Mercato immobiliare, in crescita l’offerta di case con l’aria condizionata
MILANO (ITALPRESS) – Con la prima ondata di caldo estivo il condizionatore torna automaticamente l’elettrodomestico più desiderato da chi cerca un pò di sollievo dall’afa. Secondo l’ultima rilevazione del portale immobiliare idealista, il 41% degli appartamenti in vendita presenti sul sito è dotato di un sistema di refrigerazione. Sul comparto affitti, il 52% degli annunci è dotato di un impianto di climatizzazione.
Rispetto alla rilevazione del 2024, emerge un aumento di 10 punti percentuali nella quota di annunci in vendita dotati di aria condizionata (dal 31% al 41%) e di 12 punti in quelli in affitto (dal 40% al 52%).
Avere l’aria condizionata incide significativamente sul prezzo dell’appartamento. Per chi compra, il valore mediano di un appartamento con l’aria condizionata si attesta a 2.366 euro al metro quadro contro i 1.526 euro al metro quadro di uno senza, una differenza del 58%. Sul fronte affitti, il canone mediano per un appartamento dotato di climatizzatore è di 17,1 euro al metro quadro contro i 13,8 euro al metro quadro di uno senza, il 22% in più.
Per ottenere questi risultati idealista/data ha analizzato le circa 500.000 abitazioni in vendita e in affitto pubblicate sul proprio database al momento della rilevazione, distinguendo attraverso i filtri tra appartamenti dotati o meno di aria condizionata.
Nelle 14 città metropolitane italiane si registrano differenze marcate nella diffusione dell’aria condizionata. Sul mercato delle vendite Milano è la metropoli con la quota più alta (67%), seguita da Firenze (60%), Cagliari (59%), Bologna (57%), Bari (56%), Venezia (55%), Roma (54%) e Napoli (50%). Più indietro Palermo (43%), Catania (42%), Messina (38%), Reggio Calabria (36%) e Torino (35%); chiude Genova (30%), la metropoli con la minore diffusione dell’aria condizionata nel parco in vendita.
Sul piano del differenziale di prezzo è proprio Torino a registrare lo scarto più ampio: il prezzo mediano di un appartamento con il climatizzatore è del 53% superiore rispetto a uno senza. Seguono Genova (41%), Messina (34%), Reggio Calabria (26%) e Palermo (22%). Differenze più contenute nelle metropoli con maggiore diffusione: Milano e Catania (18%), Bologna (17%), Bari e Napoli (15%), Firenze (14%), Venezia (13%), Roma (12%) e Cagliari (10%).
Sul mercato degli affitti il quadro si rovescia, con il Sud e le Isole in testa. Cagliari guida con l’80% degli annunci dotati di climatizzatore, seguita da Palermo (73%), Catania (68%), Bari (65%), Firenze (63%), Milano (62%), Napoli (61%), Reggio Calabria (60%), Roma (58%), Venezia (57%) e Messina (56%). Più contenute le quote di Bologna (50%), Genova (40%) e Torino (37%).
Anche sugli affitti il differenziale di prezzo più alto si registra dove la diffusione è più bassa: Venezia segna lo scarto maggiore (25% di differenza tra il canone mediano di un appartamento con aria condizionata e uno senza), seguita da Torino (24%), Genova (18%), Roma (14%), Firenze (12%), Palermo (11%) e Napoli (10%). Più contenuti gli scarti a Reggio Calabria (9%), Bari (6%), Milano (4%) e Catania (sostanzialmente in pari). In controtendenza Cagliari (-2%), Bologna (-8%) e Messina (-13%), dove il canone mediano degli appartamenti con climatizzatore è leggermente inferiore a quello degli appartamenti senza.
Oltre alle 14 città metropolitane, mostrano un’elevata diffusione dell’aria condizionata Monza, Verona, Ferrara e Modena (tutti al 67%), seguiti da Pordenone (66%) e Mantova (64%). Sopra il 60% anche Vicenza, Rovigo (entrambe al 63%), Rimini, Ravenna e Lodi (61%).
Tra questi capoluoghi i differenziali di prezzo più marcati si registrano a Vicenza (56%), Monza (41%), Cremona (38%), Lodi (32%) e Pordenone (29%).
