Davis Muccari: le radici nel cuore, il suono della Calabria nella pelle.


C’è un legame viscerale che unisce un artista alla propria terra, un filo invisibile ma indissolubile che resiste al tempo, ai viaggi e ai palcoscenici. Per Davis Muccari questo legame ha le forme della musica etno-popolare contemporanea, ha la voce di una piazza gremita e, da oggi, ha anche l’inchiostro impresso per sempre sulla pelle. Nato a Schwetzingen, in Germania, Davis cresce a Palermiti, un piccolo centro in provincia di Catanzaro. È lì che prende forma la sua anima musicale. Sin da bambino si avvicina agli strumenti della tradizione popolare, ma la sua non è soltanto passione d’istinto: affianca allo studio dell’organetto diatonico e dei fiati ben nove anni di pianoforte e solfeggio e tre anni di studio del canto presso la Soverato Music Company. Una formazione solida che gli permette di trasformare la tradizione in un linguaggio fresco, energico e capace di evolversi. Il cammino sul campo parte presto. Tra il 2009 e il 2010 entra come polistrumentista nella formazione di Ciccio Nucera e Antonio Grosso. Successivamente si unisce agli Antigua (2013-2014) e ai Lisarusa (2014-2016), gruppo con cui esordisce come voce e polistrumentista riproponendo la celebre “Su Calabrisi”.
Nel 2016 tenta anche la strada della televisione partecipando alle selezioni di Tù Sí Que Vales. Il 2017 segna una svolta decisiva: debutta da solista con il singolo “Fiuri”, che riscuote un forte successo di pubblico, seguito a breve da “Quandu ti viju”. Nello stesso periodo torna ad affiancare Ciccio Nucera nella sua band, condividendo il palco e collaborando con nomi di spicco del panorama etno-folk e della world music come Tony Esposito, Claudio Cavallo dei Mascarimiri e Giancarlo Paglialunga del Canzoniere Grecanico Salentino. All’inizio del 2020 arrives la firma con l’etichetta Calabria Sona, un passaggio che segna la sua maturazione artistica e l’esplorazione di sonorità che valicano i confini dell’etnico puro. Nascono così brani come “L’amuri in quarantena” e “Canzuni d’amuri”, fino alla pubblicazione dell’album “Tra Nui”, punto di sintesi di un percorso artistico in continua crescita.
Dietro i traguardi di Davis c’è prima di tutto la sua famiglia. L’artista ringrazia di cuore i genitori, che fin da subito hanno creduto nel suo sogno, la moglie, che gli sta sempre accanto e lo aiuta ad affrontare le difficoltà di questo mestiere, e il maestro Igor Gullà, da sempre al suo fianco con consigli preziosi. Ma il legame più profondo e commovente è quello con i suoi nonni. Se i nonni paterni continuano a sostenerlo e a gioire con lui, il ricordo di quelli materni è qualcosa di vivo che Davis si porta dentro ogni giorno.
Ricorda ancora quando, da piccolo, il nonno lo accompagnava a braccetto in piazza Cona per fare il primo incontro con la musica e ascoltare la banda. La nonna materna, invece, è scomparsa solo due anni fa: per Davis è stata una vera e propria seconda madre, la persona che gli ripeteva continuamente di credere in se stesso e di non arrendersi mai. A lei, che se n’è andata prima di poter vedere il grande successo che Davis sta ottenendo oggi, l’artista ha dedicato il brano “Io ti direi”. È un brano carico di significato, scritto per sua madre e per tutte le mamme — quelle presenti in piazza e quelle che guardano da lassù —, ma rivolto in modo speciale a questa sua “seconda madre”.
Davis ricorda che, prima di spegnersi, la nonna alzò gli occhi e disse con orgoglio: «Guarda chi fici io!». Una frase che gli è rimasta impressa nel cuore e che l’artista ha voluto gridare dal palco davanti al suo pubblico: «Tu ci sei sempre stata e mi hai sempre sostenuto. Ora non sei più qui con me, ma guarda nonna cosa ho combinato!». Se ogni piazza regala a un musicista un’emozione diversa, quella di Palermiti ha un peso specifico imparagonabile. È lì che tutto è iniziato, tra le strade dove è cresciuto.
Durante la kermesse dell’estate palermitese 2026, Davis si è esibito in una serata carica di emozione e partecipazione, davanti a una piazza strapiena che cantava a memoria ogni suo brano. In quell’occasione, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Giorla ha voluto omaggiarlo con una targa ufficiale, riconoscendogli «la straordinaria dote artistica e la passione con cui, attraverso la musica e il canto, ha saputo portare avanti e valorizzare il nome di Palermiti, diffondendone l’identità e il patrimonio culturale».
Ma la risposta di Davis all’amore della sua gente è andata oltre le parole. Sul palco, durante lo spettacolo, l’artista ha voluto compiere un gesto estremo e simbolico: farsi tatuare sul braccio la data del concerto insieme al nome di Palermiti. Un momento vissuto con le lacrime agli occhi e spiegato dallo stesso cantautore con profonda gratitudine: «Non so dove mi porterà la vita, ma in qualsiasi posto del mondo andrò, prima di ogni spettacolo mi guarderò il braccio. Vedrò quel nome e quella data e mi ricorderò che la mia terra e la mia gente saranno sempre con me, anche da lontano».
Maria Luisa Iezzi
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