Squillace, il cinematografo dei Gallo, un pezzo importante della storia locale

La storia del cinematografo a Squillace è un capitolo prezioso della memoria collettiva, un frammento di vita comunitaria che continua a vibrare nel ricordo di chi ha attraversato quelle stagioni di entusiasmo e socialità. Tutto ebbe inizio con Antonio Gallo, figura centrale della cultura popolare squillacese, che nel secondo dopoguerra trasformò una semplice sala sotto il municipio in un luogo capace di unire generazioni, emozioni e sogni. Non era soltanto un gestore, ma era un operatore culturale d’altri tempi, un uomo che portava il cinema nel paese con la stessa dedizione con cui si custodisce un bene comune. Le pellicole, le celebri “pizze” di metallo, arrivavano grazie ai suoi viaggi e alla sua tenacia, e i proiettori funzionavano perché lui stesso li curava, la sala si animava perché la famiglia Gallo, nel tempo, ne fece una missione condivisa, dividendosi tra biglietteria, accoglienza e cabina di regia. Le serate al cinema erano un rito collettivo. Nei fine settimana la sala si riempiva fino a non contenere più nessuno, mentre sullo schermo scorrevano i capolavori del neorealismo, i western che infiammavano l’immaginario popolare, le grandi produzioni hollywoodiane, i film religiosi e d’avventura. Durante gli intervalli, il brusio si mescolava al profumo delle semenze e delle caramelle, alle bibite fresche vendute come piccoli tesori di festa. Il cinematografo non era soltanto un luogo di proiezione, ma diventava palcoscenico per rappresentazioni teatrali amatoriali, concerti, assemblee cittadine, recite scolastiche, feste di comunità. Era, in fondo, di una grande importanza culturale per Squillace. Poi arrivarono gli anni ’80 e ’90, con le televisioni private, i Vhs, la digitalizzazione. Come accadde in tutta Italia, le sale monostagionali iniziarono a spegnersi una dopo l’altra. Questa storia è tornata a vivere la sera del 25 agosto, nell’atrio della Casa delle Culture, quando l’Archeoclub “Guido Rhodio”, presieduto da Gabriele Mauro, ha dedicato un incontro alla memoria del cinema squillacese, proponendo anche la proiezione integrale di “Nuovo Cinema Paradiso”, film che più di ogni altro racconta la magia perduta delle sale di paese. Tra i presenti c’era Ettore Gallo, figlio di Antonio, custode naturale di quella tradizione familiare. Il socio Ruggero Mauro ha ricordato tanti altri protagonisti di quella stagione, primo fra tutti Martino Merenda, figura chiave che raccolse il testimone dopo la gestione dei Gallo, contribuendo a mantenere viva la fiamma del cinema locale. Oggi, quel cinematografo non esiste più, ma continua a vivere nei racconti, nelle fotografie, nelle emozioni di chi lo ha frequentato. È un pezzo di storia che non appartiene soltanto al passato, ma è un patrimonio affettivo che Squillace continua a custodire, come si fa con le cose che hanno insegnato a una comunità a ritrovarsi, a sognare, a crescere insieme.
Carmela Commodaro

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