BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Dariya Derkach, dell’Aeronautica Militare, è medaglia d’oro nel salto triplo femminile degli Europei di atletica, in corso a Birmingham. La 33enne azzurra di origini ucraine, cresciuta prima in Campania, a Pagani, e poi nel Lazio, a Formia, trova il primo titolo europeo assoluto e la prima medaglia continentale outdoor grazie alla misura di 14.60, personale stagionale, davanti alla belga Saliyya Guisse (argento, 14.46) e alla bulgara Aleksandra Nacheva (bronzo, 14.40).
Eliminata invece a metà gara Erika Saraceni (Fiamme Azzurre), alla quale non è bastato un salto da 13.48. Si tratta della sesta medaglia dell’Italia agli Europei di Birmingham. Fino a ora per gli azzurri tre ori, due argenti e un bronzo.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il volume complessivo degli scambi sul mercato nazionale cinese dei diritti di emissione di carbonio ha superato i 930 milioni di tonnellate alla fine di luglio. Lo ha dichiarato oggi Huang Runqiu, ministro dell’Ecologia e dell’Ambiente.
Il mercato ha aiutato le industrie a ridurre le emissioni di carbonio a costi inferiori e ha contribuito in modo significativo alla transizione verde e a basse emissioni di carbonio, ha dichiarato Huang durante una conferenza stampa. (ITALPRESS). -Foto Xinhua-
Dalla trasgressione degli anni Ottanta al Parlamento: la donna che trasformò il proprio corpo, il proprio personaggio e la provocazione in uno strumento politico sarà la super ospite della grande festa dedicata agli anni ’80.
C’è una sorpresa che più di tutte poteva incarnare lo spirito di questa edizione di 𝗡𝗢𝗜 𝗖𝗛𝗘….
Una sorpresa inattesa. Spiazzante. Irriverente. E, soprattutto, profondamente anni Ottanta.
Il 𝟭𝟳 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼, al 𝗠𝗮𝗺𝗮’𝘀 𝗕𝗲𝗮𝗰𝗵 𝗖𝗹𝘂𝗯, sarà infatti 𝗜𝗹𝗼𝗻𝗮 𝗦𝘁𝗮𝗹𝗹𝗲𝗿, in arte 𝗖𝗶𝗰𝗰𝗶𝗼𝗹𝗶𝗻𝗮, la 𝗦𝗨𝗣𝗘𝗥 𝗢𝗦𝗣𝗜𝗧𝗘 dell’edizione 2026 di 𝗡𝗢𝗜 𝗖𝗛𝗘… 𝗔𝗠𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗡𝗡𝗜 ’𝟴𝟬.
Un nome che non ha bisogno di presentazioni, ma che merita di essere raccontato al di là dell’icona e dello scandalo.
Perché Cicciolina non è soltanto uno dei personaggi più riconoscibili della cultura popolare italiana degli anni Ottanta. È stata un fenomeno politico, mediatico e sociale. Una figura capace di attraversare mondi apparentemente inconciliabili: cinema erotico, radio, televisione, musica, arte, provocazione e politica.
E proprio la politica la portò, nel 1987, fino al luogo che sembrava più distante possibile dal suo universo: il Parlamento italiano.
Candidata nelle liste del 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗥𝗮𝗱𝗶𝗰𝗮𝗹𝗲, Ilona Staller venne eletta alla Camera dei deputati. La sua elezione ebbe una risonanza internazionale enorme: i principali giornali stranieri raccontarono l’arrivo a Montecitorio di quella che veniva indicata come la prima attrice pornografica eletta in un parlamento nazionale.
Il giorno dell’insediamento, la stampa internazionale dedicò a lei un’attenzione quasi superiore a quella riservata ai protagonisti della politica tradizionale. Il Washington Post raccontò come l’ingresso di Cicciolina alla Camera fosse diventato uno degli eventi più osservati dell’apertura della nuova legislatura.
Ma ridurre quella vicenda a una semplice provocazione sarebbe un errore.
