Vinitaly sbarca per la prima volta a Toronto, Ottawa e Montreal
ROMA (ITALPRESS) – Per la prima volta nei suoi oltre 55 anni di storia, Vinitaly, la fiera internazionale leader a livello mondiale dedicata al vino italiano, è arrivata in Canada. Organizzata dall’Agenzia ICE in collaborazione con Veronafiere e Vinitaly, Vinitaly Canada, dal 22 al 25 giugno 2026, ha riunito a Toronto, Ottawa e Montrèal i principali professionisti del settore vinicolo canadese, gli acquirenti delle agenzie provinciali per la distribuzione delle bevande alcoliche, importatori, agenti di vino, sommelier, media e stakeholder del settore. Il lancio di Vinitaly Canada riflette la crescente importanza strategica del Canada per il vino italiano. Uno dei mercati del vino più sofisticati al mondo, il Canada si colloca tra le principali destinazioni di esportazione del vino italiano, in particolare nei segmenti premium e super-premium. I recenti dati sulle importazioni confermano ulteriormente lo slancio dell’Italia in Canada. Nei primi quattro mesi del 2026, le importazioni di vino italiano hanno raggiunto i 218,8 milioni di dollari canadesi, con un aumento del 10,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota di mercato dell’Italia è passata dal 23,45% al 27,01%, riducendo il divario con la Francia, leader di mercato, di quasi il 50% a soli 23 milioni di dollari canadesi. Questi risultati rafforzano la posizione dell’Italia come uno dei fornitori di vino in più rapida crescita del Canada e sottolineano il suo potenziale di riconquistare il primo posto nel prossimo futuro.
“Portare Vinitaly in Canada per la prima volta è un riconoscimento significativo del ruolo del Canada come uno dei mercati più importanti e dinamici al mondo per il vino italiano”, ha dichiarato S.E. Alessandro Cattaneo, Ambasciatore d’Italia in Canada. “La notevole crescita dei vini italiani in Canada è un riflesso tangibile delle solide e crescenti relazioni economiche tra Italia e Canada. In un momento in cui la domanda di autentici prodotti ‘Made in Italy’ è in aumento in tutte le province canadesi, mi fa particolarmente piacere constatare che il vino rimane il principale prodotto di esportazione italiano in Canada in termini di valore delle vendite”.
L’importanza del Canada si riflette anche nella sua partecipazione record agli eventi internazionali di Vinitaly. A Vinitaly Verona 2026, il Canada ha portato alla fiera la più grande delegazione di acquirenti internazionali, mentre Vinitaly USA 2025 ha attirato una partecipazione canadese record di importatori, rappresentanti delle agenzie di vendita di alcolici, agenti e rivenditori. “Soprattutto in questo momento in cui il settore del vino richiede una particolare attenzione, diventa importante dare un seguito strutturale al tavolo di lavoro richiesto dal Governo, dalla premier Giorgia Meloni. Le maggiori risorse disponibili per ICE implicano quindi una maggiore pressione promozionale e maggiori attività di sviluppo per il comparto vitivinicolo anche attraverso Vinitaly, partner tra i più autorevoli del comparto. All’evento principale in Italia Verona Fiere e Ice portano più di 1000 operatori strategici. All’estero, attraverso Vinitaly International sempre più presente in geografie strategiche per il vino, Ice porta imprese alle collettive delle fiere, può creare missioni imprenditoriali, accompagnare le imprese attraverso la sua rete di uffici.
E’ riconosciuto anche dai principali produttori quanto sia efficace l’attività di ICE Canada per il mondo del Vino attraverso progetti e relazioni costruite negli anni fino a diventare un punto di riferimento per le imprese esportatrici Italiane. Questa missione di Vinitaly preview con Ice ha l’obiettivo di promuovere e comunicare agli operatori e stakeholder del Canada, ma anche del Nord America, soprattutto i progetti del Vinitaly di Verona e dell’ormai affermato Vinitaly USA, progetto sviluppato principalmente da Vinitaly ed Ice con il supporto della Camera di commercio.
