“Cuntami” parte con il piede giusto: una piazza ritrovata, l’arte di Anthony Aiello e una comunità che torna ad ascoltarsi

“Cuntami” parte con il piede giusto: una piazza ritrovata, l’arte di Anthony Aiello e una comunità che torna ad ascoltarsi
Una piazza gremita, un pubblico attento e partecipe, il sindaco Roberto Giorla, gran parte dell’Amministrazione comunale e il parroco don Alessandro Nicastro presenti a condividere il primo appuntamento di Cuntami, il nuovo percorso culturale che ha inaugurato il proprio cammino con un ospite d’eccezione: l’artista e restauratore Anthony Aiello.
A condurre la serata è stato Domenico Marcella, che ha saputo costruire un dialogo intenso e spontaneo, accompagnando l’ospite attraverso i momenti più significativi della sua vita e della sua formazione, con domande capaci di far emergere non soltanto il professionista, ma soprattutto l’uomo.
L’incontro si è aperto con un episodio tanto curioso quanto emblematico. Quando Anthony Aiello era ancora un bambino e si trovava tra le braccia della madre, una signora gli prese la mano e, quasi leggendo nel suo destino, disse che un giorno sarebbe diventato un artista. Una frase rimasta impressa nella memoria e che il tempo ha finito per trasformare in realtà.
Da quel ricordo ha preso forma il racconto di una vocazione nata nell’infanzia: i primi disegni, gli eroi dei fumetti, il bisogno quasi naturale di comunicare attraverso le immagini e la consapevolezza, maturata negli anni, che quella passione sarebbe diventata una scelta di vita.
Il pubblico ha ripercorso insieme ad Aiello le tappe della sua formazione, dalla pittura agli studi di restauro presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, fino all’importante esperienza nei cantieri del Vaticano, dove ha lavorato all’interno della squadra del maestro restauratore Giuseppe Mantella, prendendo parte al recupero di opere di straordinario valore artistico e storico.
Tra i momenti più autentici della conversazione, Anthony Aiello ha raccontato anche una scelta coraggiosa che ha segnato la sua esistenza.
«A un certo punto della mia vita mi sono ritrovato con il posto fisso, l’ambito posto fisso. Ma non era per me. Ero sempre nervoso. Quel lavoro non poteva essere la mia vita.»
Così ha deciso di lasciare quella sicurezza per dedicarsi completamente all’arte, dimostrando come le passioni, quando diventano vocazione, abbiano la forza di cambiare il corso di una vita.
Il dialogo si è poi spostato su una riflessione più ampia sul nostro tempo. Oggi siamo sommersi da immagini che scorrono velocemente sugli schermi dei social, mentre l’arte ci chiede l’esatto contrario: fermarci, osservare, contemplare. Perché la bellezza non è qualcosa da consumare in pochi secondi, ma un’esperienza che richiede tempo, attenzione e disponibilità all’ascolto.
Ed è proprio ciò che è accaduto durante la serata. La piazza è rimasta in silenzio, assorta, quasi sospesa tra il racconto dell’artista e la forza evocativa del luogo.
Non è stato un dettaglio: la piazza che ha ospitato “Cuntami” appartiene alla memoria più profonda del paese. Un tempo era il cuore della vita quotidiana; oggi molte delle abitazioni che la circondano sono chiuse o disabitate. Eppure i balconi continuano a custodire fiori e piante, come se quelle case attendessero ancora il ritorno di chi le ha vissute.
Per una sera quel luogo è tornato a riempirsi di persone, di voci e di relazioni. Non c’era soltanto chi aveva scelto di partecipare al primo appuntamento di “Cuntami”: c’era anche chi ritrovava la piazza dell’infanzia, quella dei nonni, delle estati trascorse all’aperto, dei giochi e degli incontri. Per qualche ora il tempo è sembrato ricucire passato e presente, restituendo a quello spazio la sua funzione più autentica: essere il cuore della comunità.
Perché i luoghi diventano comunità soltanto quando le persone scelgono di viverli.
La bellezza, in fondo, non è un punto di arrivo. È una scelta. Una scelta che si rinnova ogni volta che decidiamo di dedicare tempo alla cultura, all’ascolto e alle persone.
Grazie a Domenico Marcella per aver immaginato questo percorso e aver guidato con sensibilità il dialogo, grazie ad Anthony Aiello per aver condiviso la propria esperienza di vita e d’arte e grazie, soprattutto, al pubblico che con la sua presenza ha dato significato a questo primo appuntamento.
Perché senza chi racconta le storie la cultura non nasce, ma senza chi le ascolta la cultura non vive.
Maria Luisa Iezzi
L’articolo “Cuntami” parte con il piede giusto: una piazza ritrovata, l’arte di Anthony Aiello e una comunità che torna ad ascoltarsi proviene da S1 TV.






