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Vinitaly sbarca per la prima volta a Toronto, Ottawa e Montreal

Vinitaly sbarca per la prima volta a Toronto, Ottawa e Montreal

ROMA (ITALPRESS) – Per la prima volta nei suoi oltre 55 anni di storia, Vinitaly, la fiera internazionale leader a livello mondiale dedicata al vino italiano, è arrivata in Canada. Organizzata dall’Agenzia ICE in collaborazione con Veronafiere e Vinitaly, Vinitaly Canada, dal 22 al 25 giugno 2026, ha riunito a Toronto, Ottawa e Montrèal i principali professionisti del settore vinicolo canadese, gli acquirenti delle agenzie provinciali per la distribuzione delle bevande alcoliche, importatori, agenti di vino, sommelier, media e stakeholder del settore. Il lancio di Vinitaly Canada riflette la crescente importanza strategica del Canada per il vino italiano. Uno dei mercati del vino più sofisticati al mondo, il Canada si colloca tra le principali destinazioni di esportazione del vino italiano, in particolare nei segmenti premium e super-premium. I recenti dati sulle importazioni confermano ulteriormente lo slancio dell’Italia in Canada. Nei primi quattro mesi del 2026, le importazioni di vino italiano hanno raggiunto i 218,8 milioni di dollari canadesi, con un aumento del 10,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota di mercato dell’Italia è passata dal 23,45% al 27,01%, riducendo il divario con la Francia, leader di mercato, di quasi il 50% a soli 23 milioni di dollari canadesi. Questi risultati rafforzano la posizione dell’Italia come uno dei fornitori di vino in più rapida crescita del Canada e sottolineano il suo potenziale di riconquistare il primo posto nel prossimo futuro.
“Portare Vinitaly in Canada per la prima volta è un riconoscimento significativo del ruolo del Canada come uno dei mercati più importanti e dinamici al mondo per il vino italiano”, ha dichiarato S.E. Alessandro Cattaneo, Ambasciatore d’Italia in Canada. “La notevole crescita dei vini italiani in Canada è un riflesso tangibile delle solide e crescenti relazioni economiche tra Italia e Canada. In un momento in cui la domanda di autentici prodotti ‘Made in Italy’ è in aumento in tutte le province canadesi, mi fa particolarmente piacere constatare che il vino rimane il principale prodotto di esportazione italiano in Canada in termini di valore delle vendite”.
L’importanza del Canada si riflette anche nella sua partecipazione record agli eventi internazionali di Vinitaly. A Vinitaly Verona 2026, il Canada ha portato alla fiera la più grande delegazione di acquirenti internazionali, mentre Vinitaly USA 2025 ha attirato una partecipazione canadese record di importatori, rappresentanti delle agenzie di vendita di alcolici, agenti e rivenditori. “Soprattutto in questo momento in cui il settore del vino richiede una particolare attenzione, diventa importante dare un seguito strutturale al tavolo di lavoro richiesto dal Governo, dalla premier Giorgia Meloni. Le maggiori risorse disponibili per ICE implicano quindi una maggiore pressione promozionale e maggiori attività di sviluppo per il comparto vitivinicolo anche attraverso Vinitaly, partner tra i più autorevoli del comparto. All’evento principale in Italia Verona Fiere e Ice portano più di 1000 operatori strategici. All’estero, attraverso Vinitaly International sempre più presente in geografie strategiche per il vino, Ice porta imprese alle collettive delle fiere, può creare missioni imprenditoriali, accompagnare le imprese attraverso la sua rete di uffici.
E’ riconosciuto anche dai principali produttori quanto sia efficace l’attività di ICE Canada per il mondo del Vino attraverso progetti e relazioni costruite negli anni fino a diventare un punto di riferimento per le imprese esportatrici Italiane. Questa missione di Vinitaly preview con Ice ha l’obiettivo di promuovere e comunicare agli operatori e stakeholder del Canada, ma anche del Nord America, soprattutto i progetti del Vinitaly di Verona e dell’ormai affermato Vinitaly USA, progetto sviluppato principalmente da Vinitaly ed Ice con il supporto della Camera di commercio.
