La Madonna dei Sette Dolori, il vuoto che ferisce Amaroni

Un pezzo di storia di Amaroni che non c’è più. Questa frase oggi pesa come una ferita aperta nella memoria collettiva del paese. L’icona della Madonna dei Sette Dolori, da sempre punto di riferimento spirituale, non è più al suo posto. Un vuoto inatteso, che scuote e interroga. L’antica immagine sacra si trovava lungo la strada provinciale 162/2, all’ingresso di Amaroni, incastonata in una piccola struttura muraria che negli ultimi anni aveva mostrato segni evidenti di cedimento. L’icona raffigurava Maria nell’abbraccio doloroso con Cristo piagato, una rappresentazione intensa, capace di parlare al cuore dei fedeli e di raccontare, attraverso la sua semplice presenza, un tratto profondo della spiritualità locale. La struttura, ormai instabile, rischiava di sprofondare nel burrone sottostante; un pericolo reale, che aveva reso urgente un intervento di messa in sicurezza. Grazie al progetto “Il Percorso delle Icone”, finanziato dal Gal Serre Calabresi e portato avanti dal Comune di Amaroni, si era riusciti a consolidare il manufatto, restituendogli stabilità e protezione. Il passo successivo sarebbe stato il restauro del dipinto, già programmato insieme al parroco don Roberto Corapi, per ridare luce ai colori e alla storia che quell’immagine custodiva da decenni. Questa mattina, però, la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire, perché il dipinto su tavola raffigurante la Madonna non c’è più. Il sindaco Gino Ruggiero è stato informato dell’assenza improvvisa dell’opera, senza che vi siano al momento certezze su cosa sia accaduto. «Non vogliamo pensare al peggio», ha dichiarato Ruggiero, lasciando aperta la speranza che non si tratti di un furto, ma di un gesto forse impulsivo, forse inconsapevole, che possa essere presto riparato. Ruggiero ha rivolto un appello semplice e diretto: chi ha preso il dipinto lo riporti al suo posto. Perché quella tavola non è soltanto un oggetto artistico, né un elemento decorativo del paesaggio. È memoria, è identità, è un frammento vivo della storia di Amaroni. Un simbolo che ha accompagnato generazioni, che ha vegliato su chi entrava e usciva dal paese, che ha rappresentato un legame profondo con la tradizione religiosa e comunitaria. La speranza, oggi, è che quel pezzo di storia possa tornare presto dove appartiene, restituendo alla comunità non solo un’immagine sacra, ma una parte di sé.
Carmela Commodaro
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