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Euro2032, Malagò “L’Uefa ci guarda, ad oggi solo uno stadio pronto”

FIRENZE (ITALPRESS) – “La Uefa ci sta guardando con molta attenzione perché c’è massimo rispetto per l’Italia, massimo rispetto per il vicepresidente vicario della Uefa Gravina e per la sua storia, credo anche per la mia persona, però come molti media hanno riportato, a oggi c’è un solo stadio che sarebbe pronto a ospitare gli Europei 2032, mentre la Turchia ne ha ben più di 5”. Lo ha detto il presidente della Figc. Giovanni Malagò, a margine dell’assemblea di Lega Pro in corso a Firenze parlando del dossier presentato dalla Figc relativo agli stadi candidati a ospitare Euro2032.
xb8/gm/azn

Malagò “Tranquillo sul commissariamento, sono volontario e sono stato eletto”

FIRENZE (ITALPRESS) – “Io sono molto tranquillo. Sbaglierò, non lo so, non credo, perché io approccio a questa materia con qualcosa di cui forse ci si dimentica: primo lo faccio da volontario, secondo perché sono stato eletto e ho avuto il consenso dei voti. Terzo non è che ho deciso io di scendere in campo per vedere cosa riuscivo a combinare, no, sono stato chiamato dagli altri. Con questi presupposti perché non dovrei essere sereno?”. Lo ha detto il presidente della Figc, Giovanni Malagò, a margine dell’assemblea di Lega Pro a Firenze e in merito al rischio commissariamento della Federcalcio.
xb8/gm/azn

Malagò “Condivido la scelta di Bianchedi, da Abodi entrata fuori luogo”

FIRENZE (ITALPRESS) – “E’ una scelta che ovviamente non posso che condividere la scelta di Diana Bianchedi”. Lo ha detto il presidente della Figc, Giovanni Malagò, a margine della partecipazione all’assemblea della Lega Pro a Firenze, in merito alle dimissioni di Diana Bianchedi dall’incarico di capo delegazione della Nazionale. “Giustamente è rimasta particolarmente turbata dal fatto che il ministro dello sport entri nel merito di quelli che sono i comportamenti all’interno della giunta, sia da parte sua, che da parte dell’altro vicepresidente. Oggettivamente è un’entrata assolutamente non solo non convenzionale, è sgrammaticata, fuori luogo, siccome lei è una persona la cui trasparenza è fin troppo evidente. Qui non è un problema di Coni, non è un problema di Anac, non è un problema di Federcalcio e lei ha pensato di andare avanti con i suoi valori, credo sia impossibile darle torto. Mi Sembra che il giudizio sia abbastanza unanime, è un dato di fatto quello che sta succedendo. Qui non si tratta di essere amici di Mario o di Carlo, di Giovanni o di Luciano, insomma è evidente che c’è questo palese intervento che secondo me è proprio in assoluto sbagliato, al di là di una posizione ovviamente che riguarda non tanto la mia persona, ma la Federazione che ovviamente devo difendere, ma proprio in nome di quelle che sono le dinamiche dell’autonomia dello sport”, ha aggiunto Malagò.

xb8/gm/azn

Lega, Fontana “Nessuno vuole una competizione, chiesto modifiche per migliorare”

MILANO (ITALPRESS) – All’interno della Lega “non c’è nessuno che vuole una competizione, abbiamo solo chiesto modifiche per migliorare”. Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana a margine dell’evento dell’evento “VaccinAzione, un’opportunità di salute per i pazienti fragili” a chi gli chiedeva se l’ala nordista della Lega presenterà un documento programmatico al prossimo congresso del partito, previsto per il 24 e il 25 ottobre a Milano.(ITALPRESS)

xu9/trl/gsl

Primo Piano Europa – Puntata dell’1 ottobre 2026

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Nella settima puntata di Primo Piano Europa, Claudio Brachino, negli studi di Bruxelles del Parlamento Europeo, intervista gli eurodeputati di Fratelli d’Italia e del Movimento 5 Stelle Ruggero Razza e Giuseppe Antoci, e il presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, componente del Comitato Europeo delle Regioni. Rado Fonda, Head of Research di SWG e Polling Europe, presenta i dati di un sondaggio su possibili nuove tasse sulle Big Tech.

