Memoria, identità e territorio: l’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace rilancia il progetto Mab 2026














L’inaugurazione dell’edizione 2026 del progetto Mab ha riportato domenica scorsa a Squillace l’attenzione su un percorso culturale che, anno dopo anno, continua a intrecciare memoria, ricerca e identità territoriale. L’iniziativa, promossa dall’Arcidiocesi di Catanzaro‑Squillace, viene portata avanti dal gruppo di lavoro composto da Marianna Gentile, Lara Caccia, Benedetta Trapasso, Alessandro Mercurio e Dante Palmerino, impegnati, con la supervisione del responsabile dei Beni culturali ecclesiastici e direttore del Museo di arte sacra di Catanzaro‑Squillace don Maurizio Franconiere, in un progetto capace di unire musei, archivi e biblioteche in una visione comune. Nel suo intervento, don Franconiere ha ricordato come la storia custodita nelle tre istituzioni non riguardi soltanto la Chiesa di Squillace, ma l’intero territorio, le comunità che lo abitano e le relazioni che nei secoli hanno legato realtà ecclesiastiche e civili. «Museo, archivio e biblioteca – ha sottolineato – non sono mondi separati, ma sono tre porte attraverso cui leggere una stessa vicenda, tre luoghi che custodiscono e trasmettono la memoria collettiva». Ripercorrendo i temi affrontati nelle precedenti edizioni, don Franconiere ha richiamato l’attenzione sulla figura di Cassiodoro e sul ruolo del Vivarium nella cultura cristiana, sulle testimonianze materiali della devozione e del pellegrinaggio e sulla dimensione dei culti che hanno segnato la storia religiosa dell’antica Squillace. «Quest’anno – ha ricordato – il percorso si arricchisce con lo studio e l’esposizione di documenti che permettono di ricostruire rapporti, trasformazioni e controversie che hanno inciso profondamente sulla storia ecclesiastica e territoriale della Calabria». All’incontro hanno contribuito gli interventi di Antonio Paonessa, direttore dell’Archivio di Stato di Catanzaro, di Benedetta Trapasso, archivista dell’Archivio storico diocesano, e di Dante Palmerino, archeologo cristianista, che hanno offerto nuove chiavi di lettura per comprendere la complessità delle vicende storiche presentate. I saluti istituzionali sono stati affidati all’assessora comunale Natascia Mellace, mentre un ringraziamento particolare è stato rivolto all’arcivescovo mons. Claudio Maniago per l’impegno costante nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale dell’arcidiocesi. La giornata si è conclusa con la visita alla mostra “Dalla tradizione greca alla rinascita latina”, allestita nel Museo diocesano d’arte sacra di Squillace, che espone documenti e testimonianze sulle controversie territoriali tra l’XI e il XIX secolo, offrendo ai visitatori un’occasione preziosa per immergersi nella storia profonda del territorio.
Carmela Commodaro
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