Interviste Sotto Traccia di Davide Mercurio. La 53.ma è con “Across”, la comunità che resiste e “Blackout” è il manifesto di un’epoca che cerca ancora autenticità

In un tempo dominato dalla velocità, dove tutto si consuma nello spazio di uno scroll, gli Across scelgono la strada opposta: costruire relazioni, comunità, presenza. Davide Mercurio, del Collettivo OndaRock, ha dialogato con loro nella 53.ma Intervista SottoTraccia. Blackout, il nuovo album della band calabrese nata nel 2019 dall’incontro di musicisti provenienti da storiche realtà punk e hardcore cosentine, è il risultato più maturo di questo percorso. Un disco che non rincorre mode, ma che afferma un’identità precisa, radicata e contemporanea. La cifra stilistica degli Across si muove in una sintesi personale che intreccia hardcore punk anni Novanta, emocore, street punk e suggestioni dark. Se nei lavori precedenti emergevano atmosfere più cupe e una forte impronta new wave, in Blackout prevale un’urgenza comunicativa più diretta, tagliente, quasi necessaria. Il disco nasce dal bisogno di raccontare il presente senza filtri, trasformando inquietudini individuali e collettive in canzoni che colpiscono e fanno pensare. Il “blackout” evocato dal titolo diventa metafora di una condizione esistenziale fatta di contraddizioni, scelte difficili, tentativi di restare fedeli a sé stessi mentre tutto intorno sembra spingere nella direzione opposta. Le canzoni affrontano temi come alienazione, individualismo e sopravvivenza emotiva. Niente slogan, niente semplificazioni: gli Across preferiscono raccontare esperienze, sensazioni, storie. È qui che l’hardcore punk torna a essere strumento di resistenza culturale, non per il genere in sé, ma per l’attitudine che porta con sé: restare una presenza scomoda, critica, indipendente. A impreziosire il disco c’è la presenza di Sergio Milani dei Kina nella versione acustica di Didascalia. Una collaborazione che non nasce dal caso, ma da una stima reciproca profonda e dal riconoscimento dell’impatto che la storica band valdostana ha avuto nella formazione musicale e umana degli Across. È un passaggio di testimone simbolico: la continuità di un modo di vivere la musica come scelta etica, prima ancora che estetica. La storia degli Across non si esaurisce nei dischi. Attraverso M.A.D. Productions, collettivo attivo nell’organizzazione di concerti, eventi e iniziative DIY, la band porta avanti un’idea precisa di scena underground: uno spazio inclusivo, partecipato, costruito dal basso. Nel Sud Italia, dove isolamento e precarietà spesso scoraggiano iniziative culturali, creare occasioni di incontro diventa un gesto politico. È proprio questa dimensione comunitaria che continua ad attirare nuove generazioni verso il punk hardcore, offrendo ciò che altrove sembra sempre più raro: autenticità, appartenenza, partecipazione reale. Tra sacrifici economici, chilometri percorsi e lavoro invisibile, gli Across e M.A.D. Productions rappresentano oggi una delle testimonianze più vive della resilienza dell’underground meridionale. Blackout non è soltanto un disco: è il racconto di una comunità che continua a esistere, creare, resistere. Una luce che, paradossalmente, riesce a brillare proprio quando tutto sembra spegnersi.
Carmela Commodaro
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