La candidatura di Cicciolina si inseriva infatti nel clima irripetibile di un’Italia che negli anni Settanta e Ottanta aveva messo in discussione molti dei propri tabù: il rapporto con il corpo, la sessualità, la famiglia, il ruolo della donna, la morale pubblica, la libertà individuale. Temi che il Partito Radicale portava dentro una politica spesso anticonvenzionale e che Staller trasformò in una forma di comunicazione ancora più radicale, spettacolare e popolare.
La sua campagna elettorale fu costruita rompendo deliberatamente le regole della comunicazione politica dell’epoca. Mentre i candidati tradizionali parlavano dai palchi e attraverso i manifesti elettorali, Cicciolina utilizzava il proprio corpo, il proprio personaggio e la provocazione come strumenti di comunicazione politica. Una strategia che scandalizzava, divertiva, divideva e soprattutto faceva parlare.
La stampa internazionale seguì ogni passaggio della sua campagna. Celebre diventò persino uno dei suoi slogan più chiacchierati: 𝗱𝗶𝗺𝗶𝗻𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗹’𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗻𝘂𝗰𝗹𝗲𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗮 𝘀𝗲𝘀𝘀𝘂𝗮𝗹𝗲.
Era, a tutti gli effetti, la politica trasformata in spettacolo. Ma era anche lo spettacolo che entrava nella politica.
Ed è proprio qui che si trova il senso della sua presenza a 𝗡𝗢𝗜 𝗖𝗛𝗘… 𝟮𝟬𝟮𝟲.
L’edizione di quest’anno nasce infatti intorno alla 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗧𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗡𝗡𝗜 ‘𝟴𝟬, ma guarda alla politica come fenomeno culturale, come linguaggio e costume.
Perché quegli anni non furono soltanto Craxi, Berlinguer, Andreotti, i grandi partiti e i manifesti elettorali.
Furono anche gli anni in cui cambiarono il modo di parlare di sesso, di libertà, di corpo, di trasgressione e di identità. Gli anni della televisione commerciale, della cultura pop, della provocazione elevata a linguaggio, dei personaggi capaci di diventare simboli prima ancora di essere politici.
E Cicciolina, nel bene e nel male, è una delle immagini più potenti di quella trasformazione.
Il suo ingresso in Parlamento rappresentò qualcosa che allora appariva quasi inconcepibile: una persona proveniente dal mondo della pornografia che arrivava nel cuore delle istituzioni democratiche e che continuava, contemporaneamente, a rivendicare il proprio personaggio pubblico.
Una contraddizione soltanto apparente, se si guarda agli anni Ottanta con gli occhi di chi li ha vissuti.
È anche per questo che 𝗡𝗢𝗜 𝗖𝗛𝗘… ha scelto di portarla sul proprio palco.
Non per celebrare lo scandalo.
Ma per celebrare un’epoca nella quale, spesso, 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝘁𝗮𝗯𝘂̀ 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘃𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗼𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮 𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗻𝗲.
E nessuno, forse, ha saputo farlo quanto Cicciolina.
𝗨𝗡’𝗜𝗖𝗢𝗡𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗛𝗔 𝗦𝗨𝗣𝗘𝗥𝗔𝗧𝗢 𝗜𝗟 𝗦𝗨𝗢 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢
A distanza di quasi quarant’anni da quella storica elezione, Ilona Staller continua a essere una figura riconoscibile ben oltre i confini italiani, la cui storia ha attraversato la cultura pop, la politica e la società.
Ma è soprattutto il personaggio pubblico ad avere resistito al tempo: Cicciolina è diventata una delle icone più immediatamente riconoscibili dell’immaginario italiano degli anni Ottanta, proprio perché riuscì a trasformare la provocazione in un linguaggio.
E adesso quella stessa icona arriverà a 𝗡𝗢𝗜 𝗖𝗛𝗘….
Una scelta che, per una festa nata per far rivivere gli anni Ottanta, non poteva essere più coerente.
Perché se il tema di questa edizione è la politica, allora era necessario andare coraggiosamente ben oltre i partiti e i simboli.
I biglietti sono già disponibili online sulla piattaforma ClubReservation, dove è possibile procedere all’acquisto direttamente dal proprio smartphone.
