Un traguardo che onora Squillace e racconta la forza di una generazione che non teme il mondo

La laurea di Elisabetta Conte, giovane squillacese, non è soltanto un successo personale, ma anche un risultato che assume un valore straordinario se inserito nel contesto del percorso che l’ha portata a conquistare uno dei titoli accademici più selettivi d’Europa. Ogni anno l’International Medical School dell’Università degli Studi di Milano, uno dei corsi di laurea in Medicina più internazionali e competitivi, accoglie solo 70 studenti europei e non europei, selezionati tra oltre 12 mila candidati. Riuscire a entrare è già un traguardo. Laurearsi con una tesi di alto profilo scientifico, come ha fatto Elisabetta, significa collocarsi nell’eccellenza accademica internazionale. La sua tesi, dedicata al ruolo della sarcopenia nelle pazienti affette da carcinoma ovarico avanzato sottoposte a chirurgia primaria, è stata sviluppata in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia, uno dei centri oncologici più prestigiosi al mondo. Un tema complesso, che unisce ricerca clinica, innovazione e attenzione alla qualità di vita delle pazienti. Il percorso di Elisabetta non nasce per caso. Dopo l’esperienza liceale annuale a Vienna, ha scelto di continuare a studiare in un ambiente internazionale, perfezionando inglese e tedesco. Durante l’Università ha trascorso un anno in Erasmus alla Medizinische Fakultät der Universität zu Köln, in Germania, dove ha potuto confrontarsi con nuovi modelli didattici e ampliare le proprie competenze cliniche. La sua formazione clinica si è svolta negli ospedali della rete formativa milanese, tra cui l’Ospedale Niguarda, uno dei maggiori policlinici italiani, il Policlinico di Milano, l’Istituto Nazionale dei Tumori e l’Istituto Europeo di Oncologia. A Colonia ha frequentato diversi ospedali universitari, consolidando un profilo medico già orientato alla ricerca e alla cura multidisciplinare. Il risultato di oggi è il frutto di anni di impegno, studio e sacrifici. Elisabetta ha dimostrato che anche da una piccola comunità come Squillace si può raggiungere l’eccellenza internazionale, se accompagnati da determinazione, curiosità e coraggio. Il suo percorso rappresenta un esempio per tanti giovani calabresi che sognano una carriera nel mondo della medicina e della ricerca. Ora Elisabetta si prepara a intraprendere la carriera medica con lo stesso spirito che l’ha guidata finora, e cioè attenzione, altruismo e desiderio di contribuire al benessere dei pazienti. Un talento che porta con sé l’identità della sua comunità e che con ogni probabilità continuerà a far parlare di sé.
Carmela Commodaro
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