Tra Sacro e Profano: un dialogo tra cielo e terra nella storica bottega Conca



Nella storica bottega Conca, oggi patrimonio comunale e luogo che custodisce memorie artigiane e identitarie, si apre un varco simbolico: “Tra Sacro e Profano”, la mostra dedicata a due figure centrali dell’arte squillacese, Giuseppe Mercurio e Paolo Pancari Doria. Un titolo che non è semplice cornice, ma dichiarazione d’intenti; un invito a sostare in quella soglia sottile dove spiritualità e materia non si oppongono, ma dialogano. Il confine che non divide, siamo abituati a immaginare il sacro e il profano come due mondi separati: da una parte il divino, l’eterno, la contemplazione; dall’altra la quotidianità, la fragilità, la carne. Eppure l’arte, con la sua capacità di scardinare le categorie, ci mostra che quel confine non è un muro, ma un passaggio. Il “tra” del titolo diventa così uno spazio fertile, un luogo di incontro, di tensione creativa, di rivelazione. È proprio in questa terra di mezzo che Mercurio e Pancari Doria hanno scelto di muoversi, ognuno con la propria sensibilità, ognuno con la propria visione. Due artisti, un dialogo che continua oltre la vita terrena Le opere esposte molte delle quali inedite, grazie alla generosa disponibilità dei figli dei due artisti, Antonio Mercurio e Francesco Pancari, non cercano di definire cosa sia sacro e cosa sia profano. Piuttosto ci invitano a osservare come questi due poli si sfiorino, si contaminino, si illuminino a vicenda. Antonio e Francesco, con un gesto di profonda cura e responsabilità culturale, hanno scelto di condividere le opere dei loro padri, artisti che non vivono più nella dimensione terrena ma che continuano a parlare attraverso la materia, il colore, la forma. Le loro mani non creano più, ma le loro opere continuano a generare significato. Le sculture e i dipinti di Giuseppe Mercurio sembrano emergere dalla materia per farsi simbolo, gesto, evocazione. Le opere di Paolo Pancari Doria attraversano la dimensione terrena per aprirsi a una spiritualità che non è dogma, ma vibrazione. Insieme creano un corto circuito visivo ed emotivo, non si sovrappongono, ma si completano; non competono, ma dialogano; non spiegano, ma suggeriscono. La mostra è nata dall’iniziativa dell’Archeoclub “Guido Rhodio” di Squillace, che ancora una volta conferma il proprio ruolo di presidio culturale del territorio, capace di custodire, valorizzare e rilanciare la memoria artistica e storica della comunità. La presenza delle istituzioni ha sottolineato il valore dell’iniziativa: il sindaco Enzo Zofrea e il consigliere comunale Mimmo Facciolo, il quale ha portato i saluti dell’intera amministrazione comunale, ribadendo con convinzione l’impegno dell’Archeoclub e la volontà di sostenere percorsi culturali che uniscono identità, bellezza e partecipazione. Promuovere ancora oggi l’arte di Mercurio e Pancari Doria non è solo un atto di memoria, ma un gesto di responsabilità culturale. Le loro opere continuano a parlarci, sono ponti, sono soglie, sono fili che collegano materia e spirito, uomo e infinito. Questa mostra vuole essere proprio questo, un luogo dove chi ha amato la loro arte possa ritrovarla, e chi non la conosce ancora possa scoprirla nella sua forma più autentica. Con questo spirito, si dichiara ufficialmente aperta la mostra “Tra Sacro e Profano”. Che sia per tutti un viaggio di visione, ascolto e riflessione. Buona visione e buon viaggio.
Carmela Commodaro
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