All’estremo opposto, Isernia e Campobasso (entrambe al 10%) sono i capoluoghi con la minore presenza di climatizzatori, seguiti da Cuneo (12%), Biella (13%), Rieti ed Enna (entrambe al 14%) e Avellino (16%). Anche più sotto si collocano Belluno (7%), Aosta (8%), Potenza e Urbino (9% in entrambi i casi). Nei capoluoghi a clima fresco dove l’aria condizionata è una rarità, il premio sul prezzo è particolarmente alto: a Cuneo un appartamento con aria condizionata costa il 100% in più di uno senza, mentre a Campobasso (47%), Aosta (47%) e Isernia (42%) il differenziale resta elevato.
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(ITALPRESS).







ROMA (ITALPRESS) – Il Roma Buskers Festival cambia format per la sua settima edizione. Dopo sei edizioni di successo al Porto Turistico di Ostia, la manifestazione internazionale dedicata agli artisti di strada si trasforma in un festival diffuso, in attesa di approdare, dall’ottava edizione, in una nuova sede stabile.
ROMA (ITALPRESS) – Nuove aree del pianeta rischiano di diventare sempre più vulnerabili alla siccità, con pesanti conseguenze sulla produzione agricola globale. A lanciare l’allarme è uno studio pubblicato su Nature Communications dal Politecnico di Torino e dall’Università del Delaware, che ha analizzato la sensibilità alla scarsità d’acqua di 17 tra le principali colture alimentari del mondo, responsabili di circa tre quarti della produzione agricola globale. La ricerca evidenzia come la crescente specializzazione agricola abbia reso molti sistemi produttivi meno resilienti agli eventi climatici estremi. Secondo gli studiosi, le colture che dipendono esclusivamente dalle precipitazioni sono le più esposte alle perdite di raccolto durante i periodi di siccità, mentre quelle irrigate riescono a mantenere rese più stabili. Lo studio ha inoltre individuato diversi “hotspot” di vulnerabilità, tra cui alcune aree degli Stati Uniti, del Brasile, della Spagna e dell’India, dove il rischio di cali produttivi è particolarmente elevato. Ma arrivano anche indicazioni positive: combinando l’espansione sostenibile dell’irrigazione con la sostituzione di alcune colture più sensibili con specie più resistenti, sarebbe possibile ridurre di oltre il 60% le perdite agricole durante gli eventi estremi e aumentare le rese medie fino al 14%. Uno strumento che, secondo i ricercatori, potrà aiutare governi e istituzioni a pianificare interventi mirati per rafforzare la sicurezza alimentare e adattare l’agricoltura alle sfide del cambiamento climatico.
ROMA (ITALPRESS) – Sotto la superficie ghiacciata di montagne e regioni polari si nasconde un patrimonio naturale ancora in gran parte inesplorato. Un nuovo studio internazionale ha acceso i riflettori sulla biodiversità degli ambienti glaciali, rivelando la presenza di numerose specie animali che rischiano di scomparire con la progressiva riduzione dei ghiacciai. La ricerca, coordinata dall’Università Statale di Milano insieme al Muse di Trento, ha analizzato migliaia di pubblicazioni scientifiche e ha identificato oltre 150 specie legate agli ecosistemi di ghiaccio. Tra queste, alcune vivono esclusivamente sui ghiacciai e dipendono dalla loro presenza per sopravvivere. Si tratta soprattutto di piccoli organismi, come tardigradi, collemboli e altri invertebrati, che hanno sviluppato capacità straordinarie di adattamento a condizioni estreme. Ma proprio la loro specializzazione li rende particolarmente vulnerabili ai cambiamenti in corso. Gli scienziati hanno stimato che, con il continuo arretramento dei ghiacci, diverse specie potrebbero perdere quasi completamente il proprio habitat entro il 2100. Le aree alpine sono tra quelle considerate più a rischio, perché il rapido ritiro dei ghiacciai sta modificando profondamente questi ecosistemi. Lo studio ricorda quindi che la crisi climatica non riguarda solo i grandi animali o gli ambienti più conosciuti: anche forme di vita invisibili e poco studiate sono parte di un equilibrio naturale sempre più fragile.