Notte al Castello, tra filosofia e stelle: Squillace riscopre l’infinito

La terza edizione di “Notte al Castello: Infinito e movimento. L’enigma astronomico tra i classici e gli alessandrini” ha trasformato ancora una volta il Castello Normanno di Squillace in un luogo di meraviglia, dialogo e scoperta. Un evento che ha unito filosofia, astronomia e osservazione del cielo, promosso dall’amministrazione comunale, assessorato al turismo, in collaborazione con Unione Astrofili Catanzaresi, Aps Comunità Benedict e I Giardini di Hera. Quando la cultura incontra la curiosità, i luoghi storici si trasformano. Così è stato a Squillace, dove il Castello Normanno ha accolto un pubblico numeroso e attento, confermando il successo di una manifestazione che, anno dopo anno, cresce e si radica nella comunità. La serata ha offerto un viaggio affascinante tra le grandi domande che hanno accompagnato l’uomo fin dall’antichità: che cos’è l’universo? Da dove nasce il movimento dei corpi celesti? Qual è la natura delle stelle? Domande che il prof. Domenico Messinò ha esplorato con un intervento dedicato all’origine del pensiero astronomico, intrecciando filosofia e scienza in un racconto capace di coinvolgere adulti, giovani e bambini. Dopo le riflessioni teoriche, il cielo di Squillace è diventato protagonista. L’Unione Astrofili Catanzaresi ha guidato le osservazioni al telescopio, permettendo ai partecipanti di ammirare Luna, stelle e pianeti con uno sguardo nuovo, consapevole e meravigliato. «Il tramonto sul Castello, i telescopi rivolti verso il cielo, la curiosità dei visitatori e quelle conversazioni sull’universo – hanno commentato gli astrofili – ci hanno fatto sentire parte di qualcosa di immenso. Vedere adulti, giovani e bambini lasciarsi affascinare dalla volta celeste ci ricorda quanto la divulgazione scientifica sappia unire emozione e conoscenza». L’assessore al turismo Natascia Mellace ha sottolineato il valore dell’iniziativa. «Crediamo fortemente – ha detto – che la cultura sia anche un motore di promozione del territorio. Portare eventi culturali nei nostri luoghi storici significa farli vivere, conoscerli e renderli parte di un’esperienza condivisa. Il Castello non è soltanto un monumento da ammirare, ma uno spazio vivo, capace di generare emozioni e nuove occasioni per raccontare la bellezza di Squillace». Un ringraziamento è stato rivolto a tutti i partner dell’evento e al pubblico che, con domande, curiosità e attese pazienti al telescopio, ha reso la serata speciale. “Notte al Castello” si conferma così un appuntamento capace di unire storia, scienza e partecipazione, trasformando un luogo simbolo della città in un ponte verso l’infinito. Una serata che ha ricordato a tutti che alzare lo sguardo verso il cielo non è solo un gesto di meraviglia, ma un modo per sentirsi parte di una comunità che cresce, esplora e continua a interrogarsi.
Carmela Commodaro

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