza e all’odio razziale

Lecce, 20enne indagata per istigazione alla violenza e all’odio razziale

LECCE (ITALPRESS) – I Carabinieri del ROS, supportati dai militari del Comando Provinciale di Lecce, hanno eseguito un decreto di perquisizione personale, locale ed informatica, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Lecce, nei confronti di una ragazza ventenne della provincia di Lecce, indagata per il reato di istigazione alla violenza e all’odio.
Il provvedimento odierno scaturisce a seguito di una complessa manovra investigativa, diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, sotto il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, che ha consentito, attraverso una costante attività di web patroling, di riscontrare la presenza dell’indagata – attraverso il proprio profilo social – all’interno della galassia virtuale accelerazionista ed in particolare in alcune chat, nell’ambito delle quali venivano promosse iniziative di matrice neofascista e neonazista ed in cui si faceva costante istigazione all’odio razziale ed alla commissione di gesti violenti: in particolare, venivano esaltati episodi di attacchi armati e violenza all’interno degli istituti scolastici, meglio noti come “mass shooting”. All’esito della perquisizione, sono stati sottoposti a sequestro tutti i dispositivi informatici nella disponibilità dell’indagata, che saranno successivamente sottoposti ad approfondita ed ulteriore analisi.

– Foto: Ufficio stampa Carabinieri –

(ITALPRESS).

“Nativi Artistici”, al via progetto per riscoprire l’identità culturale

“Nativi Artistici”, al via progetto per riscoprire l’identità culturale

ROMA (ITALPRESS) – Nati nell’era dei computer e di Internet, i nativi digitali appartengono a una generazione profondamente segnata dalla tecnologia. Eppure, proprio per loro si apre una nuova possibilità: riscoprire ciò che spesso è più vicino e, proprio per questo, rischia di rimanere invisibile.
E’ possibile nascere a Milano o Roma, Venezia o Palermo, Firenze o Napoli e non aver mai visto il luogo più simbolico della cultura della propria città? Si, è possibile.
Da un’idea di Massimiliano Finazzer Flory, che ha coniato il termine “Nativi Artistici”, con il supporto di Enel e la collaborazione scientifica della Fondazione Augusto Rancilio, per la prima volta, dunque, in sei città italiane Roma, Milano, Venezia, Firenze, Napoli e Palermo, giovani tra i 18 e i 25 anni, fino a cento per tappa, saranno protagonisti di un viaggio alla scoperta dell’arte, della bellezza e dei segreti della propria città.
Per la prima volta, un progetto dedicato alle nuove generazioni vuole accompagnare ragazze e ragazzi alla scoperta di un’opera iconica fondativa della città in cui vivono, attraversata ogni giorno senza conoscerne davvero la bellezza rappresentativa.
Per partecipare i giovani dovranno dichiarare di non aver mai visitato il bene culturale della città in cui essi sono nati. Sarà dunque “una prima volta” che darà vita ai nativi artistici.
Sui Fori Romani il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico, il Cenacolo Vinciano di Leonardo da Vinci, la Badia Fiorentina dove Boccaccio iniziò le prime letture pubbliche della “Divina Commedia”, la Biblioteca Nazionale Marciana a Venezia con i suoi tesori dal Codice dell’Iliade di Omero al testamento di Marco Polo, i teatri: San Carlo di Napoli a 290 anni dalla sua fondazione e il Massimo di Palermo a 130 anni dall’inaugurazione.
La loro prima volta diventa così un museo da scoprire, un teatro da abitare, una storia da incontrare. Attraverso l’arte, la cultura e la conoscenza del patrimonio della propria città, i giovani potranno guardare con occhi nuovi ciò che li circonda.
L’obiettivo non è contrapporre tecnologia e cultura, ma creare una relazione tra le due. Per una generazione abituata ad avere il mondo a portata di smartphone, il progetto propone un’esperienza diversa: scoprire il valore della bellezza, la memoria dei luoghi e il patrimonio culturale che appartiene a tutti.
Sono giovani del territorio che ancora ignorano i suoi tesori. Con questo progetto potranno aprirsi a una nuova consapevolezza: conoscere la propria identità artistica significa anche conoscere meglio se stessi, il proprio futuro e la nostra Italia.
«Perchè l’arte non è soltanto qualcosa da vedere. E’ qualcosa che può offrire una rinascita. Se l’epoca contemporanea ha dato vita ai nativi digitali, è arrivato il momento di far nascere anche i nativi artistici: giovani capaci di abitare il presente senza
dimenticare la cultura, di usare la tecnologia senza rinunciare alla bellezza, di guardare il proprio territorio non più come uno sfondo, ma come una parte viva della propria identità.
Perchè solo l’immaginazione culturale continua a generare vita e speranza. La bellezza è amica del dono” dichiara il regista e attore Massimiliano Finazzer Flory ideatore di “Nativi Artistici”.
Per partecipare alla prima tappa iscriversi mediante il sito web www.nativiartistici.com – oppure inviare una mail a info@nativiartistici.com

