Cina, indice dei prezzi alla produzione in aumento del 3,5% a luglio
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – L’indice dei prezzi alla produzione (IPP) della Cina, che misura i costi dei beni all’uscita dalla fabbrica, è aumentato del 3,5% su base annua a luglio. Sono i dati emessi ieri dall’Ufficio nazionale di statistica della Cina (NBS).
Su base mensile, il mese scorso l’IPP è diminuito dello 0,7%, secondo i dati dell’NBS.
Analizzando le variazioni mensili, l’esperta statistica dell’NBS Dong Lijuan ha affermato che i fattori importati hanno pesato sui prezzi in alcuni settori, mentre fattori stagionali, tra cui alte temperature, forti piogge e tifoni, hanno rallentato l’attività edilizia e fatto scendere i prezzi in alcuni comparti. Allo stesso tempo, la trasformazione industriale e il miglioramento dei consumi hanno sostenuto la domanda e spinto al rialzo i prezzi in altri settori.
I dati diffusi oggi hanno inoltre mostrato che l’indice dei prezzi al consumo della Cina, un indicatore chiave dell’inflazione, è aumentato dello 0,5% su base annua a luglio.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-







ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
ROMA (ITALPRESS) – E’ stato firmato il decreto che definisce modalità e termini per accedere agli incentivi di “Investimenti sostenibili 4.0”. La misura mette a disposizione 448 milioni di euro per sostenere programmi di investimento innovativi, tecnologici e sostenibili delle micro, piccole e medie imprese di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Il 25% delle risorse è riservato alle micro e piccole imprese. Le domande potranno essere precompilate dal 10 settembre sulla piattaforma di Invitalia, mentre lo sportello per la presentazione delle istanze aprirà il 6 ottobre. Gli incentivi sostengono la trasformazione digitale e tecnologica dei processi produttivi attraverso le tecnologie abilitanti del Piano Transizione 4.0, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. Saranno valorizzati i progetti dedicati all’economia circolare, all’efficienza energetica, con una riduzione dei consumi di almeno il 5%, e all’innovazione dei processi produttivi. Sono ammissibili spese per macchinari, impianti, attrezzature, software, licenze, certificazioni ambientali, opere murarie e consulenze specialistiche ed energetiche. Gli investimenti devono essere compresi tra 750 mila e 5 milioni di euro.
ROMA (ITALPRESS) – Via libera dalla Camera, in prima lettura, a Coltivaitalia, un provvedimento che mette a disposizione dell’agricoltura oltre un miliardo di euro di nuove risorse, con l’obiettivo di rafforzare la sovranità alimentare e la competitività del settore primario. Sono previsti 150 milioni per sostenere l’imprenditoria agricola giovanile e femminile, nuove opportunità di accesso alla terra e interventi per recuperare i terreni abbandonati. Grande attenzione anche a ricerca, innovazione e digitalizzazione, con investimenti in agricoltura di precisione, intelligenza artificiale e nuove tecnologie. Il provvedimento introduce inoltre misure per contrastare la peste suina africana, tutelare le produzioni di qualità e semplificare l’accesso ai fondi pubblici. “Il nostro settore primario in questi anni ha fatto registrare risultati degni di nota – sottolinea il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida – siamo primi in Europa per valore aggiunto in agricoltura, esportiamo 74,5 miliardi di euro di prodotti agroalimentari. Sono risultati che raggiungiamo con un piano di investimenti pubblici che sfiora i 17 miliardi di euro e grazie al lavoro quotidiano dei nostri agricoltori.
Il caro carburanti rischia di costare agli italiani oltre 13,6 miliardi di euro nel 2026, con un aggravio di circa 1,1 miliardi al mese rispetto all’anno precedente, a parità di consumi. È la stima dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre. Nell’ultima settimana il self service ha raggiunto circa 2 euro al litro per la benzina e 2,10 euro per il diesel. Rispetto al periodo precedente l’inizio del conflitto nel Golfo Persico, gli aumenti sono rispettivamente del 19,3% e del 21,5%. Secondo la Cgia, l’aggravio complessivo nazionale rispetto al 2025 sarà quindi pari al 20,4%. Le conseguenze non saranno però uniformi sul territorio. Gli incrementi percentuali più elevati sono previsti in Basilicata, con un +21,6% e un impatto stimato in 9,8 milioni di euro al mese. Seguono Campania e Puglia, entrambe al +21,3%, con rincari mensili rispettivamente di circa 89 e 70 milioni di euro. Una dinamica che rischia di pesare soprattutto sulle famiglie e sulle imprese del Mezzogiorno, dove l’aumento dei costi di mobilità e trasporto potrebbe avere ricadute particolarmente significative.
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