Il vino italiano ha un enorme potenziale di esportazione nonostante un momento di rallentamento, soprattutto negli Stati Uniti, che va compensato con maggiori strumenti di supporto alla crescita. Nel 2025 le esportazioni del comparto hanno segnato i 7,8 mld di Euro. Ci sono ancora molti mercati che lasciano opportunità di crescita rilevanti come Sistema Paese. Con la Diplomazia della crescita indicata dal ministro Antonio Tajani, con gli strumenti di promozione messi a disposizione dal ministero dell’Agricoltura su indicazione del ministro Francesco Lollobrigida, dobbiamo affiancare ancora di più le aziende per rendere queste opportunità facili da raggiungere”, ha dichiarato Matteo Zoppas, Presidente ICE.
In continuità con questo percorso, Vinitaly USA 2026, che si terrà a New York il 26 e 27 ottobre, dovrebbe accogliere una delegazione canadese ancora più numerosa. Fin dal suo lancio, Vinitaly USA è diventato un punto di accesso strategico che mette in contatto i produttori italiani con i principali acquirenti, importatori, distributori e decisori del settore nordamericano. A complemento della fiera di punta Vinitaly a Verona, l’edizione di New York amplia la portata internazionale di Vinitaly, creando opportunità commerciali durante tutto l’anno e rafforzando la leadership dell’Italia nel mercato vinicolo nordamericano.
“Il Canada, in tutte le sue province, continua a dimostrare uno straordinario apprezzamento per la diversità, la qualità e il patrimonio dei vini italiani”, ha affermato Carlo Angelo Bocchi, Direttore dell’Ufficio ICE in Canada. “La crescita dei vini italiani di alta gamma in Quebec, Ontario, British Columbia e Alberta conferma che i consumatori sono sempre più alla ricerca di autenticità ed eccellenza. Vinitaly Canada rappresenta una naturale evoluzione dei nostri sforzi volti a creare opportunità commerciali significative, approfondendo al contempo il legame tra i professionisti canadesi e il settore vinicolo italiano. Individuarli è la nostra missione e lo stiamo facendo in tutte e nove le province.”
Secondo Federico Bricolo, presidente di Veronafiere e Vinitaly, “il Canada si è affermato come uno dei mercati internazionali più dinamici e promettenti per il vino italiano. Dopo la partecipazione record di buyer e professionisti canadesi sia a Vinitaly Verona 2026 sia a Vinitaly USA, il lancio di Vinitaly Canada e l’introduzione del programma VIA in Canada rappresentano un passo importante per rafforzare la formazione nel settore del vino, le relazioni commerciali e le opportunità di business a lungo termine in tutto il Nord America. E il prossimo anno intensificheremo ulteriormente il nostro impegno e le attività su questo mercato”. Uno dei momenti salienti di Vinitaly Canada sarà il debutto in Canada del prestigioso corso di certificazione della Vinitaly International Academy (VIA). Per la prima volta, 55 professionisti del vino di alto livello provenienti da tutto il Paese parteciperanno al programma intensivo di certificazione guidato da Sarah Heller MW, John Szabo MS e Stevie Kim, entrando a far parte di una rete globale di Ambasciatori del Vino Italiano dedicata alla promozione della ricchezza e della diversità del vino italiano.
Il programma prende il via a Toronto il 22 giugno con il corso VIA e un ricevimento serale presso lo Spazio Camera, durante il quale verrà presentata Vinitaly USA New York 2026. Il 23 giugno, il corso si concluderà con gli esami e una cerimonia di consegna dei diplomi alla presenza di Federico Bricolo, oltre a incontri con i rappresentanti dell’LCBO e una cena di settore ospitata dall’Agenzia per il Commercio Estero e presentata dal Master Sommelier John Szabo. Il programma prosegue a Ottawa il 24 giugno con un ricevimento ospitato da S.E. Alessandro Cattaneo, Ambasciatore d’Italia in Canada, presso la Residenza dell’Ambasciatore. L’evento riunirà buyer, professionisti del settore, media e stakeholder dei mercati di Ottawa e del Quèbec per una serata dedicata all’eccellenza del vino italiano, con degustazione in piedi e opportunità di networking con i rappresentanti dell’industria vinicola italiana.
La missione si conclude a Montrèal con incontri con i dirigenti senior della SAQ, rafforzando ulteriormente le solide relazioni commerciali tra l’Italia e le agenzie provinciali canadesi per la vendita di alcolici ed evidenziando l’importanza strategica del Quèbec come uno dei mercati del vino più influenti del Paese.
Mentre l’Italia continua a rafforzare la propria posizione nel segmento dei vini di alta gamma, iniziative come Vinitaly Canada, Vinitaly Verona, Vinitaly USA e la Vinitaly International Academy stanno creando nuove opportunità di formazione, commercio e crescita a lungo termine tra Italia e Canada.

