Amaroni celebra miele e vino, patrimonio identitario di un territorio

Più che una semplice festa di piazza, un vero racconto collettivo capace di mettere in rete tradizioni, biodiversità e sviluppo locale. Con l’undicesima edizione di “Vino, note e gocce di miele – Tra tradizione e biodiversità”, Amaroni ha confermato la propria vocazione a valorizzare le eccellenze che ne caratterizzano l’identità, trasformando le proprie risorse agricole in opportunità  culturali, turistiche ed economiche. Promossa dal Comune, la manifestazione ha posto al centro la sinergia tra le due principali microfiliere del territorio: quella apistica, che fa della cittadina la “Città  del Miele della Calabria”, e quella vitivinicola familiare, arricchita dalla valorizzazione dei vitigni autoctoni regionali. Un incontro tra produzioni, saperi e comunità che racconta la storia di un territorio dove l’ape, prezioso bioindicatore ambientale, convive con il lavoro dei vignaioli custodi del paesaggio rurale. Numerosi i visitatori che hanno raggiunto il centro collinare del Catanzarese per partecipare a un programma capace di coniugare educazione ambientale, memoria e promozione delle produzioni locali. Grande interesse ha suscitato il laboratorio della cera d’api guidato dall’apicoltore ed educatore sensoriale Roberto Colao. Bambini e famiglie hanno realizzato candele artigianali scoprendo il valore dell’economia circolare e il ruolo fondamentale degli insetti impollinatori, approfondito anche attraverso il fumetto didattico “La vita ad Apelandia, una simpatica avventura”. Accanto alle attività  dedicate ai più piccoli, spazio anche al recupero delle tradizioni contadine con “L’Officina della Vendemmia”, esperienza che ha coinvolto gli anziani del paese nella trasmissione di tecniche, strumenti e racconti legati alla raccolta dell’uva. Insieme ai volontari del Centro Sociale Ricreativo Amaronese, hanno fatto rivivere ai più giovani il rito della pigiatura a piedi nudi nei tradizionali tini in legno. Particolarmente apprezzato lo show cooking dello chef Bruno Iapello dedicato a “’u mangiara d’a vindigna”, il tradizionale pasto della vendemmia. Durante l’iniziativa è stata presentata anche la nuova “Carta dei Mieli”, consultabile tramite QR Code, che propone il miele a marchio “Amaroni Mieli – I buoni di Calabria” come ingrediente capace di valorizzare piatti della tradizione calabrese e mediterranea. I diversi abbinamenti tra miele e vini ottenuti da vitigni come Gaglioppo, Magliocco e Greco Nero sono stati supportati anche dal “Sommelier Virtuale”, assistente digitale pensato per guidare cittadini e operatori della ristorazione nella scoperta dei migliori accostamenti. La serata si è poi animata con la musica tradizionale e l’energia itinerante dei SentaSè, suggellando una manifestazione resa possibile dalla collaborazione tra Comune, Centro Ricreativo Sociale Amaronese, Pro Loco, Protezione Civile Angeli Blu, apicoltori, vignaioli e dalle donne del paese, protagoniste nella preparazione delle ricette tipiche. Finanziato da Arsac Calabria, il progetto conferma Amaroni come esempio concreto di come biodiversità, filiera corta e valorizzazione delle produzioni identitarie possano diventare un efficace motore di crescita per le aree interne della regione.
Carmela Commodaro

L’articolo Amaroni celebra miele e vino, patrimonio identitario di un territorio proviene da S1 TV.