Il vino italiano ha un enorme potenziale di esportazione nonostante un momento di rallentamento, soprattutto negli Stati Uniti, che va compensato con maggiori strumenti di supporto alla crescita. Nel 2025 le esportazioni del comparto hanno segnato i 7,8 mld di Euro. Ci sono ancora molti mercati che lasciano opportunità di crescita rilevanti come Sistema Paese. Con la Diplomazia della crescita indicata dal ministro Antonio Tajani, con gli strumenti di promozione messi a disposizione dal ministero dell’Agricoltura su indicazione del ministro Francesco Lollobrigida, dobbiamo affiancare ancora di più le aziende per rendere queste opportunità facili da raggiungere”, ha dichiarato Matteo Zoppas, Presidente ICE.
In continuità con questo percorso, Vinitaly USA 2026, che si terrà a New York il 26 e 27 ottobre, dovrebbe accogliere una delegazione canadese ancora più numerosa. Fin dal suo lancio, Vinitaly USA è diventato un punto di accesso strategico che mette in contatto i produttori italiani con i principali acquirenti, importatori, distributori e decisori del settore nordamericano. A complemento della fiera di punta Vinitaly a Verona, l’edizione di New York amplia la portata internazionale di Vinitaly, creando opportunità commerciali durante tutto l’anno e rafforzando la leadership dell’Italia nel mercato vinicolo nordamericano.
“Il Canada, in tutte le sue province, continua a dimostrare uno straordinario apprezzamento per la diversità, la qualità e il patrimonio dei vini italiani”, ha affermato Carlo Angelo Bocchi, Direttore dell’Ufficio ICE in Canada. “La crescita dei vini italiani di alta gamma in Quebec, Ontario, British Columbia e Alberta conferma che i consumatori sono sempre più alla ricerca di autenticità ed eccellenza. Vinitaly Canada rappresenta una naturale evoluzione dei nostri sforzi volti a creare opportunità commerciali significative, approfondendo al contempo il legame tra i professionisti canadesi e il settore vinicolo italiano. Individuarli è la nostra missione e lo stiamo facendo in tutte e nove le province.”
Secondo Federico Bricolo, presidente di Veronafiere e Vinitaly, “il Canada si è affermato come uno dei mercati internazionali più dinamici e promettenti per il vino italiano. Dopo la partecipazione record di buyer e professionisti canadesi sia a Vinitaly Verona 2026 sia a Vinitaly USA, il lancio di Vinitaly Canada e l’introduzione del programma VIA in Canada rappresentano un passo importante per rafforzare la formazione nel settore del vino, le relazioni commerciali e le opportunità di business a lungo termine in tutto il Nord America. E il prossimo anno intensificheremo ulteriormente il nostro impegno e le attività su questo mercato”. Uno dei momenti salienti di Vinitaly Canada sarà il debutto in Canada del prestigioso corso di certificazione della Vinitaly International Academy (VIA). Per la prima volta, 55 professionisti del vino di alto livello provenienti da tutto il Paese parteciperanno al programma intensivo di certificazione guidato da Sarah Heller MW, John Szabo MS e Stevie Kim, entrando a far parte di una rete globale di Ambasciatori del Vino Italiano dedicata alla promozione della ricchezza e della diversità del vino italiano.
Il programma prende il via a Toronto il 22 giugno con il corso VIA e un ricevimento serale presso lo Spazio Camera, durante il quale verrà presentata Vinitaly USA New York 2026. Il 23 giugno, il corso si concluderà con gli esami e una cerimonia di consegna dei diplomi alla presenza di Federico Bricolo, oltre a incontri con i rappresentanti dell’LCBO e una cena di settore ospitata dall’Agenzia per il Commercio Estero e presentata dal Master Sommelier John Szabo. Il programma prosegue a Ottawa il 24 giugno con un ricevimento ospitato da S.E. Alessandro Cattaneo, Ambasciatore d’Italia in Canada, presso la Residenza dell’Ambasciatore. L’evento riunirà buyer, professionisti del settore, media e stakeholder dei mercati di Ottawa e del Quèbec per una serata dedicata all’eccellenza del vino italiano, con degustazione in piedi e opportunità di networking con i rappresentanti dell’industria vinicola italiana.
La missione si conclude a Montrèal con incontri con i dirigenti senior della SAQ, rafforzando ulteriormente le solide relazioni commerciali tra l’Italia e le agenzie provinciali canadesi per la vendita di alcolici ed evidenziando l’importanza strategica del Quèbec come uno dei mercati del vino più influenti del Paese.