– Foto GP Communication North America Inc. –
(ITALPRESS).

Roma Buskers Festival, dopo sei edizioni a Ostia arriva il nuovo format diffuso

ROMA (ITALPRESS) – Il Roma Buskers Festival cambia format per la sua settima edizione. Dopo sei edizioni di successo al Porto Turistico di Ostia, la manifestazione internazionale dedicata agli artisti di strada si trasforma in un festival diffuso, in attesa di approdare, dall’ottava edizione, in una nuova sede stabile.
col3/gtr
(Fonte video: ufficio stampa Roma Buskers Festival)

Clima, la siccità minaccia la produzione agricola mondiale

ROMA (ITALPRESS) – Nuove aree del pianeta rischiano di diventare sempre più vulnerabili alla siccità, con pesanti conseguenze sulla produzione agricola globale. A lanciare l’allarme è uno studio pubblicato su Nature Communications dal Politecnico di Torino e dall’Università del Delaware, che ha analizzato la sensibilità alla scarsità d’acqua di 17 tra le principali colture alimentari del mondo, responsabili di circa tre quarti della produzione agricola globale. La ricerca evidenzia come la crescente specializzazione agricola abbia reso molti sistemi produttivi meno resilienti agli eventi climatici estremi. Secondo gli studiosi, le colture che dipendono esclusivamente dalle precipitazioni sono le più esposte alle perdite di raccolto durante i periodi di siccità, mentre quelle irrigate riescono a mantenere rese più stabili. Lo studio ha inoltre individuato diversi “hotspot” di vulnerabilità, tra cui alcune aree degli Stati Uniti, del Brasile, della Spagna e dell’India, dove il rischio di cali produttivi è particolarmente elevato. Ma arrivano anche indicazioni positive: combinando l’espansione sostenibile dell’irrigazione con la sostituzione di alcune colture più sensibili con specie più resistenti, sarebbe possibile ridurre di oltre il 60% le perdite agricole durante gli eventi estremi e aumentare le rese medie fino al 14%. Uno strumento che, secondo i ricercatori, potrà aiutare governi e istituzioni a pianificare interventi mirati per rafforzare la sicurezza alimentare e adattare l’agricoltura alle sfide del cambiamento climatico.
mgg/gtr/col

Ghiacciai alpini in ritirata, biodiversità a rischio

ROMA (ITALPRESS) – Sotto la superficie ghiacciata di montagne e regioni polari si nasconde un patrimonio naturale ancora in gran parte inesplorato. Un nuovo studio internazionale ha acceso i riflettori sulla biodiversità degli ambienti glaciali, rivelando la presenza di numerose specie animali che rischiano di scomparire con la progressiva riduzione dei ghiacciai. La ricerca, coordinata dall’Università Statale di Milano insieme al Muse di Trento, ha analizzato migliaia di pubblicazioni scientifiche e ha identificato oltre 150 specie legate agli ecosistemi di ghiaccio. Tra queste, alcune vivono esclusivamente sui ghiacciai e dipendono dalla loro presenza per sopravvivere. Si tratta soprattutto di piccoli organismi, come tardigradi, collemboli e altri invertebrati, che hanno sviluppato capacità straordinarie di adattamento a condizioni estreme. Ma proprio la loro specializzazione li rende particolarmente vulnerabili ai cambiamenti in corso. Gli scienziati hanno stimato che, con il continuo arretramento dei ghiacci, diverse specie potrebbero perdere quasi completamente il proprio habitat entro il 2100. Le aree alpine sono tra quelle considerate più a rischio, perché il rapido ritiro dei ghiacciai sta modificando profondamente questi ecosistemi. Lo studio ricorda quindi che la crisi climatica non riguarda solo i grandi animali o gli ambienti più conosciuti: anche forme di vita invisibili e poco studiate sono parte di un equilibrio naturale sempre più fragile.
mgg/gtr/col

