Squillace, “Parrandu Parrandu”: la comicità dialettale di Enzo Colacino tra risate, memoria e solidarietà

Nella spianata principale del Castello Normanno di Squillace la comicità calabrese ha ritrovato uno dei suoi protagonisti più amati e iconici. In occasione della II edizione della “Rassegna Culturale Maestro Giacinto Cuccunato”, il palcoscenico, sabato 8 agosto, è stato tutto per Enzo Colacino e il suo celebre spettacolo “Parrandu Parrandu”. Enzo Colacino rappresenta per Catanzaro e per l’intera Calabria ben più di un comico, in quanto è una vera e propria maschera contemporanea, un custode del vernacolo, dei modi di dire e della memoria collettiva. Attraverso lo strumento fluido e colorato del dialetto, Colacino trasforma il quotidiano in epica comica, portando in scena i vezzi, le contraddizioni, le manie e la calorosa filosofia di vita della gente del posto. Il titolo dello show, “Parrandu parrandu” (“Parlando parlando”), chiarisce subito l’impostazione dello spettacolo, cioè un dialogo intimo, diretto e travolgente con la platea. Senza ricorrere mai a una comicità volgare o fine a sé stessa, l’artista costruisce un racconto affettuoso che spazia dalle macchiette di quartiere ai ricordi della Catanzaro di un tempo, mettendo a confronto l’autenticità del passato con le nevrosi e i cambiamenti della società contemporanea. Ciò che rende la satira di Colacino unica è la sua capacità di far ridere tutti, dai più anziani alle nuove generazioni, offrendo sempre un secondo livello di lettura. Tra una battuta fulminea e un aneddoto di vita quotidiana, emerge una profonda riflessione sull’importanza del legame con le proprie radici e sulla salvaguardia dell’identità culturale locale di fronte all’omologazione moderna. L’evento, organizzato dall’associazione Accussì Aps, con l’introduzione del presidente Sardo Bruzzese, in collaborazione con l’associazione Zefiro e sostenuto da importanti patrocini come il Comune di Squillace, l’Università della Calabria e I Giardini di Hera, ha dimostrato come la cultura popolare possa essere anche un forte veicolo di coesione e solidarietà. Nel corso della serata, infatti, il pubblico ha avuto l’opportunità, anche tramite il banchetto solidale, sempre presente durante tutta la rassegna, di sostenere attivamente la ricerca contro la distrofia muscolare e le malattie oncologiche, unendo la leggerezza del sorriso a una causa di alto valore umano. Unire l’incanto di una fortezza millenaria come il Castello di Squillace, l’impegno sociale e l’inconfondibile arguzia di Enzo Colacino conferma ancora una volta quanto la Calabria sappia attingere al proprio patrimonio artistico e umano per regalare serate che riscaldano il cuore e arricchiscono lo spirito.
Carmela Commodaro

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