-foto ufficio stampa progetto Nativi Artistici –
(ITALPRESS).

Vittorio Sgarbi ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma

Vittorio Sgarbi ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma

ROMA (ITALPRESS) – Il critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi è ricoverato presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma. A quanto si apprende, lo storico dell’arte si trova attualmente preso in cura dai medici del nosocomio romano per accertamenti e monitoraggio clinico. Al momento non sono stati diffusi bollettini medici ufficiali sulle sue condizioni di salute, ma l’ospedale conferma il suo ricovero.(ITALPRESS).

Figc, Bianchedi si dimette da capo delegazione della Nazionale

Figc, Bianchedi si dimette da capo delegazione della Nazionale

ROMA (ITALPRESS) – Diana Bianchedi rassegna le dimissioni da capo delegazione della Nazionale. Lo ha fatto con una lettera, con la quale l’ex schermitrice ha comunicato la sua rinuncia all’incarico. “A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capo delegazione della Nazionale” si legge nella lettera diramata dalla Federcalcio. “Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della Figc e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione. Inoltre, scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche. Una squadra che ho trovato compatta, motivata, con grandi professionisti, a partire dal commissario tecnico, passando ai giocatori e a tutto lo staff. Li ringrazio per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere. Ricordiamoci che lo sport è, e deve essere, primariamente questo. Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Viminale, prorogati per altri 15 giorni controlli alle frontiere con la Spagna

Viminale, prorogati per altri 15 giorni controlli alle frontiere con la Spagna

ROMA (ITALPRESS) – Restano in vigore i controlli alle frontiere con la Spagna. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha deciso di prorogare per altri 15 giorni le verifiche alle frontiere aeree e marittime, dopo aver sentito il Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere, riunitosi questa mattina. Lo comunica in una nota il Viminale.
Alla base della decisione “vi sono l’attuale situazione nell’exclave spagnola di Ceuta e, in particolare, il permanere delle criticità già riscontrate”.
L’obiettivo è “rafforzare la tutela dei confini europei, anche a garanzia della sicurezza nazionale, nonchè prevenire e contrastare possibili minacce terroristiche.
Il provvedimento è stato comunicato alla Commissione europea e ai ministri dell’Interno degli altri Stati membri dell’Unione europea.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).

Cina, gli utenti dell’IA generativa superano quota 700 milioni

Cina, gli utenti dell’IA generativa superano quota 700 milioni

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Secondo un rapporto pubblicato ieri, alla fine di giugno 2026 il numero di utenti dell’intelligenza artificiale generativa in Cina aveva superato i 700 milioni.

Il tasso di penetrazione dell’IA generativa aveva superato il 50%, come rilevato dal rapporto del China Internet Network Information Center.

Gli scenari di applicazione di questa tecnologia sono stati molto diversificati, secondo il rapporto, che aggiunge che lo scenario principale consiste nell’utilizzare l’IA generativa come strumento di conversazione.

E’ emerso che, in totale, il 76% degli utenti la utilizzava per rispondere a delle domande.

Osservando che il potenziale di consumo legato alle tecnologie intelligenti, rappresentato dagli acquisti di dispositivi smart, si è sviluppato a un ritmo più rapido, il rapporto ha affermato che il 38,7% degli utenti di Internet ha acquistato dispositivi intelligenti online negli ultimi sei mesi.

