Squillace, inaugurato sabato 28 giugno il progetto integrato Musei-Archivi-Biblioteche dell’arcidiocesi

«È un appuntamento annuale consolidato all’interno dell’arcidiocesi, segno concreto dell’impegno condiviso nella valorizzazione del nostro patrimonio culturale ecclesiastico. I progetti Mab, che intrecciano museo, archiovio e biblioteca, rappresentano percorsi virtuosi e modelli efficaci per custodire, narrare e trasmettere la memoria viva della nostra fede, attraverso i preziosi strumenti della cultura e della tradizione». Lo ha affermato don Maurizio Franconiere, responsabile dell’Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, inaugurando sabato scorso l’esposizione realizzata all’interno della concattedrale di Squillace con i pannelli descrittivi delle tre cappelle legate al culto bizantino: Sant’Agazio, patrono militare di Costantinopoli; la Dormitio Virginis, antica forma orientale del culto mariano; e Maria Odighitria, con il racconto della traslazione dell’icona marmorea. Il progetto “Antichi Culti nell’Itinerario Giubilare di Squillace” è stato proposto dall’arcidiocesi nell’ambito del più ampio progetto diocesano integrato musei-archivi-biblioteche (Mab) promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana in occasione dell’anno giubilare 2025. Il progetto mira a valorizzare l’itinerario giubilare “Vivariense”, scelto dall’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace mons. Claudio Maniago, che collega il santuario della Madonna del Ponte alla concattedrale, riscoprendo e promuovendo le antiche testimonianze di culto. Oltre alla valorizzazione dei beni ecclesiastici, il progetto promuove la partecipazione attiva della comunità locale, anche attraverso laboratori didattici. I testi sono di Dante Palmerino, l’organizzazione e l’allestimento sono a cura di Lucia Boccalone, Lara Caccia, Marianna Gentile e Alessandro Mercurio, mentre il progetto grafico è di Alfonso Prunestì. Una particolare attenzione sarà dedicata alla sensibilizzazione sul valore del pellegrinaggio come espressione di fede, carità e identità ecclesiale. «L’obiettivo – ha rimarcato don Franconiere – è offrire contenuti informativi che arricchiscano l’esperienza spirituale e culturale dei pellegrini e dei turisti, valorizzando al contempo la conoscenza del territorio. In analogia con gli antichi “itineraria” religiosi e spirituali, i banner che segnano il percorso Vivariense si propongono di condurre per mano il viandante di oggi accompagnandolo in un cammino di ricerca interiore, memoria e speranza».
Carmela Commodaro

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