Il Marocco batte Haiti 4-2 e chiude secondo nel girone C

Il Marocco batte Haiti 4-2 e chiude secondo nel girone C

ATLANTA (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Pirotecnico 4-2 ad Atlanta tra Marocco e Haiti nell’ultima giornata del girone C dei Mondiali 2026. Due volte avanti la formazione di Migne, che sfrutta prima l’autogol di Bono (10′) e poi il gol di Isidor (43′) per mettersi due volte al comando delle operazioni. Arriva in entrambi i casi la reazione marocchina, prima con Hakimi (39′) e, poi, con Saibari (45+1′). Nel secondo tempo sono i cambi di Ouahbi a fare la differenza: Rahimi (78′) e Yassine (89′) confezionano il 4-2 finale, che conferma il Marocco al secondo posto nel girone C con 7 punti insieme al Brasile. Haiti eliminata con 0 punti, mentre la Scozia rischia di non passare come migliore terza a causa di una differenza reti di -3. Il Marocco tornerà in campo per i sedicesimi di finale il 30 giugno alle 3 contro la prima classificata del girone F, che attualmente vede l’Olanda davanti a Giappone, Svezia e Tunisia.
Spinge subito il Marocco, che va vicino all’1-0 dopo due minuti con Saibari, che non arriva per pochi centimetri su un bel cross di El Khannouss. Dopo lo spavento iniziale Haiti si affaccia in avanti e trova il vantaggio al 10′: cross in mezzo di Duverne, Joseph ci prova di tacco ma arriva una sfortunata deviazione di Bono, che regala l’1-0 alla squadra di Migne. Reazione immediata degli africani, ma Saibari spreca più volte la chance dell’1-1. Il pari arriva al 39′ con Hakimi che si avventa per primo sulla respinta corta di Placide dopo un tiro di El Khannouss. L’equilibrio dura pochi giri d’orologio e Haiti torna avanti al 43′ con una grande botta da fuori area di Isidor. Contro reazione del Marocco e Saibari – dopo diverse occasioni mancate – batte Placide su invito di Hakimi al 46′, chiudendo sul 2-2 un primo tempo delle mille emozioni.
Il Marocco cerca con insistenza il 3-2, ma Placide fa muro sul tentativo del centrocampista della Roma El Aynaoui e salva su un quasi autogol di Adè. Ouahbi la vince con i cambi e Rahimi firma il vantaggio marocchino al 78′ con una girata su corner di Riad. Nel finale Yassine segna il gol della sicurezza e del 4-2 per i Leoni dell’Atlante.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Vinicius trascina il Brasile al primo posto nel girone C, 3-0 alla Scozia