E’ stato messo in funzione il primo supercluster di IA sviluppato autonomamente in Cina, dotato di 100.000 unità di elaborazione grafica, secondo quanto riportato nel rapporto. Il documento aggiunge che ciò ha sostenuto l’innovazione indipendente del Paese nel campo dell’IA.

L’IA generativa ha favorito una profonda trasformazione e un ammodernamento dei settori industriali, rendendo più intelligenti diversi comparti, secondo il rapporto.

Ha inoltre rilevato che l’IA incarnata rappresentava uno degli ambiti più dinamici nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Grazie a capacità sempre maggiori nello svolgimento di compiti complessi, i robot dotati di IA incarnata sono stati impiegati in numerosi settori, tra cui la produzione industriale, gli interventi chirurgici e i servizi legati alla vita quotidiana.

Il rapporto è stato reso pubblico in occasione della China Internet Infrastructure Resources Conference 2026, tenutasi a Pechino.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Cina sempre più meta di studio per gli adolescenti italiani

ROMA (ITALPRESS) – La Cina conquista spazio tra le mete di studio dei giovani italiani. Fanno da sfondo a questo nuovo scenario la progressiva apertura verso mercati internazionali non tradizionali e un’offerta formativa globale sempre più diffusa. E’ quanto emerso in occasione del convegno organizzato a Roma da Fondazione Intercultura ets, insieme a Intesa Sanpaolo e Università degli Studi Roma Tre, per presentare l’indagine Oltre lo schermo, dentro la Cina, condotta da Ipsos Doxa.
mec/mgg/azn

Ue, Meloni “Chiediamo flessibilità aggiuntiva per famiglie e imprese”

Ue, Meloni “Chiediamo flessibilità aggiuntiva per famiglie e imprese”

ROMA (ITALPRESS) – “Possiamo continuare a parlare quanto vogliamo di costo dell’energia, ma se ci diamo la zappa sui piedi da soli diventa molto più difficili: quando diversi mesi fa abbiamo posto il problema in Europa in molti dicevano che non saremmo andati da nessuna parte, ma oggi registro che molti colleghi si stanno attivando per chiedere ulteriori misure; lo hanno fatto Francia, Repubblica Ceca e Grecia”. A dirlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in video collegamento con ‘Oltre le Radicì, l’evento annuale de Il Gazzettino. “Non avevamo torto quando abbiamo posto il problema per tempo – continua Meloni -. Adesso la questione ulteriore è la necessità, già posta in sede Ecofin, di tenere conto della maggiore inflazione registrata in questo periodo nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito. Altri Stati membri stanno andando nella stessa direzione: intendo attivarmi nuovamente nei confronti della Commissione affinchè la questione venga trattata nella riunione Ecofin della prossima settimana in Lussemburgo e in Consiglio europeo tra due settimane. Noi crediamo che a fronte di una crescita inflazionistica globale a causa del caro energia sia necessario riconoscere agli Stati membri una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese – sottolinea la premier -: bisogna mettere d’accordo molte persone, ma sono contenta che le questioni che l’Italia ha posto per prima oggi vengano condivise da altri colleghi. Sono concentrata nel portare a termine il lavoro di questi cinque anni, nei quali abbiamo cercato di proteggere al meglio gli italiani in un mondo sempre più instabile in cui le minacce si moltiplicano: il mio lavoro dipende dagli italiani, non da me”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Cina, due rompighiaccio rientrano dalla spedizione scientifica nell’Artico

Cina, due rompighiaccio rientrano dalla spedizione scientifica nell’Artico

SHANGHAI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Le rompighiaccio cinesi da ricerca Xuelong e Xuelong 2, note anche come Snow Dragon e Snow Dragon 2, sono rientrate oggi a Shanghai, nella Cina orientale, dopo quasi tre mesi di attività nell’ambito della 16esima spedizione cinese nell’Oceano Artico.

La spedizione ha portato a termine con successo compiti fondamentali, tra cui indagini e monitoraggi a tutto campo, ricerca scientifica d’avanguardia e cooperazione internazionale. Secondo il team della spedizione, sia la portata della spedizione sia il numero totale di attività svolte hanno raggiunto nuovi massimi.