Ma il 𝗡𝗢𝗜 𝗖𝗛𝗘… mantiene anche una delle sue consuetudini più riconoscibili: le storiche prevendite cartacee.
Perché acquistare il biglietto del 𝗡𝗢𝗜 𝗖𝗛𝗘… è stato per anni anche un piccolo rito: passare in uno dei punti vendita, prendere il proprio biglietto, conservarlo e iniziare già da lì il conto alla rovescia verso la festa.
Una modalità che non viene archiviata, ma che torna anche per questa edizione, affiancando alla comodità del digitale il piacere di avere ancora tra le mani il biglietto del 𝗡𝗢𝗜 𝗖𝗛𝗘….
La prevendita cartacea è disponibile presso:
𝗜𝗹 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗱𝘂𝗶𝗼𝘁𝘁𝗼 – Porto, Catanzaro Lido
𝗧𝗶𝗺𝗯𝗲𝗿𝗹𝗮𝗻𝗱 – Centro Commerciale Le Fontane
𝗗𝗮𝗗𝗮𝗗𝗮 – Montauro
𝗣𝗮𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗼 – Soverato
Quattro punti di riferimento distribuiti tra Catanzaro, Montauro e Soverato, dove sarà possibile acquistare fisicamente il proprio ingresso e vivere, già dal momento della prevendita, quella piccola ritualità che accompagna il 𝗡𝗢𝗜 𝗖𝗛𝗘… da tanti anni.
Ci sono sapori che non sono solo cibo, ma vera e propria identità. Per chi ha dovuto lasciare la propria terra, per motivi di studio ieri e di lavoro oggi, il ricordo di questi sapori si trasforma in una dolce ma pungente nostalgia. Dunque, per rinnovare questo legame indissolubile si è svolta con straordinario successo l’undicesima edizione della cena dedicata agli “Orfani del morzello per motivi di emigrazione”. Quindi, nello scenario del Lido “On the beach” di Montauro (Cz), ha avuto luogo la tradizionale cena agostana, per celebrare gli appartenenti all’associazione Antica Congrega Tre Colli residenti fuori. Naturalmente, come di consueto, il protagonista è stato il piatto principe della cucina catanzarese, vale a dire l’Illustrissimo morzello. Un simbolo identitario, riflettente un “sentimento” frutto di un’antica tradizione popolare. I frammenti dell’edizione targata 2026 raccontano la storia di una giornata all’insegna della convivialità e delle radici comuni. Negli ultimi anni, questo appuntamento ha registrato un interesse e una partecipazione in costante e inarrestabile crescita. Non si tratta di una semplice cena, ma di un vero e proprio rito collettivo, che tradizionalmente vede anche la partecipazione degli amici dei numerosi congregari (associati), testimonianza di una passione che la distanza geografica non è mai riuscita a spegnere. Il suddetto piatto tipico, presente nel menù anche nella principale variante del morzello di baccalà, per l’occasione è stato ottimamente preparato dal congregario Umberto Cosco, gestore quest’anno del ristorante del suddetto Lido “On the beach”. Il “morzello” non è soltanto una pietanza, è un ponte invisibile che accorcia le distanze e riporta a casa il cuore di ogni catanzarese nel mondo. Quindi, al termine di racconti e conversazioni conviviali, è calato il sipario su questa undicesima edizione, con un bilancio estremamente positivo e l’impegno di mantenere viva questa fiamma, segno di un legame indissolubile con le proprie radici, fortemente riecheggiante negli animi di tutti i congregari.