Vinicius trascina il Brasile al primo posto nel girone C, 3-0 alla Scozia

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il Brasile non sbaglia e batte 3-0 la Scozia nell’ultima giornata del girone C dei Mondiali 2026. L’undici di Ancelotti ritrova il sorriso e anche Neymar, che torna in campo con la maglia della Selecao 981 giorni dopo l’ultima volta. Match a senso unico con Vinicius che mette in discesa la pratica con una doppietta tra il 7′ e il 48′ del primo tempo. Nella seconda frazione Cunha completa l’opera e il Brasile chiude il girone C al primo posto con 7 punti. Gli stessi del Marocco, secondo però per differenza reti (un gol fatto in meno e due subiti in più). La Scozia è terza a 3 punti ma con un 1-4 nel rapporto gol fatti-subiti. Il rischio di non rientrare nelle migliori terze è alto, mentre la Bosnia può festeggiare l’aritmetica qualificazione ai sedicesimi. Fuori Haiti con zero punti, ma senza sfigurare. Il Brasile tornerà in campo per i sedicesimi il 29 giugno alle 19 contro la seconda classificata del girone F, che attualmente vede l’Olanda davanti a Giappone, Svezia e Tunisia.
Buon inizio della Scozia ma è il Brasile ad andare avanti: leggerezza di McKenna in disimpegno, Rayan recupera e serve Vinicius, che batte Gunn per l’1-0 al 7′. Crescono i verdeoro, vicini al 2-0 con Vinicius, a cui viene annullato il gol del raddoppio al 24′ per un fallo in attacco. Cunha ci prova, ma è sempre Vinicius a trascinare il Brasile: al 48′ cross di Bruno Guimaraes sulla testa della stella del Real Madrid, che permette ai suoi di andare negli spogliatoi su un rassicurante 2-0.
La Scozia prova a rendersi pericolosa nel secondo tempo, ma Alisson risponde presente su colpo di testa di McTominay. Nel momento migliore dell’undici di Clarke, il Brasile colpisce in contropiede: Bruno Guimaraes sguscia in area, serve Cunha, che batte Gunn per il 3-0 al 60′. Cambi per Ancelotti, che fa esordire anche Neymar, dentro al 75′ al posto di Cunha. Ritmi bassi negli ultimi minuti, con la Scozia che non riesce ad accorciare le distanze e a migliorare la differenza reti per la classifica delle migliori terze.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Messico perfetto, 3-0 alla Repubblica Ceca e punteggio pieno

Messico perfetto, 3-0 alla Repubblica Ceca e punteggio pieno

CITTA’ DEL MESSICO (MESSICO) (ITALPRESS) – Il Messico fa tre su tre e batte 3-0 la Repubblica Ceca nell’ultima giornata del girone A dei Mondiali 2026. Succede tutto nel secondo tempo a Città del Messico, con i timbri di Chavez Garcia (55′) e Quinones (61′), che lanciano i centroamericani in vetta al girone a punteggio pieno. Completa l’opera Fidalgo per il 3-0 nel recupero. Passerella per il 40enne Guillermo Ochoa, subentrato per Rangel al 78′ e al suo sesto Mondiale con la maglia del Messico. Sei gol fatti, zero subiti e nove punti totalizzati per la selezione di Aguirre, che tornerà in campo per i sedicesimi di finale l’1 luglio alle 3 contro una delle migliori terze dei gironi C, E, F, H e I. Grande delusione per la Repubblica Ceca, che chiude all’ultimo posto con un solo punto.
Ritmi molto bassi in avvio di match, con la squadra di Aguirre che lascia l’iniziativa alla Repubblica Ceca. Il primo squillo arriva all’8′, con Visinsky che scheggia il palo alla destra di Rangel. Al 12′ ci prova Sadilek, che calcia largo da posizione defilata in area di rigore. Messico praticamente nullo in fase offensiva e aggrappato agli strappi di Quinones. Repubblica Ceca con poca qualità in fase di rifinitura e distratta in ripiegamento. Il Messico ne approfitta e si porta avanti al 55′ con Chavez, che si addentra nel castello ceco e batte Kovar con un bel tocco sotto. Cechi in rottura prolungata e la squadra di Aguirre trova anche il raddoppio: Kovar travolge Sanchez in uscita, il pallone rimpalla su Hranac e Quinones mette dentro in tap in il 2-0 al 61′. Gioco molto spezzettato nell’ultima mezz’ora e Aguirre dà spazio a Ochoa, che si gode la standing ovation dell’Estadio Banorte al sesto Mondiale in carriera. In pieno recupero Fidalgo chiude definitivamente i conti per il 3-0 finale.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Il Sudafrica sorprende la Corea del Sud e vola ai sedicesimi