sat/azn

Sequestrati 28 chili di argento all’aeroporto di Fiumicino

ROMA (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno sottoposto a sequestro 28
chilogrammi di argento presso lo scalo aeroportuale “Leonardo da Vinci” di Fiumicino. Una persona è stata denunciata per ricettazione. Il viaggiatore, in partenza per Dhaka (Bangladesh) via Istanbul (Turchia), è stato selezionato per un controllo doganale mirato dai militari del Gruppo di Fiumicino e dal personale dell’ADM. L’approfondimento ispettivo, eseguito tramite scansione radiogena e successiva apertura dei quattro bagagli da stiva, ha permesso di rinvenire l’ingente partita di preziosi (costituita da monili e altri articoli) suddivisa in più involucri di plastica, per un valore complessivo stimato in oltre 36.000 euro. Il passeggero non è stato in grado di fornire alcuna documentazione che giustificasse la provenienza dei preziosi né i
prescritti titoli autorizzativi al trasporto transfrontaliero.
trl/mgg/gtr

Incidenti sul lavoro, Fiori “Dall’Inail massimo impegno anche per la prevenzione”

Incidenti sul lavoro, Fiori “Dall’Inail massimo impegno anche per la prevenzione”

ROMA (ITALPRESS) – “Il numero dei morti sul lavoro non è solo una cifra. Dietro ogni vittima c’è una persona, una famiglia, ci sono imprese, anche piccole. E’ sempre una tragedia”. Lo afferma Marcello Fiori, direttore generale dell’Inail, intervistato da Cesare Damiano per Focus Lavoro&Welfare, format tv dell’agenzia Italpress.
Nel 2025 le vittime di incidenti sul lavoro sono state 1.198, una cifra sostanzialmente stabile negli ultimi anni, ma è cambiato il mix. “Quasi un terzo delle vittime riguarda persone che perdono la vita nel percorso casa-lavoro o lavorando per strada”, e in questi casi, osserva Fiori, l’impresa può intervenire fino a un certo punto con misure di prevenzione: “Entrano in gioco la collettività, la sicurezza delle strade e dei mezzi di trasporto”. Pesano anche la distrazione da cellulare e la rivoluzione della logistica. Nei luoghi di produzione, invece, i numeri calano: segno che la prevenzione “comincia a produrre qualche risultato”. “C’è ancora tantissimo da fare”, aggiunge, ricordando che tra le parti sociali su questo fronte “non c’è contrapposizione”.
Il direttore generale dell’Inail richiama la struttura del tessuto territoriale e produttivo: su 8 mila Comuni, 6 mila sono piccoli e ospitano aziende minuscole. Il 90% delle imprese ha meno di dieci dipendenti, con difficoltà di accesso al credito e agli investimenti in sicurezza. “Dobbiamo aiutarle e sostenerle”, ha detto Fiori, sottolineando il ruolo dell’Inail nell’affiancamento lungo tutta la catena: formazione, informazione, incentivi. Quando poi è necessario, anche controlli e sanzioni, “che sono un segnale al mercato”.
Sul fronte dell’innovazione, l’Istituto è “il secondo ente di ricerca italiano”. Con le grandi aziende si lavora a dispositivi di protezione intelligenti: sensori che rilevano in tempo reale lo stato di salute del lavoratore, caschi con telecamere in grado di segnalare pericoli nell’aria, mappature dei cantieri che avvertono di non avvicinarsi alle lavorazioni a rischio. Spazio anche all’innovazione delle macchine: in agricoltura il parco mezzi è “tra i più vecchi d’Europa” e si punta a incentivare la diffusione dei trattori con sistemi antiribaltamento.
Quanto alle risorse, Fiori ha illustrato due strumenti complementari. Lo sconto in tariffa, legato all’adozione di sistemi di gestione della sicurezza e dispositivi di protezione, vale circa 300 milioni l’anno. I bandi Isi distribuiscono circa 600 milioni: l’Inail può anticipare fino al 70% e rimborsare fino a 150mila euro per progetto, finanziando integralmente, ad esempio, la bonifica dell’amianto, “ancora un tema di drammatica attualità”. Con circa 60 milioni per la formazione, il totale sfiora “1 miliardo per la prevenzione”.
“Sarebbe molto meglio investire tutte le risorse nella prevenzione invece che avere le vittime”, ha affermato il direttore generale, spiegando che l’economia della prevenzione richiede un cambio culturale: “Quello per la prevenzione non è un costo, è un investimento. Conviene alla società, all’impresa, alle famiglie, alle parti sociali”.
Fiori ha infine descritto la presa in carico dopo l’infortunio, che parte “fin dal momento in cui la persona arriva al pronto soccorso”, con assistenti sociali, tecnici e medici. L’Inail fornisce le protesi necessarie alla riabilitazione. “Il lavoro è fondamentale anche dopo l’incidente, non soltanto prima – ha concluso – chi è vittima deve poter continuare ad avere la speranza di essere utile alla società”, anche con percorsi di formazione e reinserimento non necessariamente nell’azienda dove è avvenuto l’infortunio.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Incidenti sul lavoro, Fiori “Dall’Inail massimo impegno anche per la prevenzione”