ROMA (ITALPRESS) – In merito ad alcuni articoli usciti nella giornata di ieri relativi al Ponte sullo Stretto, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, precisa in una nota che la tabella sinottica del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici riporta 361 prescrizioni e 77 indicazioni di indirizzo. “Il che non vuole dire affatto mettere in dubbio la fattibilità e l’unicità del progetto, ma rientrare nell’iter che tutte le grandi opere all’avanguardia e di interesse nazionale hanno seguito – spiega il MIT -. Un esempio indicativo, tenendo sempre conto dell’unicità a livello mondiale del progetto del ponte, può essere rappresentato dal raffronto con altri progetti relativi a opere ordinarie e, in parte, similari, sottoposti al parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, quali i lotti 1A, 1B e 1C della linea Salerno-Reggio Calabria di RFI. Con riferimento a tali interventi, la somma dei relativi quadri economici risultava pari a circa 7 miliardi di euro, a fronte di un numero di prescrizioni formulate dal Consiglio pari a circa 210. Tale rapporto appare sostanzialmente coerente e in linea con quello desumibile dal progetto del ponte sottoposto al parere dello stesso Consiglio”. “A fronte, infatti, di un quadro economico pari a 13,5 miliardi di euro ci sono 361 prescrizioni. Scenario che conferma come il progetto del Ponte sullo Stretto è perfettamente in linea con il suo valore socio economico e soprattutto con l’iter che opere di questa portata hanno seguito. In definitiva, quindi, il progetto, approvato e risolto dal Consiglio Superiore non ha subito alcun arresto ed anzi è passato alla fase successiva nel pieno rispetto dei criteri necessari”, conclude il MIT.
TIANJIN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Oltre 150 preziosi reperti secolari appartenenti a Casa Savoia, tra cui monete, dipinti, mobili, abiti e porcellane, sono attualmente esposti al Museo di Tianjin, nella municipalità settentrionale cinese di Tianjin, e quasi il 30% di essi presenta elementi culturali tipicamente cinesi.
Organizzata congiuntamente dal Museo di Tianjin, dal Tianjin Digital Art Museum e da Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino, la mostra, intitolata “Corona di gloria: tesori della corte italiana del XVIII secolo da Casa Savoia”, si svolge dal 10 febbraio al 31 agosto.
La mostra offre uno scorcio sulla vita di corte europea del XVIII secolo, mostrando al contempo l’influenza della cultura cinese su Casa Savoia.
Yan Guodong, preside della School of Foreign Studies della Nankai University ed esperto di scambi culturali tra la Cina e i Paesi esteri, ha osservato che nel XVIII secolo l’Illuminismo si diffuse in tutta Europa, mettendo in discussione l’autocrazia feudale e i dogmi religiosi.
Le filosofie dei saggi cinesi trovarono risonanza negli ideali illuministici di apertura e razionalità, mentre prodotti cinesi ricchi di esotismo orientale affluivano nelle corti e nelle società europee. Un’inedita moda della “Chinoiserie” si diffuse in tutta Europa, esercitando un profondo impatto sulla società e sul pensiero occidentali, ha aggiunto Yan.
Questo fenomeno fu particolarmente evidente alla corte di Torino durante il periodo di Casa Savoia.
Nella sezione “Corte splendida”, gli oggetti esposti, tra cui arredamento d’interni, abiti di corte e mobili d’epoca, offrono un vivido ritratto della raffinata vita quotidiana della nobiltà della Casa Savoia. Un abito di corte in stile francese proveniente dalla collezione di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica ha attirato particolare attenzione.
Li Jun, vice direttore del dipartimento di ricerca sui manufatti del Museo di Tianjin e curatore della mostra, ha affermato che l’abito suscitò grande interesse dopo essere stato indossato da un’attrice nella celebre commedia “Adriana” a Parigi, e che lo stile venne successivamente chiamato con il nome dell’opera. Entro la metà del XVIII secolo era diventato un tratto distintivo della nobiltà europea e della ricca borghesia.
Il tessuto presentava motivi floreali intrecciati con fili d’oro, d’argento e di seta colorata ed era impreziosito da pizzi a forma di ventaglio tessuti con filo d’argento, riflettendo l’opulenza degli abiti di corte francesi del XVIII secolo. “In particolare, in questo capo sono state utilizzate sete e tecniche di ricamo cinesi, a testimonianza della diffusione della Chinoiserie in quel periodo”, ha aggiunto Li.