Il Sudafrica sorprende la Corea del Sud e vola ai sedicesimi

MONTERREY (MESSICO) (ITALPRESS) – Sorpresa a Monterrey con il Sudafrica che batte 1-0 la Corea del Sud e centra una sorprendente qualificazione ai sedicesimi di finale dei Mondiali 2026. Partita con poche emozioni e tante sbavature da una parte e dall’altra. Il match point lo trova in contropiede Maseko (63′), che lancia la selezione di Broos nelle migliori 32 squadre del torneo. Nonostante il disastroso esordio contro il Messico, con tanto di due espulsioni dirette, il Sudafrica supera proprio la Corea sul gong, termina secondo nel girone A con 4 punti e si giocherà un posto negli ottavi di finale con il Canada (28 giugno, ore 21.00). Terzo posto e tre punti per la Corea del Sud, che spera in una qualificazione come migliore terza. La squadra di Hong Myung-Bo ha una differenza reti (2 gol fatti, 3 subiti) migliore della Scozia (1 gol fatto, 4 subiti) e dovrebbe riuscire a rientrare nelle otto migliori terze.
Parte forte la Corea del Sud con Kim che al 2′ va vicino al vantaggio con un colpo di testa su sviluppo da calcio d’angolo. Molto attivo Lee Kang-In, che sfiora il palo con una conclusione in piena area di rigore. Il Sudafrica prova a rendersi pericoloso in contropiede e sfiora l’1-0 al 30′ con Mbatha e Makgopa, da due passi, respinti da due grandi riflessi di Kim Seung-Gyu.
La Corea del Sud perde qualità nel palleggio e al 63′ ecco il gol del Sudafrica, che colpisce in ripartenza con Maseko. Poche occasioni nel finale e i Bafana Bafana riescono a strappare una qualificazione ai sedicesimi più che sorprendente.
– Foto Ipa Agency –
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Trump “L’Iran non avrà mai l’arma nucleare, leadership annientata”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “La scorsa settimana abbiamo firmato uno storico accordo per porre fine al conflitto con l’Iran e riaprire completamente lo Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il raduno per l’inaugurazione dell’America State Fair sulla National Mall di Washington. “L’Iran non avrà mai un’arma nucleare. È una questione chiusa”, ha aggiunto Trump, sostenendo che grazie all’azione dell’Aeronautica statunitense Teheran abbia perso gran parte delle proprie capacità militari e che la sua leadership sia stata “annientata. Per la prima volta in tremila anni avremo finalmente la pace in Medio Oriente”, ha affermato il presidente americano.

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Nato, Rutte elogia Trump “Leader mondo libero”, ma presidente Usa attacca l’Italia

Nato, Rutte elogia Trump “Leader mondo libero”, ma presidente Usa attacca l’Italia

