Mafia e appalti pubblici, blitz a Messina con 12 misure cautelari
MESSINA (ITALPRESS) – Maxi operazione della Direzione Distrettuale Antimafia e dei Carabinieri del Comando Provinciale di Messina che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 12 persone, di cui 6 agli arresti domiciliari e 6 colpite dal divieto temporaneo di contrarre con la Pubblica Amministrazione. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, subappalto illecito, intestazione fittizia di imprese, frode in pubbliche forniture e riciclaggio. L’indagine ha svelato l’esistenza di un’organizzazione aziendale “ombra” gestita di fatto da un imprenditore 61enne messinese, già condannato in via definitiva per concorso esterno nella famiglia mafiosa dei “barcellonesi”. Attraverso la compiacenza di imprese aggiudicatarie, il gruppo criminale assumeva il totale controllo esecutivo di rilevanti opere pubbliche appaltate da vari enti,
Tra le commesse figurano interventi di manutenzione sugli impianti di illuminazione e cavalcavia delle autostrade A18 e A20, la sistemazione idraulica di torrenti e l’efficientamento energetico del Centro Direzionale di Reggio Calabria. Nei cantieri autostradali sono emerse anche gravi irregolarità e frodi pericolose per la sicurezza pubblica, come l’installazione di impianti d’illuminazione non conformi nelle gallerie, l’uso di impermeabilizzanti scadenti sui cavalcavia e l’impiego di manodopera irregolare. Per drenare e ripulire le risorse pubbliche, il sodalizio utilizzava un sistema di autoriciclaggio basato su false fatturazioni per forniture di carburante inesistenti con un gestore di un distributore compiacente, per un valore accertato di circa 377 mila euro.
– Foto: Da Video Carabinieri –
(ITALPRESS).







SIENA (ITALPRESS) – È stato rintracciato e denunciato dalla Polizia di Stato un cittadino albanese di 24 anni, domiciliato a Firenze, presunto autore delle scritte trovate lo scorso 16 giugno sui muri della Galleria Metropolitan a Siena, contro il Presidente del Consiglio e i poliziotti. A seguito della segnalazione giunta alla Questura senese, gli agenti della DIGOS si sono immediatamente attivati con le indagini per cercare di dare un volto e un nome a chi aveva vergato con la vernice nera, scritte offensive con minacce di morte verso la Premier Meloni e i poliziotti definiti “sbirri”. Nei giorni scorsi, l’uomo è stato rintracciato. I poliziotti lo hanno denunciato per deturpamento e imbrattamento aggravato di cose altrui, minaccia e oltraggio ad un corpo politico o amministrativo dello Stato. Nei suoi confronti il Questore Ugo Angeloni ha emesso la misura di prevenzione del divieto di ritorno nel territorio del comune di Siena per 4 anni.
CATANZARO (ITALPRESS) – Presunto danno erariale da circa 600 mila euro nella gestione dei depuratori comunali e consortili in Calabria. La Procura regionale della Corte dei conti ha notificato un invito a dedurre a nove tra persone fisiche e giuridiche, inclusi tre funzionari pubblici dei comuni di Montepaone e San Pietro Apostolo. L’indagine della Guardia di Finanza di Catanzaro ha svelato un sistema ideato da un gruppo imprenditoriale per aggiudicarsi gli appalti offrendo ribassi d’asta superiori al 50%. I profitti illeciti venivano ottenuti tagliando i costi di gestione ed eludendo le norme ambientali. Nello specifico, la frode avveniva con lo smaltimento irregolare dei fanghi di depurazione e dei rifiuti, unito al blocco delle manutenzioni ordinarie e straordinarie. Questo ha causato il degrado degli impianti e continui sversamenti di liquami non trattati, con gravi danni per l’ambiente e la salute pubblica. Le persone coinvolte avranno 45 giorni di tempo per presentare le proprie controdeduzioni e la documentazione a difesa prima delle successive fasi del procedimento.