Durante il XVII e il XVIII secolo, i resoconti di viaggio provenienti dall’Oriente, insieme alle raffigurazioni di figure e paesaggi esotici, si diffusero ampiamente attraverso porcellane, tessuti, oggetti laccati e carte da parati dipinte, arricchendo notevolmente l’immaginario europeo sul lontano Oriente.
“I motivi sulle porcellane, sulla seta e sugli oggetti laccati cinesi erano considerati dagli europei rappresentazioni autentiche della vita reale in Cina, mentre i cinesi, a loro volta, si impegnavano ad assecondare i gusti europei nella scelta e nella progettazione dei motivi delle porcellane”, ha affermato Yan.
Ha aggiunto che gli europei erano affascinati dalla raffinata maestria dell’artigianato cinese e che, di conseguenza, lo stile rococò, che si fondeva con elementi artistici cinesi, conobbe un grande splendore. Essendo una delle casate reali più influenti d’Italia dell’epoca, Casa Savoia fu una delle principali promotrici e interpreti di questa tendenza della Chinoiserie.
“Questi manufatti non solo ci permettono di ripercorrere gli scambi tra civiltà del passato, ma forniscono anche un riferimento storico per la cooperazione culturale contemporanea tra Cina e Italia, rafforzando ulteriormente il legame spirituale tra i nostri popoli”, ha affermato Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica. (ITALPRESS). -Foto Xinhua-
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Sara Curtis è medaglia d’oro e migliora ancora il suo record del mondo nella finale dei 50 metri dorso donne degli Europei di nuoto, in corso a Parigi. La classe 2006 piemontese (Esercito / CS Roero), dopo essersi appropriata del primato in semifinale, trionfa anche nell’atto conclusivo e ritocca ulteriormente il suo tempo, nuotando in 26″56 (ieri aveva chiuso in 26″63). L’argento va a alla francese Mary-Ambre Moluh (27″06), davanti alla britannica Lauren Cox (bronzo in 27″15). “Sono veramente contentissima. E’ stata dura gestire le emozioni del record di ieri, ho faticato ad addormentarmi. Ho cercato di giocarmela fino alla fine e accelerare gli ultimi 15 metri e ci sono nuovamente riuscita. E’ assurdo”, ha detto Curtis, ai microfoni Rai, dopo la nuova impresa. “Potessi portare i miei genitori sul podio lo farei, niente di tutto questo senza di loro sarebbe possibile – aggiunge -. Nel momento in cui ho deciso di andare in Virginia pensavo solo a questo”. Per l’Italia sono ora 32 le medaglie vinte in tutta la rassegna continentale, delle quali 9 in vasca (3 ori, 2 argenti e 4 bronzi). – Foto Ipa Agency – (ITALPRESS).
Nel castello di Squillace è stata inaugurata, mercoledì 12 agosto, la mostra “Labirinti cromatici” di Rocco Bruno, richiamando decine di visitatori in un clima di partecipazione viva e curiosa. Tra i presenti figuravano anche il consigliere regionale Enzo Bruno, i sindaci di Squillace e Vallefiorita, Enzo Zofrea e Salvatore Megna, e l’assessore comunale al turismo Natascia Mellace. Proprio Mellace, portando i saluti istituzionali, ha sottolineato come l’amministrazione comunale sia solita valorizzare la grande arte, definendo quella di Bruno un incontro felice tra antichità e modernità e riconoscendo nella mostra un momento significativo per la vita culturale della città. Rocco Bruno, nato in Calabria, ha sempre avuto un rapporto istintivo con il colore, un legame che affonda le radici in un ricordo d’infanzia: la tovaglia bianca della domenica macchiata dal rosso vivo di un melograno, un gesto innocente che gli costò qualche rimprovero ma che, nel tempo, si è trasformato in una sorta di epifania creativa. Da allora il colore non lo ha più abbandonato. Gli studi al liceo artistico, la formazione alla Stamperia d’Arte, il percorso all’Accademia di Belle Arti e la successiva docenza hanno costruito un cammino coerente, sempre guidato da una ricerca intima e personale. Bruno racconta che dipingere è per lui un momento di rigenerazione, un luogo interiore dove perdersi per ritrovarsi, e che l’esposizione delle opere non rappresenta un obiettivo, ma