Incidenti sul lavoro, Fiori “Dall’Inail massimo impegno anche per la prevenzione”

ROMA (ITALPRESS) – “Il numero dei morti sul lavoro non è solo una cifra. Dietro ogni vittima c’è una persona, una famiglia, ci sono imprese, anche piccole. E’ sempre una tragedia”. Lo afferma Marcello Fiori, direttore generale dell’Inail, intervistato da Cesare Damiano per Focus Lavoro&Welfare, format tv dell’agenzia Italpress.
Nel 2025 le vittime di incidenti sul lavoro sono state 1.198, una cifra sostanzialmente stabile negli ultimi anni, ma è cambiato il mix. “Quasi un terzo delle vittime riguarda persone che perdono la vita nel percorso casa-lavoro o lavorando per strada”, e in questi casi, osserva Fiori, l’impresa può intervenire fino a un certo punto con misure di prevenzione: “Entrano in gioco la collettività, la sicurezza delle strade e dei mezzi di trasporto”. Pesano anche la distrazione da cellulare e la rivoluzione della logistica. Nei luoghi di produzione, invece, i numeri calano: segno che la prevenzione “comincia a produrre qualche risultato”. “C’è ancora tantissimo da fare”, aggiunge, ricordando che tra le parti sociali su questo fronte “non c’è contrapposizione”.
Il direttore generale dell’Inail richiama la struttura del tessuto territoriale e produttivo: su 8 mila Comuni, 6 mila sono piccoli e ospitano aziende minuscole. Il 90% delle imprese ha meno di dieci dipendenti, con difficoltà di accesso al credito e agli investimenti in sicurezza. “Dobbiamo aiutarle e sostenerle”, ha detto Fiori, sottolineando il ruolo dell’Inail nell’affiancamento lungo tutta la catena: formazione, informazione, incentivi. Quando poi è necessario, anche controlli e sanzioni, “che sono un segnale al mercato”.
Sul fronte dell’innovazione, l’Istituto è “il secondo ente di ricerca italiano”. Con le grandi aziende si lavora a dispositivi di protezione intelligenti: sensori che rilevano in tempo reale lo stato di salute del lavoratore, caschi con telecamere in grado di segnalare pericoli nell’aria, mappature dei cantieri che avvertono di non avvicinarsi alle lavorazioni a rischio. Spazio anche all’innovazione delle macchine: in agricoltura il parco mezzi è “tra i più vecchi d’Europa” e si punta a incentivare la diffusione dei trattori con sistemi antiribaltamento.
Quanto alle risorse, Fiori ha illustrato due strumenti complementari. Lo sconto in tariffa, legato all’adozione di sistemi di gestione della sicurezza e dispositivi di protezione, vale circa 300 milioni l’anno. I bandi Isi distribuiscono circa 600 milioni: l’Inail può anticipare fino al 70% e rimborsare fino a 150mila euro per progetto, finanziando integralmente, ad esempio, la bonifica dell’amianto, “ancora un tema di drammatica attualità”. Con circa 60 milioni per la formazione, il totale sfiora “1 miliardo per la prevenzione”.
“Sarebbe molto meglio investire tutte le risorse nella prevenzione invece che avere le vittime”, ha affermato il direttore generale, spiegando che l’economia della prevenzione richiede un cambio culturale: “Quello per la prevenzione non è un costo, è un investimento. Conviene alla società, all’impresa, alle famiglie, alle parti sociali”.
Fiori ha infine descritto la presa in carico dopo l’infortunio, che parte “fin dal momento in cui la persona arriva al pronto soccorso”, con assistenti sociali, tecnici e medici. L’Inail fornisce le protesi necessarie alla riabilitazione. “Il lavoro è fondamentale anche dopo l’incidente, non soltanto prima – ha concluso – chi è vittima deve poter continuare ad avere la speranza di essere utile alla società”, anche con percorsi di formazione e reinserimento non necessariamente nell’azienda dove è avvenuto l’infortunio.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).