Sono stati ottenuti risultati proficui in termini di nuove scoperte scientifiche, progressi teorici decisivi, test tecnologici e applicazioni delle attrezzature, fornendo un solido sostegno per approfondire la comprensione e offrire una risposta efficace al cambiamento climatico globale, e per promuovere lo sviluppo sostenibile nell’Artico.

Organizzata dal ministero delle Risorse Naturali, la spedizione è stata condotta da quattro navi: Xuelong, Xuelong 2, Jidi e Tansuo-3.

Al momento, Jidi e Tansuo-3 sono ancora impegnate nelle rispettive missioni di ricerca e il loro rientro è previsto per metà ottobre.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Trevi a un bivio, l’offerta di Webuild punta sul valore certo

Trevi a un bivio, l’offerta di Webuild punta sul valore certo

MILANO (ITALPRESS) – Gli azionisti di Trevi, eccellenza italiana nell’ingegneria del sottosuolo e nelle fondazioni speciali sono al bivio. Da una parte c’è ICOP che ha appena migliorato la propria proposta ma resta ancorata a uno scambio azionario. Dall’altra Webuild, che offre 4,50 euro in contanti per ogni azione Trevi. Due operazioni costruite su logiche molto diverse: nella prima il valore che l’azionista Trevi riceverà dipende dal prezzo futuro delle azioni ICOP; nella seconda il corrispettivo è fissato e pagato in cash.
Ed è proprio qui che cominciano i dubbi della Borsa. Perchè il valore attribuito alle azioni ICOP, sulla cui quotazione si regge la convenienza del concambio, appare secondo diversi indicatori superiore a quello suggerito dai fondamentali.
Il mercato oggi attribuisce a ICOP un valore pari a 21,7 volte il margine operativo (Ebit) del 2025. Un multiplo che si confronta con una media di 10,1 volte per i concorrenti individuati dalla stessa ICOP nel documento d’offerta. La valutazione scende a 8,8 volte se dal campione si esclude la stessa ICOP. In altre parole, il mercato sta pagando ICOP più del doppio rispetto alla media dei concorrenti utilizzati per il confronto.
Non è soltanto una questione di multipli. Anche le valutazioni degli advisor di Trevi, Mediobanca e Vitale, vanno nella stessa direzione. Secondo le loro stime, il concambio congruo dovrebbe collocarsi tra 0,222 e 0,312 azioni ICOP per ogni azione Trevi, contro lo 0,165 previsto dall’offerta migliorata. Una differenza che, incrociata con la forchetta di valori congrui stimata da Mediobanca e Vitale per l’azione Trevi, porta a un valore indicativo di ICOP intorno ai 21 euro per azione, oltre un terzo sotto i circa 30 euro a cui il titolo tratta in Borsa.
E anche Trevi, a quei valori, cambierebbe faccia: la valorizzazione implicita sarebbe di circa 3,4 euro per azione, contro i 5,165 euro dichiarati da ICOP e, soprattutto, al di sotto dei 4,50 euro cash messi sul tavolo da Webuild.
Ma c’è un altro problema, meno visibile di una quotazione sul monitor di Borsa e forse per questo più insidioso: la liquidità. Le azioni ICOP sono poco scambiate. Negli ultimi dodici mesi è passato di mano circa l’11% del capitale della società, contro il 184% di Trevi. La differenza è enorme e diventa concreta quando si prova a immaginare cosa accadrebbe a un azionista rilevante di Trevi.
Un investitore che possiede il 2% di Trevi riceverebbe, sulla base del concambio, circa 216 mila azioni ICOP. Un pacchetto che, ai ritmi medi di scambio, potrebbe richiedere fino a tre mesi di Borsa per essere liquidato. Il valore sulla carta, dunque, non coincide necessariamente con la facilità con cui quel valore può essere trasformato in denaro.
Poi c’è il capitolo del debito. ICOP arriva alla partita Trevi dopo un significativo peggioramento della propria posizione finanziaria netta: in 18 mesi è passata da una liquidità netta di 15 milioni di euro a fine 2024 a un debito netto di 184 milioni a giugno 2026, con flussi di cassa operativi negativi sia nel 2025 sia nel primo semestre di quest’anno.