un punto di verifica, un’occasione per confrontarsi e ripartire. La presentazione della mostra è stata affidata al prof. Giuseppe Giglio, storico e critico dell’arte, che ha definito la ricerca di Bruno come un equilibrio perfetto tra rigore geometrico e libertà espressiva, un “costruttivismo lirico” capace di fondere struttura e emozione. Le opere esposte non sono semplici stesure di colore, ma organismi visivi complessi, attraversati da linee che costruiscono un’architettura interna fatta di cellule, direzioni e snodi. In questo spazio pulsante, il colore assume un ruolo decisivo: talvolta esplode in toni intensi e vibranti, altre volte si ritrae in palette più misurate che invitano alla contemplazione simbolica. Pur evocando labirinti, città immaginarie e strutture architettoniche, la geometria di Bruno non si irrigidisce mai. Rimane un principio vitale, aperto al movimento e all’imprevedibilità, come se ogni opera custodisse un ritmo segreto che lo spettatore è chiamato a scoprire. Il suo linguaggio astratto, profondamente personale, unisce la pittura alla sensibilità della scultura, offrendo molteplici livelli di lettura che richiedono uno sguardo lento, attento, capace di sottrarsi all’immediatezza delle immagini contemporanee. “Labirinti cromatici” si presenta così come un viaggio dentro la materia e dentro il pensiero, un percorso che trasforma il castello di Squillace in un luogo di esplorazione visiva e interiore. È un invito a lasciarsi guidare dalle linee, dai colori, dalle vibrazioni che abitano le opere, e a riconoscere, in quel dialogo silenzioso, la forza di un’arte che continua a interrogare e a sorprendere. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 27 agosto. Carmela Commodaro
Questa mattina, nel territorio del Comune di Ricadi, i Vigili del Fuoco del Comando di Vibo Valentia sono intervenuti per soccorrere una persona di 42 anni rimasta ferita a seguito di una caduta dal promontorio roccioso del Parco Belvedere dei Cannoni, a Capo Vaticano. Ricevuta la richiesta di intervento, la Sala Operativa ha disposto l’immediato invio della squadra operativa del Distaccamento di Ricadi. Successivamente è stato attivato anche il personale del Nucleo S.A.F. (Speleo Alpino Fluviale), specializzato negli interventi in ambienti impervi. Giunti sul posto, i Vigili del Fuoco si sono calati dal promontorio, raggiungendo l’infortunato e procedendo alle prime operazioni di soccorso. Dopo averlo stabilizzato e assicurato su una barella tipo toboga, è stata valutata la necessità di procedere al recupero mediante mezzo aereo, considerata l’impossibilità di raggiungere la zona con modalità ordinarie. Attraverso la Sala Operativa è stato pertanto richiesto l’intervento dell’elicottero Drago VF165 del Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Salerno . Giunto sul posto, il personale aerosoccorritore ha effettuato il recupero dell’infortunato mediante verricello, consentendone il trasferimento in zona sicura. Il 42enne, cosciente e con diverse ferite è stato quindi affidato alle cure del personale sanitario, che ne ha disposto il trasporto in eliambulanza presso l’Ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro per gli accertamenti e le cure del caso. L’intervento ha visto impegnati il personale del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Ricadi, gli operatori del Nucleo S.A.F. e il personale aerosoccorritore, in un’operazione resa particolarmente complessa dalle caratteristiche impervie dell’area. Terminate le operazioni di soccorso, l’elicottero è rientrato a Lamezia Terme per il rifornimento, per poi essere nuovamente impiegato nelle attività di ricerca e successivo recupero della persona dispersa nel territorio di Montepaone.
COLLEFERRO (ROMA) (ITALPRESS) – Incendio ed esplosione allo stabilimento dell’ex Simmel Difesa, a Colleferro. La forte deflagrazione, sentita a diversi chilometri di distanza, è seguita a un incendio divampato all’interno della fabbrica.
(ITALPRESS).
(video fonte vigili del fuoco) mrc/mrv