WASHINGTON (STATI UNITI (ITALPRESS) – Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha elogiato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante l’incontro bilaterale nello Studio Ovale, attribuendogli un ruolo decisivo nel rafforzamento dell’Alleanza Atlantica e nell’aumento delle spese militari da parte degli alleati europei. Nel corso dell’incontro con la stampa, Trump ha però espresso apertamente la propria delusione nei confronti di diversi Paesi europei, criticando in particolare Italia, Regno Unito, Germania, Francia e Spagna per il livello di sostegno fornito agli Stati Uniti. “Questa è una questione di sicurezza e di protezione. Riguarda la necessità che il mondo libero si assuma le proprie responsabilità”, ha dichiarato Rutte, sostenendo che gli alleati europei stanno aumentando gli investimenti militari anche grazie alla pressione esercitata da Trump. Secondo il segretario generale della Nato, il presidente americano ha ottenuto un risultato storico. “Dai tempi di Eisenhower non si era mai vista una spinta così forte verso una più equa condivisione degli oneri della difesa tra Europa e Stati Uniti”, ha affermato. Rutte ha inoltre evidenziato come i nuovi programmi di riarmo stiano producendo importanti benefici economici per gli Stati Uniti, con centinaia di miliardi di dollari di investimenti e quasi 200mila posti di lavoro sostenuti dal settore della difesa. Il numero uno dell’Alleanza ha anche richiamato l’attenzione sulla necessità di aumentare la capacità produttiva dell’industria militare occidentale, sottolineando che servono più missili, intercettori, carri armati e sistemi di intelligenza artificiale per affrontare le sfide della sicurezza globale. Trump ha ringraziato il segretario generale per le parole di apprezzamento, definendolo “un grande leader” e sostenendo di aver trasformato la Nato. “Penso che nessuno avrebbe immaginato un cambiamento così profondo dell’Alleanza”, ha dichiarato. Il presidente americano ha però lamentato la mancanza di sostegno da parte di alcuni alleati durante le recenti crisi internazionali. “Non avevamo bisogno del loro aiuto, ma sarebbe stato bello sentirli dire che volevano aiutarci”, ha affermato. Particolarmente dure le parole rivolte alla Spagna. “La Spagna è terribile. Non vuole pagare nulla e pensa di poter beneficiare di un passaggio gratuito all’interno dell’Alleanza”, ha detto Trump. Il presidente ha inoltre dichiarato di essere rimasto “deluso” anche da Italia, Regno Unito, Germania e Francia. Nel corso delle risposte ai giornalisti, Trump ha anche affrontato il tema energetico, criticando la politica britannica sulle estrazioni nel Mare del Nord. Secondo il presidente americano, Londra starebbe rinunciando a sfruttare risorse energetiche significative, finendo per acquistare petrolio dalla Norvegia a costi più elevati. “Il Regno Unito sta morendo economicamente mentre la Norvegia ha accumulato enormi ricchezze grazie al petrolio del Mare del Nord”, ha affermato. Sul fronte internazionale il presidente ha dedicato ampio spazio alla Turchia e al presidente Recep Tayyip Erdogan, definito “un leader forte e rispettato”. Trump ha rivelato di aver chiesto personalmente ad Ankara di non intervenire nel conflitto tra Israele e Iran. “Gli ho chiesto di restarne fuori e lo ha fatto. Erdogan ama la Turchia e sta facendo un ottimo lavoro”, ha dichiarato. Trump ha inoltre lasciato intendere possibili sviluppi positivi nella cooperazione militare con Ankara, compresa la questione dei caccia F-35 richiesti dalla Turchia. Alla domanda di un giornalista sulla possibilità di arrivare al vertice Nato con un “regalo” per Erdogan sul dossier degli aerei da combattimento, il presidente ha risposto: “Probabilmente faremo qualcosa”. Parlando del prossimo summit Nato dell’Aia, Trump ha spiegato che la sua partecipazione è legata anche all’insistenza del presidente turco. “Mi ha chiamato personalmente chiedendomi di esserci. Per rispetto nei suoi confronti parteciperò”, ha detto. Nel corso dello scambio con la stampa il presidente americano ha affrontato anche la guerra in Ucraina, riconoscendo al presidente Volodymyr Zelensky la capacità di resistere all’invasione russa. “Sta facendo piuttosto bene. Sta tenendo duro. Bisogna riconoscere che è coraggioso, dispone di buoni equipaggiamenti e soprattutto di combattenti determinati”, ha affermato. Trump ha inoltre sottolineato di apprezzare il fatto che diversi attori internazionali, compresi Turchia, Cina e Russia, siano rimasti fuori dall’ultimo conflitto in Medio Oriente, contribuendo a evitare un’ulteriore escalation regionale. Sul piano politico interno, il presidente ha commentato le recenti primarie democratiche a New York, attaccando duramente l’ala più progressista del partito. Riferendosi ai candidati sostenuti dai Democratic Socialists of America, Trump ha dichiarato che “non si tratta di socialisti, ma di comunisti”, sostenendo che una crescente radicalizzazione del Partito Democratico potrebbe favorire i repubblicani nelle prossime elezioni nazionali. Infine, tornando sul tema Nato, Trump ha ribadito che gli Stati Uniti non chiedono agli alleati un maggiore contributo per ragioni economiche ma per una questione di lealtà. “Abbiamo migliaia di soldati in Europa, spendiamo centinaia di milioni di dollari per la loro sicurezza. Non vogliamo molto in cambio, soltanto lealtà”, ha concluso.(ITALPRESS).

Foto: Ipa Agency