Mentre l’Italia continua a rafforzare la propria posizione nel segmento dei vini di alta gamma, iniziative come Vinitaly Canada, Vinitaly Verona, Vinitaly USA e la Vinitaly International Academy stanno creando nuove opportunità di formazione, commercio e crescita a lungo termine tra Italia e Canada.
– Foto GP Communication North America Inc. –
(ITALPRESS).







ROMA (ITALPRESS) – Il Roma Buskers Festival cambia format per la sua settima edizione. Dopo sei edizioni di successo al Porto Turistico di Ostia, la manifestazione internazionale dedicata agli artisti di strada si trasforma in un festival diffuso, in attesa di approdare, dall’ottava edizione, in una nuova sede stabile.
ROMA (ITALPRESS) – Nuove aree del pianeta rischiano di diventare sempre più vulnerabili alla siccità, con pesanti conseguenze sulla produzione agricola globale. A lanciare l’allarme è uno studio pubblicato su Nature Communications dal Politecnico di Torino e dall’Università del Delaware, che ha analizzato la sensibilità alla scarsità d’acqua di 17 tra le principali colture alimentari del mondo, responsabili di circa tre quarti della produzione agricola globale. La ricerca evidenzia come la crescente specializzazione agricola abbia reso molti sistemi produttivi meno resilienti agli eventi climatici estremi. Secondo gli studiosi, le colture che dipendono esclusivamente dalle precipitazioni sono le più esposte alle perdite di raccolto durante i periodi di siccità, mentre quelle irrigate riescono a mantenere rese più stabili. Lo studio ha inoltre individuato diversi “hotspot” di vulnerabilità, tra cui alcune aree degli Stati Uniti, del Brasile, della Spagna e dell’India, dove il rischio di cali produttivi è particolarmente elevato. Ma arrivano anche indicazioni positive: combinando l’espansione sostenibile dell’irrigazione con la sostituzione di alcune colture più sensibili con specie più resistenti, sarebbe possibile ridurre di oltre il 60% le perdite agricole durante gli eventi estremi e aumentare le rese medie fino al 14%. Uno strumento che, secondo i ricercatori, potrà aiutare governi e istituzioni a pianificare interventi mirati per rafforzare la sicurezza alimentare e adattare l’agricoltura alle sfide del cambiamento climatico.
ROMA (ITALPRESS) – Sotto la superficie ghiacciata di montagne e regioni polari si nasconde un patrimonio naturale ancora in gran parte inesplorato. Un nuovo studio internazionale ha acceso i riflettori sulla biodiversità degli ambienti glaciali, rivelando la presenza di numerose specie animali che rischiano di scomparire con la progressiva riduzione dei ghiacciai. La ricerca, coordinata dall’Università Statale di Milano insieme al Muse di Trento, ha analizzato migliaia di pubblicazioni scientifiche e ha identificato oltre 150 specie legate agli ecosistemi di ghiaccio. Tra queste, alcune vivono esclusivamente sui ghiacciai e dipendono dalla loro presenza per sopravvivere. Si tratta soprattutto di piccoli organismi, come tardigradi, collemboli e altri invertebrati, che hanno sviluppato capacità straordinarie di adattamento a condizioni estreme. Ma proprio la loro specializzazione li rende particolarmente vulnerabili ai cambiamenti in corso. Gli scienziati hanno stimato che, con il continuo arretramento dei ghiacci, diverse specie potrebbero perdere quasi completamente il proprio habitat entro il 2100. Le aree alpine sono tra quelle considerate più a rischio, perché il rapido ritiro dei ghiacciai sta modificando profondamente questi ecosistemi. Lo studio ricorda quindi che la crisi climatica non riguarda solo i grandi animali o gli ambienti più conosciuti: anche forme di vita invisibili e poco studiate sono parte di un equilibrio naturale sempre più fragile.
WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “La scorsa settimana abbiamo firmato uno storico accordo per porre fine al conflitto con l’Iran e riaprire completamente lo Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il raduno per l’inaugurazione dell’America State Fair sulla National Mall di Washington. “L’Iran non avrà mai un’arma nucleare. È una questione chiusa”, ha aggiunto Trump, sostenendo che grazie all’azione dell’Aeronautica statunitense Teheran abbia perso gran parte delle proprie capacità militari e che la sua leadership sia stata “annientata. Per la prima volta in tremila anni avremo finalmente la pace in Medio Oriente”, ha affermato il presidente americano.