Con l’integrazione di Trevi, il debito lordo pro-forma salirebbe da 279 a 483 milioni di euro. E il rapporto tra EBITDA e oneri finanziari, già sceso da 10,3 a 7,4 volte, si ridurrebbe a circa 4,6 volte. Resta inoltre sul tavolo il nodo dei 180 milioni di finanziamento Trevi che diventerebbero esigibili in caso di cambio di controllo e per i quali, secondo i dati disponibili, ICOP non aveva ancora ottenuto il disco verde delle banche.
Anche il piano industriale solleva interrogativi. ICOP prevede una crescita dei ricavi del 15-17% l’anno, mentre i mercati di riferimento indicati nei documenti si muovono su ritmi compresi tra il 4,7 e l’8%. Una distanza non irrilevante tra le ambizioni della società e la velocità dei mercati nei quali opera.
E il portafoglio ordini, anche includendo le gare in corso, coprirebbe appena il 13-15% dei ricavi attesi nel 2029. Le sinergie con Trevi, stimate in 55-75 milioni di EBITDA, arriverebbero inoltre soltanto dal 2030, quindi oltre l’orizzonte temporale del piano. Per la parte prevalente, si tratterebbe di risparmi di costo la cui concreta realizzazione non è stata ancora dettagliata.
Dall’altra parte del tavolo c’è Webuild, con una proposta costruita su un elemento molto più semplice da leggere: 4,50 euro per ogni azione Trevi, interamente in contanti. Il corrispettivo, secondo quanto indicato dalla società, incorpora un premio di circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale alla data di riferimento. Per l’azionista che aderisce, il valore dell’offerta non dipende quindi dall’andamento successivo delle azioni ICOP o dalla capacità del mercato di assorbire un consistente pacchetto di titoli poco liquidi.
C’è poi la copertura finanziaria dell’operazione. Webuild ha previsto un contratto di finanziamento destinato a sostenere l’esborso per l’acquisto di tutte le azioni Trevi e anche l’eventuale rifinanziamento del debito della società. L’offerta, inoltre, non pone condizioni legate al rifinanziamento del debito Trevi.
Ma la partita non è soltanto finanziaria. Webuild presenta l’operazione come un progetto industriale destinato a inserire le competenze di Trevi nelle fondazioni speciali all’interno di una piattaforma globale delle grandi infrastrutture. Un gruppo che ha chiuso il 2025 con 13,6 miliardi di euro di ricavi e disponeva al 30 giugno 2026 di un portafoglio ordini di 54 miliardi.
Per Trevi significherebbe, secondo la proposta Webuild, l’accesso alla rete internazionale del gruppo, presente in 50 Paesi, con la possibilità di raggiungere nuove geografie, clienti e gare di dimensioni e complessità maggiori. L’operazione prevede inoltre il mantenimento dell’identità di Trevi, del centro direzionale in Italia e del patrimonio di competenze tecniche, progettuali e manageriali, lasciando alla società la possibilità di continuare a operare sul mercato offrendo i propri servizi all’intero settore.
Non si partirebbe, inoltre, da zero. Webuild e Trevi collaborano già da anni su alcuni grandi cantieri italiani e internazionali, dalla diga di Rogun in Tagikistan alla Linea C della metropolitana di Roma. L’integrazione, nella visione di Webuild, servirebbe dunque a trasformare una collaborazione già esistente in un progetto industriale stabile.
Il punto centrale resta però quello economico. Da una parte, ICOP propone un concambio che può offrire agli azionisti Trevi una partecipazione nel futuro gruppo integrato, ma li espone al valore di Borsa di ICOP, alla sua liquidità, all’evoluzione del debito e alla capacità del piano industriale di centrare obiettivi di crescita ambiziosi. Dall’altra, Webuild propone 4,50 euro cash per azione, eliminando per chi aderisce l’esposizione all’andamento futuro del titolo e accompagnando il corrispettivo con una proposta industriale fondata sull’integrazione delle competenze di Trevi nella propria piattaforma globale.

– Foto ufficio stampa Webuild –

(ITALPRESS).